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Golosaria 2014, a Milano per la nona edizione: la vita come gusto.

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golosariaGli esploratori del gusto, gli amanti della qualità, i curiosi dei nuovi sapori si danno appuntamento alla IX edizione di Golosaria,
la “Rassegna di Cultura e Gusto”, dal 15 al 17 novembre al Superstudio Più di Via Tortona a Milano

Farine macinate a pietra, birre al chinotto di Savona, salsiccia dell’Aspromonte, capocollo di Martina Franca, oca di Vanzago, colatura di alici di Cetara, yogurt di capra camosciata delle Alpi, capperi di Pantelleria, menta di Pancalieri, patata di Oreno e chiocciole di Cilavegna. Sono migliaia i prodotti enogastronomici selezionati, dai grandi marchi dell’alta qualità italiana a quelli più piccoli e rari e tutti rigorosamente genuini. Da scoprire e “assaggiare” a Golosaria, da sabato 15 a lunedì 17 novembre a Superstudio Più di via Tortona a Milano.

massobrioLa rassegna enogastronomica di Paolo Massobrio è tra le più attese d’Italia perché nasce da un formidabile osservatorio: ognuno dei 200 produttori alimentari e dei 100 titolari di cantine ospitati negli 8000 mq di fiera-mercato, sono stati selezionati, osservati e “degustati” più volte negli anni dal team di esperti de IlGolosario, il best seller dell’enogastronomia italiana. Quest’ anno il libro IlGolosario si fa “user friendly” e diventa anche un portale, una vera e propria banca dati accessibile a tutti da computer e smartphone all’indirizzo www.ilgolosario.it.

“La Vita come gusto, il gusto come stile di vita” tema di questa IX edizione, significa preferire la qualità alla quantità, approfondire la cultura delle materie prime, imparare l’arte della scelta e della selezione.

sciatA Golosaria si cucina e ci si mette alla prova, si diventa spettatori e protagonisti al contempo. Sono decine gli appuntamenti che permettono ai visitatori di “mettere le mani in pasta”, di carpire i segreti dei grandi chef e pasticceri, di imparare nuove ricette e abbinamenti o riconoscere il retrogusto di vini unici. Nell’area Choco Lounge i migliori artisti del cioccolato presenteranno le loro novità da accompagnare ai grandi distillati della tradizione italiana. I partner del Golosario diventati alfieri del Made in Italy nel mondo accoglieranno i visitatori nell’area dedicata, mentre i segreti del perfetto connubio tra benessere e gusto verranno svelati nell’area dedicata alle sane abitudini alimentari. Sul palco degli Show Cooking (in programma ce ne sono 20) si alterneranno chef e pasticceri selezionati dalla guida Il Golosario. In queste occasioni si imparerà a cucinare il perfetto “uovo da passeggio” o a trasformare un piatto tipico italiano come gli gnocchi in un piatto etnico. Per conoscere la preparazione del “sushi alla lombarda”, della “colazione piemontese con pane e formaggio” o del “sorbetto perfetto” si deve partecipare a uno dei Lab, in calendario ce ne sono più di 20.

crudo cuneoMa sempre nel calendario lab potremo conoscere più da vicino il prosciutto crudo di Cuneo, ma anche le specialità della norcineria brianzola e modenese. Poi i formaggi senza lattosio o il burro piemontese ottenuto da vacche di razza Bruna Alpina.

Gli amanti del Wine Tasting non potranno perdersi le degustazioni guidate dei Top Hundred di Papillon spiegati in base al vitigno, ma grande attenzione sarà riservata agli spumanti, dal Trentino all’Alto Adige passando per i Colli Euganei e l’Oltrepo. Il Club Amici del Toscano proporrà una serie di incontri in cui i profumi dei grandi distillati e liquori italiani si combineranno con il gusto inconfondibile del Toscano.

A Golosaria si viene per un pranzo o una cena originali, sapendo che non si verrà delusi. Un esempio? Meglio assaggiare il kebab da carni piemontesi Kebarbuma o la focaccia di Recco? O ancora la piadina romagnola, gli agnolotti da passeggio o gli “Sciatt à Porter”, croccanti bignè di grano saraceno con un cuore di formaggio fuso? Poi le paste ripiene milanesi e i Casoncelli delle valli bergamasche, l’uovo perfetto proposto nello spazio Amati! Papillarium. E ancora: dalla Lomellina la zucca Bertagnina proposta in versione zuppa, hamburger per vegetariani e dessert. Ma anche una teoria di risotti da Alessandria, la mozzarella da Bagnolo Piemonte, senza dimenticare lo spazio per i gelati artigianali. Tutto accompagnato dalle birre “vive”.

Fresh sandwich with vegetables, green salad and cheeseQueste sono solo alcune tre le novità di cucina di strada proposte in questa edizione, tutte da scoprire in un viaggio tra i numerosi espositori. E non finisce qui, perché dal Piemonte arrivano anche i Maestri del Gusto selezionati dal Golosario e dalla Camera di Commercio di Torino.

Novità di quest’edizione è la kermesse Bread Religion in cui 6 grandi chef interpreteranno 12 panini con farcitura da “gourmand”. Le aree Cucina di Strada sono provviste di mangia in piedi interni ed esterni. Nell’area garden BBQ infatti verrà presentato lo street food alla griglia di BBQ4All.

colazione3Nell’Agorà di Golosaria si alterneranno talk d’attualità e prestigiose premiazioni. Sarà in questa piazza che la Scuola Internazionale di Cucina IFSE di Piobesi presenterà al grande pubblico i suoi Master di cucina creativa. Ma si parlerà anche di Expo2015 con le creazioni firmate dagli chef lombardi della GuidaCriticaGolosa per il tema lanciato da Golosaria “Un piatto per Expo: 5 ingredienti per raccontare il Territorio”. E sono già 30 i locali aderenti. Quindi spazio al “volto social” di Golosaria, con la collaborazione di Social Media Marketing Day e la premiazione del contest fotografico “Like Golosaria”: come i golosi della vita guardano Golosaria”. Il fitto calendario prevede anche eventi di educazione alimentare, con un approfondimento dedicato alla frutta, alle verdure e ai loro colori. Domenica mattina torna anche il tema della colazione con i 5 profili più comuni giudicati, nella “Disfida della colazione”, da un nutrizionista e da una maestra di cucina.

 

Enolions 2015: educazione al consumo e ricambio generazionale. E un contest che va dritto al cuore.

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enolionsNel mondo del vino c’è un concorso che più di ogni altro è destinato a crescere e a far parlare di sé: è Enolions , il contest promosso dal Distretto 108 La Toscana dell’Associazione Lions Club International, in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, e dedicato a tutti i produttori vinicoli italiani.
Giunto alla sua seconda edizione grazie a Piero Fontana e all’enologo Luciano Bandini, rispettivamente Responsabile del Comitato Organizzatore e Presidente delle Commissioni di Degustazione, EnoLions chiuderà le iscrizioni soltanto il 25 febbraio 2015, dead line entro la quale le aziende partecipanti dovranno inviare i campioni presso la splendida cornice di Villa Medicea “La Ferdinanda” ad Artimino, conosciuta anche come Villa dei cento camini, che servirà da sfondo per la fase conclusiva di valutazione organolettica il prossimo 8 marzo 2015.
Esperienza e passione, più che i tecnicismi, giocheranno un ruolo fondamentale in questo concorso che sposa un nuovo promettente carico di parabole sensoriali, gustative ad un unico e meritevolissimo obiettivo: “arrivare al cuore di tutti”. Tanto in senso letterale, essendo il ricavato della manifestazione destinato alla realizzazione di una rete regionale di teleconsulto per le malformazioni cardiache congenite, potenzialmente utilizzabile anche per altre patologie; quanto in senso lato, per la volontà di informare sul bere consapevole e sensibilizzare ad una più ragionata scelta di consumo.
enolions logoC’è di più. La valutazione sarà effettuata, come lo scorso anno, da Commissioni di 7 membri (4 enologi, 2 sommelier qualificati ed 1 giornalista del settore) scelti tra le fila degli under 40, segno che si sta lavorando ad un rinnovamento generazionale, alla costruzione di una classe di esperti degustatori che rompa la staticità del mercato e rappresenti al meglio le tendenze del settore. Non cambia invece il metodo di analisi sensoriale, quello dell’Union Internationale des Oenologues, valido a decretare i migliori punteggi per ogni categoria cui corrisponderanno relativi diplomi con medaglie (oro, argento, bronzo). Ecco, nel dettaglio un estratto del regolamento che disciplina questa II edizione di EnoLions:

Il Distretto 108La Toscana dell’Associazione Lions Clubs International, con l’autorizzazione del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, indice ed organizza il 2° Concorso Enologico Nazionale denominato “EnoLions 2015” la cui fase conclusiva di valutazione organolettica si terrà il giorno 8 Marzo 2015 nel Comune di Artimino in provincia di Prato, presso la Villa Medicea “La Ferdinanda”. Sono ammessi al Concorso Enologico Nazionale “EnoLions 2015” i vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita e a Denominazione di Origine Controllata (DOP), ad Indicazione Geografica Tipica (IGP) ed i Vini Spumanti di Qualità (VSQ) del territorio Italiano facenti parte di lotti di imbottigliamento di almeno 1.500 bottiglie da 0,750 lt. Nel caso dei vini passiti, la soglia si abbassa a 1.000 bottiglie di capacità non inferiore a 0,375 lt. I vini saranno suddivisi nelle categorie:

calici
a) Vini spumanti metodo classico, charmat e dolci a Docg, Doc, Igt e Vsq;
b) Vini frizzanti Docg, Doc, e Igt con residuo zuccherino fino e oltre 30gr/lt
c) Vini bianchi tranquilli Docg Doc e Igt delle vendemmie 2014/13 e precedenti o affinati in legno.
d) Vini rosati tranquilli Docg, Doc, e Igt
e) Vini rossi tranquilli Docg, Doc, e Igt elaborati in cemento o inox, vendemmie 2014/13
f) Vini rossi tranquilli Docg, Doc, e Igt affinati in legno vendemmie 2014/13
g) Vini rossi tranquilli Docg, Doc, e Igt, vendemmie 2012/11/10/09/ e precedenti
h) Vini da dessert,vini passiti e liquorosi Docg,Doc e Igt.
Possono partecipare al Concorso Enologico Nazionale “EnoLions 2015”:
a) i viticoltori vinificatori in proprio;
b) gli imbottigliatori;
c) le cantine sociali.
Per i vini a DOCG e DOC: certificazione di idoneità chimico-fisica ed organolettica rilasciata dalla Struttura di Controllo competente. Per i vini biologici e/o biodinamici: attestato di assoggettamento al metodo di agricoltura biologica e relativo codice rilasciato dall’organismo di controllo.
I modelli di scheda di partecipazione e di verbale di prelievo possono essere anche scaricati dal sito www.enolions.it o richiesti all’Ufficio di Segreteria del Concorso (tel. 0577/945034).

Taleggio : la mantecatura DOP per il risotto con radicchio e pere

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cademartori3bisIl Taleggio è un formaggio morbido da tavola con una tradizione che affonda le sue radici molto indietro nel tempo. Prodotto originariamente nel bergamasco, in Val Taleggio, da cui prende il nome, già prima del X secolo, veniva lasciato stagionare in grotte naturali caratterizzate da un microclima e una microflora particolari, grazie alle quali il Taleggio ha acquisito apprezzate peculiarità organolettiche che l’Unione Europea ha voluto tutelare. Nel 1996 il formaggio Taleggio è stato riconosciuto, infatti, come formaggio DOP (denominazione di origine protetta) con il regolamento CE 1107/96, e ancor prima, nel 1988 come formaggio DO (denominazione di origine) con decreto del Presidente della Repubblica del 15 Settembre.

cademartori2bisAl fine di garantire nel tempo queste peculiarità, la legislazione che disciplina i marchi DOP – http://www.taleggio.it/eu-it/taleggio-dop-legislazione-dop.aspx – ha limitato la produzione del Taleggio DOP, così come del latte vaccino utilizzato, ad alcune province della Lombardia (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Pavia), del Piemonte (Novara) e del Veneto (Treviso). Ma non è tutto. Oggetto della legislazione è l’intero processo di produzione del formaggio Taleggio DOP, dalla pastorizzazione e coagulazione del latte alla stagionatura e incarto. cademartori4Il marchio è dunque garanzia di qualità e di autenticità del prodotto finale. Gli standard tecnici dettati per la produzione del Taleggio DOP definiscono, inoltre, anche gli aspetti di peso, forma, gusto e consistenza. Ogni forma di formaggio Taleggio ha un peso che oscilla da 1,7 a 2,2 Kg ed è quadrangolare con i lati aventi una lunghezza di 18-20 e 4-7 cm. La sua pasta di colore bianco-paglierino è morbida, densa e omogenea, mentre la crosta, altrettanto morbida è sottile, è rosa chiaro con sfumature che vanno dal grigio al verde. Il gusto, dolce e leggermente acidulo, e l’odore inconfondibilmente aromatico fanno del Taleggio DOP un formaggio da assaggiare da solo o come ingrediente di gustose ricette, come quella del risotto con radicchio, pere e Taleggio, naturalmente.

La ricetta – Risotto con radicchio, pere e Taleggio

risotto-taleggio-radicchio2Particolarmente adatto alla stagione invernale, questo risotto ha una difficoltà media e prevede un tempo di preparazione di circa 35 minuti. Gli ingredienti per 4 persone e 320 gr. di riso arborio sono:
1 Radicchio intero
2 Pere Williams
130 gr. di Taleggio
Una manciata di pinoli
1 Scalogno
1 litro di brodo vegetale
1 Bicchiere di vino rosso
40 gr. di burro
Pepe & Sale
risotto-taleggio-radicchio1Far rosolare lo scalogno, finemente tritato, in una padella, dove avremo fatto sciogliere il burro. Unire le pere, tagliate in precedenza a cubetti mantenendo la buccia, e lasciarle insaporire, dopodiché ne mettiamo da parte la metà. Aggiungere, quindi, il riso che faremo tostare e sfumare con il vino rosso. Il riso si cuocerà a fiamma bassa in aggiunte, ripetute e a poco a poco, di brodo vegetale. A cinque minuti dal termine della cottura, aggiungere i cubetti di pera tenuti da parte, i cubetti di Taleggio e il radicchio a strisce sottili per la mantecatura finale. Possiamo abbellire il piatto con qualche fettina di pera disposta a lato, o servire il risotto nelle foglie più grandi di radicchio, per una presentazione di sicuro effetto. Non dimenticare la spolverata di pinoli e di regolare di sale e pepe.
Dai primi ai dolci, questa e tante altre ricette a base di Taleggio su http://Cademartori.it  Cademartori è l’azienda che dal 1882 produce, nel cuore della Valsassina, il Taleggio Dop Vero e tanti altri formaggi italiani tipici.

Foto:

www.cademartori.it

 

 

Report. Agroalimentare: l’Italia importa dall’estero ciò che produce. E butta via.

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limoniIn questi ultimi anni torna periodicamente in auge la questione dei limoni di varia importazione venduti a prezzi spesso esorbitanti nei supermercati della grande distribuzione. Ma la questione non riguarda di certo soltanto i limoni. Questo è quanto succede alle arance, ormai disponibili sulla tavola 12 mesi su 12: se vi siete chiesti come mai siano sempre disponibili, essendo canonicamente un frutto invernale molto legato ai profumi del Natale, qui potrete trovare una risposta, e magari ripensare al fatto che ogni stagione offre- e deve offrire – i suoi frutti. Lo Sportello dei Diritti infatti ci racconta :
Dal mese di ottobre fino a giugno, le arance che troviamo in vendita sono di produzione italiana, anche se possono arrivare da Spagna e Grecia, mentre negli altri mesi dell’anno arrivano dal Sud del mondo. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare molte arance non sono di colore arancio. A causa delle condizioni climatiche nel paese di produzioni possono infatti avere tonalità dal giallo al verde. exotic multicolor juicy fruitsMa visto che il consumatore desidera un ben determinato colore i frutti vengono trattati chimicamente. In questo caso la maturazione della frutta viene artificialmente accelerata con l’utilizzo di alcune sostanze chimiche. Uno degli acceleranti di maturazione più diffuso è l’etilene, un gas che si diffonde nei tessuti dei frutti e che può risultare più efficace delle auxine, giberelline e acido abscissico. Per ottenere la maturazione accelerata la frutta viene conservata in camere ad elevata presenza di etilene che ne causa un aumento della respirazione e l’idrolisi della cellulosa.“.
Ora, è evidente che l’offerta sale laddove la richiesta lo richieda: che poi ci si accontenti di consumare arance taroccate, o peggio ancora che si pretenda di mangiarle, è un fatto che amdrebbe approfondito.
aglio nubiaMa il guasto più evidente nei rapporti import export tra il nostro Paese e i paesi terzi vede come protagonista l’aglio : su Europarlamento24 troviamo una notizia, assai datata, ma che potrebbe essee riproposta oggi ed anche domani, visto che soluzioni di apprezzabile efficacia non se ne sono trovate.
L’importazione d’aglio fresco nell’Ue non è sottoposta a tasse doganali né a limiti quantitativi se il prodotto proviene da uno dei paesi che ricevono un trattamento preferenziale in base agli accordi sul commercio internazionale.La Cina, però, non rientra fra queste nazioni. L’importazione d’aglio fresco dovrebbe essere soggetta a un dazio doganale ad valore del 9,6% e a un’imposizione di 1.200 euro per tonnellata (peso netto). Un traffico che rende molto.Il contrabbando d’aglio risulta allora un affare molto vantaggioso, vista soprattutto l’elevatissima capacità di produzione della Cina e i suoi bassi costi.Si stima che dal 2009 ad oggi ( dunque n un solo anno, nda) circa 1.200 tonnellate di aglio siano state introdotte in Europa in modo fraudolento con una perdita in termini di dazi doganali pari a 1,5 milioni di euro.” E dire che noi abbiamo il favoloso aglio rosso di Nubia ( foto sopra): trovarlo nei supermercati è come trovare un quadrifoglio in un campo di pannocchie: quasi mpossibile. In compenso siamo pieni di agio estero.
(Fonte: http://www.europarlamento24.eu/aglio-lotta-al-traffico-illegale-dalla-cina/0,1254,106_ART_681,00.html)
peperoni2Ma la lista dei prodotti agroalimentari importati è lunga ed è assai dolorosa per i proveri produttori locali, spesso bistrattati e spesso non più in grado di sostenere le proprie famiglie.
Vediamo che sorte hanno i peperoni: notizie di stampa ci parlano del famoso peperone spagnolo. Lo conosciamo tutti perchè, fatalmente, è in assoluto il pià presente sui banchi dell’ortifrutticolo della grande distribuzione. Spesso viene venduto insacchettato o, pià spesso, elegantemente assortito in vaschetta di polistirolo, normalmente un esemplare per colore. Bellino, il peperone spagnolo ha una forma standard: di qualsiasi colore esso sia, ha sempre invariabilmente la stessa forma. Fin troppo perfetta.

peperone3In Spagna  la produzione di peperone si sta specializzando grazie alle attività di innovazione e rinnovamento varietale messe in campo dalle aziende sementiere, che sviluppano prodotti con nuovi calibri e di maggior sapore. L’introduzione delle tecniche di controllo biologico ha inoltre mutato il comparto nel corso degli ultimi anni, offrendo prodotti più sicuri e di miglior qualità. La Spagna è leader in Europa sia nella produzione sia nella vendita di peperoni. Nel 2012 è stata superata la soglia di 1 milione di tonnellate prodotte, registrando un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Il mercato estero acquista il 50% di questa produzione che viene spedita soprattutto in Germania (principale importatore), Francia e Italia. La buona quotazione ottenuta dal prodotto sta spingendo gli agricoltori delle province di Almeria e Murcia, dove si concentra la produzione di peperone, ad ampliare le superfici di coltivazione.
La produzione e vendita di peperoni è nelle mani di grandi gruppi del settore ortofrutticolo. Nella provincia di Almeria il mercato del peperone è dominato dal gruppo Agroiris; seguono le aziende Hortofrutícola Costa de Almeria, Murgiverde, Agroponiente, Femago e AgrupaEjido.

peperone italianoEcco: il mercato risponde e le aziende si attrezzano per intensificare produzione e conseguente esportazione. E noi? Dove sono i nostri peperoni? Dov’è il nostro peperone di Pontecorvo DOP?  Dov’è il “Lungo del Veneto”?  Dov’è il “Tre quarti rosso” siciliano? Mistero ed immobilità: a fronte di aziende che si attivano per moltiplicare il business delle esportazioni, l’ Italia produttiva rimane supina e non riesce ad essere in nessun caso un competitor. Vogliamo dire che la colpa sia dell’iperattività della Spagna piuttosto che della narcolessia italiana? No, direi di no.
melanzane1Andrà meglio con le melanzane? Neanche per sogno.
Ecco notizie di stampa relativamente “fresche” sulla diffusissima solanacea. Il “lancio” è dell’ ANSA e risale al marzo dell’anno in corso:

” Stop dell’Unione europea alle importazioni dall’India di alcuni tipi di frutta e verdure fresche dopo l’individuazione, in 207 partite di prodotti, di organismi e insetti che non sono presenti in Europa. Il divieto colpisce le importazione di mango, melanzana, taro, zucca serpente e zucca amara. Le misure proposte dalla Commissione europea sono state approvate dai rappresentanti degli Stati membri in quanto – precisa Bruxelles – “la potenziale introduzione di nuovi parassiti potrebbe rappresentare una minaccia per la produzione agricola nell’UE”. Il divieto si applica dal prossimo maggio e una sua revisione è prevista entro il 31 dicembre 2015.”

melanzane2Come dire che fino ad oggi abbiamo consumato sulle nostre tavole e nelle nostre meravigliose e tradizionali “parmigiane” melanzane infette e possibilmente verminate. Ma non solo: la Polonia è un grande consumatore di melanzane e dunqu un forte “importer” di solanacee. Sapete chi gliele invia? La Spagna, ovvio.
La Russia invece è grande consumatore di agrumi, principalmente arance, limoni e manderini.Penserete ” noi li abbiamo in abbondanza, dunque siamo noi ad esportarli verso quel Paese!”. No, sbagliato: gli agrumi in Russia li mandano Turchia, Egitto, Sudafrica e Marocco. Noi? Neanche fanalino di coda: questo titolo spetta infatti alla Georgia ( sic!).

pomodorinoMa lo scempio mondiale più vergonoso si consuma in danno del Pomodorino “Pachino”.
Su “Altroconsumo” leggiamo : “Da qualche giorno la Repubblica Ceca ha notificato attraverso il Sistema di Allerta Rapido Europeo il ritrovamento in pomodorini ciliegini, provenienti dal Marocco e importati dalla Francia, di tossine prodotte da Escherichia Coli. Già la Francia aveva allertato nei giorni scorsi i Paesi europei sul verificarsi di una tossinfezione alimentare legata al consumo di pomodorini provenienti dal Marocco e distribuiti, oltre che in Francia e Repubblica Ceca, anche in Germania, Slovacchia, Romania, Regno Unito ed Italia.
Eppure, ancora una volta, il nostro Ministero tace e non informa i cittadini sulle precauzioni da adottare.
Non è la prima volta che un prodotto di origine vegetale viene coinvolto in un’allerta alimentare a causa della contaminazione da parte di ceppi di Escherichia coli pericolosi per la salute umana. L’ultimo caso di cui si è parlato molto è stato legato al consumo di germogli crudi di soia, nel 2011: interessò diverse persone in Germania e Francia, causando anche la morte di alcuni.”

Pomodorini2Capite di cosa stiamo parlando? Di ciliegino marocchino. Poi però ogni tanto sul fronte del pomodoro arriva una buona notizia. Su “Il Fatto Alimentare” si sfata un grosso, e grave, mito : “Una delle bufale più ricorrenti che gira in rete e su molti giornali accreditati riguarda il concentrato di pomodoro importato dalla Cina, che verrebbe imbottigliato in conserve vendute poi come prodotto made in Italy con tanto di bandiera italiana. Uno dei soggetti che ha aiutato a creare e a mantenere in vita la favola del pomodoro cinese è Coldiretti, riuscendo a confondere le idee ai cittadini e non solo a loro.”
Se avete voglia di leggere una doviziosa intervista, la trovate qui : http://www.ilfattoalimentare.it/pomodoro-cinese-scaffali-supermercati-smentita-bufala-triplo-concentrato-venduto-italiano.html

pistacchioE i pistacchi? Noi abbiamo quelli di Bronte, che sono una D.O.P. Insomma, in Sicilia il pistacchio è una roba seria, ha un disciplinare, è buono, è sano, è bello. Però importiamo pistacchi con guscio iraniani e californiani e pistacchi sgusciati (Akbari, Fandoghi, Jumbo, Kalehghochi, Ahmad Aghaei, Qazvini).
E il pistacchio di Bronte? Quello lo esibiamo alle sagre o lo acquistiamo a costi spesso proibitivi per “consumo personale”. Amen.

cipolleLe cipolle invece arrivano principalmente da Francia, Belgio, Germania e Olanda: unica consolazione? Le cipolle francesi sono veramente strepitose, “responsabili” di impareggiabili “soupe d’oignon”. Però noi abbiamo una cipolla unica, che è la Cipolla di Giarratana, presidio Slow Food.
Salvatore Noto, titolare dell’azienda Fagone produttrice di cipolla di Giarratana, ha spiegato che il comune di Giarratana è da sempre conosciuto per la produzione di cipolle straordinariamente dolci e dalle dimensioni molto grandi. cipolla_di_giarratana2Noto, nell’ambito del Salone del Gusto 2014, ha detto: “Tradizionalmente la semina viene effettuata a partire dalla fine di ottobre, durante il plenilunio o con luna calante, in semenzaio, e il trapianto ha luogo in febbraio-marzo disponendo 15-20 piantine per metro quadro. La raccolta comincia a partire da inizio luglio e continua fino a metà settembre.Questa cipolla è protagonista in molte ricette tradizionali siciliane; inoltre, date le dimensioni molto grandi viene utilizzata per contenere le prelibate fave cottoie di Modica. Le sue caratteristiche organolettiche uniche, le peculiarità morfologiche e la sua stagionalità rendono questo prodotto ricercato dal consumatore locale, regionale e dal turista.”

tuaregOttimo: però non riusciamo a resistere all’allure di importare di tutto da ogni dove. Insomma, ciò che abbiamo non lo valorizziamo, neppure a livello di consumo interno. In compenso acquistiamo da altri delle qualità spesso di gran lunga inferiori a quella del prodotto autoctono. Questo dice una sola cosa rispetto all’ Italia ed alla Siciia in modo particolare: che saremmo capaci di acquistare acqua di mare dai Tuareg. Se solo i Tuareg fosseso così bravi da trovarla…

Alessandra Verzera

Un mondo di gusto e di bontà a Lugano, per ExpoGusto 2014

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Logo_EXPOGUSTO.1L’appuntamento con l’eccellenza enogastronomica parte dal cuore di Lugano e lo scenario che si prospetta è di carattere internazionale come internazionali sono i suoi protagonisti.
Degustazioni, cooking show, seminari e cene con grandi Chef durante i tre giorni di ExpoGusto, salone delle eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche in scena a Lugano dal 15 al 17 novembre.

Presso il Palazzo dei Congressi, ExpoGusto ospiterà produttori di eccellenze, i cooking show, le degustazioni, i seminari, e il ristorante.
Durante le tre serate di ExpoGusto, alle Ex Cantine Lucchini  a Pregassona si svolgeranno le cene benefiche il cui ricavato andrà in favore della Fondazione G4 di Montreux.

ExpoGusto sarà una vetrina espositiva di prodotti eccellenti, grazie ai quali sarà possibile fare un percorso di degustazione per conoscere e approfondire le ricchezze eno-gastronomiche e assaggiare i prodotti presentati dagli espositori.

aimo moroniI cooking show e il Risto-ExpoGusto, il ristorante di ExpoGusto, saranno affidati a Chef internazionali capitanati da Aimo Moroni  – Chef Padrino dell’evento –  e Corrado Parisi – Chef testimonial dell’evento.
Più di venti grandi Chef usciranno dai loro prestigiosi ristoranti e per tre giorni lavoreranno “gomito a gomito” per deliziare i palati di appassionati e curiosi, mettendo a disposizione la cucina d’autore.

parisiI cooking show saranno divertimento allo stato puro per gli appassionati di cucina perché gli Chef cucineranno dal vivo, trasferendo ricette, trucchi e curiosità alla platea su piatti che verranno subito dopo assaggiati.
champagne2Durante i cooking show verranno anche sviluppate tematiche molto importanti per il consumatore come la “Cucina e salute” o la cucina tra passato, presente e futuro.

Gli Chef si alterneranno anche nelle cucine di Risto-ExpoGusto per offrire ai visitatori uno spaccato della cucina d’autore. Ogni giornata di manifestazione prevede diverse sessioni, della durata di circa un’ora, durante le quali verranno preparati piatti che potranno essere comodamente consumati come in un vero ristorante.

Spazio anche ai seminari e alle degustazioni per scoprire vini e territori vinicoli eccellenti.
champagneClaudia Biondi, Ambasciatrice dello Champagne per l’Italia, presenterà i vari terroirs della Champagne, con assaggi eccellenti.
Il Consorzio Vini Lombardia proporrà un viaggio attraverso i sapori e i saperi del grande vigneto chiamato Lombardia.
Ellen Wallace, giornalista americana trapiantata da anni in Svizzera, presenterà “Vineglorious! Switzerland’s Wondrous Wines”,  dedicato ai vini svizzeri, scritto in inglese. Un viaggio all’interno della viticoltura elvetica, passando tra le sei regioni viticole della Svizzera, per incontrare i vini più famosi e quelli tutti da scoprire.

Alle Ex Cantine Lucchini di Pregassona, a pochi chilometri da Lugano, nelle tre serate di ExpoGusto, verranno organizzate le cene esclusive il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza all’ Fondazione G4 di Montreux.

lo cocoG4 Foundation ha l’obiettivo di offrire a dei bambini gravemente malati, in fin di vita o portatori di handicap, la realizzazione del sogno più caro e dimenticare, almeno per qualche ora o giorni, il loro difficile quotidiano.

“I sogni son desideri, recita la canzone, e se ad esprimerli sono bambini, per di più malati, è doveroso esaudirli. Ecco perché, puntando sul grande interesse per l’alta cucina e l’enogastronomia in generale, abbiamo pensato di organizzare queste cene esclusive. Ringraziamo tutti gli Chef, Aimo Moroni, Padrino dell’evento, e Corrado Parisi, Chef testimonial dell’evento, per aver voluto condividere questo obiettivo di voler esaudire alcuni dei desideri di questi bambini meno fortunati”. Queste le parole di Giacomo Acciai, tra gli organizzatori di ExpoGusto.

marta grassiLe tre serate permetteranno ai gourmet  non solo Ticinesi ma anche internazionali, di conoscere alcune tra le più interessanti realtà della cucina d’autore.
Sabato sera protagonisti saranno gli Chef emergenti Davide Cerioli, Claudio Panzeri, Matteo Franzoni, Enrico Andreoletti, Nicola Ribisi, Donato Nettis, Alfonso De Martino ed Edmondo Ferraro.

Domenica sera mille emozioni con una cena di tredici portate realizzate dalle “28 mani” degli Chef Marta Grassi, Corrado Parisi, Paolo Lopriore, Tano Simonato, Andrea Bertarini, Marcello Trentini, Enrico Bartolini, Eugenio Boer, Christian Milone, Giuseppe Iannotti, Tony Lo Coco, Giuseppe Costa, Fabrizio Tesse ed Alessandro Fumagalli.
Chiuderà ExpoGusto la cena di lunedì sera “Chef Rosa vs Chef Blu” che vedrà impegnati gli Chef Marta Grassi ed Andrea Alfieri.

Capasanta caramellata e profumata all’arancia su bagnetto allo zafferano e verdurine croccanti

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marcello valentino3Inauguriamo questa rubrica con una sfiziosa e raffinata ricetta dello Chef Marcello Valentino, con la sua “Capasanta caramellata e profumata all’arancia su bagnetto allo zafferano e verdurine croccanti

ingredienti per 4 persone:
4 capesante fresche
2 cucchiai di passato di patate stracotte
un pizzico di zafferano a pistilli
1 bicchiere di latte intero caldo
4 fettine di arancia disidratata
verdure fresche sbianchite q.b.
zucchero di canna q.b.
pepe bianco appena macinato q.b.
sale q.b.
burro di cacao criogenizzato q.b.

 

capasantaMarinare le capesante in olio, sale e arancia per circa 2 ore in frigo. Successivamente asiugarle per bene, passarle nel burro di cacao criogenizzato e scottarle in padella per pochi secondi. Nel frattempo, in un cilindro da cucina, emulsionare le patate, il latte, lo zafferano un pizzico di sale e del pepe bianco fino ad ottenere una salsa liscia.

Scottare in padella, con un filo di olio extra, le verdure sbianchite speziandole leggermente. In fine con un cannello caramellizzatore, caramellare le capesante creando una leggera crosticina. Per la mise en place seguire le indicazioni della foto allegata guarnendo anche con una fetta di arancia disidratata.

 

Marcello Valentino

San Zeno. Tutto sold out alla Festa del Marrone

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marroneUn successo senza precedenti i primi due fine settimana della Festa delle castagne a San Zeno di Montagna. Record di presenze e prodotto esaurito, con qualche delusione fra i visitatori ritardatari rimasti a bocca asciutta. “Abbiamo riservato il 100% della produzione alla Festa – spiega Simone Campagnari, presidente del Consorzio di Tutela del Marrone di San Zeno DOP – e siamo quindi in grado di garantire la distribuzione di caldarroste anche per il prossimo fine settimana. Ma quest’anno il raccolto è praticamente dimezzato, 60 quintali scarsi. “Colpa” della mosca cinese, che da qualche anno flagella i castagneti di tutto lo stivale, ma anche delle condizioni climatiche avverse della scorsa estate, con grandinate e tanta pioggia. Il fatto che i marroni vadano esauriti è sinonimo della loro autenticità. È un prodotto completamente naturale e come tale soggetto ai capricci delle stagioni e agli attacchi di insetti e parassiti. Stiamo combattendo la mosca cinese solo con la lotta biologica, attraverso il suo antagonista (Torymus) ma i tempi per ridurre questa malattia sono di alcuni anni. Nel frattempo chiediamo ai moltissimi visitatori un po’ di pazienza, il prezzo da pagare per un prodotto a km0. Venire a San Zeno, comprare i marroni e i tanti altri prodotti del Baldo significa anche sostenere l’economia della montagna e fare in modo che l’agricoltura continui nel suo lavoro di tutela, assolutamente indispensabile per prevenire dissesti idrogeologici e altri danni al territorio”.

Forum Dieta Mediterranea. Inizia da Imperia il countdown verso Expo 2015

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expoDa Imperia all’ ’Expo 2015 di Milano: questo il viaggio che si prepara a compiere il Forum Dieta Mediterranea di Imperia e la cui partenza ufficiale avverrà nel fine settimana dal 13 al 16 novembre quando proprio nel capoluogo del Ponente Ligure si riuniranno i rappresentanti dei tredici paesi affacciati sul Mediterraneo aderenti a Re.C.O.Med. per parlare non solo di nutrizione ma anche di educazione alimentare, economia, cultura, medicina e salute. Un evento organizzato da Camera di Commercio di Imperia e Azienda Speciale Promimperia – giunto quest’’ anno alla sua quarta edizione – che ha già ricevuto cinque importanti patrocini, ovvero MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), MIPAAF(Ministero Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), Commissione nazionale Italiana per l’ ’Unesco, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e appunto Expo Milano 2015. vegan-cibo-veganoQuella che si terrà a Imperia a novembre sarà quindi una edizione “speciale” o meglio ancora una start up dei lavori da presentare nel grande evento che si terrà durante Expo 2015 ed esattamente l’’ 11 settembre 2015 a Milano presso l’ ’auditorium dell’’ Expo. Più che una occasione per confrontarsi sui risultati delle ricerche compiute nel corso dell’ ’anno, sarà quindi un momento di incontro per iniziare a costruire le basi per i temi “caldi” da portare all’’ Expo 2015 in cui lo stile di vita alimentare mediterraneo con i suoi principi rivestirà un ruolo di primo piano.

dieta-mediterranea1Quattro saranno le aree tematiche principali attorno alle quali ruoteranno i lavori di questa edizione. La prima sessione, coordinata da Alberto Mattiacci dell’Università La Sapienza di Roma, si terrà venerdì 14 novembre mattina e sarà dedicata alla tematica economica: la Dieta Mediterranea abbraccia numerose categorie produttive, disegnando un perimetro di complessa determinazione economica. La sessione si prefigge – con un’’ analisi delle fasi di produzione, distribuzione, consumo e dell’ ’identificazione del cibo come volano di offerta turistica e brand – di proporre degli spunti analitici affidabili, fondati principalmente sull’’ elaborazione originale di statistiche ufficiali, utili a comprendere status e potenzialità economiche della Dieta Mediterranea. La seconda sessione, fissata per il pomeriggio, sarà invece dedicata a medicina e salute, in particolare sarà incentrata sui benefici che il seguire i principi ispirati dalla Dieta Mediterranea come stile di vita sano possono portare a ciascun individuo.

spaghettiLa mattina di sabato 15 si aprirà con l’’evento nazionale di capitalizzazione “MedDiet – Dieta Mediterranea e valorizzazione dei prodotti tradizionali”, progetto strategico finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma ENPI CBC Bacino del Mediterraneo 2007-2013, capofila Unioncamere nazionale, il cui convegno dal titolo “La Dieta Mediterranea: modello di eccellenza da valorizzare e promuovere” coordinato dall’’ Associazione nazionale Città dell’’ Olio sarà moderato dal giornalista Giorgio Dell’’ Orefice. Durante l’’ iniziativa verranno messe a confronto esperienze al fine di definire prospettive e strategie per il futuro e al termine del quale verrà sottoscritta alla presenza del Viceministro delle Politiche Agricole e Forestali Andrea Olivero la Dichiarazione sulla Dieta Mediterranea che sancisce un impegno ufficiale da parte delle istituzioni internazionali per la valorizzazione e la tutela della stessa. OLIO-EXTRAVERGINE-DOLIVAMentre nel pomeriggio, toccherà alla sessione dedicata all’educazione alimentare rapportata alla Dieta Mediterranea come basi formative per Expo 2015, moderata dal Responsabile attività educative di Promimperia già Capo Progetto al Comitato di Candidatura Expo Milano e Presidente del Comitato per l’educazione alimentare al MIUR Riccardo Garosci. In particolare, saranno trattati i temi della valorizzazione educativa delle materie prime alimentari e gli aspetti sociali del cibo.

Domenica 16 novembre mattina, la quarta e ultima sessione ufficiale del Forum, coordinata da Mario Morcellini del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale all’Università La Sapienza di Roma: sarà dedicata all’aspetto più culturale della Dieta Mediterranea e in particolare al suo ruolo nella catena del valore della cultura e della comunicazione, affinché possa diventare un modello di sviluppo degli stili alimentari anche in una prospettiva educativa per le nuove generazioni.

olio-di-olivaIl Forum, che si aprirà ufficialmente con la cerimonia inaugurale di giovedì 13, sarà comunque ricco anche di eventi collaterali dedicati all’intrattenimento. Chiusura in bellezza domenica 16 novembre, con la premiazione –  in Auditorium – del vincitore del contest Re.C.O.Med “A menu for the MediterraneanDietDay” direttamente dalle mani di Tom Mueller autore del libro “Extra Virginity”, seguita dalla consegna degli attestati ONAOO e dal lancio ufficiale del Forum verso Expo 2015, iniziando di fatto il count down che condurrà direttamente al grande evento.

girolioNello stesso fine settimana Imperia sarà teatro anche della tappa ligure di Girolio d’Italia del Ventennale, il tour organizzato dall’Associazione Nazionale Città dell’’ Olio in collaborazione con i coordinamenti regionali per celebrare i primi venti anni di attività dell’associazione stessa, nata nel 1994, e dedicato anch’esso ai temi di Expo 2015.La giornata in cui Girolio passerà da Imperia è venerdìolio4 14 novembre e i festeggiamenti si svolgeranno in contemporanea con la quattordicesima edizione di OliOliva, evento promozionale non solo per l’’ extravergine ma per l’intera filiera dell’olivo e le altre eccellenze agroalimentari del territorio.

Durante la cerimonia di inaugurazione della tappa di Girolio, alzabandiera e intonazione dell’ ’inno nazionale insieme alla Fanfara Alpina Colle di Nava e il testimonial di tappa ovvero un uomo di lunga esperienza, che ha lavorato gli uliveti per tutta la vita trasmettendo passione e tradizione ai suoi successori: Angelo Rosso, contadino ottantenne di Cesio.

Armando Capochiani: an italian Toque to conquer the world.

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Rigatoni con crema di scarmorza al tartufo bianco, porcini pachino e speckAcademia Barilla , Rai , interviews, awards, prizes , achievements , titles to go go , interviews, appearances , tv hosting. This is, in a very few words , the professional profile of Armando Capochiani , Italian Chef from Apulia with the suitcase is always ready . Capochiani has been called ” the Salvador Dali of Food ” and physiognomy does not lie. Art, in its various forms , either.

I.C.M.C. Diploma Italian Cuisine Master ChefCapochiani , a history of honors. A rich thirty-year career overflowing with awards: where does his passion for haute cuisine come from ?

Finale Campionato del MondoFirst of all I like to say that you are born with a passion for the kitchen , in the sense that one is led from an early age to this kind of work and if you, like me , come from a family that has traditionally been in the hospitality from 70 years , it is easy to see the path which later led me to do and complete my education at the Professional Institute State Hotel in Brindisi , to which I add a long apprenticeship made in the famous Italian rivieras , in both South North of Italy, and during his military service in Modena at the Circolo degli Ufficiali.

Apulia , your native country, do you miss the smells and tastes of this region ? And what do you miss the most?

All products km zero , self grown, such as vegetables and fresh fish, but as you know , today’s communications and transports , especially aviation and catering , have virtually  canceled the distances, and what a time it was impossible to imagine to have in kitchens of another continent, today it is not.

Impiatto..You have traveled the world far and wide, worked everywhere and were invited everywhere: in which part of the world have you found the best working conditions ?

It is not easy to answer this question , over the years many things have changed , the laws of contract, the concepts of HACCP , machinery and tools , and however personally I was fine in all the places I’ve lent my service work.

And where ,on the other hand, have you been able to express themselves to the best of their ability?

Europe, Middle East and Asia. Almost everywhere.

Parmigiano ReggianoHow does a southerner live in a megalopolis like Shanghai ?

In the same manner in which a local resident would do. When I work in a country different from mine, I identify with and become one of the locals , eat like them, breathe like them.  As I try to talk like them , show concern and respect for their traditions and customs , I do not weigh my social difference and above all they are a generous person , jovial , optimistic , not to mention the fact that I tend to show an innate sense of fast learning the local language, which helps me interpersonal relationships.

Capochiani Armando at WorkAnd about the Chinese : how much they appreciate Italian cuisine ?

Very much , in fact after the Asian and local cuisine , Italian cuisine is the most popular and appreciated , despite the cost of the dishes definitely not suitable for all budgets and the standard of living of most of them, if we consider that the average salary of a Chinese is about 250 Euros .

Scan0003You have been called ” the Salvador Dali of Food ” Tell us where the parallel between you and the great painter comes from.

Well, you know my features… What do you think?

Spaghetti Cherry Tomatoes Olives & BasilYour dishes are works of art , sculptures in honor of taste : what are your favorite preparations , the ingredient that you prefer to work with?

The “pasta” , the undisputed queen of the Italian table. Either fresh, or dried for its versatility and for its nutritional properties, with an eye to that of durum wheat semolina from which I get trained in honor of my “Dear Puglia ” but to be honest , everything I cook is made with love and passion that I could not honestly give a preference to use as an ingredient .

You have achieved all sorts of awards, but surprisingly still lack a Michelin star : this could be one of your future goals ?

Who knows…?

 

Interview:

Alessandra Verzera

 

Photos: Courtesy of Armando Capochiani, all rights are reserved.

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Armando Capochiani: una Toque pugliese alla conquista del mondo

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Rigatoni con crema di scarmorza al tartufo bianco, porcini pachino e speckAcademia Barilla, Rai, interviste, riconoscimenti, premi, vittorie, titoli a go go, interviste, presenze, ospitate: questo è, in pillole, il profilo professionale di Armando Capochiani, Chef pugliese con la valigia sempre pronta.
Capochiani è stato definito ” Il Salvador Dalì del cibo“: e la fisiognomica non mente. L’arte, nelle sue diverse forme, nemmeno.

I.C.M.C. Diploma Italian Cuisine Master Chef

 

Capochiani, un palmares ricco e traboccante di riconoscimenti ad una carriera trentennale: da dove nasce la sua passione per l’alta cucina?

Finale Campionato del MondoInnanzitutto mi piace affermare che si nasce con la passione verso la cucina, nel senso che si è portati sin da piccoli verso questo tipo di lavoro e se poi come nel mio caso provieni da una famiglia che per tradizione è nel campo dell’ospitalità e che gestisce locali sin dagli anni 70, è facile intuire il cammino che in seguito mi ha portato a fare e a completare gli studi presso l’Istituto Professionale Alberghiero di Stato a Brindisi, a cui aggiungo una lunga gavetta fatta nelle famose riviere Italiane sia del Sud che del Nord nonché durante il servizio militare a Modena presso la mensa degli Ufficiali.

La Puglia, la sua terra natia: cosa le manca degli odori e dei sapori della sua regione?

Tutti i prodotti a km zero , verdure ad esempio ed il pescato fresco, ma come lei ben sa, oggi le comunicazioni e i trasporti soprattutto quelli aerei e di catering, hanno annullato le distanze e ciò che un tempo non era possibile immaginare di avere a disposizione nelle cucine di un altro continente al di fuori del proprio oggi lo è.

Impiatto..Lei ha girato il mondo in lungo e in largo, ha lavorato ovunque ed è stato invitato ovunque: in quale parte di mondo ha trovato le migliori condizioni lavorative?

Non è facile rispondere a questa domanda, nel corso degli anni sono cambiate tante cose, le leggi in materia contrattuale, le nozioni di HACCP, i macchinari e gli utensili, e comunque personalmente mi sono trovato bene in tutti i posti in cui ho prestato il mio servizio lavorativo.

E dove invece è stato in grado di esprimersi al meglio delle sue possibilità?

Europa, Medioriente ed Asia. Praticamente ovunque.

Parmigiano ReggianoCome vive un meridionale in una megalopoli come Shanghai?

Nella stessa maniera in cui vive un abitante del posto, io personalmente quando lavoro in una nazione diversa dalla nostra mi immedesimo e divento uno del posto, mangio come loro, respiro come loro, cerco di parlare come loro, mostro interesse e rispetto per le loro tradizioni usi e costumi, non faccio pesare la mia differenza sociale e soprattutto sono una persona generosa, gioviale e ottimista, senza menzionare il fatto che tendenzialmente mostro un innato senso di veloce apprendimento della lingua locale che mi facilita i rapporti interpersonali.

Capochiani Armando at WorkE i cinesi: quanto apprezzano la cucina italiana?

Moltissimo, infatti dopo la Cucina Asiatica e Locale, la Cucina Italiana è la più richiesta ed apprezzata, nonostante il costo dei piatti sicuramente non adatti a tutte le tasche ed al tenore di vita della maggior parte di essi, se consideriamo che lo stipendio medio di un cinese  – operaio o statale –  è di circa 250 euro.

Scan0003Lei è stato definito “Il Salvador Dalì del cibo”: ci racconta da cosa nasce il parallelo tra lei ed il grande pittore?

Mi ha visto in faccia….lei che ne pensa?

Spaghetti Cherry Tomatoes Olives & BasilI suoi piatti sono opere d’arte, sculture in onore al gusto: quali sono le sue preparazioni preferite, l’ingrediente che preferisce lavorare?

La “pasta”, indiscussa regina della tavola Italiana sia fresca, sia secca, per la sua versatilità e per le sue proprietà nutritive, con un occhio di riguardo per quella di semola di grano duro rimacinata da cui ottengo formati in onore della mia “Cara Terra di Puglia” ma se devo essere sincero, tutto quello che preparo è fatto con amore e passione per cui non saprei sinceramente a quale ingrediente dare una preferenza.

Lei ha conseguito ogni sorta di riconoscimenti, ma sorprendentemente le manca la stella Michelin: potrebbe essere questo uno dei suoi futuri traguardi?

Who knows?  ( E chi lo sa? , Nda)

 

Alessandre Verzera