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A Catania la Stampa si sfida nella realizzazione del “Panino Perfetto”.

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avilaSimpatico e goliardico concorso gastronomico lanciato all’interno del Salone e dedicato ai giornalisti. Obiettivo: preparare il Panino Perfetto!

Gli ingredienti erano tutti siciliani, proprio come i concorrenti: giornalisti bravi, e soprattutto simpatici, in grado di mettersi in gioco. Colleghi che, con il sorriso e tanta voglia di partecipare, hanno aderito al goliardico, ma anche rigorosamente di qualità, concorso su: “Il Panino Perfetto”, allestito all’interno di “Expo Food and Wine” (www.expofoodandwine.com), il Salone euromediterraneo del buon cibo e del buon vino organizzato da SIEF ITALIA (Società Italiana Eventi Fiere), alle Ciminiere di Catania.
evento 024Carmen Greco (La Sicilia), Erika Pinieri (Antenna Sicilia), Francesca Pavano (Ufficio Stampa Comune di Catania), Agata Faro (Enonews), Francesco Riccioli (Radio Studio Centrale), Giuliana Avila Di Stefano (Resa Pubblica, foto ), Anna Martano (Taccuini Storici), Flavia Buscema (InEat). Questi i nomi dei coraggiosi giornalisti concorrenti che hanno avuto a disposizione alcuni degli eccellenti ingredienti mediterranei e diversi tipi di pane, con cui hanno realizzato il loro panino perfetto.
evento 021Il concorso è stato presentato dal giornalista Rai Alex Revelli Sorini, che proprio in questi mesi su Rai 2 conduce il programma “Fattore Alfa”, dove i concorrenti devono creare il panino perfetto.
Ad aggiudicarsi il concorso è stata la collega Anna Martano, anche se in realtà tutti sono stati i vincitori, panini compresi, che nonostante la loro semplicità nella preparazione possono contribuire a rivalutare gli ingredienti siciliani.
La giuria era composta da: Alessandra Ambra (organizzatrice di Expo Food and Wine), Giacomo Giancaspro (responsabile area Sud Federazione italiana cuochi) e Giuseppe Pappalardo (chef di Electrolux), con la supervisione dello chef Seby Sorbello (presidente Associazione provinciale cuochi etnei) e la collaborazione di Brunella Bertolino.

Ad Expo Food & Wine, Gioacchino Bonsignore; messaggero di “Gusto”.

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evento 071Il direttore della famosa rubrica di gastronomia di Mediaset è intervenuto alla tre giorni di Catania organizzata da SIEF ITALIA

La Sicilia ha tantissime potenzialità ancora da utilizzare, in particolare nel comparto dell’agroalimentare. Produzioni eccellenti che vengono apprezzate in tutto il mondo ma che hanno bisogno di essere rilanciate e sostenute sui mercati. Il messaggio che lancia questo meraviglioso Salone siciliano è certamente positivo: si deve ripartire dall’enogastronomia per rimettere in moto l’economia”.
È stato un giudizio assolutamente positivo quello che il direttore della famosa rubrica di Canale 5, TG5 Gusto, Gioacchino Bonsignore, ha rilasciato intervenendo ai convegni, agli incontri e agli show cooking di “Expo Food and Wine” (www.expofoodandwine.com), il Salone euromediterraneo del buon cibo e del buon vino organizzato da SIEF ITALIA (Società Italiana Eventi Fiere), alle Ciminiere di Catania.
evento 067Il noto giornalista ed esperto conoscitore di enogastronomia è stato infatti tra i grandi protagonisti dell’evento siciliano e ha sottolineato con forza l’importanza di manifestazioni come queste per rilanciare il comparto.
Come giustamente ritiene l’organizzatrice, Alessandra Ambra – ha detto Bonsignore – in Sicilia mancava una manifestazione di tal genere, tre giornate interamente dedicate all’agroalimentare. Strano per una terra che invece ha tantissimo da esprimere in tal senso. Ecco il grande merito di questo Salone: riportare l’attenzione sulle eccellenze dell’isola e ridare fiducia alle aziende di settore”.
conferenzaIl momento più importante della presenza di Gioacchino Bonsignore, infine, è stato il suo intervento al convegno sul tema: “Il Sud Italia come rilancio dell’economia in cucina”, organizzato dalla Federazione italiana cuochi e dall’ Associazione provinciale cuochi etnei, durante il quale il giornalista di Canale 5 si è potuto confrontare con un folto pubblico e con i vertici della Federazione: il presidente nazionale, Paolo Caldana, il vicepresidente, Giuseppe Casale, il presidente Fic Promotion, Seby Sorbello, il responsabile Fic Eventi, Rocco Pozzulo, il responsabile Fic per il meridione, Giacomo Giancaspro, e la dirigente dell’istituto alberghiero “Karol Wojtyla” di Catania, Daniela Di Piazza. L’incontro è stato moderato dal giornalista Rai Alex Revelli Sorini e dal giornalista Antonio Iacona.

Città del Gusto e Gambero Rosso ad Expo Food & Wine

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gamberoPatrocinio della Città del Gusto, sede di Catania e scuola di cucina del Gambero Rosso, per l’Expo Food and Wine, il Salone euromediterraneo del buon cibo e del buon vino, inaugurato ieri e che si protrarrà fino  novembre al 1° dicembre presso il centro fieristico Le Ciminiere di Catania.

Città del Gusto scuola leader in Italia nel formare talenti del settore enogastronomico, da sempre è impegnata nella promozione e nella tutela delle specialità del territorio e del marchio Made in Italy.

Nella mattinata di lunedì 1 dicembre h. 10:30 all’interno della sala Ciminiere, pad. F1, Città del Gusto sarà protagonista e organizzatrice del convegno “La valorizzazione dei grani siciliani: un patrimonio da tutelare”.

bonettaOltre a Daniele Sgroi, project manager della sede di Catania della Città del Gusto, interverranno Bonetta Dell’Oglio, Chef e Ambasciatrice dei Prodotti Slow Food nel Mondo, Giovanni Di Stefano, presidente Molini Soprano, Nello Blangiforti della Stazione Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia, Giuseppe Li Rosi, presidente Terre e Tradizioni, Paolo Guarnaccia, docente presso il Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie della Facoltà di Agraria di Catania, Gianfranco Venora, direttore della Stazione Sperimentale di Caltagirone, Filippo Drago, presidente Azienda Molini del Ponte, Massimo Palumbo, dirigente di ricerca del CRA-ACM (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) di Acireale, Davide Longoni, maestro panificatore Panificio Davide Longoni. Modera Valentina Vitale.

cagniAbbiamo deciso di concedere il nostro patrocinio a Expò Food and Wine perché riteniamo il progetto positivo per la Sicilia, troppo spesso costretta a emigrare per farsi conoscere, ma che non riesce a far squadra qui – afferma Giampiero Cagni direttore de la Città del Gusto di Catania – In vista dell’Expò meneghino vogliamo far capire quanto fare squadra sia fondamentale e come promuovere e auto promuoversi nella propria terra, possa portare sviluppo anche in altri territori. Abbiamo parecchi progetti per il 2015 che saranno effettuati a Catania, Sicilia e altrove”.

Il convegno “La valorizzazione dei grani siciliani: un patrimonio da tutelare” rientra nei tre giorni della manifestazione che è caratterizzata da incontri, convegni, approfondimenti, degustazioni e show cooking tutti all’insegna dell’eccellenza agroalimentare siciliana e nazionale.

sgroiOltre un centinaio gli operatori del settore, tra produttori e espositori delle diverse realtà regionali, e numerosi gli operatori commerciali esteri che prenderanno parte agli incontri con le aziende, provenienti da Argentina, Usa, Emirati Arabi, Ghana, Turchia e Tunisia. “La Sicilia è ricca di grani e di tipologie di frumento – afferma Daniele Sgroi, project manager della Città del Gusto – e oltre a far comprendere l’importanza di questa coltura, le sue varietà e possibilità di impiego è nostro obiettivo, come scuola di formazione teorica e pratica informare come il frumento ha influenzato la storia dell’uomo, dal neolitico fino ad oggi. Erroneamente, si pensa che il questo cereale venga utilizzato solo in gastronomia o in ambito animale, in realtà da esso si creano bevande, cosmetici, oli e molto altro”, conclude Sgroi.

Apre i battenti a Catania l’ Expo Food & Wine 2014 salone del buon cibo e del buon vino.

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Catania 1A Le Ciminiere di Catania oggi un taglio del nastro di prestigio quello che ha inaugurato la prima edizione dell’Expo Foos & Wine 2014, Salone del buon cibo e del buon vino. Un salone di prodotti enogastronomici del territorio con alcune novità curiose, come il salmone norvegese affumicato e salato in Sicilia con legna dell’Etna, prevalentemente faggio, e sale locale. salmoneDel salmone Made in Sicily è stata offerta una degustazione in abbinamento ad ingredienti semplici ma di ottimo effetto al palato: abbinato a mela e insalata o a del semplice formaggio spalmabile e del pomodorino, questo salmone convince proprio per il gusto della sua affumicatura ma anche per una sapidità decisamente gradevole e bilanciata ed un ridotto contenuto di grasso. Insieme al salmone, dell’ottimo pane con l’ olio Monte Etna dop “Rustica“, dalle caratteristiche organolettiche fresche, con notevoli note erbacee e sentore di mandorla. cipollaE la Sicilia che apprezza il salmone e che lo nobilita dopo anni di calo di popolarità specie a causa di un uso smodato nella preparazione di sughi e condimenti negli anni ’80, gusta con piacere anche un abbinamento decisamente inusitato: quello della Cipolla di Giarratana, presidio Slow Food in confettura con salmone. Deliziosa: una punta su un crostino ed è subito tartina, aperitivo, sfizio.
stranoE poi, sempre nel corso della prima giornata, una serie di Show Cooking e la Cooking Class dell’Executive Chef Simone Strano, di Palazzo Montemartini a Roma, affiancato dai suoi ex colleghi del La Plage Resort di Taormina.
Strano ha realizzato tre ricette in una manciata di minuti: tutte decisamente allettanti e di grande effetto scenico. Ingredienti semplici, come le patate, assurgono a piccoli capolavori grazi alla tecnica ed alla maestria di Strano, validamente coadiuvato dalla sua mini brigata.
ravioloNotevole il Raviolo di Norma, esaltante la patata viola al burro racchiusa dentro ad un turbante formato da una sorta di spaghetto di patata sormontato da foie gras: un procedimento lungo e complesso ma dall’effetto non soltanto molto allettante dal punto di vista del gusto, ma anche assolutamente intrigante dal punto di vista estetico. turbanteAnche in questo caso non è mancato il salmone, impiegato in modo semplice in quello che Strano ha definito “finto sushi”, servito insieme ad un Mojito Etneo. Avete presente il Mojito? Bene: dimenticatelo. Quello che prepara il barman de La Plage Resort sotto la guida di Simone Strano è una sinfonia di materie prime inimmaginabili: zucchero, miele, menta, liquore di arancia amara, vino bianco, succo di limone, angostura, spumante, chicchi di melograno e mela. Una bevanda ricca, complessa ed elegante, servita insieme al finto sushi insieme a fiocchi di zenzero e a cubotti di gelatina di salsa di soya.
mojitoNon da tutti, non per tutti: ed infatti Simone Strano dirige una brigata di dodici elementi a Palazzo Montemartini, un nuovissimo cinque stelle nel cuore della capitale e punta di diamante del gruppo Ragosta.
Subito dopo la Fisar ha offerto al pubblico un’articolata degustazione all’insegna della tipicità dei vini spumanti piemontesi.
Poi ancora un laboratorio di panificazione e a seguire ancora una degustazione di etichette interessanti a cura dell’ Ais delegazione di Catania: protagonista il Sangiovese.
A seguire anche il Cooking Show dello Chef Alfio Visalli e per concludere in dolcezza, un laboratorio con degustazione di Cannoli Siciliani realizzati con ricotta di bufala.
Ma non sono mancati i seminari ed i dibattiti: un interessante laboratorio con tema “ Pesce d’acqua coltura: perché?” ha aperto i lavori della prima giornata e, nel pomeriggio, è stato affrontato un altro tema molto attuale, ovvero la celiachia, con la presentazione del ricettario “ Celiaca: prego si accomodi – celiachia e turismo accessibile”, organizzato dall’ Aic e condotto dal giornalista Rai Alex Revelli Sorini.
siefiL’evento, organizzato da Sief Italia, ha visto nella giornata dell’apertura una consistente presenza di pubblico che ha degustato i prodotti di una cinquantina di espositori, malgrado una giornata umida e piovosa.
Anche il calendario domenicale è ricco di appuntamenti, di Show Cooking e Cooking Class. Per il programma completo vi rimandiamo al sito web dell’evento http://www.expofoodandwine.com/

 

A.Ve.

Nino Scarpinato, si qualifica al terzo posto come Maitre dell’anno 2014. L’intervista.

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scarpiUna professione che reca in sè un concetto di “elegance” forse un po’ retrò, che ha sofferto e soffre i colpi della crisi, dei tagli del personale e di un certo modo di intendere le fare hotellerie.
Nell’epoca del multitasking, la figura del Maitre ha sicuramente patito , più o meno quanto quella del Concierge e del Sommelier, una sostanziale uscita di scena: e questa figura professionale è sempre più difficile incontrarla, se non nei grandi alberghi cinque stelle lusso.
Infatti non sono moltissimi a conoscere il ruolo effettivo del Maitre, le sue competenze, i suoi compiti.

Ma chi è “il Maitre”? Lo chiediamo a Nino Scarpinato, membro Amira e reduce da un onorevolissimo terzo posto al Concorso Maitre dell’anno 2014, svoltosi in concomitanza con il 59 congresso dell’Amira, a Montegrotto Terme

Il Maitre – maestro d’ospitalità e di casa – è colui che coordina tutti i servizi di sala, nel ricevere il cliente, inoltre deve avere una preparazione professionale ed unal conoscenza di tutto quello che concerne la ristorazione: cucina, pasticceria, enologia, e ai tempi d’oggi anche l’informatica. Non ultima la conoscenza delle lingue.

scarpinato7Scarpinato, abbiamo capito cosa è un Maitre e cosa fa: ma cosa “non fa” un Maitre?

A mio avviso oggi il Maitre fa tutto e di più e tutto quello che il mercato ti richiede

La professione sembra soppiantata sempre più spesso dall’improvvisazione. In un mercato gonfio di domanda ma scarso di offerta i più arditi si assumono compiti per i quali non sono adeguatamente formati: come si riflette tutto questo nella qualità globale di un Hotel o di un grande ristorante?

Anche questa professione oggi si deve sempre di più confrontare con gente improvvisata che si crede di saper fare tutto, o magari confrontarsi con improvvisati ristoratori o albergatori : ma alla fine, come dice un vecchio detto, tutti i nodi vengono al pettine”

flambèPerchè è importante che in una struttura di buon livello ci sia il Maitre?

“Fondamentalmente è importante perchè la figura professionale del Maitre fa sempre la differenza”

A cosa attribuisce il calo di richiesta di figure professionali come la sua?

“A titolo personale, e non mi vorrei sbagliare ma è anche la riflessione che facciamo tutti noi professionisti, oggi i Maitres sono più “di scomodo” che di comodo. Questo per il semplice fatto che oggi è facile assumere un ragazzo, mettergli una giacca e pensare così di aver risolto il problema: anche perchè un giovane inesperto e poco qualificato viene sotto pagato”.

La professione di Maitre andrebbe secondo lei rilanciata? E se si, in che modo?

” Basterebbe che i media la finissero di far vedere tutti i santi giorni Chef sullo schermo perchè la gente si è convinta che lo Chef faccia tutto da solo, dimenticando il ruolo del Maitre. Con tutto il rispetto per la professione degli Chef, anche perchè il nostro motto è: non c’è sala senza cucina, non c’è cucina senza sala.”

scarpinato2Un bel terzo posto al concorso Maitre dell’Anno 2014. Quali sono state le “prove” che ha dovuto sostenere?

“Partiamo dalla semifinale di Rimini a gennaio dove eravamo in 60 Maitres da tutta Italia. Da li ne siamo usciti in 8 per contenderci il titolo di Maitre dell’anno 2014 a Montegrotto Terme. Poi sappiamo come è andata, ma sono felicissimo anche cosi. Mi ritengo fortunato e auguro a tutti i miei colleghi di poter arrivare ai traguardi che ho raggiunto..”

E traguardi di Nino Scarpinato non sono pochi: Maitre dell’anno 2008, 2* classificato. Flambè World Competition Zaragoza 2009 ( Spagna ), 3 classificato. Premio Città di Ragusa di Flambè 2010, 1 classificato. E adesso Maitre dell’anno 2014, 3 classificato.

Il traguardo che ancora sogna?

Adesso il mio sogno da realizzare è quello di poter ottenere il riconoscimento di Gran Maestro della Ristorazione da parte dell’ A.M.I.R.A”

Alessandra Verzera

Al Nosco un corso di Cake design e Modelling con Torte Titiioo

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torte TitiiooSabato 20 dicembre dalle ore 10,30 alle 18,00, presso la Scuola mediterranea di enogastronomia Nosco nell’Antico convento dei Cappuccini (Viale Margherita 41) a Ragusa Ibla Tiziana Briulotta, in arte Torte Titiioo, terrà un corso di Cake design e Modelling.

Attraverso il corso, i partecipanti apprenderanno, lavorando con attività pratiche da personali postazioni, come decorare le torte in pasta di zucchero e realizzare coloratissime figure tridimensionali. Ai corsisti saranno forniti tutti i materiali occorrenti. La prenotazione è obbligatoria.

Tiziana Briulotta alias Torte Titiioo è una delle più apprezzate cake designer siciliane. Entrata quasi per caso nel mondo del Cake design, oggi collabora, tra gli altri, con il blog “Cake” del Corriere della Sera.

torta1Numerosi i riconoscimenti ottenuti per le sue torte dallo stile inconfondibile, decorate con i personaggi dei cartoni animati, dei fumetti e dei libri per bambini.

«La mia seconda figlia, Alice – spiega – ha appena un anno e non sa ancora parlare bene… ecco che comincia a dire “titiioo, titiioo …”, guardando dei dolci che vorrebbe addentare. Da qui, la scelta di chiamare le mie creazioni “Torte Titiioo”. La mia avventura comincia un po’ per caso: l’incontro con la pasta di zucchero nel 2012 è stato come un colpo di fulmine che ha dato forma alla mia grande passione per l’arte, nonostante la mia vita mi avesse portato a intraprendere strade molto diverse fino a quel momento, come una laurea in Scienze Politiche e dieci anni di lavoro come sociologa universitaria. All’impegno e alla passione ben presto si è unita una professionalità acquisita con tirocini di pasticceria e di cake design. Oggi mi rende molto felice realizzare torte e dolci in pasta di zucchero che richiamano uno stile inglese, ma dal gusto tutto italiano. Le possibili combinazioni sono infinite e lo spazio dato alla creatività è immenso».

Il design incontra i sapori del territorio al Tuscany Design Center

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Farine pani Consorzio Toscana SaporiUltimi tre appuntamenti per la rassegna enogastronomica Tuscany Sapori & Design curata dal Tuscany Design Center e dal Consorzio Toscana Sapori del CNA di Pisa con il patrocinio del comune di Casciana Terme Lari.
Fino al 13 e 14 dicembre, ancora tre delle venti mostre di design che compongono il Tuscany Design Center ospiteranno altrettante degustazioni di prodotti proposti dalle aziende che aderiscono al Consorzio Toscana Sapori: vino, distillati e olio saranno presentati in degustazione in abbinamento con tartufo, gelatine di frutta, salumi, pani e dolci.
Durante il pomeriggio verranno degustati i prodotti di due aziende aderenti al Consorzio Toscana Sapori: i salumi dell’azienda Lo Scalco e il Rosso di Toscana Igt dell’azienda agricola San Michele. La degustazione si terrà sabato 29 e domenica 30 novembre dalle ore 17 alle 20.

Distillati e Arancino Consorzio Toscana SaporiLa rassegna Tuscany Sapori & Design è un’esperienza unica e innovativa che insiste sulla fiducia nella contaminazione e la voglia di incontro delle due associazioni che operano in settori diversi ma sono mosse da uguale spirito.
Abbiamo trovato un Consorzio – afferma Emiliano Galiberti, presidente del Tuscany Design Center – che crede come noi nella collaborazione per vincere la sfida di un mercato sempre più difficile”.
Un altro importante aspetto che ci accomuna – continua Marco Morelli, presidente del Consorzio Toscana Sapori – è anche la consapevolezza del debito che noi giovani abbiamo con i nostri predecessori. Formaggi Consorzio Toscana SaporiSoltanto con il passaggio di conoscenza potremo mantenere il primato che l’Italia detiene nei due rispettivi ambiti, l’agroalimentare e il design”.
“Fare rete e mettere insieme tutti gli attori del territorio – afferma il sindaco Mirko Terreniè, ne sono convinto, la strada per vincere le sfide del presente e del futuro. Per questo saluto con piacere la nascita di questa collaborazione tra il Tuscany Design Center e il Consorzio Toscana Sapori della CNA: chi viene a Perignano per i mobili deve sapere che c’è un territorio bellissimo e da scoprire. E viceversa, chi viene in vacanza dovrà scoprire invece il distretto del mobile e dell’arredamento unico in Toscana”.

 

La Vite ad Alberello di Pantelleria è Patrimonio dell’Unesco

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image001L’Assemblea generale dell‘UNESCO, ieri pomeriggio a Parigi, ha iscritto la pratica agricola della Vite ad Alberello di Pantelleria tra i Beni immateriali dell’umanità. Per la prima volta l’Alto organismo internazionale ha attribuito questo riconoscimento ad una pratica agricola, riconoscendone il valore storico-culturale oltre che identitario. La coltivazione della vite sull’isola ha, infatti, modellato nel tempo il paesaggio, realizzando uno dei contesti agricoli più suggestivi al mondo. Al centro di questo scenario la vite e il particolare sistema di allevamento, quello ad alberello. alberelloLa sua forma di coltivazione è il risultato straordinario di un’agricoltura che, assecondando la natura, ha saputo realizzare un primato d’eccellenza viticola, studiata ed ammirata in tutto il mondo. Il sistema di allevamento ad alberello basso, in conca, con uno sviluppo vegeto produttivo rasente i terreni, costituisce un unicum che va difeso, tutelato e rilanciato. La delegazione italiana presente all’Unesco era guidata dal rappresentante italiano permanente dr.ssa Vincenza Lo Monaco, dal prof Pier Luigi Petrillo – Responsabile Ufficio Unesco del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dal Sindaco di Pantelleria Salvatore Gabriele e dal Commissario straordinario dell’IRVO della Regione Siciliana Antonino Di Giacomo. Per l’Assessorato regionale all’Agricoltura della Regione Siciliana erano presenti Dario Cartabellotta, Responsabile Unico della Regione Siciliana per il Cluster Bio- Mediterraneo di Expo Milano 2015, e Antonino Parrinello, capo di gabinetto dell’ Assessoreato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana.
alberello2Grande emozione ha suscitato il caloroso applauso con cui l’assemblea ha salutato l’iscrizione della candidatura italiana al Patrimonio immateriale dell’Umanità. “Da Pantelleria arriva oggi un nuovo riconoscimento per l’Italia – ha commentato Vincenza Lo Monaco, rappresentante permanente per l’Italia all’Unesco – Questo importante traguardo deve essere un ulteriore stimolo ed un invito, soprattutto in vista dell’EXPO, a credere di più nelle potenzialità delle nostre tradizioni per dare vita ad uno sviluppo sostenibile, facendo leva sulla cultura produttiva dei nostri territori”. Il Commissario straordinario dell’ IRVO della Regione Siciliana Antonino Di Giacomo, ha sottolineato il valore di questo riconoscimento per tutto il sistema vino della Sicilia: “La Sicilia del vino vive di eccellenze territoriali uniche e impareggiabili per natura e biodiversità. Pantelleria è sicuramente l’espressione più particolare. Ora interviene una tutela universale che da il giusto merito ai quei piccoli agricoltori che sono riusciti a mantenere produttiva la viticoltura, in un contesto difficile come quello dell’Isola di Pantelleria. Questo riconoscimento arriva a conclusione di un grande lavoro di squadra che ha visto l’IRVO lavorare in sintonia con il Ministero delle Politiche Agricole, il comune di Pantelleria e i piccoli produttori dell’isola.” Il Prof Pier Luigi Petrillo, curatore della candidatura dell’Alberello di Pantelleria per il Ministero delle Politiche Agricole, ha seguito tutto l’iter sin dall’inizio: ” Si tratta di un percorso molto complesso, iniziato cinque anni e conclusosi oggi con l’iscrizione, per la prima volta al mondo, di una pratica agricola nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Un percorso che è iniziato su proposta del Ministero e che ha trovato il consenso di oltre 180 stati partner dell’Unesco”.
VITE AD ALBERELLO DI PANTELLERIAOggi, a Pantelleria, il paesaggio disegnato dalla vigne è il segno di un equilibro raggiunto con la natura grazie all’opera dell’uomo e alla consapevolezza del rispetto dell’ambiente. Il terrazzamento è l’emblema di quest’unione che ha poi dato vita alla cultura della lavorazione della pietra dalla quale sono nati il dammuso e il giardino pantesco, strutture necessarie per praticare l’agricoltura in un contesto produttivo impervio.
E’ un grande traguardo per l’Italia e per Pantelleria – ha così commentato il Sindaco di Pantelleria, Salvatore Gabriele – credo che sia una grande scommessa, un grande elogio ad una comunità che, nei secoli, ha saputo trasformare luoghi impervi in terrazzamenti dove si produce un prodotto straordinario. Ora dobbiamo lavorare con il Ministero e la Regione Siciliana ad un Piano di gestione sull’alberello, dove poter declinare tutta una serie di attività di tutela e valorizzazione della pratica agricola e del vigneto pantesco“.
A rappresentare la Sicilia a Parigi anche Dario Cartabellotta – Responsabile Unico della Regione Siciliana per il Cluster Bio- Mediterraneo di Expo Milano 2015 che ha annunciato un ruolo di primo piano per l’isola di Pantelleria: ” Affidando a Pantelleria l’apertura degli eventi del Cluster ad EXPO – sottolinea Dario Cartabellotta – riconosciamo il primato di una terra, che tra l’Europa e l’Africa, ha saputo offrire all’uomo la sintesi più felice delle colture e delle culture del Mediterraneo. Un patrimonio di biodiversità che ha radici antiche ma che vogliamo portarci integro nel futuro delle nuove generazioni”.
alberello4La vigna a Pantelleria può contare solo sulle braccia dell’uomo, non ci sono macchine che possano sostituire il contadino e la sua sensibilità produttiva. Sui terrazzamenti , spesso con pendenze estreme, la vite viene allevata al di sotto del livello del suolo, in una larga conca per riparare la pianta e i frutti dai venti di scirocco e di greco levante che spirano assai frequentemente e con violenza sull’isola. Questa pratica è utile anche ad equilibrare lo sviluppo della parte aerea rispetto a quella radicale, in modo tale che la mano dell’uomo possa facilmente intervenire sulle vite, durante tutto il suo sviluppo vegeto-produttivo. Proprio per questo a Pantelleria si parla di viticoltura eroica: le lavorazioni, infatti, durante tutto l’anno richiedono un monte ore di lavoro, per unità impiegata, che supera di almeno tre volte quelle necessarie alla coltivazione di un normale vigneto sulla terra ferma.
In rappresentanza dell’Assessore dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana Antonino Caleca, è intervenuto a Parigi anche il capo-di gabinetto Antonio Parrinello che ha così commentato: “Accogliamo la notizia dell’inserimento della pratica agricola dell’alberello pantesco nella lista dei beni immateriali dell’Umanità con un sentimento di enorme gioia. Grande soddisfazione innanzitutto per Pantelleria, artefice di questa operazione, e per tutti i suoi agricoltori che, con la loro tradizione millenaria, hanno permesso il realizzarsi di questo storico obiettivo. Oggi è un giorno di festa non solo per Pantelleria ma anche per tutta l’agricoltura siciliana“.

La torta alla ricotta: dolce morbidezza.

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DSC_2733 (2)Torta alla ricotta
Ingredienti per la base
200 g di Farina 00
150 g di zucchero semolato
3 uova
100 ml di olio di semi
100 ml di latte
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaio di estratto di vaniglia
La scorza grattugiata di mezza arancia

Ingredienti per la crema
250 g di ricotta vaccina (messa a scolata la notte prima)
100 ml di panna montata
3 cucchiai di zucchero a velo
DSC_2732 (2)La scorza grattugiata dell’altra metà di arancia
Nella planetaria montiamo le uova con lo zucchero e l’estratto, fin quando non sarà diventato spumoso e gonfio, a questo punto aggiungiamo a filo l’olio poi il latte, e alla fine la farina un cucchiaio per volta, per ultimo il lievito
Inforniamo a forno già caldo 180° per circa 30 minuti o almeno fin quando con la prova stecchino l’impasto risulterà cotto.
Intanto setacciamo la ricotta aggiungiamo la scorza, lo zucchero ed infine la panna un cucchiaio per volta.
Sformiamo la base e tagliamo a metà della sua lunghezza, farciamo con la crema di ricotta e poniamo in frigo

Francesca Merlino

ungiroincucina@blogspot.com

Nasce Amorfood: e il cibo diventa turismo, arte, cultura

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Andrea Di RosaUnire i sapori unici della Sicilia con l’arte contemporanea, dando visibilità a una rete di piccoli produttori locali, e scoprire alcuni luoghi memorabili dell’Isola attravAndrea Muléerso itinerari turistici appositamente pensati.
È tutto questo Amorfood, progetto di due giovani imprenditori siciliani, Andrea Mulè e Andrea Di Rosa, con la direzione artistica di Antonella Amorelli, già coordinatrice e anima di Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia e oggi direttrice di AmorLab.
Amorfood è un progetto che nasce dall’amore per il cibo siciliano d’eccellenza, che si è sviluppato mediante un’attenta ricerca e selezione di sapori antichi, a volte dimenticati, di prodotti naturali che rappresentano l’essenza della Terra di Sicilia. Antonella Amorelli

A questo scopo sono state selezionate dieci piccole realtà produttive dell’Isola, unite in un unico progetto, per offrire sapori unici e irripetibili: la crema dolce di peperoncino e la confettura di fichidindia di Castelbuono, i capperi di Salina, le lenticchie di Villalba, l’olio extravergine d’Oliva di Sciacca, le pesche sotto sciroppo e la confettura di pesche di Leonforte, il miele di sulla di Caltavuturo, i pistacchi sgusciati e la crema di pistacchio di Bronte, la crema di mandorle di Adrano e l’origano di Mussomeli. Tutti prodotti naturali, con assenza totale di qualsiasi additivo e realizzati unicamente con l’uso della materia prima e senza grassi o altre aggiunte.

種まきPer raccontare in maniera originale i processi di produzione è stato coinvolto Campostabile, una coppia di artisti siciliani (Mario Campo e Lorena Stabile), che ha svolto una residenza d’artista di tre settimane nelle aziende selezionate, sotto la cura di Giovanni Iovane, critico d’arte e professore di Storia dell’Arte Contemporanea a Brera, Milano. Dalle residenze sono stati realizzati video artistici che offrono una narrazione visiva un racconto dei singoli prodotti, nonché dei luoghi, del contesto e della storia profonda che c’è dietro. CapresRiprese, parole, suoni e immagini liberamente create, attraverso cui gli artisti hanno costruito un racconto visivo per ciascuno dei prodotti scelti, esaltandone le peculiarità più spiccate ma anche gli aspetti meno visibili e meno accessibili che si celano dietro una sapienza produttiva, tramandata per generazioni.
Campostabile per il 2014 è stato chiamato anche a realizzare un opera d’arte della Amorfood Art Collection, curata da Giovanni Iovane, per la cui realizzazione, ogni anno, sarà chiamato un giovane artista all’interno del panorama emergente siciliano. Nel progetto Amorfood verranno coinvolti successivamente anche artisti e curatori di fama nazionale e internazionale. L’artista viene invitato a esplorare i luoghi in cui nascono i cibi, entra in contatto con i produttori, ascolta le loro storie, scopre i processi tradizionali di produzione e, proprio come avvenuto con Campostabile, al termine del periodo di residenza, dopo aver raccolto tutte le suggestioni di questi luoghi di pregio del cibo siciliano, produce una nuova opera unica e originale, che entra a far parte della Amorfood Art Collection.
caper flowerPer il progetto Amorfood Art Collection 2014, Campostabile ha ideato una scultura dalle dimensioni minime, che si arricchisce della doppia possibilità visiva rappresentata dalla vocazione sia bidimensionale che tridimensionale. Sul recto campeggia una forma astratta composita, che scaturisce da un processo di scomposizione, destrutturazione, analisi e reinvenzione a partire da ritagli di riviste di moda. Una struttura che per qualche verso parrebbe di matrice organica, ma che in realtà è sganciata da qualsiasi referenzialità esterna e nasce proprio da una reinvenzione, nutrendosi dell’ambiguità visiva data dall’essere un collage bidimensionale di immagini che raccontano diverse idee di profondità. In un piccolo dispositivo scultoreo due polarità, l’universo dell’industria/artificio e quello dei gesti arcaici/manuali creano un cortocircuito che più che generare dissonanza crea stupore, genera curiosità propositiva, quasi a suggerire, per via intuitiva ma non senza una precisa determinazione, un possibile percorso da intraprendere, magari come collettività.homemade apricot jamAttorno ai dieci produttori coinvolti e ai luoghi sono stati anche realizzati appositi itinerari turistici che hanno lo scopo di incentivare un turismo non ordinario, accompagnando i visitatori nella terra madre di questi sapori unici. Itinerari, pensati per chi vuole vivere un’esperienza unica, che unisca arte, archeologia, natura, benessere, sport, cucina e soprattutto l’accesso a palazzi, abbazie, collezioni, ville e giardini privati. Luoghi segreti e scenari irripetibili, in cui la proverbiale ospitalità siciliana sarà arricchita dal miglior cibo della Sicilia e dalla scoperta dei territori stessi in cui nascono i prodotti. La “rete” Amorfood penserà a tutto, dall’affitto di appartamenti all’organizzazione del viaggio e dei trasporti, dai tour d’arte alle visite alle collezioni, fino alla possibilità, per chi vuole, di accedere a servizi esclusivi, quali spa o campi da golf.
Questi i macro-itinerari: Palermo, Cefalù e le Madonie; Salina e l’arcipelago delle Eolie; Catania, Etna e Taormina; Enna e la Val di Noto; la Sicilia centro-meridionale, da Caltanissetta a Palma di Montechiaro, fino al parco archeologico di Agrigento; e infine, Sciacca, Selinunte e Mazara del Vallo.

Shelled PistachioAmorfood è, dunque, un progetto in cui i sapori unici dei prodotti siciliani realizzati con passione antica, arte e turismo viaggiano insieme, per guardare alla Sicilia quale risorsa: lo scopo è, infatti, di valorizzare le eccellenze dell’Isola, non soltanto in Italia, ma anche nei mercati internazionali, come il Giappone, gli Emirati Arabi o il Qatar, dove Amorfood ha già presentato il proprio progetto, riscuotendo fortissimo interesse da parte del Paese mediorientale. Amore vero, che non si basa sul semplice appagamento dei sensi, ma su una conoscenza profonda dei cibi selezionati, restituendo valore ai processi produttivi storici e tradizionali, che garantiscono da sempre al cibo un sapore autentico.