Home Blog Pagina 121

Chef per un mese? Una gara dal “dolce” finale

0

torta scelte di gustoL’iniziativa che ha visto il blog Pecorella di Marzapane e il giornale più gustoso del web, Scelte di Gusto, insieme per la gara a scadenza mensile “chef per un mese” si è svolta, giocata, gustata e chiusa, decretando ben 13 chef, nell’arco di un anno, ed un vincitore finale: Pasquale, protagonista e autore del blog “I sapori del Mediterraneo”. A lui il plauso della redazione tutta e la presentazione della sua “torta Sicilia” ai lettori di SdG

Un anno impegnativo, quello appena trascorso, emotivamente colmo, non privo di nodi da sciogliere per ricominciare a tessere una maglia che intreccia emozioni: tutte al positivo, ora e in futuro, è la speranza e l’augurio. Un anno che sembra aver segnato una piccola battuta d’arresto per Scelte di Gusto, per alcuni suoi membri e per le decisioni non facili da prendere, digerire, della madre, ideatrice di questo giornale: Alessandra Verzera, Direttore e faro per la testata che nuovamente volge prua all’orizzonte. Eppure la fine di questo anno segna anche un nuovo inizio e Scelte di Gusto oggi viene rilanciato, con una nuova veste grafica, una famiglia rinnovata e nuovi intenti che portano noi, nel desiderio, a scrivere per far assaporare a voi, nuove parole e nuovi piatti, una cucina di ricercata sperimentazione.

La ripartenza vuole anche essere spunto per portare a termine progetti lasciati in sospeso, oltre che per lanciarne di nuovi, pensarne di strabilianti; il contest “Chef per un Mese” è uno di questi lavori condotti e mai approdati che oggi trova porto felice nell’annuncio di ciò che è stato e di quello che ne consegue.

Ricapitoliamo la golosa avventura: tra maggio (2012) e marzo (2013) in 134 sono stati i piatti cucinati per la kermesse, in 13 gli chef decretati durante l’annata, come vincitori parziali, e in 10 i protagonisti della sfida finale.

I piatti protagonisti di questa avventura sono tanti e così riassunti:

Pollo con maionese cajun, proposto da Angela del blog “Verzura”
Timballo di riso in crosta, proposto da Sandra del blog “Indovina chi viene a cena?”
Sporta di crespella, proposto dalle 4 api del web del blog “Come un fiorellino di rosmarino”

 

Torta rovesciata con pomodorini e basilico, proposta da Vale del blog “Ricette in tacchi a spillo”

 

Tartare agrodolce in vertical, proposta da Giacomo, un lettore di PdM e SdG
Cous cous all’insalata greca con feta e tzatziki, proposto da Claudia del blog “Carotina abbrustolita”

 

Coni di parmigiano con insalata fredda, proposti da Fabiola del blog “Olio e Aceto”

 

Tortelli con seppia e crema di chiodini, proposti da Pasquale del blog “I sapori del Mediterraneo”

 

Torta Streusel alle Mele, proposta da Francy del blog “La dolce vita”Torta Regina di Saba, proposta da Mariangela del blog “Bronte a tavola”

 

Flan di panettone al cioccolato bianco, proposto da Beatrice del blog “Beatitudini in cucina”

 

Gattò napoletano, proposto da Roberto del blog “A cucina e mammà”

 

Frittelle di pere ai frutti di bosco, proposte da Speedy del blog “A tutta cucina”

 

Esiste una pagina su Pecorella di Marzapane, il blog che ha ospitato la manifestazione, dove tutte le ricette in gara sono raccolte e catalogate e dove la sfida finale viene raccontata con gli scatti dei dolci preparati per l’occasione. Kermesse che oggi può finalmente, pur nel ritardo motivato in apertura, trovare chiosa nella proclamazione dei vincitori e nel conferimento dei premi spettanti.

Vince, aggiudicandosi un week end per due persone, Pasquale del blog “I sapori del Mediterraneo”, colui che in un dolce ha racchiuso l’essenza stessa della terra di Sicilia, patria di una cultura gastronomica d’eccezione, patria di colei che anima il blog Pecorella di Marzapane e dello stesso Giornale. Scelte di Gusto trova, in un dolce che raffigura un lembo di terra così ben rappresentato, ristoro nella preferenza accordata agli ingredienti, ma non solo per gusto, lo sguardo viene appagato dalla perfezione della realizzazione. Per tali motivi Pasquale merita il premio con lode.

Ma tra i dolci presentati alla sfida finale v’è una Paris Brest che attrae sguardo e stimola la golosità di una redazione protesa verso il gusto e la raffinatezza dell’interpretazione, ecco perché Francy del blog “La dolce vita” si aggiudica un secondo meritatissimo posto che le garantirà, per i futuri sei mesi, di pubblicare qui, oltre che sullo spazio web personale, tra le pagine del giornale, le sue golosità per la degustazione “visiva” di tutti i lettori.

Tiziana Nicoletti

Pagina dell’evento: http://www.pecorelladimarzapane.com/p/chef-per-un-mese.html

L’orto in casa: sarà presto illegale?

0

ortoNon ci sono dubbi. Coltivare un proprio orto porta benefici di ogni genere a chi decide di dedicare parte del proprio tempo libero a questa sana attività. Studi della Scuola agraria del Parco di Monza ci dicono, infatti, che “la sua coltivazione e irrigazione sarebbero efficaci nella cura di disturbi come l’ansia e la depressione, ma anche per il recupero e il reinserimento degli individui all’interno della società”. Meglio di così!
Per non parlare dei benefici pratici, tanto per capirci quelli economici, dal momento che, grazie all’orto domestico, non solo i prodotti sono sempre belli freschi a portata di mano, ma si possono investire cifre più basse nell’acquisto dei semi invece di spenderle tutte al supermercato. Per chi, inoltre, ha il culto del biologico, ci sarebbe la garanzia di non portare a tavola prodotti cresciuti grazie ad additivi chimici o molto altro di ancora più dannoso per la propria salute. Insomma, non indifferenti i vantaggi da tutto questo.
orto-sul-balconeE poi, vuoi mettere la soddisfazione di vedere crescere giorno per giorno i propri pomodorini, aspettare di vedere spuntare dalla terra la cima di una foglia di lattughina o ancora di vivere con i propri bambini l’esperienza di una carotina che sta prendendo vita? Forse non tutti sanno che in tante scuole del nostro Paese hanno da tempo enorme successo proprio i progetti sugli “orti in classe”, pensati per dare modo ai più piccoli di avvicinarsi e conoscere il ciclo produttivo della terra e dei tanti prodotti della nostra agricoltura. Interventi, finanziati anche dagli enti pubblici, che finalmente rendono meno nemiche tutte quelle verdure con le quali quasi tutti, sin da piccini, abbiamo ingaggiato vere e proprie battaglie pur di non ingurgitarne neanche un boccone.
Contenti di sapere ciò? Bene, allora dimenticate tutto perché la “Plant Reproductive Material Law”, nuova proposta di legge presentata dalla Commissione Europea, vuole rendere illegale “coltivare, riprodurre o commerciare i semi di ortaggi non analizzati, approvati e accettati” dall’Agenzia delle Varietà Vegetali Europee. In buona sostanza, non si potrebbero più piantare nel proprio giardino semi di verdure o frutti non regolamentati. Il rischio? Essere condannati come criminali.
Certo, la proposta deve ancora passare, ma sembra che la volontà sia proprio questa. Inevitabili le prese di posizione, anche abbastanza accese. A ritenere che vuole essere un regalo fatto ai grandi produttori di sementi, come la Monsanto, è Ben Gabel del “Real Seed Catalogue”, per il quale “si intendono così stroncare i produttori di varietà regionali, i coltivatori biologici e gli agricoltori che operano su piccola scala”.
“Come qualcuno potrà sospettare – aggiunge Mike Adams su Natural News – questa mossa è la “soluzione finale” non solo della Monsanto, ma anche della DuPont e delle altre multinazionali dei semi, che da tempo hanno tra i loro obiettivi il dominio completo di tutte le coltivazioni sul pianeta. Di fatto, ai sensi della nuova normativa comunitaria, la maggior parte delle sementi tradizionali saranno fuorilegge. Questo significa che l’abitudine di conservare i semi di un raccolto per la successiva semina, pietra miliare per una vita sostenibile, diventerà un atto da perseguire per legge”.
Un duro colpo, dunque, se non addirittura la ferma volontà di uccidere, in tutta la Comunità europea, qualsiasi sviluppo degli orti nei giardini di casa. Mettendo sotto accusa anche la classica massaia, colei che, per far quadrare i conti di casa, ha trovato il modo di risparmiare almeno sugli ortaggi. Che, lo sappiamo bene tutti, incidono non poco nel budget familiare. Inevitabile pensare che, in un tempo di crisi come quello che stiamo vivendo, proposte del genere non vogliano in alcun modo andare incontro ai cittadini. Non ci vengano, dunque, a dire che si tratta di tutelare la loro salute, garantendo la qualità delle sementi. Non ce la spaccino come verità. Non ci possiamo e vogliamo credere.

Gilda Sciortino

Cucina creativa vegetariana: taschine di peperoni al gratin

0

peperoniVegetariano non significa di certo scondito, insapore, triste o incolore. Essere vegetariani non comporta in nessun caso rinunciare al gusto nè alle pietanze stuzzicanti: una delle ricette creative, facili e veloci da realizzare è proprio la taschina di peperoni al gratin; ricca di gusto, di profumi e di sapore.

Ecco come procedere.

Per quattro persone:

Due peperoni rossi di medie dimensioni.

Quattro manciate di mollica di pane fresca finemente sbriciolata.

Tre cucchiai abbondanti di olio extra vergine di oliva.

Un etto e mezzo di Fontina Valdostana.

Una manciata di uvetta sultanina e una di pinoli.

Una presa di sale.

 

Lavare, tagliare e privare dei semi i peperoni.

Tagliarli nel senso della lunghezza ottenendo due fette da ogni peperone.

Infornarli con un filo di olio in forno ben caldo (180*) girandoli un paio di volte fino a che non si saranno bene ammorbiditi e risultino quasi cotti.

 

scelte di gusto piatti 003In un padellino versate un filo di olio d’oliva e fate rosolare uno spicchio d’aglio giusto il tempo di lasciare insaporire l’olio.

Togliete l’aglio e, a fiamma moderata, abbrustolite nell’olio aromatizzato la mollica fresca.

Intanto ammorbidite l’uvetta sultanina e riducete a dadini la fontina.

Versate la mollica abbrustolita in una ciotola ed unite gli altri ingredienti e cioè l’uvetta, i pinoli e la fontina.

Versate ancora un po’ di olio ed aggiustate di sale.

Disponete il composto ottenuto su ogni metà di peperone e ponete sotto il grill fino a che il formaggio non si sarà sciolto e la mollica non sarà dorata.

A cottura ultimata, aiutandovi con una pinza da cucina o con due forchette, ripiegate su sè stesse le fette in modo da ottenere la “taschina” e servite ben caldi.

 

Progetto Diodoros: riparte il vino del Parco della Valle dei Templi

0

calice rosso

E’ stato presentato lo scorso 12 dicembre “Diodoros Il vino della Valle”, il primo importante e significativo risultato del ”Progetto Diodoros” lanciato dall’Autorità del Parco della Valle in collaborazione con le strutture produttive del territorio per riprendere la coltivazione nelle aree demaniali del Parco della Valle dei Templi. A presentare il vino con il quale si intende rilanciare l’immagine produttiva del vigneto storico della Valle dei Templi, posto sotto il tempio di Giunone sono stati Giuseppe Parello (Direttore Generale Parco della Valle dei Templi), Calogero Liotta (Dirigente Responsabile Unità Operativa V Parco della Valle dei Templi), Giovanni Greco (Presidente CVA Canicattì) e Tonino Guzzo (Enologo).
Conferenza StampaIl vino è il frutto della convenzione tra l’ente parco e la cantina CVA Canicattì impegnata da oltre quarant’anni a mettere in luce con le sue etichette la tradizione viticola dell’agro agrigentino che esprime il meglio delle sue potenzialità con i vitigni autoctoni siciliani. Fin dalla stipula dell’accordo, nel luglio 2011 , il Parco della Valle dei Templi e CVA Canicattì sono stati accomunati dalla stessa identità di vedute: vino e archeologia concorrono a fare grande un territorio ricco di storia dove l’agricoltura svela il senso e l’origine della civiltà. Un orizzonte condiviso che ha dato vita ad un progetto dal grande valore simbolico in quanto costituisce un valido esempio di mantenimento e sostenibilità ambientale di un paesaggio immerso in un contesto unico e di grande valore. La viticoltura, inoltre, è l’elemento a più alto valore economico e comunicativo del comparto agricolo siciliano, e in questo caso può trainare il potenziale attrattivo e comunicativo dei prodotti agricoli che prendono vita all’interno della Valle dei Templi.
Diodoros“Diodoros – il Vino della Valle” prende vita nei vigneti posti sotto il tempio di Giunone, un giacimento viticolo di grande interesse, frutto di una “selezione” naturale che i vignaioli della Valle hanno operato nel corso degli anni interpretando al meglio gli aspetti pedoclimatici. La grandezza di questo contesto è data dalle caratteristiche di questo terroir. Siamo nel cuore delle Terre del Nero d’Avola, dove i suoli di origine alluvionale profondi e sabbiosi, caratterizzati dalla presenza di scheletro sono molto fertili per la coltivazione delle varietà autoctone siciliane. Fin dalla firma della convenzione, CVA Canicattì ha curato la conduzione agronomica del vigneto seguendo tutte le operazioni in vigna – dalla cura delle piante sino alla vendemmia – impegnando tutto il suo personale più qualificato. Questa prima versione del Vino della Valle dei Templi, è frutto della vendemmia del 2012, che per le varietà a bacca rossa verrà ricordata per l’integrità del frutto giunto a maturazione in perfette condizione. Il vino è un blend delle varietà di Nero d’avola – 90% – Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese – per la restante percentuale – coltivate a spalliera; dopo una classica vinificazione in rosso il vino è stato affinato prima in vasca (2 mesi) e poi in barili di rovere (10 mesi). Questa prima annata – prodotte in 6000 bottiglie tutte numerate – subirà un ulteriore processo di maturazione in bottiglia della durata di 6 mesi prima della commercializzazione.
Brindisi finaleLa veste di questa prima annata avrà come simbolo una colonna dorica stilizzata scelta, nell’aprile scorso, dai visitatori del parco e dagli eno-appassionati tramite il concorso «Vota l’Etichetta del Vino della Valle dei Templi» sulla base di tre bozzetti realizzati dal designer siciliano Antonio Giancontieri.
“Diodoros – il Vino della Valle” in sintesi.
• Luglio 2011: firma della convenzione
• Settembre 2012: prima vendemmia
• Novembre 2012: presentazione dei bozzetti grafici del vino
• Aprile 2013: chiusura concorso «Vota l’Etichetta del Vino della Valle dei Templi»
• Dicembre 2013 – presentazione ufficiale
• Marzo 2014 – inizio commercializzazione e presentazione al trade e alla stampa enologica a Vinitaly 2014

Cadetto rosso, Nero d’Avola Tenuta La Lumia

0

calice neroIl Nero d’Avola apre la nostra rubrica dedicata al mondo vitivinicolo, al vino e i suoi produttori.
Il vitigno Nero d’Avola fu importato dai greci in Sicilia durante la loro permanenza, lasciando anche la tipologia di allevamento a bassa ceppaia.
Nonostante l’esistenza e la diffusione di almeno un centinaio di cloni di Nero d’Avola con varie diversità, il territorio che ne esprime al massimo le caratteristiche è proprio quello siciliano.
IL vitigno autoctono siciliano che a sua volta si differenzia dal territorio di produzione:
ad occidente di più grande produzione si presenta leggermente spigoloso ed aggressivo
al centro con una delicatissima sensazione di frutti rossi
Sicilia sud orientale, dove i terreni e le condizioni pedoclimatiche garantiscono il massimo della raffinatezza del prodotto con sottofondo di frutta secca.
Da qualche anno il Nero d’Avola, per le sue caratteristiche di robustezza e corposità, viene utilizzato unendolo ad altri vitigni di sapori più internazionali quali Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah con risultati sorprendenti conferendo ai bland un carattere forte e deciso ma allo stesso tempo elegante

 

Un’azienda vocata alla lavorazione diversificata del Nero d’Avola è Tenuta La Lumia del Barone Nicolò La Lumia che con i suoi 150 ha a 70 mt/lm ha creato ben 7 etichette in purezza.
Il figlio Salvatore, enologo, si occupa e dirige la parte della lavorazione dei prodotti.
Il Cadetto proviene da vigneti a spalliera aventi una densità di 3400 piante per ettaro, La potatura viene fatta a gujot.La raccolta avviene leggermente in anticipo per garantire un prodotto fresco, pigiodiraspante, innestate da lieviti naturali selezionati e macerate per sette giorni. Affinato in acciaio e dopo cinque mesi l’imbottigliamento.
Caratteristiche del Cadetto sono il frutto e l’equilibrio
All’esame olfattivo si apre un ampio sentore di frutta fresca, amarene, ciliegie e fragole. Mano a mano che ossigena sentori di liquirizia, frutta secca e infine un lieve sentore di tabacco. La sensazione è molto piacevole
Visibilmente un colore rubino con riflessi violacei indica freschezza e anticipano ciò che apprezzerà il gusto.
Al palato regala da subito un tannino morbido e rilascia sentore di marasche. Abbastanza persistente il retrogusto che rilascia residui di fruttato.

Un vino che per le caratteristiche attente di vinificazione, pur essendo d’annata, può sostenere un invecchiamento superiore ai quattro anni.

Lo abbiniamo con carni e verdure alla griglia o tempure tipiche siciliane.

40.000 bottiglie a E 9.00 per scelta aziendale non destinate alla grande distribuzione.

Giusi Contrafatto

Il vino italiano fa muovere Manhattan

0

Move016b32Un successo l’evento promosso da UVIVE per presentare alla grande mela i Consorzi del Veneto e i loro prodotti di eccellenza

I newyorkesi hanno risposto al richiamo dei vini veneti: “Move the passion”, la prima “maratona” enologica tra le vie di Manhattan è stata un successo. Oltre 200 partecipanti per un format innovativo oltreoceano, nato per presentare ufficialmente nella grande mela l’Unione Consorzi Vini Veneti (U.Vi.Ve.). Sono stati 7 in particolare i Consorzi protagonisti dell’evento del 3 dicembre scorso a New York: Lugana Doc, Prosecco Doc, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, Vini Doc Soave e Recioto di Soave, Valpolicella Doc, Lessini Durello, e Montello-Colli Asolani.

Sette consorzi per 7 tappe, in location d’eccellenza, per scoprire queste grandi denominazioni italiane. I locali che hanno ospitato l’evento rappresentano un mix fra made in Italy, stile ed esclusività: si va da “Urbani Truffles” al ristorante di Giovanni Rana, da showroom di design come Arc Linea a un tempio del wine & food come Astor Center, dal ristorante ricercato (Risotteria Melotti e Revel) a Maslow6, una fra le enoteche più fornite e frequentate dagli appassionati.

Hanno preso parte all’evento giornalisti, buyer ma anche semplici amanti del vino italiano, che hanno avuto l’opportunità di degustare in ciascuna location diverse versioni del vino proposto, scoprendo le diverse etichette e sfumature. Ciò che più ha colpito i newyorkesi, oltre all’assoluta qualità dei vini proposti in degustazione, è la modalità dell’evento, realizzato e curato da UNICA Comunicazione. Muoversi per la città seguendo la mappa fornita ad ogni iscritto ha divertito ed entusiasmato i partecipanti, che hanno chiesto a gran voce una riproposizione di Move the passion nella primavera 2014.

Valle di Cembra. Storia della Rassegna Vini Müller Thurgau

0

muller Non c’è pubblicazione riferita alla viticoltura e ai vini del Trentino che non contenga immagini della Valle di Cembra. Il libro, dedicato alla storia della Rassegna dei vini Müller Thurgau della quale si è celebrata quest’anno la XXVI edizione, è scandito nelle varie parti da foto dedicate al paesaggio vitato che sovrasta il corso dell’Avisio. Una sorta di calendario fenologico da sfogliare con il trascorrere dei mesi.

Le fotografie, pur di forte impatto visivo scattate da due bravi fotografi attivi in Valle come Giorgio Deflorian e Luciano Lona, rischierebbero di rimanere tasselli di un mosaico da ammirare, se l’insieme non fosse animato dalla gente e da ciò che le mani infaticabili dei viticoltori hanno creato dai tempi della Situla (IV secolo a.C.). Le vigne, i terrazzamenti, le strade interpoderali che spaccavano la schiena a chi le percorreva, portando a spalla carichi pesanti prima che fossero rese meno faticose da un provvido intervento di sistemazione e asfaltatura. Ma soprattutto l’uva e i prodotti che se ne ricavano: il vino, un tempo frutto di vitigni antichi e autoctoni, in seguito e più recentemente nobili, provenienti dall’esterno, come il Müller Thurgau, lo Chardonnay, il Pinot nero, il Sauvignon bianco e il Traminer. E poi la grappa, che nel corso dei decenni ha smesso gradualmente gli abiti di panno ruvido di Rachele (nome riservato al distillato di vinacce ricavato goccia dopo goccia da coraggiosi “fuorilegge per necessità di sopravvivenza”) per vestire l’abito da sera di grappa fine e delicata prodotta da intraprendenti distillatori valligiani. Il libro riassume nel titolo lo scopo dei promotori: raccontare con semplicità la storia di una manifestazione (la Rassegna dei vini Müller Thurgau) che inizia molto tempo prima del 1988 (anno della prima Mostra dedicata).

Le pagine sono pietre di porfido d’immaginari muretti a secco forniti da numerosi portatori d’interesse, di testimonianze vissute, di proposte. Sono molte, infatti, le persone che hanno contribuito a dare contenuto al racconto. Sarebbe riduttivo limitare la narrazione alla sola Rassegna dedicata al Müller Thurgau, vitigno e vino. Nel libro si trovano anche spunti di riflessione e proposte riguardanti il futuro della viticoltura della Valle di Cembra. Fra tutte, quella di riconoscere ai suoi vini la qualifica di prodotti di territorio riconosciuto per legge unico e di qualità superiore.

 

Chef For Madagascar. Una notte “Born in Sicily”

0

manina_012

Peppe Carollo del Nangalarruni, Natale Giunta di NG service catering e prova del cuoco e Nicola Fiasconaro della omonima azienda, coadiuvati da Francesca Carollo e Mario Fiasconaro, figli d’arte dei rispettivi chef Castelbuonesi, si affronteranno nella preparazione dei piatti dedicati alla serata.

 

Un menù di carne e pesce, molto interessante dal punto di vista enogastronomico, composto da aperitivo e finger food, due antipasti, due primi, due secondi e dessert preparato dal Giovane Fiasconaro, il tutto con prodotti a km 0, grazie alla collaborazione del consorzio produttori madoniti e del suo presidente Mario Cicero.

 

Da un idea di Dario Guarcello presidente del Divino Festival Sabato 14 dicembre  alle 21.00 la cena di beneficenza si terrà al ristorante Nangalarruni.

 

I vini abbinati saranno delle quattro aziende vincitrici del premio “Gusto DiVino” 2013: Fattorie Azzolino premio Etichetta , Barone Montalto miglior rosso, Cantine Fina miglior Bianco e Tenuta Borgesati migliori bollicine. Queste prestigiose aziende riceveranno in premio le targhe durante la serata.

 

Il ricavato della cena, di 35 euro a persone, sarà devoluto ai “bambini di Manina”, che vivono a Nosy Be (un’isola del Madagascar). Manina, insegnante di filosofia in pensione, nel 1997 si trasferisce in Madagascar e viene a contatto con le problematiche locali e con la condizione in cui gravavano molti bambini, sia dal punto di vista fisico che da quello dell’istruzione. Inizia cosi’ a pagare la retta scolastica ad alcuni bambini. In poco tempo le richieste si moltiplicano. Comincia a costruire alcune scuole e stipendiare i maestri. Le prime strutture ospitavano 120 bambini, oggi le scuole di Manina sono 200 e più di 12000 i bambini vi accedono gratuitamente. Tutto questo grazie alla generosità di Manina e alla beneficenza di persone che hanno preso a cuore questa missione tra le quali anche una  Castelbuonese Doc Giuseppina Palumbo.

Saranno presenti alla cena giornalisti del settore, forze politiche,associazioni di vario genere e ospiti d’onore tra i quali il grande chitarrista Giovanni Baglioni  ed Enrico Fridlevski dei Vick Frida e il manager scrittore Pietro Ferro a dare maggiore rilievo ad un evento di grande prestigio ed umanita’.

Presentata la partnership tra Expo 2015 e Slow Food Un accordo in nome di biodiversità e lotta alla malnutrizione

0

slow foodÈ in una sala gremita che a Milano è stato presentato l’accordo di collaborazione tra Expo 2015 e Slow Food, che vedrà l’associazione della chiocciola protagonista dell’Area della biodiversità all’interno di Expo.

Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita è un tema su cui Slow Food è ovviamente molto sensibile. «È giunto il momento di affrontare il problema della malnutrizione e la lotta alla fame, non possiamo più tirarci indietro, aiutiamo gli africani e gli altri popoli in difficoltà a diventare i protagonisti del loro destino». Così Carlo Petrini racconta la presenza di Slow Food a Expo. «La sfida che vedrà impegnato il nostro movimento e la rete di Terra Madre nei prossimi anni sarà contribuire a formare una leadership di giovani africani in grado di governare le politiche agricole e riprendere in mano le redini del loro continente». Slow Food arriverà all’Expo dopo un anno “propedeutico”, come lo definisce Petrini: «Sono tre i grandi eventi che ci aspettano l’anno prossimo: l’Onu ha dedicato il 2014 all’agricoltura familiare, che ha un ruolo fondamentale nella lotta alla malnutrizione e sarà insieme alla salvaguardia della biodiversità il tema centrale del Salone del Gusto e Terra Madre di Torino a ottobre. C’è poi una data da segnare in agenda: il 17 febbraio, infatti, proprio qui a Milano, lanceremo una grande campagna che avrà al centro proprio l’Africa e la sua biodiversità». E conclude con un auspicio: «Speriamo che Expo metta al centro delle sue attività anche i temi sociali, non solo quelli turistici. Solo così sarà davvero un successo per il nostro Paese».

Biodiversità al centro delle attività di Slow Food: «Insieme ai progetti educativi, la tutela della biodiversità è da sempre il nostro pilastro fondamentale», racconta Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia. «È infatti dall’Arca del Gusto e dai Presìdi che nasce la rete di Terra Madre. Nel percorso ideato per Expo 2015 coinvolgeremo tutti, grandi e piccini, trasformando i visitatori in attori concreti, che agiscono tutti i giorni a difesa della biodiversità». Slow Food racconterà cos’è la biodiversità, perché è fondamentale per Nutrire il pianeta, perché è a rischio. E lo farà illustrando due filiere fondamentali: quelle di latte e pane, con degustazioni e Teatri del Gusto animati dagli stessi produttori. Milano e non solo: «Vogliamo portare i temi che ci sono cari in tutta la regione, dove stiamo mettendo a punto il progetto Nutrire la Lombardia, che coinvolge la nostra rete associativa presente sul territorio», conclude Burdese.

«Sono molto soddisfatto di presentare oggi l’accordo che lega l’Esposizione Universale a Slow Food – ha spiegato Giuseppe Sala, Commissario Unico Delegato del Governo per Expo Milano 2015 -. Carlo Petrini e il suo team hanno creduto dal giorno della candidatura al progetto di Expo Milano 2015. E ne sono stati tra i principali sostenitori. Avere accanto Slow Food in questa avventura è motivo di grande orgoglio, perché ci permette di lavorare e approfondire il tema della biodiversità in un’area dedicata. Proprio per il suo modo di agire non estemporaneo, abbiamo pensato che Slow Food potesse essere il momento di coronamento di questo percorso all’interno del sito espositivo. La partecipazione di Slow Food al progetto, puntando sulla biodiversità, non è casuale, ma è contestualizzato in ogni momento. A Slow Food è affidata la cura dell’area, così come l’ideazione dei menù e la gestione degli approvvigionamenti. Sarà un contributo determinante, di qualità, che renderà la legacy di Expo Milano 2015 duratura e proficua per il futuro».

«Oggi è una bella giornata, si rafforza la collaborazione tra il Comune di Milano e Slow Food e si allarga a Expo 2015 – ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia -. Expo Milano sarà una tappa fondamentale di un percorso strategico che dovrà garantire al Pianeta un’alimentazione sostenibile. Per questo la partecipazione all’Esposizione Universale di Slow Food, con la sua vasta rete internazionale, darà frutti preziosi nella costruzione dei contenuti di Expo. La presenza di questa importante associazione è l’evoluzione naturale e obbligata di un percorso già avviato con la città di Milano, nel segno di una consolidata collaborazione nel campo della sicurezza alimentare, dell’agricoltura di prossimità e della qualità della filiera alimentare. La tutela della biodiversità, cui è dedicata l’area tematica che includerà il progetto di Slow Food, costituisce una delle emergenze con cui si confronta il Pianeta. Diritto al cibo sicuro e sano, lotta alla fame nel mondo, lotta agli sprechi, acqua come bene comune e sviluppo sostenibile: sono temi globali cui occorre trovare risposte. Dopo l’adesione di ONU, FAO e Unione Europea, la presenza di Slow Food è un arricchimento per Milano e una novità positiva per Expo. Non resta che lavorare insieme per il successo di un’Esposizione Universale che sarà molto diversa da tutte quelle del passato. Non una grande fiera, ma molto di più per l’eredità che lascerà: Milano, come centro di dibattito sulla sicurezza alimentare e la tutela della biodiversità».

Ben ritrovati!

2

direttore

Il 2013 volge ormai al termine: eravamo tutti contenti e festanti quando ci aveva abbandonati il 2012, temuto bisestile, ma abbiamo poi dovuto fare i conti con un ancor più gramo 2013, contando i giorni alla sua fine.

Sono stati mesi di mestizia ed incertezza, e non soltanto sul versante economico che non trova pace e neppure su quello politico, che pace non ha mai avuto. Politica e giustizia sempre più confuse, sempre più in contrasto ma anche, fatalmente, a braccetto.

Tasse, sigle, acronimi: e gli italiani sempre più poveri a sentirsi derubati da uno Stato che chiede e prende, ma che non garantisce più neppure i diritti fondamentali; lavoro e studio in testa. Tanti allarmi, tante paure, tanti morti, tanti conflitti. Tante sciagure, vere e presunte: alcune persino ipotizzate, come la caduta del frammento di satellite Goce sull’ Italia. La meravigliosa Sardegna, flagellata da un disastro annunciato; un’ alluvione che ha trascinato con sè fin troppe vittime e messo in ginocchio uno dei tanti paradisi italiani.

Un anno brutto, davvero brutto. Un anno che ha segnato pesantemente anche il settore di cui abbiamo la fortuna di occuparci e che era riuscito a reggere discretamente bene ai colpi della crisi degli ultimi quattro anni : innumerevoli i locali che, da Bolzano a Trapani, hanno chiuso i battenti. Chef e Maitre con in mano un mestiere bellissimo sono rimasti in compagnia dei loro cappelli e delle loro livree a doversi reinventare e ad accontentarsi di ciò che ancora c’è. Tanti giovani neodiplomati presso istituti Alberghieri di prestigio scaldano i loro fiammanti motori: ma senza una strada davanti a loro su cui lanciarli. Nuovi disoccupati, nuovi padri di famiglia in mezzo ad una strada con la voglia di reinventarsi che purtroppo scema sempre di più perché non si riesce a vedere la luce in fondo al tunnel. Che pure deve esserci.

Ed ecco che – in questo tetro clima di imposta sobrietà – ci si sente quasi in colpa a suggerire nuovi e splendidi locali, o locali storici di imperitura fama, o il locale di chi dopo anni di impegno e dedizione ha ricevuto per il proprio lavoro il conferimento della stella Michelin, o ancora la strepitosa etichetta dell’ultimo nato di qualche prestigiosa cantina italiana.

Però, lo spettacolo deve continuare: pena una resa incondizionata a tutti gli eventi più avversi. Ed ecco perché non ci si può arrendere supinamente al peggio, visto che il meglio è di la da venire e che è – almeno in parte – nelle nostre mani.

Ed ecco perché questo clima di grandi tristezze e di grandi incognite noi non abbiamo voluto mancare al terzo appuntamento con il nostro giornale, in occasione del suo terzo anno di attività ed il suo milione e mezzo di visitatori unici arrivati sulle sue pagine da tutta Italia e da diverse altre parti del mondo.

Abbiamo voluto festeggiare il nostro giornale, nato in pienissima crisi, e che ci ha regalato lo stesso grandi soddisfazioni: di gran lunga superiori alle inevitabili amarezze. Non tutti hanno retto e non tutti hanno continuato a crederci, quando la sobrietà è divenuta austerità : con chi non lo ha fatto siamo passati senza rimpianti ai distinti saluti. Chi ci ha creduto malgrado tutto mi è rimasto accanto.

Abbiamo deciso di toglierci un po’ di tristezza di dosso, rifacendoci il look.

Ed eccoci con la nostra nuova veste grafica ed una ristrutturazione totale in seno alla redazione ed ai contenuti.

So che c’era molta attesa per questa nostra nuova uscita e non ho davvero parole per ringraziare le splendide aziende sponsor del nostro rilancio. I più grossi nomi dell’enologia, della ristorazione e dell’hotellerie, non hanno voluto mancare all’importante appuntamento al quale Scelte di Gusto si presenta con una nuova veste grafica, con un nuovo vice direttore e soprattutto con nuovi contenuti di sicuro interesse.

Alcune rubriche sono state soppresse per lasciare spazio alle novità: una tra tutte, la rubrica “Storie di Vigna”, in cui la sommelier Giusi Contrafatto ci “racconterà” le migliori aziende e le migliori etichette, nazionali e non.

Il capitolo dedicato alle recensioni rimane invariato. Allorquando visiteremo ristoranti, cantine, bar, alberghi, villaggi e quant’altro sia legato in qualche modo al gusto, non solo per il buon cibo ed il buon vino ma anche per il buon vivere, elaboreremo le nostre recensioni e la valutazione sarà in pollici, laddove un pollice indicherà un livello pessimo ed i cinque pollici un livello eccellente. A questa valutazione grafica farà seguito un breve commento esplicativo.

Naturalmente qualsiasi struttura potrà richiederci di essere recensita e potrà autosegnalarsi: la visiteremo, ma arriveremo sempre e comunque a sorpresa ma, soprattutto, in incognita.

Non mancheranno le manifestazioni e gli eventi che a cui stiamo già lavorando e non mancheranno neanche nuovi contest e nuove sfide.

Cosa rimane da dire? Non molto se non un doveroso “grazie” ai lettori che non ci hanno mai delusi e che ci hanno sempre seguiti con ammirevole affezione; un “grazie” a tutte le aziende che hanno voluto tenere a battesimo il nostro terzo anno di attività con la loro presenza, da protagoniste.

Alessandra Verzera