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In Valpolicella la terza edizione italiana per aspiranti Master of Wine

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valpolicellaSono aperte le iscrizioni ai corsi per aspiranti Master of Wine che per la loro terza edizione italiana approderanno in Valpolicella. Dopo Tignanello e Barolo, infatti, sarà la Foresteria Serego Alighieri (Via Stazione Vecchia, 472 – località Gargagnago Sant’Ambrogio di Valpolicella) ad ospitare, dal 7 al 9 marzo, le sessioni di lavoro propedeutiche al proseguimento del severo programma di studi per il titolo di Master of Wine (l’anno scorso solo 5 candidati, su oltre 30 iscritti, sono stati ammessi a proseguire gli studi).
Il corso internazionale è il risultato della collaborazione tra l’Institute of Masters of Wine (IMW), l’accademia londinese (304 membri selezionati in tutto il mondo) che da sessant’anni si occupa di formare i più qualificati e influenti esperti internazionali di vino e l’Istituto del Vino Grandi Marchi, l’associazione che riunisce le 19 cantine icona dell’enologia tricolore nel mondo e dal 2009 unica compagine italiana major supporter dell’autorevole organizzazione inglese.
vino_italianoRiservata a candidati in possesso di un titolo di studio in campo enologico, con almeno 5 anni di esperienza nel settore e un’ottima conoscenza della lingua inglese, la masterclass prevede tre giorni di lavoro tra workshop, degustazioni, lezioni e tutorial guidati dai Master of Wine Lynne Sherriff, Jane Hunt e Mai Tjemsland.
La segreteria organizzativa è affidata alla IEM – International Exhibition Management –, società veronese leader negli eventi di promozione del vino italiano sui mercati internazionali.

Programma, iscrizioni e info su www.istitutograndimarchi.it; info@istitutograndimarchi.it

Antonia Klugmann tra i “grandi” di Identità Golose 2014

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klugmanA Milano, dal 9 all’11 febbraio, la chef dello stellato Venissa, di Burano Mazzorbo, presenterà la sua cucina di eccellenza all’interno del convegno “Identità di Pasta”

La decima edizione di Identità Golose, che aprirà ancora una volta “le porte del gusto” a Milano, presso il MiCo, in Piazzalele Carlo Magno 1, sarà la prestigiosa passerella di chef stellati, di prodotti gastronomici al top, di cucina di eccellenza.
Tra i protagonisti di quest’anno ci sarà una professionista dei fornelli che, nel 2013, dopo aver brillantemente seminato cultura e bravura, ha conquistato una posizione importante tra i ristoratori più famosi e più quotati nel nostro Paese.
Giovane, ma con importanti esperienze nel suo curriculum, Antonia Klugmann si è meritata numerosi e significativi riconoscimenti, grazie alla sua spiccata sensibilità e all’autentico entusiasmo con cui vive ogni giorno il suo lavoro. Riconoscimenti che non hanno minimanente intaccato la sua semplicità e la sua cordialità nel contatto con i clienti.
“La stagionalità e l’elemento vegetale sono gli elementi fondanti dei miei piatti, spiega Antonia, così come l’amore per il naturale, l’acqua, l’orto e il frutteto che mi accompagnano nella scelta delle materie prime da utilizzare”.
Antonia, dal 2013, è chef del ristorante Venissa, stella Michelin, un magico ambiente della Venezia nativa che ha contribuito ad arricchire le sue ispirazioni e la sua passione. Proprio Venissa, nel suggestivo arcipelago lagunare che comprende Mazzorbo, Burano e Torcello, ha conquistato, con il suo fascino e il suo territorio ricco di ingredienti naturali, Antonia Klugmann permettendole di dar vita a piatti straordinariamente creativi.
Un talento destinato a mietere successi, a conferma della grande intuizione di Gianluca Bisol, imprenditore di successo cui si devono alcune delle etichette di bollicine più famose nel mondo, che ha visto in Antonia Klugmann il perfetto “phisique du role” per l’esclusiva Venissa.
Martedì 11 febbraio, alle 17.30, Antonia Klugmann sarà a disposizione di giornalisti e invitati selezionati nella Sala Blu (b1) di Identità Golose all’interno del seminario “Identità di Pasta”, un incontro importante per chi vorrà conoscere da vicino il suo straordinario talento.

L’Annuario 2014 di Luca Maroni.

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maroniSono 4 i vini che hanno ottenuto il punteggio massimo (99/99) sulla 21ª edizione dell’Annuario dei migliori vini italiani di Luca Maroni: Montepulciano d’Abruzzo Janù 2009 e Chardonnay Rudhir Histonium 2011,dell’azienda abruzzese Jasci & Marchesani; Eremo San Quirico 2011 Nativ e Laccento Ruché 2012 Montalbera. Avendo ricevuto la valutazione più alta in assoluto, questi vini costituiscono una categoria a sé, e pertanto non compaiono in classifica con primo, secondo e terzo posto.

L’azienda pugliese Feudi di San Marzano ha ricevuto il premio speciale come miglior produttore italiano assoluto per indice quali/quantitativo totale; mentre migliore produttore italiano assoluto per indice di piacevolezza, per la sua capacità di produrre 2 vini con punteggio di 99 è la già citata Jasci & Marchesani.

L’edizione 2014 dell’Annuario ha premiato in totale 100 etichette : 40 rossi, 20 bianchi, 17 spumanti, 9 dolci, 5 rosati, oltre a 9 premi speciali. Il volume si arricchisce inoltre di 1.160 pagine, 10.251 vini, 1.737 aziende produttrici, 41.004 valutazioni degustative, 111 pagine di indici e 33 pagine di statistiche e graduatorie.
Tra le novità di quest’ultima edizione troviamo copertina in 3D e un omaggio al lettore: un segnalibro, anch’esso in 3D. Le valutazioni espresse sono il frutto di un semplice metodo scientifico, creato dall’autore, chiaramente illustrato nelle prime pagine del libro.

Editoriale : Tempi duri per l’Happy Hour

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happy hourNasce a Milano e ben presto si diffonde in tutta la Lombardia per varcare i confini della regione e tracimare in tutta Italia: è l’ Happy Hour. Una formula di successo per oltre vent’anni e che consiste nella consumazione a prezzo fisso di una bevanda ( normalmente un aperitivo, uno spritz, o un calice di prosecco) accompagnata dalla solitamente ampia scelta di stuzzichini ad un buffet “libero”.
Ovviamente i prezzi dell’offerta tardo pomeridiana sono sempre stati variabili, oscillando dai cinque ai dodici euro, a seconda delle città ed anche ( e forse soprattutto) della qualità del cibo offerto al buffet.
L’Happy Hour più caro per gli italiani è sempre stato quello milanese, seguito da quello caprese, con una spesa media di undici euro. Il più economico, quello consumato a Napoli e a Palermo con una spesa media di cinque euro.
happyhourPerò c’è sempre stata in agguato una gabola insopportabile: se, nel corso delle due o tre ore che un locale dedica all’Happy Hour, un avventore dopo la normale consumazione desidera acquistare una coca cola, allora la pagherà al prezzo intero dell’ Happy Hour, quindi anche dodici euro per una lattina di Coca, in soldoni. Questo balzello, particolarmente sgradito agli avventori, non è però applicato in tutti i locali. Chi lo applica obietta che pur acquistando un’altra qualsiasi bevanda ( fosse anche acqua minerale), di fatto un utente “permane” all’interno del locale e perciò, essendo il buffet libero, può tornare a riempire di nuovo il piatto più e più volte: da qui l’esigenza di far pagare cinque ( o anche dodici) euro persino una bottiglietta d’acqua. Perché, di fatto, comporta un altro “rifornimento” al buffet, o quantomeno non lo esclude, e serve- secondo i gestori- ad ammortizzare i costi. E dunque arriva l’obiezione dei clienti: se il buffet è comunque libero, e se si possono consumare i cibi senza limitazione acquistando una sola bevanda, perché pagare l’acqua a prezzo esorbitante, se per mangiare a sazietà basta acquistare un solo ticket? Tutti hanno torto e tutti hanno ragione.
happy-hour2Ma non è questo lo scoglio su cui va ad impigliarsi una trovata imprenditoriale di successo che ha tenuto banco per oltre un ventennio. Lo scoglio,anche in questo caso, è rappresentato dalla crisi
Atteso il fatto che, il più delle volte, sui buffet dimorano preparazioni di non elevata qualità, ecco che soprattutto i più giovani, stanno abbandonando la consuetudine dell’ Happy Hour per potersi concedere – più raramente ma con più soddisfazione –un’ottima pizza o addirittura una cenetta di ottimo livello.
Insomma, meglio mangiar bene una volta a settimana piuttosto che ingozzarsi di cibo di scarsa qualità ogni sera, sia pure ad un costo ancora tutto sommato contenuto.
happyEd ecco la flessione: il consumatore medio dell’Happy Hour, che gravita in una fascia di età tra i 20 ed i 40 anni, comincia a disertare i buffet. Forse stanchi di patate lesse, o di insalate di riso o di frittatoni, gli italiani ritrovano il gusto del mangiar bene o, al limite, del cimentarsi in cucina preparando per sé stessi e per gli amici un Happy Hour casalingo.
Cade dunque un colosso della movida delle città, che è stato nei decenni, simbolico dell’ “Italia da bere” e che è servito anche a socializzare, a conoscere gente nuova scegliendo lo stesso stuzzichino e, soprattutto, una formula che ha consentito per anni ed anni agli italiani di concludere una giornata lavorativa con un drink e quattro chiacchiere consentendo loro ( specie ai singles) di tornare a casa la sera senza doversi piazzare ai fornelli: l’Happy Hour infatti per moltissimi non costituisce semplicemente un aperitivo ma un valido sostituto della cena.
Il successo e la diffusione dell’ Happy Hour – da alcuni ribattezzato apericena, a sottolineare una particolare abbondanza e varietà di scelta al buffet – si ridimensiona.
Ci mancherà? Diffcile dirlo. Ed è veramente un altro figlio della crisi, o non piuttosto una sopraggiunta maggiore consapevolezza per ciò che consumiamo, per i suoi valori e per la sua qualità? Che gli italiani stiano diventando salutisti? Non è detto, visto che nei migliori Happy Hour in giro per la penisola esistono buffet vegetariani, di cruditè e di altri prodotti scarsamente calorici e virtualmente privi di grassi.
gucci2Certo però è quasi impossibile credere che la crisi impedisca ai più di spendere ancora cinque ( o al massimo dodici euro) per una serata tra amici, tra Martini e finger food: magari agli stessi che in questi giorni fanno code estenuanti davanti alle boutiques delle griffes in cui sono iniziati i saldi, sgomitando per accaparrarsi la prima scelta. Anche questo uno dei tanti controsensi di un’Italia che boccheggia ma che spende, che dice di voler riciclare ma che sciama nelle vie prestigiose dello shopping nazionale oberata di buste con su stampati nomi di grido.
Anche la crisi conosce delle deroghe, evidentemente.

(Foto sopra : milano.repubblica.it)

Alessandra Verzera

Iwc 2014: cinque ori all’ Italia

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iwcNuovo assetto per l’International wine challenge, che per l’edizione 2014 si suddivide in due sessioni di degustazioni. Nella prima, l’Italia ha ottenuto 5 medaglie d’oro, 26 d’argento, 51 di bronzo e 61 menzioni d’onore. La seconda fase si svolgerà ad aprile, mentre nel mese di maggio saranno eletti i vincitori dei “Trophy”.

La  prima fase dell’International wine challenge, che per la prima volta dopo 30 anni ha operato un cambiamento molto importante nel sistema di valutazione, si è chiusa con 143 riconoscimenti ai vini italiani.

Nella prima fase della competizione l’Italia ha ottenuto 5 medaglie d’oro (Terragnolo Negroamaro Salento Igp Rosso 2010 di Casa Vinicola Apollonio, Marsala Superiore Riserva Storica 1988 di Baglio Curatolo Arini 1875, Verdicchio di Matelica Riserva Cambrugiano 2010 di Cantine Belisario, Reius Amarone della Valpolicella Classico 2008 di Casa Vinicola Sartori, Solone Colli Euganei Fior d’Arancio Passito 2008 di Fattoria Monte Fasolo), 26 medaglie d’argento, 51 di bronzo e 61 menzioni d’onore.

iwc2Il processo di degustazione e valutazione della Tranche 1 e della Tranche 2 sono gli stessi per vini degustati in base al tipo, Paese e regione d’origine. Il 22 e 23 aprile 2014 tutti vini i vincitori di medaglia d’oro per la Tranche 1 e Tranche 2 (mantenuti, fino a quella data, in stanze a temperatura controllata) saranno degustati insieme, e il 14 maggio 2014 verranno scelti e annunciati i vincitori “Trophy” e “International Trophy”. I vincitori Trophy del concorso Iwc 2014 saranno scelti in base ai risultati combinati dei vini medaglia d’oro di entrambe le Tranche. Tra i vincitori Trophy verranno scelti i prestigiosi “Campioni” (nelle categorie Rosso, Bianco, Rosé, Vivace, Liquoroso e Dolce), che saranno poi rivelati assieme ai Premi Commercianti in occasione della cena di premiazione Iwc il 16 luglio 2014.

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La nuova organizzazione, con due date utili per il conferimento delle medaglie, offre ai produttori la possibilità di scegliere di iscriversi al concorso nel periodo più confacente al proprio ciclo di produzione e vendite. Una tempistica migliore implica anche un’occasione più generosa di promuovere con successo una medaglia Iwc presso i propri clienti e consumatori. Le medaglie Iwc sono tra i marchi di qualità garantita più riconosciuti al mondo. Tale marchio è visto come un consiglio d’acquisto di cui fidarsi.

All’Eleven di Milano cibo da….cani!

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raspelli1Raccogliere libere offerte per acquistare cibo per cani e gatti bisognosi. E’ l’obiettivo che si pone il Calendario Benefico 2014 di Maura Anastasìa, che sarà presentato la sera di venerdì 10 gennaio all’Eleven di Milano. Un’iniziativa promossa dalla giovane attrice e fotomodella sarda naturalizzata bergamasca, sostenuta per l’occasione da un testimonial d’eccezione. In qualche fotografia, accanto al lei, infatti, figura il giornalista “cronista della gastronomia”, anche conduttore di Melaverde su Canale 5, Edoardo Raspelli, allo stesso modo da sempre vicino alle cause animaliste. Stampato in poche centinaia di copie, il calendario si compone di una serie di immagini, realizzate dal fotografo naturalista Baldovino Midali al Relais Villa delle Ortensie, struttura inserita nel bel contesto montano del verde di Sant’Omobono Terme, in provincia di Bergamo. Una parte del cibo già messo a disposizione da parte degli sponsor, praticamente più di ventimila pasti, andrà in particolare alla “Lida” di Olbia e all’associazione “Amici per i baffi” di Madone (Bg). Il resto, ma anche tutto quello che giungerà ancora dalla vendita del calendario, verrà distribuito ai canili e gattili di altre zone d’Italia.

Gilda Sciortino

Addio guide cartacee: la buona cucina italiana viaggia sullo smartphone

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buon ricordo grandeL’iniziativa nasce dalla sinergia tra RestOpolis e l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, che mettono a disposizione dei gourmands italiani un nuovo  strumento innovativo per gli amanti della cucina tipica locale e dei ristoranti storici. Uno dei pochi esempi in cui tecnologia e tradizione si prendono per mano per formare un matrimonio perfetto.
buon ricordo logoIl servizio gratutito per la prenotazione online di ristoranti  RestOpolis, insieme all’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, fornisce agli utenti  un nuovo mezzo “in mobilità” per avventurarsi  alla scoperta dei sapori tipici della tradizione italiana. Basta avere un IPhone, uno Smartphone o un Android e scaricare l’app per intraprendere un viaggio nel gusto in tempo reale..

In un azzeccato blend  tra innovazione e tradizione, nasce l’app geolocalizzata “Buon Ricordo”, sviluppata da restOpolis per l’Unione e disponibile gratuitamente per iPhone e Android. L’app raccoglie circa un  centinaio di ristoranti del Buon Ricordo presenti sul territorio nazionale, dando la possibilità  di effettuare la ricerca per Regione o addirittura per zona specifica, di visualizzare  tutte le informazioni sul locale ed effettuare la prenotazione nel locale prescelto. Questi stessi ristoranti sono anche visibili e prenotabili tramite la piattaforma restOpolis.

Ecco alcuni dei servizi che si possono avere con l’app Buon Ricordo:

Visualizzare l’elenco dei ristoranti del Buon Ricordo presenti su tutto il territorio, con la possibilità di visualizzarli per Regione o individuare quelli vicini al luogo in cui ci si trova grazie alla funzione di geolocalizzazione;
Per ogni ristorante, è possibile aprire la relativa scheda con tutte le informazioni necessarie: indirizzo, orari di apertura, descrizione del locale, della cucina, della specialità a cui è abbinato il piatto di ceramica dipinto a mano che viene dato in omaggio a chi lo degusta, eventuali promozioni, gallery fotografica;
Possibilità di prenotare in tempo reale alcuni ristoranti tramite l’app, senza bisogno di successiva conferma da parte del ristorante;
Possibilità di recensire il ristorante dopo esserci stati.

buon ricordoInsomma, a tavola non si invecchia, e questo lo si sa da sempre. Ma il mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nazionali e locali è un trend in continuo aumento negli anni recenti. Ritorno alle origini e alle tradizioni quindi, ma adeguandole al “passo” sostenuto delle nuove tecnologie.

E la “modernità” viaggia sempre più spesso tra le celle dei telefonini: ed anche questa è, ormai, storia contemporanea.

 

Vegani alla riscossa: l’altro Natale in tavola.

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Veganmed FestUn mondo possibile, accogliente e capace di futuro, ma soprattutto nel quale la sovranità alimentare sia fondata su una consapevolezza condivisa che permetta una sana alimentazione, buona per l’uomo e non cruenta verso le altre specie. E’ quanto propone il “VeganMed Fest”, che da venerdì 27 a domenica 29 dicembre terrà banco a Cefalù, dichiarata per l’occasione capitale vegana del Mediterraneo. Una tre giorni che rivendicherà il diritto dei popoli a un cibo salubre, culturalmente appropriato, prodotto attraverso metodi sostenibili ed ecologici. Questo, in forza del principio che ogni popolazione possa decidere da sola i propri sistemi agricoli e alimentari.
Si parte alle 11 alla Corte delle Stelle con la presentazione del ricco programma di eventi e degli stand fieristici, mentre all’Ex Mercato Ittico si potrà già partecipare al primo workshop in programma, quello di cucina vegana, a cura di Anita Formento (Vegup) e di Chiara Cardona (ZenKitchen). Contemporaneamente, alla Scuola elementare “Salvatore Spinuzza”, verrà proposto il laboratorio genitori-figli, “Felici più che mais”, di manualità creativa di pasta di mais. “Cavoli nostri – ora ci tocca salvare il Pianeta” è, invece, il tema della conferenza che si terrà nella Sala delle Capriate sino alle 13, organizzata dall’associazione “Rifiuti Zero Sicilia”, Giuseppe Marano, Carmelo Sardegna e Francesco Geraci, che vedrà Valeria Monti parlare di “Cibo perduto e forse ritrovato”. Seguirà, a chiusura della mattinata, la presentazione del film documentario “La Terra (e)Strema”di Enrico Montalbano, Angela Giardina e Ilaria Sposito.
Logo Vega festVeramente numerosi gli appuntamenti in programma, distribuiti tra la Corte delle Stelle, l’ex Mercato Ittico, la scuola elementare “Salvatore Spinuzza”, la Sala delle Capriate, il Teatro comunale “Salvatore Cicero” e la Fondazione Mandralisca. Si andrà dalla Merenda time, dimostrazione di preparazione di dolcetti e merendine veloci, semplici e ottimi per piccoli e grandi bambini al laboratorio del pane per bambini “Pan di casa caldo caldo”, proposto da “Gentilgesto, esercizi d’arte quotidiana”; dalla presentazione di pubblicazioni sull’alimentazione vegana alla conferenza “Felce e Mirtillo – rivoluzione agricola per la sovranità alimentare”, tenuta dall’agronomo Arturo Genduso con la partecipazione di Lella Feo di “Terra matta lab”, e l’intervento di Ambrogio Vario, presidente del “Codifa”, sul tema dell’orto urbano condiviso. Atteso da molti il concerto della “Cirrone Band”, alle 21 del 27, al Teatro comunale “Salvatore Cicero”. Ad aprire la serata saranno Gaia Biondo e Alessio Arena, seguiti da Costanza Licata e Rosemary Enea
Non potranno mancare dimostrazioni del centro di discipline olistiche “Vento di Primavera“; showcooking alla scoperta dei cereali e dei cibi gluten free ma anche sulle “salse e creme per tutti”; laboratori di creatività su “L’arte del riciclo”, curati da Daniela D’Anna e Giovanna Butticè, e di ceramica “Una tazza tutta per the”, nuovamente proposti da “Gentilgesto”; come anche di narrazione per adulti e bambini, ispirati dai racconti degli indiani d’America, a cura di Salvo Pitruzzella.

vegan 29Da non perdere il focus “Gli orsi della luna e le fattorie della bile”, proposto da Melania Costa, referente siciliana dell’associazione “Animal Asia”, alle 16.30 di sabato 28 nella Sala delle Capriate, come anche la conferenza “Sale in zucca – cambiare le idee per cambiare la storia”, a seguire, con i filosofi Leonardo Caffo e Gandolfo Librizzi. Momento, quest’ultimo, impreziosito dall’eccezionale contributo telefonico che offrirà il maestro Pino Caruso, alle 18, nella stessa location. “Deva Culture”, invece, presenterà “Arlecchino occulto”, con Cristina Coltelli e Marcella Colaianni, alle 21 al Teatro comunale.
Alle 12.30 di domenica, ancora nella Sala delle Capriate, sarà possibile partecipare all’incontro con il cuoco nomade Andrea Campanella, mentre dalle 11.30 alle 12.30, all’ Ex mercato Ittico, allo showcooking “Sembra magia…ma è la pasticceria naturale”, trucchi per dolci buoni e sani senza uova, latticini e zucchero, a opera di Anita Formento (Vegup) e Chiara Cardona (ZenKitchen).
E se qualcuno avrà ancora qualche dubbio sul cenone di Capodanno, lo potrà dissipare partecipando al workshop “Come ti preparo il cenone”, proposto dello chef Francesco Milioti, dalle 16 alle 19 all’Ex Mercato Ittico. Il pomeriggio della domenica vivrà diversi altri interessanti momenti alla Scuola elementare “Salvatore Spinuzza” con lo yoga per genitori e piccini di “Mandorli in fiore”, seguito da 3 laboratori: per bambini da tre anni in su, condotto da Simonsi; di saponificazione, dal titolo “La fabbrica del sapone”, organizzato dall’Associazione “Nerinea”; vocale “Voci itineranti“, a cura di Gaia Biondo. Alle 17.30, nella Sala delle Capriate, Paola Sobbrio presenterà il libro di Melanie Joi “Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche”, mentre alle 18, al Teatro comunale “Salvatore Cicero”, “Deva Culture” presenterà “I Capitoli della città: Le vastasate”, con Salvo Piparo, Costanza Licata e Rosemary Enea. Durante le tre giornate sarà, inoltre, possibile visitare la mostra fotografica “Deserto di cenere” di Rossella Portera, quella fumettistica “Ridiamoci su”, così come il ciclo di corti cinematografici sul tema dell’ecologia profonda, selezionati e proposti da Alberto Culotta. Per avere idea di tutti gli altri numerosi appuntamenti del ricco cartellone, si può visitare il sito Internet www.veganmedfest.it
vegan-cibo-veganoPromosso e presentato dalle associazioni “Zucchina Verde” e “La Palermo Vegetariana” con il gratuito patrocinio del Comune di Cefalù, la collaborazione di “Deva Culture” e il sostegno del maestro Pino Caruso, vegetariano ormai da molti anni, il festival porterà al centro del Mediterraneo le tematiche del veganismo e della sostenibilità, raccontando non solo ai vegani già convinti quelle “pratiche felici” capaci di cambiare il Pianeta secondo i principi dell’antispecismo, della libertà e della pace. Ambendo a diventare un luogo d’incontro di tutte le realtà che cooperano, con il loro lavoro, alla diffusione di una cultura di equità e pace, sulla base del principio secondo cui la sola appartenenza a una diversa specie non giustifica eticamente il diritto di disporre della vita, della libertà e del lavoro di un essere senziente.
Oltre cinquanta sono, infatti, gli espositori che parteciperanno al festival gratuitamente, mettendo in atto il principio della “festa solidale”, per dare una mano a tutti coloro i quali operano nelle aziende sostenibili ma pagano il peso delle buone pratiche con la difficoltà di far quadrare i conti nei difficili anni di crisi che stiamo vivendo.
Non indifferente il fatto che il “VeganMed Fest” aderisce alla campagna “postoccupato.org” che, durante tutti i tre giorni, terrà sempre occupato un posto a sedere in rappresentanza di tutte le donne vittime di violenza. Ognuna di loro, infatti, prima che un marito, un ex, un amante o uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Ne avrebbe potuto avere uno anche al “VeganMed Fest”. Ecco il perché di tale scelta.

Gilda Sciortino

Infiniti auguri

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natale2013

 

 

natale2 Il Direttore, la redazione, l’Editore e lo staff tecnico di Scelte di   Gusto, augurano a tutti i lettori un sereno Natale ed un felice 2014.

Gambero Rosso: giovani talenti crescono.

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gambero-rossoGiuseppe Causarano, detto Peppe, di Sampieri ( Scicli) , è stato scelto dai ragazzi come Chef durante la cena di fine corso, che ha concluso il loro percorso formativo alla Scuola Città del Gusto, del Gambero Rosso di Catania.

Lo chef Peppe Causarano, 28 anni, attualmente lavora alla Locanda Gulfi di Chiaramonte, dopo essersi formato in Germania, poi a Casa Grugno a Taormina con Andreas Zangerl e successivamente alla Fattorie delle Torri di Modica con Peppe Barone.

causaranoPremiato a Napoli nel 2011 quale miglior Chef Emergente e nel 2012 da Gambero Rosso con lo stesso titolo, è stato per i ragazzi un esempio non solo tra i fornelli, ma anche umano, facendo loro comprendere che il lavoro dello chef consente sì di esprimere la propria creatività, ma è fondamentale anche un lavoro di squadra e un gran rispetto per i cliente.

 

L’intervista a Causarano è di Giuliana Avila, cliccando sul link sottostante.

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