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Igor Macchia, lo Chef stellato che fa impazzire l’Asia

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P100-D SXSQuando ho iniziato, se non c’erano l’aglio e il pomodoro, non capivano. Oggi la nostra immagine è cambiata. Perché la cucina ha imboccato la strada del gusto senza compromessi, valorizzando i prodotti nel modo più radicale”.

Così racconta Igor Macchia le sue prime esperienze lontane dal Ristorante La Credenza di San Maurizio Canavese (TO) cucina nella quale – nel 2006 – ha ottenuto la prima stella Michelin.
E le aspettative non le ha di certo tradite. Igor Macchia, 35 anni e una grande esperienza in cucina, oggi è uno degli chef italiani più amati, apprezzati e richiesti in Oriente e oltre a guidare la sua brigata a La Credenza è spesso impegnato in consulenze e promozioni all’estero. Da tre anni è lui a guidare il Ristorante La Festa di Taipei. E, sempre lui, è lo chef in charge all’ATP di Shangai, blasonato trofeo internazionale che lo vede protagonista, a guidare una squadra di oltre 20 chef, per accontentare, a tavola, i più grandi tennisti del mondo.
P93 APERTURA PROMOZIONETalento, impegno, attenzione ai dettagli e grande creatività: queste le doti che a Igor certo non difettano e che hanno contribuito a renderlo molto famoso in Asia. Le più prestigiose cucine, ristoranti e hotel di lusso dalla Cina all’India, dalla Thailandia alle Maldive, lo ospitano regolarmente e le sue cene italiane sono sempre un grande successo per gli ospiti. Conteso dalle riviste e dalle tv, la sua cucina in Asia è sinonimo di italianità, classe e grande competenza. Durante i suoi viaggi di lavoro Igor insegna agli chef locali tutte le tecniche che hanno reso La Credenza un simbolo di eccellenza, trasmettendo al tempo stesso la conoscenza per i prodotti e la costante ricerca del nuovo.

Non sono pochi i problemi da affrontare. I gusti diversi, gli ingredienti introvabili, usi e costumi da conoscere e rispettare. In alcuni luoghi le donne in gravidanza non possono mangiare zafferano, senza contare la grande attenzione da prestare alle restrizioni religiose. Anche ingredienti semplici e di base come il sale e lo zucchero devono essere dosati in maniera totalmente differente” spiega Igor Macchia.
Ma il risultato è sempre un successo. Il segreto della cucina di Igor Macchia è il fascino del contrasto, la capacità di evocare nei propri piatti esperienze sensoriali difficili da dimenticare. Nei suoi piatti l’Italia e i suoi sapori tradizionali incontrano i profumi e i gusti dei cibi orientali per un risultato davvero unico, apprezzato tanto in Italia, a La Credenza, quanto all’estero. Lusso e modernità non significano mai abbandono delle tradizioni ed è proprio per questo che, in Italia e all’estero, Igor ci tiene a scegliere personalmente i prodotti, andando a visitare i produttori, cercando di stabilire con loro un rapporto di fiducia e collaborazione che va oltre la semplice fornitura, così da garantire sempre l’autenticità e la qualità di ogni singolo ingrediente nel piatto.
P98-U HHLavoro interminabile e divertimento sono le parole chiave, perché avere un curriculum stellato non significa indossare scettro e corona bensì una routine di movimento e impegno costante. L’obiettivo è trasmettere la propria arte come una finestra aperta sul mondo, facendo tesoro dello scambio culturale e della ricchezza che deriva dall’incontro per accrescere sempre di più i propri orizzonti culinari.
Risotto, carpaccio di vitello e polvere di caffè, agnello marinato nel caffè e salsa di mais, tiramisù realizzato con il sifone… sono alcuni piatti che piacciono perché all’estero e in Asia soprattutto, il caffè è sinonimo di italianità e piace e sorprende la sua decontestualizzazione.
I grandi risultati, per Igor, si possono raggiungere con passione, entusiasmo e professionalità ma anche con il sorriso, senza dimenticare mai che, “in ultima analisi, stiamo sempre e solo cucinando”.
A un maestro Zen contemporaneo fu chiesto in che modo si potesse distinguere un professionista. La risposta fu: “Un professionista è qualcuno che, quando lo vedi all’opera, non sai se sta lavorando o se sta giocando“.

 

Successo di pubblico e grande festa per la prima serata di Master Foodie 2014, che ha incoronato Alessandra Inzerillo.

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concorrentiUna kermesse gioiosa e piena di entusiasmi quella che ieri ha visto nascere a Palermo, nella sublime cornice del ristorante Sailem dello Chef Natale Giunta, il Primo Master Foodie Palermo 2014.
Una serata all’insegna di piatti d’autore, del buon gusto, della cura dei dettagli e della ricercatezza: un percorso gastronomico di alto livello che ha visto sfidarsi ai fornelli cinque food bloggers siciliane e che ha consacrato Primo Master Foodie Palermo 2014 Alessandra Inzerillo, titolare de blog www.essenzadicannella.com
merchandisingAlessandra, insieme alle colleghe Patrizia Esposito, Daniela Corso, Francesca Merlino e Fabiola Palazzolo, è stata giudicata e proclamata vincitrice da una giuria tecnica composta dal gotha della ristorazione a vari livelli: presenze prestigiose come quella di Roberto Vivaldi, Bailli del Bailliage Palermo della prestigiosissima Chaine des Rotisseurs, o di Mario di Cristina, Gran Maestro Ristoratore e fiduciario Amira Palermo, ma anche dall’eclettico chef Peppe Giuffrè, dal raffinato chef Max Mangano e da Gigi Mangia, vera istituzione palermitana, Gran Maestro Ristoratore della Chaine des Rotisseurs di fresca nomina e Tiziana Nicoletti, food blogger e “storica” collaboratrice di Scelte di Gusto. Al tavolo dei giurati, ma in veste di amico e collega, anche il patron dell’evento Natale Giunta.
concorrenti2Ma anche il tavolo della giuria critica ha schierato un parterre di alto livello, con Gian Piero Cagni, Gambero Rosso, Mario Indovina, fiduciario Slow Food Palermo, Rosetta Cartella, in rappresentanza dell’ Accademia della Cucina Italiana, Teresa di Fresco, vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Francesca Giunta e Daniele Lo Porto , giornalisti, Fulvio Pastorella, animatore e PR e ristoratore di lungo corso.
Le due giurie sono state presiedute da Peppe Giuffrè, giuria tecnica, e da Alessandra Verzera, giuria critica.
Al tavolo della Stampa, Veronica Femminino per Blog Sicilia e Si24, Marcello Clausi, direttore di Cult,Dalila Napoli, Voir,  Franco Liotta, Sicilia Journal, Antonella Guglielmino, globusmagazine.it, Giuseppe Riela e Laura Margheritino di Mondodelgusto.it. , Giulia Noera e Walter Giannò.
tarantellaIl clima di grande festa ha fatto si che ci si sganciasse anche un attimo dai propri “rigorosi” ruoli tuffandosi in un’atmosfera gioiosa e conviviale: ed ecco che l’Addetto Stampa dell’evento – Gilda Sciortino – si è lanciata nell’inedito ma efficace ruolo di conduttrice affiancando Ciccio Vitale, conduttore “ufficiale” della manifestazione, e che insieme al direttore di sceltedigusto.it e presidente della giuria critica Alessandra Verzera, abbia inscenato una divertentissima “tarantella”.
sala2Una sala piena e senza un solo posto libero ha dimostrato inoltre che quando un evento importante chiama Palermo risponde e si rende partecipe.
Diversi i premi ed i premiati della serata: a tutte le signore è stato offerto in dono un pratico gancio porta borsa da tavolo logato MF, ed al pubblico sono stati assegnati due interessanti premi a sorteggio. Un cesto di prodotti di alta gastronomia d’eccellenza della ditta Tiberino Sud Alimenta, sponsor dell’evento, ed un decanter in cristallo della Villeroy & Boch, offerto da sceltedigusto.it
teamPer le concorrenti un balugginìo di flash, medaglie, foto ricordo, applausi, consensi: ma per due di loro anche i premi concreti.
concorrenti3Daniela Corso si è aggiudicata il premio quale “Miglior Global Menù” scelto dalla redazione di sceltedigusto.it che ha consegnato, nella persona dell’ editore Andrea Piovesan, una targa in cristallo ed un servizio di posate in acciaio inox di Villeroy & Boch.
E poi lei, la prima Master Foodie Palermo 2014 e già finalista di Master Foodie Sicilia: Alessandra Inzerillo.
Con i suoi Paccheri con ripieno di ricotta e gambero rosso, su letto di crema di piselli, pomodorino e granella di pistacchio, Alessandra ha convinto tutti e le tre giurie l’hanno proclamata vincitrice.
francesca e nataleAd Alessandra è toccata in premio una bella coppa in ceramica, la “toque” di primo classificato, un goloso cesto di prodotti caseari di alta gamma della ditta Mongibella di Siracusa, sponsor della manifestazione, ed una rubrica fissa sul giornale on line www.sceltedigusto.it.
Il direttore Alessandra Verzera ha inoltre consegnato allo chef Natale Giunta, che ha ospitato l’evento, una targa di ringraziamento per avere tenuto a battesimo l’evento.
Gli altri piatti in concorso sono stati i gamberi in riduzione all’arancia e polpette di seppia in salsa allo yogurt di Patrizia Esposito, la Sbronza alle Eolie di Daniela Corso, calamari ripieni alla Malvasia e sesamo tostato, la Cheese Cassata di Fabiola Palazzolo e la spatola croccante alla siciliana di Francesca Merlino.
giuria criticaTutti i piatti hanno ricevuto ampio consenso ed apprezzamento da parte delle giurie.
Elegante e di gran classe l’allestimento e la mise en place, ed inappuntabile il servizio in sala così come il supporto degli chef della cucina di Natale Giunta, di cui tutte le concorrenti hanno riconosciuto il valido ed insostituibile apporto.
Oggi un po’ tutti ci si gode il successo di una serata indimenticabile, ma nessuno riposa: il team di sceltedigusto.it infatti è di nuovo già al lavoro per definire le prossime tappe di Trapani e Catania. Per ogni genere di informazione di carattere commerciale, per le partenship, le sponsorizzazioni e le locations potete scrivere a press@masterfoodie.it  Si ricorda anche che sono aperte le iscrizioni per le due tappe successive: basterà inviare la propria candidatura all’indirizzo casting@masterfoodie.it ed attendere di vivere un piccolo sogno e di indossare magari la toque di Primo Classificato della propria città. Maggiori dettagli al sito dedicato all’evento, www.masterfoodie.it

 

Le foto dei piatti

evento 016 evento 015 spatola

Sbronza alle Eolie                  Paccheri con ricotta e gambero       Spatola croccante di

di Daniela Corso                                            di Alessandra Inzerillo                            di  Francesca Merlino

 

cheese  polpette

Cheese cassata                           Gamberi in riduzione all’arancia e polpette di seppia

di Fabiola Palazzolo                                di  Patrizia Esposito

 

Giovanna Azzariti

Tensione ed emozioni alle stelle per la partenza del I° Master Foodie 2014, lunedì 14 aprile.

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loghinoC’è fibrillazione. Soprattutto tra le concorrenti, le 5 food bloggers che lunedì 14 aprile dovranno dare il meglio di se, proponendo i loro piatti alle giurie tecnica e critica del I° “Master Foodie Sicilia”, cooking show rivolto ai food blogger siciliani, esperti in preparazioni culinarie di alto livello. Un evento che chiamerà a essere soggetto attivo anche il pubblico, esprimendo anche loro il proprio parere, al pari di chef, giornalisti enogastronomici, rappresentanti di organizzazioni e realtà di questo mondo.
Si parte, dunque, alle 20 di lunedì al Castello a Mare di Natale Giunta, in via Filippo Patti 2, a Palermo, dove le cinque food blogger (Daniela Corso, Patrizia Esposito, Alessandra Inzerillo, Francesca Merlino e Fabiola Palazzolo) dovranno fare di tutto per risultare al meglio della loro forma. Certo, loro proporranno le proprie preparazioni solo alle giurie tecnica e critica, in tutto 15 elementi, mentre gli chef di Natale Giunta riprodurranno fedelmente per il pubblico in sala lo stesso piatto, dando modo alla giuria popolare di esprimersi in merito.
brigata2Difficile, però, non pensare che la tensione si taglierà, è proprio il caso di dirlo, con il coltello, perché una cosa è cucinare tra le proprie mura domestiche e mettere tutto in “rete”, avendo come pubblico solo la famiglia, gli amici e chi le segue affezionatamente sui rispettivi blog, altra storia è cimentarsi davanti a giurati di vantata esperienza.
francesca«Non posso negare, prima di tutto a me stessa, di essere nervosissima – afferma Francesca Merlino, che proporrà una “Spatola croccante alla siciliana” – anche perché, pian piano, la portata dell’evento è cresciuta e ci sono giurati che possono intimorire. E’ ovvio che sono felicissima di partecipare a questo evento, ma sino all’ultimo resterò tesa. E’ chiaro che deve rimanere tutto un gioco, ma se non arrivo alla serata non mi rilasso».
fabiolaPer chi come Fabiola Palazzolo dovrà “addolcire” gli umori dei giurati, avendo una “Cheese-cassata” da farsi giudicare, essere a “Master Foodie” è un vanto.
«Si, perché dimostra che si può organizzare qualcosa di bello anche nella nostra terra. Sono, però, tranquilla perché consapevole che andrò a divertirmi insieme a “colleghe” che amano “nutrire” sul web amici e conoscenti, ma anche tanti fan».

patrizia«La cosa bella è che siamo tutte felici di esserci – aggiunge Patrizia Esposito, che aprirà le danze con i suoi “Gamberi in riduzione all’arancia con polpette di seppia in salsa yogurt” – senza volere sgomitare e fare sgambetti l’una all’altra. Non sono nuova a eventi che ti chiedono di metterti alla prova, ma questo esula da tutti gli altri perché da finalmente spazio e merito al mondo dei food blogger, non sempre considerato per come dovrebbe. Lunedì, infatti, sarà una festa un po’ per tante cose».
Concetti sui quali sono d’accordo anche Daniela Corso, in gara con una “Sbronza alle Eolie ossia calamari ripieni alla Malvasia con salsa e sesamo tostato“, e alessandraAlessandra Inzerillo con i suoi “Paccheri ripieni di mousse ai gamberi rossi (e ricotta), su letto di crema di piselli, con granella di pistacchio di Bronte e pomodorino” , nonchè fantasiosa autrice di un collage con un countdown che ha accompagnato e scandito i giorni di attesa, diventando di fatto la copertina dell’evento,  e che domani farà la sua ultima uscita. Per dovere di cronaca, proprio Alessandra Inzerillo, insieme a Patrizia Esposito e Francesca Merlino, saranno presenti anche in rappresentanza dell’AIFB, l’Associazione Italiana Food Blogger, realtà che ha deciso di essere tra i partner di questa iniziativa.
Va anche considerato che queste 5 food blogger, scelte dopo un’attenta selezione tra i tanti che si sono proposti, sono le prime in assoluto di un evento che, dopo Palermo, toccherà le altre 8 province siciliane, sancendo in ognuna il proprio “Master Foodie” locale e dando modo di conoscere le diverse realtà territoriali. Location nelle quali la ristorazione d’eccellenza riesce a esprimersi in tutto il suo splendore, offrendo quanto di meglio ci possa essere nel proprio settore. Saranno, quindi, nove gli sfidanti che, tra coltelli, forchette e pentole, si dovranno infine scontrare in una battaglia “all’ultimo mestolo”, che proclamerà il primo “Master Foodie 2014 – Sicilia”.
peppe2Eccezionale la composizione di entrambe le giurie, delle quali fanno parte nomi prestigiosi della ristorazione, dell’enogastronomia e del mondo del giornalismo.
Presidente di quella tecnica sarà lo chef Peppe Giuffrè, che dovrà giudicare i piatti dei food blogger insieme a due altri chef, noti ad alti livelli, come Max Mangano e Gigi Mangia; ma anche al Gran Maestro Fiduciario AMIRA, Mario Di Cristina; a Roberto Vivaldi, Bailli del Bailliage di Palermo de “La Chaine des Rôtisseurs”; infine, alla food blogger Tiziana Nicoletti.
Della giuria critica, presieduta dalla giornalista enogastronomica Alessandra Verzera, peraltro direttore del giornale online “Sceltedigusto.it”, promotore dell’evento, fanno invece parte Teresa Di Fresco, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia; Mario Indovina, fiduciario Slow Food Palermo; Giampiero Cagni, del Gambero Rosso; Rosetta Cartella, dell’Accademia Italiana della Cucina; i giornalisti Daniele Lo Porto e Francesca Giunta, quest’ultima sorella del patron del ristorante ospitante; Fulvio Pastorella, re della movida palermitana.
«Io credo che le concorrenti siano già tutte vincenti – ci tiene a sottolineare lo chef Peppe Giuffrè, Presidente della giuria tecnica – anche perché il solo fatto di essere volute uscire dalle loro cucine per affrontare una situazione del genere, regala a ognuna di esse una marcia in più. Sarà bello fare con loro o con una parte di loro questo viaggio, che prende il via da Palermo e che toccherà un po’ tutta la Sicilia, dando valore e risalto alle eccellenze enogastronomiche siciliane, ognuna da scoprire e da
mangano«Sono sicuro che daranno il massimo – si inserisce lo chef Max Mangano – perché solitamente i food blogger condividono quanto loro stessi provano in prima persona. Saranno, quindi, in grado di stupirci. E’ questo un mondo che solitamente rimane distante da quello professionale dei grandi ristoranti perché i numeri creano una barriera, ma molti hanno le caratteristiche giuste per diventare chef a tutti gli effetti. E’ chiaro che la scuola e l’esperienza contano più di tutto, ma quello che posso consigliare loro è, se dovessero avere bisogno, di non avere timore e di chiedere. Siamo pronti e disponibili a dare una mano, senza salire in cattedra e fare da maestri con la bacchetta in mano. La cosa più bella di questa professione è o dovrebbe essere condividere e scambiarsi saperi”.
E forse a vincere sarà proprio l’atteggiamento di rilassatezza rispetto a un cooking show che dovrà creare un’atmosfera di giovialità e allegria: quella solitamente data dallo stare attorno a una tavola imbadita di buon cibo e di amici fidati.
Natale_Giunta_02Tutte e cinque, però, dovranno entrare nell’ottica di chi vuole vincere. Oltre ai dovuti riconoscimenti per concorrenti e giuria popolare, un premio speciale andrà anche al padrone di casa, lo chef Natale Giunta, che ha subito sposato il progetto, riconoscendone la sua bontà e qualità.

“Master Foodie” è pensato e organizzato dal giornale di enogastronomia “Sceltedigusto.it”, in collaborazione con la “NG Services” dello stesso Giunta e l’associazione culturale “Papille di Bacco”. Gode anche del patrocinio di “Slow Food – Condotta di Palermo”, del Comune di Palermo e dell’AIFB, l’Associazione Italiana Food Bloggers. Per informazioni, si può chiamare il 389.2158948 o visitare il sito Internet www.masterfoodie.it.

Bianca Palermo

Le eccellenze della ristorazione e critici d’eccezione alla prima tappa di Master Foodie 2014. Il 14 aprile Gran Gala con premi e riconoscimenti per i food blogger, ma anche per il pubblico.

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brigata giuntaSarà un evento che, per la prima volta, chiamerà a essere soggetto attivo il pubblico, quello che affiancherà le giurie tecnica e critica nella valutazione dei piatti. E si perché “Master Foodie Sicilia”, la cui prima edizione prende il via da Palermo, vedrà sfidarsi e dare il meglio di sè 5 food blogger siciliane, esperte in preparazioni culinarie di alto livello. E offrire anche a chi non fa parte di questo mondo la possibilità di dare il proprio parere, prendendo parte a una manifestazione che toccherà tutte le province siciliane e che, assicurano gli organizzatori, farà parlare di se.
sala sailemLa partenza, è ormai sancito, sarà il prossimo 14 aprile al Castello a Mare di Natale Giunta, in via Filippo Patti 2, a Palermo, dove le cinque concorrenti dovranno fare di tutto per risultare al meglio della loro forma: psicologica e culinaria. Certo, loro proporranno i propri piatti solo alle giurie tecnica e critica, in tutto 15 elementi, mentre starà agli chef di Natale Giunta riprodurre fedelmente per il pubblico in sala lo stesso piatto, dando modo alla giuria popolare di esprimersi in merito.
loghinoSarà, però, analogamente un momento di forte tensione, anche perché dovranno cimentarsi con una dimensione professionale, sia per quel che riguarda i giurati sia rispetto agli chef del ristorante ospitante. Vista, però, la fibra e la determinazione di queste 5 coraggiose food blogger, la serata si annuncia unica.
Va anche considerato che sono le prime in assoluto di un evento che, dopo Palermo, toccherà le altre 8 province siciliane, sancendo in ognuna il proprio “Master Foodie” locale e dando modo di conoscere le diverse realtà territoriali. Location nelle quali la ristorazione d’eccellenza riesce a esprimersi in tutto il suo splendore, offrendo quanto di meglio ci possa essere nel proprio settore. Saranno, quindi, nove i sfidanti che, tra coltelli, pentole e grembiuli, si dovranno infine scontrare in una battaglia “all’ultimo mestolo”, che proclamerà il primo “Master Foodie 2014 – Sicilia”.
di cristina«Una manifestazione che potrà fare emergere talenti – sostiene Mario Di Cristina, Gran Maestro della Ristorazione e fiduciario AMIRA, una delle più importanti associazioni di Maître Italiani, Ristoranti e Alberghi, componente la giuria tecnica – ma solo se sapranno curare i dettagli. Si diventa Grandi Maestri della Ristorazione solo per meriti particolari, per quel talento personale che eccelle in particolari dimostrazioni, ma anche per l’esperienza fatta sul campo. E’ un lavoro impegnativo che deve guardare a tanti aspetti. I giovani di oggi, per esempio, hanno delle buone basi perché le scuole fanno tanto, ma non hanno visto e respirato il mondo. Dovrebbero avere il coraggio di andare via, lasciare la loro terra e cercare di capire come funziona altrove. Poi, tornare e mettere a frutto quanto imparato. Ovviamente mi riferisco anche alle lingue, senza le quali non puoi sperare di crescere. Almeno in questo lavoro».
Non è certo il loro caso, ma in piccolo le cinque provette chef saranno messe nelle condizioni di dimostrare di avere l’esperienza giusta per sapersi districare nel caso ci fossero difficoltà. E dovranno veramente darsi da fare se vorranno superare timidezza e paure, uscendo una di loro vincente dalla serata del 14 aprile.
bailliage«Noi sposiamo sempre le manifestazioni in cui si parla di buon cibo – afferma Roberto Vivaldi, Bailli del Bailliage di Palermo de “La Chaine des Rôtisseurs”, la più antica associazione gastronomica del mondo, anche lui nella giuria tecnica dell’evento – ed essendo presenti in oltre 70 nazioni è inevitabile che la vita della nostra organizzazione sia ricca e attiva. In Italia esistiamo dal 1960 e lavoriamo per la diffusione della cultura della gastronomia attraverso i Bailliages territoriali, che rappresentano la meravigliosa eterogeneità del nostro territorio e dei suoi talenti enogastronomici. Ogni anno, poi, promuoviamo una gara di giovani chef scelti nei diversi paesi in cui la nostra realtà si muove. Alla fine, da 70 arrivano in 24. Per non parlare del grande evento, una gara internazionale che verrà organizzata nel 2015 proprio a Palermo. Un appuntamento al quale ci stiamo già preparando”.
Con una partenza del genere, le concorrenti dovranno dimostrare di essere in grado di passare dalla semplice proposizione via web di un piatto alla presentazione a un pubblico più ampio, che le faccia uscire dall’accogliente e riparata cucina di casa.
fulvio pastorellaAnche per conquistare i premi in palio, consegnati come solo lui sa fare da Fulvio Pastorella, storico re della movida palermitana. Parliamo di quello per la prima food blogger della serata, come l’altro che verrà assegnato dall’editore di “Sceltedigusto.it” al menù migliore cioè quello che, quando si sono candidate a partecipare, hanno mandato completo (dall’antipasto al dolce) per essere poi selezionate insieme a uno dei piatti proposti. Non andrà a casa a bocca asciutta neanche il pubblico, non solo per le bontà che aspettano coloro che vorranno vivere questa esperienza, quanto perchè sono previsti anche diversi cadeau che faranno sicuramente contenti molti dei presenti.
Insomma, che dire ancora? Forse null’altro, forse molto di più. O anche solo che, per capire di che cosa si tratta, bisogna esserci e viverselo tutto dall’inizio alla fine.

Natale_Giunta_02Facendo il tifo per una delle concorrenti in gara o anche solo per gustarsi una prelibata cenetta sulla terrazza del Castello a Mare che si affaccia sulla Cala di Palermo e dove, se il tempo sarà clemente e vorrà offrire un assaggio di primavera, si potrà trascorrere una serata magica, cullati dalle onde del mare e dalla promessa che l’estate si sta avvicinando e con essa la voglia di mollare gli ormeggi.
“Master Foodie” è pensato e organizzato dal giornale di enogastronomia “Sceltedigusto.it”, in collaborazione con la “NG Services” dello stesso Giunta e l’associazione culturale “Papille di Bacco”. Gode anche del patrocinio di “Slow Food – Condotta di Palermo”, del Comune di Palermo e dell’AIFB, l’Associazione Italiana Food Bloggers.
Per informazioni, si può visitare il sito Internet www.masterfoodie.it o la pagina Facebook dedicata all’iniziativa, dove si potranno ben presto trovare le date delle altre tappe.

Bianca Palermo

I Wine Lovers e i loro diversi profili. Dalla scoperta all’azione.

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vino_romanticoL’analisi semiotica delle conversazioni degli italiani riguardo al vino ha permesso di rappresentarne gli atteggiamenti nel quadrato semiotico dei wine lovers, adesso vanno sviluppate le strategie per invertire la tendenza negativa dei consumi.  E’ uno scenario chiaro quello che è emerso dal convegno “Il quadrato semiotico dei wine lovers: gli atteggiamenti di consumo del vino in Italia” che si è tenuto a Verona nell’ambito del Vinitaly, organizzato dalla cantina trevigiana Bosco Viticultori del Gruppo VI.V.O. Cantine sac.

L’analisi condotta dall’istituto di ricerche di mercato Squadrati di Milano evidenzia come gli italiani, che consumano vino, si riconoscono in 4 macro atteggiamenti:
RADICAL: per i quali il vino è il risultato del lavoro del vignaiolo e quindi il frutto di un processo produttivo etico e naturale.
ENOSNOB: per i quali il vino lo crea l’enologo e ricercano garanzia di qualità e raffinatezza del gusto.
PANE AL PANE: per i quali il vino è presenza quotidiana, da consumare con semplicità rifuggendo le pose.
SOCIALITE: per i quali il vino è un catalizzatore di convivialità e di gratificazione sociale.

vinoAd atteggiamenti, valori e motivazioni diverse devono corrispondere proposte adeguate ed altrettanto articolate.
“Lo scenario rappresentato dal quadrato semiotico dei wine lovers è frutto di una segmentazione qualitativa che riconduce le diverse dichiarazioni di consumo sul web a quattro aree di valore, ognuna pensata per descrivere un tipo di consumatore” – chiarisce Diletta Sereni, ricercatrice di Squadrati – “È un modo per orientarsi nel mercato del vino e soprattutto per comprendere il proprio posizionamento (delle aziende) rispetto ai diversi target. A partire da questo si può riflettere sulle strategie migliori per intercettare i diversi tipi di consumatore: con che tono di voce rivolgersi a loro, su quali argomenti puntare, attraverso quali canali… insomma come creare un racconto di marca credibile”.

uomo vinoPrima ancora delle singole aziende è il sistema vitivinicolo italiano nel suo complesso che deve agire per recuperare appeal nei confronti dei consumatori italiani.
“Nel corso degli ultimi 3 anni si è assistito ad una presa di coscienza da parte del mondo del vino italiano sul fatto che il mercato nazionale è stato eccessivamente trascurato. Gli investimenti in risorse finanziarie ed umane della maggior parte delle aziende però sono troppo sbilanciati verso i mercati esteri, dimenticando forse che l’Italia rappresenta ancora il 50% dei consumi”. Sottolinea Lorenzo Biscontin, Direttore Generale di Bosco Viticultori, che ha ideato l’iniziativa.

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Oscar Farinetti, inventore di Eataly, intervenendo al convegno in veste di conoscitore della filiera e dei comportamenti di consumo in tutto il mondo, Italia compresa, ha affermato che: “Sono molto colpito da questa sorta di trasmigrazione fra i diversi tipi di consumatori all’interno degli assi, ritengo questo quadrato semiotico un utile strumento di marketing per capire come muoversi e posizionarsi tra i differenti mercati del vino”.

Crocetta “boccia” Dario Cartabellotta: esplode la protesta. In campo anche Dario Guarcello, Presidente del Divino Festival di Castelbuono

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protestaIn un Vinitaly già di per sè assai discusso, quest’anno è entrata di prepotenza la politica. La notizia che ha fatto il giro di padiglioni e stand è quella della destituzione di Dario Cartabellotta da parte del presidente della Regione Crocetta, dal suo ruolo di Assessore alle risorse agricole ed alimentari. La protesta serpeggia tra i padiglioni ed un cartello all’ingresso del padiglione Sicilia fa da cassa di risonanza, incuriosendo chiunque sia passato davanti a quel padiglione.
Sul cartello si legge : “Presidente Crocetta, la Sicilia che produce non può essere tradita”.
Sostanzialmente la vera novità di Vinitaly 2014 è stata proprio questa: l’aver trovato e radunato una folta schiera di produttori ed agricoltori pronti a supportare un esponente politico. Un fatto più unico che raro.
cartabellottaMa la ragione di tanta accorata protesta risiede nel fatto che, proprio Dario Cartabellotta, è stato “rapito” dalla politica solo in tempi abbastanza recenti, non essendo mai stato un politico ma un tecnico, un agronomo esperto e competente che era riuscito, anche nei suoi anni di direzione all’Irvos, a fare emergere realtà che diversamente sarebbero rimaste marginali nel mondo dell’enologia e delle attività vitivinicole.
Non solo: Cartabellotta avrebbe ” accompagnato” i produttori siciliani ad Expo 2015, dove la Sicilia assumerà un ruolo fondamentale nel cluster mediterraneo.
E invece no. Cartabellotta va a casa. Ma i produttori non ci stanno ed urlano il loro dissenso.
Per Cartabellotta, in attesa di ulteriori sviluppi, sicuramente una bella soddisfazione sia sotto il profilo umano che professionale, leggere oggi le dichiarazioni dei “suoi” produttori.
Ne riportiamo alcune.
sicilia vinitalyGiovanni Valenti, dell’omonima cantina: “Avevamo l’uomo giusto al posto giusto, incredibile. Puro masochismo”.
Enza Li Fauci: “Mai vista una cosa simile!”
Francesca Curto, che presidiata da telecamere e microfoni si rivolge direttamente a Crocetta: ““Deve ripensarci, non possiamo tornare indietro. Dario non è solo un tecnico, bravo e rispettoso, ci ascolta, ci aiuta e sa quel che si deve fare. Sarebbe una perdita”.
Giacomo Manzo, presidente degli enologi siciliani :”“Quando qualcosa va bene, dobbiamo distruggere, non c’è che fare”. Innumerevoli i tweet e i post su Facebook: migliaia di commenti, tutti in aperto dissenso con le decisioni di Crocetta, e non soltanto dal mondo vitivinicolo.
Quali le motivazioni per la rimozione di Cartabellotta? Quali i risultati che scaturiranno da questa decisione che, a quanto pare, scontenta proprio tutti i diretti interessati coinvolti dal provvedimento? Questo aspettano di sapere i produttori, e non soltanto loro, da una politica che non da quasi mai risposte.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta del mondo dell’agricoltura siciliana al presidente della Regione Rosario Crocetta:

crocettaSignor Presidente,

nel bel mezzo del Vinitaly, presente una “popolazione” di opinion leaders ieri mattina, assieme al ministro dell’Agricoltura, il nostro assessore all’Agricoltura, i vertici di Expo 2015 ed i rappresentanti stranieri del bacino del Mediterraneo, ha dibattuto, programmato ed ascoltato di sinergie, programmi e idee di investimento e sviluppo condivise tra tutte le imprese vitivinicole siciliane con le istituzioni su richiamate.

Questa mattina dalla Regione Sicilia, da Ella rappresentata, ci giunge come un fulmine la notizia della ingiustificabile defenestrazione dell’assessore Cartabellotta. Dire che né noi né altri riusciamo a capire è poco, dire o pensare che ella non conosce quanto esiste in itinere di programmi di investimenti, sperimentazione, ricerca, tracciabilità dei prodotti, promozione e sviluppo ci sembra che abbia dell’incredibile.

Siamo probabilmente ancora uno dei pochi settori strategici dell’economia Siciliana: investiamo mentre nessuno investe, diamo lavoro mentre tutti licenziano, esportiamo e diffondiamo nel mondo una immagine positiva di Sicilia che molto raramente appare. Mentre il gioco è in corsa si cambiano uomini, quindi idee e programmi, senza che Ella abbia neanche pensato di chiedere a chi lavora senza clamore e senza sciocche manifestazioni di piazza la benché minima opinione. Presidente, torni indietro, ci creda! L’imprenditoria vitivinicola siciliana non merita di essere ignorata fino a questo punto.

Presidenza di Assovini Sicilia

Confederazione Italiana Agricoltori Sicilia

Confagricoltura Sicilia

AGCI Sicilia

dario_guarcelloMa le reazioni sono tantissime e il disappunto è unanime: riceviamo e volentieri pubblichiamo l’accorato appello di Dario Guarcello, presidente del Divino Festival di Castelbuono, al presidente della regione Crocetta . Ecco La dichiarazione e, a seguire, la lettera di Dario Guarcello : “Dario Cartabellotta un professionista e un tecnico come pochi, Crocetta ha commesso il più grande errore della sua vita confermando il suo egocentrismo sulla pelle della Sicilia che produce“.

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA ROSARIO CROCETTA

Dario Cartabellotta lo conosco da anni, un uomo la cui conoscenza del mondo agricolo, lo stile e l’eleganza lo contraddistingue su tutti. Ho parlato con Dario tante volte di agricoltura ed enologia, riuscendo a notare la passione e la professionalità che lui mette in ogni azione a favore della crescita del comparto agricolo. Da assessore Born in Sicily ha avuto la sua immediatezza e il suo riscontro su tutto il comparto, da direttore IRVV oggi IRVOS, ha sempre sostenuto il nostro lavoro di promozione del vino e di momenti d’incontro con le grandi realtà internazionali al quale ci rivolgiamo.

natale_giunta_cartabellotta_NLo abbiamo anche premiato al nostro festival nel 2011 (ancora non assessore) perché abbiamo riconosciuto in lui cio’ che ieri e oggi non riusciamo a trovare con gli altri amministratori di tutte le istituzioni e cioè la collaborazione, la presenza e fiducia a fare sempre meglio. Sicuramente i giochi di potere, la macchina ingarbugliata della politica regionale non guarda la meritocrazia, ma di certo gli interessi dei cittadini penso che vadano ascoltati. Presidente Crocetta credo che il passo indietro era dovuto, altrimenti la sua RIVOLUZIONE tanto gridata nelle piazze e in TV, sembra quasi un servile inchino ai poteri forti, un omicidio a chi ogni giorno sporca le sue mani di terra con orgoglio e con la voglia di far diventare l’agricoltura Siciliana con le sue peculiarità e le sue biodiversità economia e benessere.

CARTABELLOTA CROCETTA GUARCELLO DARIOCaro Presidente lei è stato spesso a Castelbuono il mio paese, un paese dove si cerca di valorizzare la Manna (presidio slow food), dove si producono le eccellenze dei Fratelli Fiasconaro e di tante piccole realtà, dove si fanno e si esportano biscotti di grande qualità,dove si fa grande ristorazione e tanta a km 0 sin dal 2000 (quando nessuno ne parlava),dove si fanno eventi di grande importanza mondiale senza gli aiuti della regione siciliana,dove si collabora a mantenere la pulizia e salvaguardare i monumenti,dove vengono utilizzati gli asinelli per la raccolta differenziata,tutto cio’ siamo riusciti a farlo perché abbiamo valorizzato gli UOMINI, UOMINI che lavorano attivamente per il territorio, esattamente come Dario Cartabellotta ha sempre fatto in tutte le cariche svolte presso la regione Sicilia. Spero che questo mio intervento possa aiutarla a riflettere ancora di più e spero che le dia quello stimolo di orgoglio per la scelta al tempo azzeccata di Cartabellotta che porto tanta soddisfazione al mondo agricolo che oggi si è rivoltato contro questa sua scelta infelice. Ripensarci non è sbagliato ma un dovere morale.

Distinti Saluti

Presidente del Divino Festival

Il Galà enogastronomico Siciliano

Dario Guarcello

 

A.Ve.

Il Genio del Gusto: come il mangiare italiano ha conquistato il mondo

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genioLa cucina dalle corti dal Medioevo ai Savoia – La cucina casalinga contadina e borghese. La cucina di locande, osterie e ristoranti stellati – La cucina di guerra – La cucina italiana nel mondo: questo, e molto altro, nel libro di Alesssandro Marzo Magno, un veneziano con la passione per il cibo e per la sua storia antica.

Pasta, pizza, polenta: cose c’è di più italiano? E invece se si risale nel tempo si scopre che le origini di questi cibi non sono per nulla italiane: la pasta secca ce l’hanno data gli arabi, la pizza ce l’avevano già gli antichi greci, la polenta ci è arrivata dall’America. Il concetto di autentico nella gastronomia è relativo assai. La cucina è bastarda, figlia di molte madri e svariati padri. La cucina è scambista, si esalta solo con la contaminazione, con il multiforme, migliora viaggiando e incontrando l’esotico. Tutta la storia della gastronomia italiana è lì a dimostrarcelo.
Noi siamo figli dei cereali e dell’olio dei romani, contaminati dalla carne e dal burro dei barbari. Il nostro piatto più tipico, gli spaghetti al pomodoro, non ha quasi nulla di italiano: le prime citazioni di vermicelli si ritrovano già nel Talmud, il pomodoro è un dono del Nuovo Mondo e per un bel pezzo è guardato con estrema diffidenza. Quando facciamo colazione al bar, senza rendercene conto rendiamo omaggio ai turchi ottomani: mangiamo un dolcetto, il croissant, che simboleggia la mezzaluna della loro bandiera, e sorbiamo una bevanda, il caffè, che ci hanno dato loro quasi mezzo millennio fa.
insalataSe si fosse chiesto a un uomo o a una donna del medioevo qual era il tipico piatto italiano, non avrebbe risposto né pasta né pizza, che ancora dovevano diffondersi, bensì insalata. L’insalata era in quel tempo il mangiare italiano che più italiano non si poteva ed è stata il maggior successo del made in Italy gastronomico di medioevo e rinascimento. Anche i luoghi che noi consideriamo tipici, se si guarda alla storia, lo sono molto meno. La pasta si sviluppa in Sicilia e si diffonde da Genova – i corzetti liguri e le orecchiette pugliesi sono fratelli separati, figli della stessa madre – mentre la prima volta che troviamo citata la parola pizza è in un codice redatto a Gaeta. Solo in un secondo tempo Napoli se ne impossessa, ma lo farà in maniera così profonda da diventarne di fatto la loro autentica patria.
Nella storia della gastronomia italiana si ritrovano anche osti dal nome piuttosto illustre, come Leonardo da Vinci e Sandro Botticelli, che gestivano insieme una trattoria a Firenze, dalle parti del Ponte Vecchio. Ma non ebbe gran successo e fu costretta a chiudere perché i menù, nonostante i disegni di Botticelli, erano scritti da Leonardo e nessuno capiva nulla della sua scrittura al rovescio.
La forchetta arriva a Venezia da Bisanzio e dall’Italia si diffonde per il resto d’Europa, la mozzarella conquista il mondo dopo esser stata prodotta con il latte delle bufale allevate nelle paludi del basso Lazio e della Campania; il barolo e il prosecco, prodotti in Piemonte e in Veneto, sono tra i vini italiani più globalizzati.
espressoLa storia delle eccellenze della gastronomia italiana è legata ai successi dell’industria tricolore: il caffè espresso deriva dalle geniali intuizioni di un imprenditore come Achille Gaggia; il panettone e il pandoro sono dolci dopati con burro, uova e lievito da due uomini di genio come Angelo Motta a Milano e Domenico Melegatti a Verona; e anche lo spritz, l’aperitivo di successo di questi ultimi anni deriva dall’uso austriaco di mescolare il vino col seltz, contaminato dagli aperitivi prodotti da aziende italiane: il milanese Bitter Campari, il padovano Aperol, i veneziani Select e Cynar.
La storia però non si ferma e alcuni grandi successi della gastronomia italiana sono stati messi a punto in tempi recenti: il carpaccio, inventato nel 1963 da Giuseppe Cipriani per accontentare una nobildonna veneziana malata di fegato, e la Nutella il cui primo barattolo il cui primo barattolo uscì dalle linee della Ferrero, ad Alba, il 20 aprile 1964, ovvero esattamente cinquant’anni fa.

Bollicine “minori”: ma davvero?

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spumanteMartedì 8 Aprile al Vinitaly Veneto Agricoltura porta in degustazione la spumantizzazione di vitigni veneti meno conosciuti. Nella sala al piano terra dunque sarà possibile degustare le  “Bollicine Minori”.

Il Veneto è terra di antica tradizione enoica. Numerosi vitigni possono quindi portare l’appellativo di “antichi”. Alcuni nomi? Corvina, Rondinella, Dindarella e Molinara (Valpolicella, Bardolino ed Amarone), Glera (Prosecco), Garganega (Soave), Raboso Piave. Ma altre varietà a diffusione locale sono sopravvissute in zone ristrette, gelosamente tramandate da veri e propri “viticoltori custodi”. Sono questi vitigni in grado di aumentare e differenziare l’offerta di prodotti in grado di identificare i territori in cui ancora vengono allevati? A questa domanda tenta di rispondere il progetto “Valutazione delle varietà minori e/o locali alla spumantizzazione / frizzantatura” affidata dalla Regione a Veneto Agricoltura.

amarone1Il mercato oggi richiede novità di qualità, andare oltre la standardizzazione dei grandi vitigni internazionali. E’ quindi necessario operare nella direzione dello sviluppo della viticoltura regionale basandosi sulla valorizzazione delle produzioni tipiche. E’ quello che sta facendo Veneto Agricoltura. I vini spumanti e frizzanti sono ormai produzioni di primaria importanza, con valenze non solo “eno”: il Prosecco, infatti, è uno degli ambasciatori del “saper fare” del Veneto.

 

Crescita del Made in Italy enologico nei Paesi terzi: se ne parlerà a Vinitaly.

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mondo vino_0Tutto sull’Ocm Promozione tra novità, criticità e opportunità, in una tavola rotonda organizzata al Vinitaly dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali assieme alla società di consulenza Business Strategies, ‘professional trainer’ sui mercati internazionali di oltre 500 griffe enologiche italiane. L’incontro, in programma lunedì 7 aprile  allo spazio Mipaaf di Vinitaly, fa il punto tra passato e futuro dei fondi Ocm legati alla promozione in seguito alla chiusura dell’ultimo ciclo quinquennale e alla vigilia della definizione del nuovo fondo. All’incontro, moderato dal giornalista di Italia Oggi, Luigi Chiarello, partecipano, oltre al presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro; il direttore generale del Mipaaf per la promozione della qualità agroalimentare, Emilio Gatto; il Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta; il presidente di Federvini, Lamberto Vallarino Gancia; il vicepresidente Federdoc, Giuseppe Liberatore; la giornalista dell’Ansa, Alessandra Moneti e Romeo Cuttiz, della Regione Friuli Venezia Giulia.

Vinitaly-2014A seguire, focus sulle testimonianze di tre casi di successo, con Roberto Felluga, presidente Consorzio Famiglie del Vino; Antonello Pilloni, presidente del Consorzio del Carignano del Sulcis; Giacomo Neri – Capofila del progetto Brunello in Cina. Sotto la lente, il contesto legislativo, l’accesso al contributo e le ultime novità introdotte dalla Ocm Promozione che sin qui si è rivelata una leva decisiva per la crescita del made in Italy enologico nei Paesi Terzi. Alla tavola rotonda, anche il punto sulla dotazione di risorse dei fondi per il cofinanziamento, che negli ultimi anni in Italia è cresciuta vertiginosamente (con circa 85mln di euro di stanziamento solo nel 2013), sull’ipotesi promozione anche nei Paesi Ue, sulla geografia dei fondi e dei principali mercati di sbocco.

A Budrio profumi ed essenze di erbe aromatiche ed officinali, che fanno bene al gusto ed alla salute.

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foto 4Fino a domenica 6 aprile continua a Budrio la più importante mostra mercato di erbe aromatiche e officinali, che,giunta alla sua dodicesima edizione,celebra tutte quelle piante che fanno bene al gusto e alla salute.

Un percorso sensoriale che vedrà protagoniste oltre 300 varietà di erbe aromatiche, dalle piante più comuni e presenti sulle nostre tavole a quelle rare e meno conosciute. Fiore all’occhiello della mostra saranno rarità come la Menthachocolate, il Lemon grass e ben oltre 15 varietà di Timo.
Una mostra mercato per celebrare le proprietà officinali e gli impieghi di queste piccole e preziose piante, coltivabili anche in terrazzo per realizzare il proprio orto aromatico, un delizioso spazio di aromi e profumi.

erbeRicche di olii essenziali e proprietà benefiche le piante aromatiche vengono sempre piùutilizzate, dall’aromaterapia ai trattamenti di bellezza, dalla gastronomia alle arti erboristiche; diventano fedeli alleate per la cura dei malesseri di stagione e un valido aiuto per riposare bene.Per l’occasione, il Maestro Giardiniere Carlo Pagani sarà presente durante il week-end con lo speciale “Orto in terrazzo” sui segreti dell’orto ad alta quota. fiori

 

Mentre durante l’evento si potranno gustare tisane e specialità alle erbe.

La mostra è aperta dal lunedì alla domenica dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.
L’ingresso all’evento è gratuito.