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Torna ” Bottiglie aperte”: Milano esplora l’ Italia del vino.

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bottiglie aperteSabato 10 e domenica 11 maggio 2014 a Milano,  Palazzo dei Giureconsulti ospita la terza edizione di Bottiglie Aperte, la fiera dei tesori dell’enologia italiana.
Un week end per scoprire tutta l’Italia del vino, dalle più importanti cantine ai piccoli produttori, in abbinamento a piatti e assaggi di chicche gastronomiche e insolite, da gustare insieme alle novità sul turismo enologico e sui territori del vino senza spostarsi da Milano, semplicemente raggiungendo il cuore della città.

Bottiglie Aperte ha poche regole: siate curiosi ed intrepidi nelle degustazioni, incontentabili e sfrontati nelle domande e nelle interazioni che avrete con i produttori. Siate pigri, vi consegniamo a casa le bottiglie acquistate; siate peccaminosi, i fumatori potranno provare i migliori sigari toscani in terrazza, sotto le stelle, ammirando il Duomo.

bottigliePalazzo dei Giureconsulti, infatti, diventa enoteca, banco di assaggi, tempio del gusto e del buon vivere all’italiana: i visitatori cominceranno il loro week end al Piano terra dal “mondo” di Angelo, la nuova grande birra del Birrificio Angelo Poretti, main sponsor della manifestazione, in un percorso emozionante di installazioni dedicate agli elementi e ai momenti di lavorazione della birra.

Si prosegue poi al primo piano “a spasso” tra le regioni italiane qui tutte rappresentate dai propri produttori; Il secondo Piano ospita due tasting room dedicate alle aree emergenti del vino italiano, l’Oltrepò Pavese e i Colli Parmensi mentre In terrazza con vista Duomo si degustano i sigari in collaborazione con il Club Amici del Toscano.

Federico Gordini che di Bottiglie Aperte è l’organizzatore e l’ispiratore, presenta così il “suo” festival del vino di Milano: “Questo evento unisce al momento di incontro tra commercianti, consumatori, somministratori e produttori, un’opportunità di autentica conoscenza della bottiglia che si sta aprendo, perché permette di legare il vino ad un viso, al territorio di produzione, di raccogliere informazioni “in prima persona”: sia i consumatori sia i commercianti trovano così maggiori motivazioni all’acquisto perché è proprio il contatto diretto con l’azienda a dare garanzia di origine e qualità del prodotto” – e aggiunge – “Bottiglie aperte è una manifestazione attenta alle tematiche di attualità del vino: se l’anno scorso abbiamo parlato di “contraffazione alimentare”, quest’anno il tema centrale sarà la Wine Experience: la sempre maggiore disponibilità delle cantine all’ospitalità è in effetti una risposta importante alla contraffazione.

unmomento degustazione2013Le aziende che portano il cliente in casa sono pronte, infatti, a essere dirette e trasparenti, rivelando le proprie radici e il legame con il territorio”.

In contemporanea con l’inaugurazione di Expo Gate – la soglia “fisica” tra Milano e l’Esposizione Universale – prevista sabato 10 maggio 2014, ad un anno da Expo 2015, e a pochi giorni da Milano Food Week (16-24 maggio), Bottiglie Aperte definisce con questa edizione i suoi obiettivi futuri. Dice ancora Gordini: “Milano è la città indice dei consumi di vino in Italia, misura il gradimento e le mode del vino… Bottiglie Aperte è l’evento della città che compra il vino, lo sceglie e impara a conoscerlo, dando il giusto valore a un prodotto che deve essere riconosciuto per originalità, provenienza, autenticità”.

Organizzata con FISAR Milano, Bottiglie Aperte conta un numero sempre crescente di adesioni tra i produttori italiani e si preannuncia “contenitore” di grandi degustazioni, racconti, acquisti.

bicchiereinassaggioDegustazioni. Voluttuosi e corposi rossi siciliani, friulani intrisi di sole e di vento, sublimi classici vini veneti, umbri e toscani, giovani cantine biodinamiche testarde e coraggiose sono a disposizione del pubblico per questo avvincente “giro d’Italia del vino”.  Pochi fortunati potranno anche gustare ottimo Champagne nel corso di quattro degustazioni riservate a soli 96 estimatori in tutto.

Ma non sarà solo vino: in degustazione anche “Angelo” la nuova birra del Birrificio Angelo Poretti presentata attraverso 5 installazioni che ripercorrono gli ingredienti e il processo di lavorazione che porta alla sublime bevanda dorata: il malto, il luppolo, l’acqua, l’alchimia della produzione e infine la tecnica di degustazione.

assaggiaBottiglieaperte2013Racconti: le aziende storiche e i prodotti innovativi. Oltre al convegno “Wine Experience” di sabato ore 11.00 dedicato alle aziende vitivinicole che investono in ospitalità e parlano di territorio, Bottiglie Aperte racconta storie di aziende storiche e di prodotti innovativi.

Acquisti
In una manifestazione in cui la parola d’ordine è “diffondere il vino”, non poteva mancare un’iniziativa per favorire l’acquisto delle bottiglie senza intralciare lo svolgimento di una manifestazione che è prima di tutto cultura e formazione. A Bottiglie Aperte si potrà direttamente ordinare il vino dai produttori e averlo a domicilio a casa poche ore dopo, grazie alla collaborazione con BacchetteForchette.it.

Per tutte le altre informazioni e per prenotare un posto alla kermesse, ecco tutti i contatti:
Bottiglie Aperte, Palazzo Giureconsulti, Piazza dei Mercanti, Milano
Venerdì 9: dalle ore 20.00, anteprima su invito
Sabato 10: dalle 10 alle 23
Domenica 11: dalle 11 alle 21
info@bottiglieaperte.it
www.bottiglieaperte.it ; https://www.facebook.com/pages/Bottiglie-Aperte

Le eccellenze agroalimentari DOP e IGP si presentano compatte all’appuntamento di Cibus 2014.

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cibusI prodotti Dop e Igp italiani saranno presenti all’edizione 2014 di Cibus, in programma a Parma dal 5 all’8 maggio, all’interno di uno spazio appositamente allestito che vedrà la partecipazione istituzionale del Mipaaf e di Aicig, l’Associazione dei Consorzi di tutela che rappresenta oltre il 90% del valore economico complessivo espresso dalle Indicazioni Geografiche italiane.

Il Salone internazionale dell’alimentazione parmense ospiterà anche “vetrine” espositive riservate ai Consorzi del Grana Padano Dop, Aceto Balsamico di Modena Igp e Mortadella Bologna Igp.

grana padanoLo stand collettivo coordinato da Aicig sarà animato da numerosi eventi legati alla valorizzazione dei prodotti di qualità certificata e alle azioni di tutela poste in essere dai Consorzi per la loro salvaguardia.

Tutte le iniziative pianificate verranno realizzate dall’Associazione, all’interno dello spazio dedicato, in stretta collaborazione con il Mipaaf, l’Ispettorato Centrale Repressione Frodi e Ismea.

“La presenza a Cibus delle principali produzioni Dop e Igp italiane – dichiara Stefano Berni, vice presidente di Aicig – testimonia la compattezza di un settore che intende offrire al mercato internazionale un’immagine coesa, omogenea e forte del mondo delle nostre eccellenze agroalimentari.”

Slow Food: il Tar del Lazio boccia gli Ogm.

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burdesePer quest’anno la semina è al sicuro da rischi di contaminazioni e l’agricoltura italiana rimane libera d Ogm. Il Tar del Lazio ha infatti bocciato il ricorso contro il decreto interministeriale che vieta su tutto il territorio nazionale la semina di mais Mon810, l’unica varietà geneticamente modificata di cui oggi è ammessa la semina nell’Unione Europea.

Una sentenza importante che, oltre a ribadire il divieto, accoglie le istanze di tre ministeri e moltissime associazioni di categoria, ambientaliste, culturali, e soprattutto della stragrande maggioranza degli italiani che non voglio gli Ogm. Risultato frutto di una grande mobilitazione che ha coinvolto ogni angolo della nostra penisola.

«Per quest’anno l’agricoltura italiana rimane libera da Ogm. Le nostre colture non correranno il rischio di contaminazioni e anche il settore del biologico può tirare un sospiro di sollievo. Ma attenzione, bisogna che il Governo intervenga al più presto perché il decreto in questione, risalente a luglio 2013, per la semina del 2015 non sarà più valido.

slow food

Ci aspettiamo anche un chiarimento sul tema delle sanzioni per chi dovesse violare il divieto sancito dal decreto in oggetto. Il Governo italiano ha ora una splendida occasione che va oltre i confini della nostra penisola: durante il nostro semestre di presidenza dell’UE deve andare in porto la modifica della direttiva per consentire – senza vincoli e trappole – il libero arbitrio agli stati membri in tema di Ogm» dichiara Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia.

Master Foodie, il 12 maggio a Catania: selezionate le concorrenti etnee.

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colore modifSono Pinella Scafile, Elena Benfante, la temeraria Francesca Merlino che, dopo la “ouverture” palermitana ci riprova nella sua Catania, Alessandra Adorno e Therese “Terry” Caruana che, come denuncia il suo nome, porterà un tocco esotico nel suo piatto. Selezionati anche i piatti e completato il menù.

Le contendenti, attentamente selezionate, si affronteranno il prossimo 12 maggio per portare a casa la “toque” di Master Foodie Catania ed accedere dunque direttamente alla finalissima. Una finalissima di altissimo profilo, di dimensione internazionale e ricca di sorprese sulla quale al momento viene mantenuto il riserbo più assoluto.

I piatti in concorso nel capoluogo etneo non sono da meno ai piatti della prima tappa palermitana: eccoli.

Arancinetti allo zafferano alla Brontese con pomodorini ripieni

Cannelloni con ripieno di macco di fave, gamberi e pomodorino di Pachino candito

Burger di mare in salsa di mandorle di Avola e agrumi di Sicilia

Tagliata di tonno al patè di olive verdi e capperi

Cannolo scomposto con cialda glassata al cioccolato

Ancora cinque meravigliosi piatti ed un menù di alto livello da gustare prendendo parte al Cooking Show in programma per il prossimo 12 maggio nel capoluogo etneo e che gode del patrocinio di Slow Food Catania e dell’ AIFB, l’associazione italiana food bloggers.

logo ristorante minàAnche a Catania la location è di alto livello: sarà infatti il bellissimo ristorante Minà ad aprire le proprie cucine alle concorrenti. Inserito all’interno de la Vecchia Dogana di Catania, il Minà offre un ambiente raffinato, elegante, rilassante, curato in ogni dettaglio e, soprattutto, un’incomparabile vista sul mare del porto di Catania. Un po’ come il Sailem di Natale Giunta, che ha aperto a Palermo il ciclo delle tappe dell’unico Cooking Show siciliano, anche il Minà è una vera “perla” carica di suggestioni e di atmosfere ineguagliabili.

minàLe giurie saranno , anche in questo caso, quelle delle grandi occasioni, con presenze illustri e di altissimo livello nel panorama enogastronomico siciliano e non solo, sia in giuria tecnica che in quella critica.

Il costo del menù e della serata è di 35 euro a persona e comprende le cinque portate della cena, le bevande, le schede voto, i gadgets della serata, l’intrattenimento ed il biglietto per l’estrazione dei premi destinati alla giuria popolare. La prenotazione dei posti a tavola può essere effettuata solo ed esclusivamente tramite reservations@masterfoodie.it

Master Foodie : Rigatoni con pesce spada, olive nere e paté di capperi di Pantelleria.

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ALE_9544fbIngredienti per 4 persone
300 g di rigatoni
300 g di pesce spada a fette
80 g di olive nere denocciolate
4 cucchiaini da caffè di paté di capperi
½ cipolla
2 spicchi d’ aglio
Vino bianco
Sale
Pepe
Olio EVO

Iniziamo dalle fette di pesce spada. Le laviamo, asciughiamo e tagliamo a dadini. Prendiamo una padella antiaderente, copriamo con olio EVO e aggiungiamo la cipolla tagliata sottile e l’aglio. Facciamo imbiondire a fiamma bassa. Quando il tutto sarà appassito uniamo il paté di capperi e il pesce spada.

ALE_9553fbInsaporiamo con sale e pepe. Bagniamo con il vino bianco e lo lasciamo evaporare. Copriamo e lasciamo cuocere. A metà cottura aggiungiamo le olive nere, precedentemente denocciolate e continuiamo la cottura. In pochi minuti il vostro sugo sarà pronto.
Cuociamo i rigatoni. Appena al dente, scoliamo e versiamo in una boule di vetro ( o quel che preferite) dove aggiungeremo parte del sugo.
Serviamo e condiamo con il sugo rimanente.
Se vogliamo possiamo velare il piatto con del paté di capperi e servire la pasta come da foto.

Alessandra Inzerillo
Master Foodie Palermo 2014
www.essenzadicannella.com

Federico Ferrero: metti una sera a cena con il terzo Master Chef Italia. La nostra intervista.

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ferrero vinceFederico Ferrero , anzi Federico Francesco Ferrero – terzo Master Chef Italia dopo  Spyros Theodoridis  e Tiziana  Stefanelli –  ha colpito i telespettatori ed anche gli addetti ai lavori non soltanto per le sue indiscusse ed indiscutibili capacità a fornelli di alto livello, ma soprattutto per la sua determinazione e  la ferrea volontà di affermare la ” cucina secondo Federico”, uscendo spesso da schemi e canoni e persino dalle indicazioni dei giudici.  Memorabile la sua presentazione di un’insalata di riso che ha fatto temere il peggio e che si è rivelata invece, e contro ogni previsione, un gran successo. Serio, calmo, riflessivo, concentrato e sempre corretto, Ferrero ha sorpreso tutti. Lui però rimane, semplicemente, “Federico”.

federico-ferrero-680x365Federico Ferrero, un medico in prima linea: la linea di fuoco di Master Chef Italia e dei fornelli più ambiti del Paese. Quando e perché ha deciso di partecipare a Master Chef?

Mi ha iscritto un’amica. Non avevo mai pensato di partecipare ad un talent televisivo ma adesso sono ovviamente molto felice che le cose siano andate così.

Nei suoi piatti, spesso minimal al limite del “freddo”, si è notata una sorta di ricerca quasi scientifica del dettaglio che fa la differenza, ma anche una precisione quasi chirurgica nell’assemblare gli elementi. Questo deriva forse dalla sua formazione scientifica che di certo non indulge né al fronzolo né al superfluo?

Non c’è nessuna freddezza e scientificità nei miei piatti. Legga il mio libro e venga a cena una sera da me!

Cucinare è: arte, talento , passione, istinto, ragione o studio?

Tutte insieme. La cucina è tutto questo e molto di più.

ferrero3Lei è un medico nutrizionista: il che però non implica che sia anche un eccellente cuoco. Da dove nasce la sua passione per la cucina?

E’ difficile dire quando esattamente nasca una passione. Probabilmente è qualcosa di innato che poi viene coltivato nel tempo, anche inconsapevolmente. Sicuramente penso a mia mamma e a mia nonna, due grandi cuoche che mi hanno trasmesso l’amore e il rispetto per il cibo, fin da quando ero bambino.

Di lei ha commosso l’anima che ha lasciato intravvedere nelle ultime battute della grande kermesse. Di lei l’ Italia ricorda un’affermazione colma di malinconia: “ nella vita ho raggiunto tanti traguardi, ma non ho avuto soddisfazioni”. Oggi probabilmente direbbe cose diverse…..

Si, certo. Questo traguardo è sicuramente anche una grande soddisfazione personale. Sono felice, come ho dichiarato subito dopo la vittoria, di avere la possibilità di dedicarmi anima e corpo a qualcosa che mi appassiona tantissimo.

masterchef-5Parlando di “anima”: quale dei tre chef che l’hanno giudicata è quello più ricco di umanità?

Sono tre persone molto diverse tra loro che apprezzo proprio nella loro diversità e complementarietà. Ognuno mi ha trasmesso qualcosa e insegnato molto. Il “ruolo” di giudice di MasterChef impone severità e rigore, ma questo non significa mancare di umanità.

Quale dei suoi compagni di avventura ricorda sempre con piacere? E di quale di loro invece preferisce dimenticarsi completamente?

Ricordo con piacere l’avventura nel suo complesso. Non c’è nessuno di cui vorrei dimenticarmi perché tutti ne hanno fatto parte e l’hanno resa speciale. Sono sempre andato d’accordo con tutti. Ovviamente nelle ultime fasi del programma forse qualcuno ha sentito crescere la rivalità, ma credo faccia parte dell’ordine delle cose.

ferrero4Com’è cambiata la sua vita dopo avere conseguito il titolo di Master Chef Italia? Oggi Federico Ferrero è più medico o più chef?

Federico oggi è soprattutto Federico. Siamo troppo abituati a dare etichette a noi stessi e agli altri. Mettiamo gli esseri umani e non la loro professione al primo posto. Nessuno è un medico, è uno chef, ma svolge questa funzione per un momento, se lo fa con passione, competenza, onestà. Mettiamo l’uomo al primo posto nelle nostre vite perchè nel professore, nella casalinga, nell’artista e nell’astronauta ci sono ugualmente molte cose interessanti da cogliere.

Cover Missione LeggerezzaSappiamo che al momento è impegnato nell’elaborazione del suo libro di ricette: può darci qualche anticipazione?

Il libro “Missione Leggerezza” è in uscita il 24 aprile. Non aspettatevi solo un libro di ricette, perché troverete molto di più.Si tratta di un viaggio nella cucina, nei sapori, nella memoria, nei profumi alla scoperta della vita e dell’inatteso. Ci sono molti stimoli che potranno essere colti da neofiti, esperti, vegani, vegetariani e onnivori.

E dal canto mio, come potrei mai rinunciare  ad un invito a cena così intrigante ed alla lettura di un libro così carico di premesse e di promesse?

Alessandra Verzera

Foto: web e Maybe Press

I Musei del Cibo sempre aperti per i ponti di primavera.

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Logo Musei del Cibo generale6Con il week end pasquale inizia una lunga serie di festività e ponti di primavera, un’occasione imperdibile per una gita fuori porta o un lungo viaggio alla scoperta delle bellezze del nostro territorio. I Musei del Cibo si candidano come destinazione culturale ideale per le prossime giornate di vacanza: si inizia con le festività di Pasqua con l’apertura straordinaria del Lunedì dell’Angelo (orario continuato dalle 10 alle 18) per poi proseguire con venerdì 25 aprile, giovedì 1° maggio e venerdì 2 maggio quando i musei saranno aperti secondo l’orario normale (per maggiori informazioni e dettagli è possibile consultare il sito www.museidelcibo.it)

In attesa delle prossime inaugurazioni del Museo della Pasta e della Cantina dei Musei del Cibo (rispettivamente 10 e 17 maggio), i musei del circuito aprono le porte per far conoscere i prodotti simbolo del territorio di Parma: Parmigiano Reggiano, Pomodoro, Salame e Prosciutto, non solo alcuni degli ingredienti tradizionali della cucina italiana ma vero sinonimo nel territorio di Parma e del made in Italy. Il circuito museale “I Musei del Cibo della provincia di Parma”, celebra dal 2003 le eccellenze gastronomiche del territorio con quattro musei dedicati.

ProvaMusSituati in luoghi o strutture di interesse e integrati con il territorio circostante, i Musei del Cibo della provincia di Parma sono realtà in cui sopravvivono la storia e la tradizione gastronomica e si intrecciano a quelle del territorio fino a creare una dimensione unica nel suo genere, un patrimonio che attrae ogni anno decine di migliaia di turisti italiani ed europei. La particolarità delle strutture risiede non solo nel valore storico e architettonico dei luoghi in sé, ma anche nel saldo legame tra edilizia e contenuti ospitati: il Museo del Parmigiano, a Soragna, è situato in un ex caseificio; quello del Prosciutto, si trova nell’ex Foro Boario di Langhirano, zona di lavorazione e commercio delle carni; il Museo del Pomodoro ha sede nella Corte di Giarola, storico centro di trasformazione agroalimentare e il Museo del Salame è situato nelle cantine del Castello di Felino, ambienti da sempre scelti per la conservazione e la stagionatura dei salumi.

Vinissage 2014: ad Asti vino, cibo e wellness da sabato 24 a lunedì 26 maggio. Il calendario.

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vinissageDa sabato 24 a lunedì 26 Maggio torna Vinissage, mostra mercato dei vini biologici e biodinamici, organizzata dal Comune di Asti in collaborazione con l’Associazione Officina Enoica.

Saranno oltre un centinaio gli artigiani del gusto che presenteranno al grande pubblico i prodotti provenenti da molte regioni italiane Oltre ai vini, Vinissage, come ogni anno, ospiterà produttori ed artigiani di altri prodotti gastronomici: pane, salumi, formaggi, olio, dolci, conserve, confetture, derivati alimentari della canapa, provenienti da agricoltura biologica e biodinamica.

Oltre ottanta produttori di vino con quasi quattrocento etichette in degustazione, provenienti dalle migliori regioni vinicole italiane: Piemonte, Veneto, Sicilia, Toscana, Puglia, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta. Barolo, Barbaresco, Amarone, Nero d’Avola, Prosecco, Brunello di Montalcino e molti bianchi e spumanti metodo classico, costituiranno il ricco panorama della produzione enologica biologica e biodinamica che sarà presentato direttamente dai produttori presenti.

La manifestazione aprirà sabato pomeriggio con la presentazione del progetto “Il biologico contro le mafie: l’esperienza di Cascina Caccia – San Sebastiano da Po (TO) e la sua trasformazione da luogo di mafia ad azienda agricola, luogo di pace, educazione e cultura.”

Seguirà l’esibizione musicale dei piccoli artisti (dai 4 ai 12 anni) dell’orchestra dell’Associazione Musicale Suzuki di Asti e in serata l’aperitivo con “…cucina in compagnia”.

slow-foodNella giornata di domenica, la condotta di Asti di Slow Food proporrà una serie di golose attività per far conoscere, assaggiando, i prodotti locali.

In programma anche “L’Italia in verticale”, una degustazione verticale di vini siciliani e piemontesi accompagnati da specialità a base di farina di canapa e salumi emiliani. La degustazione sarà curata dalla sezione ONAV di Asti, che, da sempre, accompagna Vinissage.

Nel tardo pomeriggio Fabrizio Gallino, sommelier e degustatore, presenterà “Vino in Valle“, un libro-guida per scoprire la Valle d’Aosta enologica, tra vini e vigne.

officina-enoicaGrazie alla volontà di Asti di essere città del vino a tutti gli effetti, attenta al rispetto dell’ambiente e della salute, si affiancano al ricco programma di Vinissage altri eventi collaterali in città.

Sabato e domenica sera le strade del centro storico si trasformano in un grande ristorante con “Wine street tasting”; nei bar e nei ristoranti aderenti verranno proposte degustazioni di vini locali biologici e piatti tipici (www.creativeasti.com/winestreet).

Un settore, quello del bio, che negli ultimi anni è cresciuto enormemente, grazie anche ad eventi come Vinissage, che contribuiscono ad avvicinare i consumatori all’agricoltura biologica stimolando l’adozione di stili di vita sostenibili.

Piazza Vittorio Alfieri ad Asti (Foto di Mark Cooper)Per contribuire ad uno stile di vita sostenibile gli istruttori di Nordic Walking inviteranno turisti e cittadini a partecipare alla prima di “Asti in cammino”, due itinerari (4 e 10 km) per conoscere e apprezzare sempre più il centro storico e la prima collina. Oltre agli istruttori i gruppi saranno accompagnati da guide turistiche aderenti a FederAgit.
Sarà possibile per i visitatori praticare il Nordic Walking o Camminata Nordica con bastoncini, una pratica sportiva che tiene in forma fisica le persone di ogni età, in qualsiasi luogo, città, campagna, mare e montagna. Tutti i camminatori saranno premiati con l’ingresso gratuito a Vinissage e la possibilità di degustare i prodotti in esposizione.
L’ingresso al Vinissage darà inoltre diritto all’ingresso gratuito all’Urban Adventure Park (sabato e domenica dalle 11 alle 19,30)
Possono accedere gratuitamente a Vinissage, oltre agli operatori professionali accreditati, anche tutti gli associati di ONAV, AIS, FISAR, AISP e Slow Food.

 

 

Agroalimentare: i Nebrodi scommettono sulla filiera del Suino Nero

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nebrodiSui Nebrodi si scommette sulla filiera agroalimentare e su un prodotto fortemente apprezzato nei mercati nazionali ed esteri: il Suino Nero. Da diversi anni, ormai, è stata intrapresa una strada di sviluppo territoriale che punta sull’allevamento di questa razza suina che permette di ottenere derivati alimentari di grandissima qualità – salami, prosciutti, ma anche ragù – ma solo adesso si sta iniziando a ragionare in termini di completamento della filiera, dalla produzione alla trasformazione e alla commercializzazione.

Un primo esempio di questa presa di coscienza è stata la realizzazione del salumificio gestito dal Consorzio Terre dei Nebrodi, che ha come partner anche Slow Food, dove vengono prodotti prosciutto e salame da suino nero, dalle potenzialità enormi (può lavorare fino a 5.000 prosciutti) e dall’altissima qualità che all’ingrosso viene venduto in media a 45 euro al chilo ma che sul mercato spunta prezzi che oscillano tra i 55 e i 60 euro ed è molto richiesto dal mercato sia italiano che estero.

suino neroUna struttura al servizio della produzione che ha un retroterra enorme: del consorzio di tutela del suino nero dei Nebrodi, costituito oltre dieci anni fa, fanno parte oltre all’Università di Messina (facoltà di Veterinaria) numerosi Comuni dell’area, e si è dotato di un disciplinare che “governa” un patrimonio fatto da 110 allevamenti, 3.500 soggetti coinvolti e 800 scrofe. Il passo successivo è l’ottenimento della Denominazione di origine protetta: la domanda è stata presentata.
Ma la filiera non è fatta solo di salumi: il suino nero è molto apprezzato anche nel settore gastronomico: dal ragù di suino nero dei Nebrodi a una variante delle famose arancine qui elaborate con ragù di suino nero.
Il tutto va a collegarsi a un brand territoriale, quello dei Nebrodi appunto, che ha cominciato ad avere una sua riconoscibilità e un suo appeal anche grazie all’azione culturale svolta dal Parco e dalla Regione siciliana. Ma dietro questo brand vi sono settori dalle grandi potenzialità economiche ma che, ad oggi, sono disorganizzati e sottodimensionati, tra cui proprio quello agricolo.
suinoCosa manca? Mancano i collegamenti con le reti commerciali, un’adeguata formazione dei piccoli imprenditori della zona, una conoscenza approfondita delle norme e degli incentivi pubblici, una adeguata conoscenza del sistema bancario e dell’atteggiamento che bisogna tenere nei confronti degli istituti di credito.
Per approfondire questi aspetti è stato organizzato un convegno-seminario dal titolo “Fare impresa nell’agroalimentare: metodi, strumenti e prospettive” che consenta agli imprenditori del luogo, con interventi pratici ed esempi concreti, di confrontarsi con un nuovo modo di fare impresa, moderno e soprattutto produttivo. Il seminario si svolgerà giovedì 24 aprile alle 10 nell’Agriturismo Natura amica in Contrada Liazzo a Longi (Messina). L’obiettivo è quello di contribuire a far nascere primi nuclei di reti di imprese e di stimolare la nascita di start up nel settore agroalimentare. Parteciperanno al seminario Roberto Lio, agente generale per la Sicilia di Atradius, Pino Gullo di Legacoop, Gaetano Li Pomi, direttore dell’Area commerciale Unicredit-Messina, Pietro Cami di Supermercati Grossy, Melita Nicotra, ricercatrice dell’Università di Catania, Saverio Leanza di Eurosoluzioni. Modera Nino Amadore giornalista del Sole 24 Ore.

Weekend di eventi in Costa Smeralda con il Porto Cervo Wine Festival

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portocervo1Da venerdì 16 a domenica 18 maggio, Porto Cervo accoglie l’evento boutique dedicato al meglio dell’enologia sarda e nazionale: 60 aziende vinicole si raccontano al pubblico di appassionati, operatori e agli ospiti che amano la bellezza e la tranquillità della Costa Smeralda ad inizio stagione. Oscar Farinetti, Fede e Tinto, Luca Gardini tra i protagonisti del festival organizzato dagli alberghi Starwood. In programma degustazioni, presentazioni di libri, cene gourmet e la Fashion Wine Walk

Per tre giorni, dalle 15 alle 19, l’elegante Cervo Conference Center ospita le degustazioni di 300 etichette, mentre l’Hotel Cervo e la celebre Piazzetta, cuore di Porto Cervo, saranno il set di numerosi eventi collaterali che si susseguiranno per tutto il weekend.
farinettiStorie di vino e di coraggio. È tra gli ospiti più attesi di questa edizione: Oscar Farinetti, patron di Eataly e tra gli imprenditori italiani di maggior successo, sabato 17,presenta il suo ultimo libro “Storie di Coraggio. 12 incontri con i grandi italiani del vino”. L’autore ne parla con Bruno Gambacorta, ideatore della seguitissima rubrica Eat Parade del TG2, accompagnando il pubblico alla scoperta di dodici tra i più ammirati produttori vinicoli dei nostri tempi. Un viaggio dal Nord al Sud deIla penisola per raccontare le storie di donne e uomini coraggiosi che sono stati i pionieri del vino italiano, tutti accomunati da un modello di agricoltura sostenibile, rispettoso dell’ambiente ed eticamente corretto.

Porto Cervo Wine Festival_2014Gli appuntamenti del pomeriggio. Tanti i protagonisti del weekend dedicato al vino. Il primo ad incontrare il pubblico della Costa Smeralda, venerdì 16, sarà Luca Gardini: campione italiano dei sommelier nel 2004, poi europeo e mondiale nel 2010, si definisce un ambasciatore del made in Italy nel mondo. Al PCWF spiega come parlare di vini italiani ad un pubblico internazionale.
A seguire Adua Villa presenta il primo romanzo enologico italiano:“Vino rosso tacco 12”.La famosa sommelier, con una scrittura frizzante a tratti, ferma e ricca di aromi in altri, racconta un divertente viaggio al femminile nelle emozioni profonde legate a quelle bottiglie cui l’autrice non potrebbe mai rinunciare. Perché il vino, come l’amore, va vissuto non spiegato.
Domenica 18, Fede e Tinto, autori e conduttori del programma di Radio2 Decanter, presentano“Sommelier ma non troppo”, il libro per capire il vino senza troppi giri di bicchiere! Federico Quaranta e Nicola Prudente propongono un percorso semplice e diretto per imparare a (ri) conoscere il vino in soli sette giorni. Anche i meno esperti impareranno così ad ordinare una bottiglia di vino con maggior consapevolezza, abbinarla al momento giusto con il piatto giusto e fare bella figura.

PCWF_Fashion Wine Walk 2La Fashion Wine Walk. Dopo il successo della scorsa edizione, torna la passeggiata tra vini eccellenti abbinati ai marchi più prestigiosi nella Piazzetta di Porto Cervo. Sabato, dalle ore 19 alle 22, le degustazioni continuano infatti nel cuore del villaggio: ogni boutique partecipante ospita una delle cantine espositrici al PCWF con una degustazionedelle sue etichette più pregiate. Un’occasione imperdibile per appassionati di moda e vino per incontrare sommelier ed enologi e, allo stesso tempo, per scoprire le collezionidegli stilisti più famosi al mondo.

PCWF_degustazioniLe cene firmate da grandi Chef. Non solo vino al PCWF ma anche alta cucina con due fuoriclasse: Enrico Bartolini, chef pluristellato del Devero Ristorante (Cavenago di Brianza -MB), e Luigi Taglienti, Executive Chef de Il Ristorante Trussardi Alla Scala (Milano) che, sotto la sua abile gestione, ha guadagnato il riconoscimento della stella Michelin. Enrico e Luigi, ospiti rispettivamente al ristorante Il Pescatore (venerdì) e all’Hotel Cervo (sabato), proporanno una personale interpretazione dei prodotti tipici della Sardegna. Le cene sono su prenotazione.

Style Magazine Award. Anche quest’anno il Porto Cervo Wine Festival ha un media-partner d’eccezione: le testate del gruppo RCS dirette da Carlo Montanaro, Style e Dove, che accompagneranno gli eventi targati Starwood per tutta la stagione 2014. In particolare, Style, il mensile del Corriere della Sera, assegna il riconoscimento “di stile” a un vino italiano, selezionato tra quelli partecipanti ai tre giorni della manifestazione.