La Contraddizione della tradizione: Santa Lucia non vuole pane? E la panatura passa in cavalleria!

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Una tradizione radicata nella cultura di noi, popolo siculo. Sin da bambina la nenia è stata “a Santa Lucia niente pane, pasta o farinacei”. Un tempo ormai passato, circa un ventennio in archivio di memoria, i panifici chiudevano i battenti per il giorno della Santa la cui devozione vien servita in tavola tra arancine, panelle e cuccia rivisitata (Ti.Ni.)

Lungamente discusse le scelte di gusto di questa giornata in tavola: via libera a cuccìa, riccamente condita con cioccolata e crema di ricotta o biancomangiare, una nota particolare ai cibi alternativi – quelli che in sostituzione dei farinacei risolvono una cena – quali gateau di patate o zuppa di legumi. Reggine della festa le arancine, ma proprio queste lasciano il dubbio sulla rinuncia.
La ricorrenza liturgica si festeggia il 13 di Dicembre, Santa Lucia è la protettrice degli occhi ed è la Santa Patrona di Siracusa, eppure è festeggiata e ricordata in tutta l’isola e per lei le rinunce miste a preghiera, si palesano in tavola. Non si mangia il pane, mentre si prediligono le arancine quali rituali golosi. Se di rinuncia si deve parlare, nella tradizione più radicata nella memoria, forse però bisognerebbe ricordare che il riso andrebbe mangiato in bianco, la cuccìa scondita e la panatura delle arancine vietata.

Ma come tutte le feste liturgiche che odorano di pagano la trasfigurazione degli intenti è presto risolta con tipicità da leccarsi baffi e dita. Le arancine, da “piccola arancia” per via del colorito che dona la panatura e la frittura, si condiscono di carne (meravigliose quelle rosse, al ragù) e poi si cambiano per divenire ai funghi, agli spinaci, al burro – queste poi di burro non possiedono quasi nulla, se si pensa che il ripieno è in effetti costituito da prosciutto, formaggio e besciamella – per poi passare alle più estrose con frutti di mare o salmone e perché no, anche dolci con un ripieno di cioccolato e un tuffo, dopo frittura, nello zucchero semolato.
Scelte di gusto, per assecondare un gusto sopraffino, arancine, cuccìa dolce, zuppe varie e gateau di patate, che vale la pena provare, magari però – per rispetto ai fedeli puristi della festa – non per il giorno di Santa Lucia in cui una dieta più rispondente alla penitenza dovrebbe escludere non solo una bella fetta di pane, ma anche il pangrattato usato per definire i cibi di cui sopra. Dieta che invece dovrebbe ammettere solo il grano della cuccìa semplicemente bollito, un riso scipito ed al massimo fagioli, lenticchie o ceci per riscaldare il focolare domestico.

Così, per rispettare la contraddizione della tradizione, abbiamo deciso di lasciarvi una ricetta facile e veloce per dell’ottimo pane fatto in casa… si sa mai, troviate il panificio di sotto casa chiuso.

Ingredienti:
250 ml di Latte tiepido
1 bustina di Lievito di birra disidratato
10 g di Zucchero (1 cucchiaino da tè)
500 g di Farina 00 + il necessario per la spianatoia
10 g di Sale (1 cucchiaino da tè)
30 g di Olio evo
Per decorare:
Semi di sesamo, circa 1 cucchiaio

Procedimento:
Versate in una tazza il latte tiepido e scioglietevi dentro il lievito e lo zucchero. In una capiente terrina versate la farina, miscelatela con il sale e aggiungete al centro il latte, contenente lievito e zucchero, e l’olio extra vergine d’oliva. Iniziate ad amalgamare l’impasto e quando i liquidi saranno tutti ben assorbiti, trasferite l’impasto sulla spianatoia infarinata e lavorate a lungo, snervate la pasta e lavorate con i polsi per almeno 10 minuti. Lasciate l’impasto, che dovrà presentarsi liscio e morbido, a forma di palla – sulla quale praticherete un taglio a croce – coperto con un canovaccio a riposo per circa 1 ora. Trascorso il tempo, date all’impasto la forma di piccole focaccine, o di pani lunghi o ancora di pagnotta (seguendo il vostro gusto e l’estro creativo), spennellate la superficie del vostro pane con un pennello bagnato d’acqua minerale e cospargete sopra il sesamo, quindi coprite il pane e  lasciatelo lievitare ancora 30 minuti. Scaldate il forno a 180°C e cuocete il pane, in forno ben caldo, per circa 30 minuti circa. Attendete che si raffreddi prima di tagliarlo o mangiarlo.

Per tornare alla Santa, alla devozione e al giorno dedicato, ci sentiamo di ammirare e ricordare la beata Lucia attraverso gli occhi di un artista: Il Seppellimento di santa Lucia, dipinto olio su tela del Caravaggio, 1608, durante la sua permanenza in quel di Siracusa.

 

Tiziana Nicoletti

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