I vini siciliani alla corte di Sua Maestà Britannica

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Il vino siciliano conquista Londra con “Wines of Sicily Tasting London”, un evento-degustazione di altissimo livello organizzato dall’Istituto Regionale Vite e Vino della Regione Siciliana in collaborazione con Michele Shah, esperta di fama internazionale del mercato globale del vino. (A. Fi.)

E’ la prima volta che, in terra inglese, un evento centrato sul vino – capace di chiamare a raccolta i più importanti e influenti opinion leaders britannici – viene dedicato esclusivamente alla produzione siciliana. Negli ultimi anni, la Sicilia è diventata un brand di grande risonanza nell’enologia internazionale che comunica efficacemente territori di straordinaria vocazione vitivinicola e una forte e indissolubile relazione tra produzioni enologiche, cultura, tradizioni e paesaggio.

Merito anche di quel processo di internazionalizzazione dei Vini di Sicilia – promosso con forza dall’Istituto Regione Vite e Vino della Regione Siciliana di cui proprio la città di Londra rappresenta uno dei tasselli più importanti, il centro strategico di quei traffici internazionali che, snodandosi dal cuore più cosmopolita dell’Europa, raggiungono agilmente i mercati emergenti di Americhe e Asia.


Soddisfazione è stata espressa da Dario Cartabellotta, direttore dell’Istituto Regionale Vite e Vino:“Possiamo affermare che questo che stiamo vivendo oggi rappresenta un evento storico per tutto il vigneto Sicilia. Una giornata simbolicamente importantissima, in cui, per la prima volta in forma esclusiva, viene dedicato alla Sicilia, presente con una partecipazione numericamente rilevante che ben rende la dimensione del fenomeno siciliano, un evento di altissimo livello. Applicando format che permettono di coniugare nel miglior modo costi e risultati, le nostre strategie di promozione verso l’estero stanno oggi dimostrando tutta la loro efficacia nell’elevare la percezione del vino siciliano come un prodotto peculiare di assoluta qualità”.


A partecipare all’evento presso l’Altitude London – grattacielo nel cuore di Westminster con vista sul Tamigi 30 marchi siciliani, due terzi dei quali già importati in Inghilterra ma motivati dal preciso intento di rafforzare e intensificare la propria immagine e presenza su questo mercato. Ecco la squadra che ha rappresentato degnamente la Sicilia nel Regno Unito: Azienda Vitivinicola Al-Cantàra, Azienda Biologica Bosco Falconeria, Calatrasi Mediterranean Domains, Casa Vinicola Cambria, Feudo Cavaliere, Cantina Sociale Colomba Bianca, Cottanera, Antica Azienda Agraria Curto, Donnadicoppe, Cantine De Gregorio, Luna Sicana, Cantine Nicosia, Occhiodisole, Azienda Agricola Palari, Cantine Pellegrino, Cantine Rallo, Rapitalà, Azienda Agricola Riofavara, Rizzuto Guccione, Cantine Russo, Duca di Salaparuta, Sallier De La Tour, Tasca d’Almerita, Barone Sergio, Cantine Settesoli, Planeta, Feudo di Santa Tresa, Azienda Agricola Alice Bonaccorsi-ValCerasa, Valle dell’Acate, Viticultori Associati Canicattì.

Focus anche sui vini dell’Etna – una zona vinicola che, sebbene rappresenti una percentuale molto ridotta del vigneto Sicilia, oggi è il terroir in assoluto più trainante e sulla cresta dell’onda – mentre l’altro, più in generale, ha trattato del grande continente vinicolo siciliano, i suoi suoli, i suoi climi, e insomma su quella grande eterogeneità che rappresenta, oggi, un elemento di unicità oltre che di competitività e visibilità sui mercati.


Unanime il coro di soddisfazione delle aziende partecipanti che hanno apprezzato in particolare le presenze di alto livello intervenute alla manifestazione, con le quali hanno potuto proficuamente dialogare e alle quali hanno potuto presentare i loro prodotti.

Francesca Curto – produttrice del ragusano – esprime piena soddisfazione: “E’ davvero raro negli eventi internazionali del vino incontrare nella stessa giornata importatori fortemente interessati ai nostri prodotti insieme ai massimi esponenti della critica enologica internazionale”. Ero presenti, infatti, personalità di grande fama: dal decano e mostro sacro di Decanter Steven Spurrier al membro dell’Associazione degli scrittori internazionali del vino e presidentessa di giuria dell’International Wine Challenge Lilyane Weston, per non parlare, poi, di Jane Parkinson premiata come giornalista emergente in Inghilterra.

“Vedere sorseggiare – prosegue la Curto – il tuo Nero d’Avola ed il Syrah da questa platea e riceverne i complimenti è stato davvero emozionate”. Sulla stessa lunghezza d’onda Costanza Trevisan di Luna Sicana, azienda siciliana dal cuore veneto che ha scelto di produrre spumanti in terra di Sicilia: “L’Inghilterra è un mercato di grande appeal per i nostri prodotti di nicchia. La Sicilia e l’Italia hanno oggi il vento in poppa su questi mercati; i consumatori cercano qualità, territorio ad un prezzo giusto e competitivo. Abbiamo registrato grande interesse e curiosità verso i nostri spumanti made in Sicily”.

Steven Spurrier non ha mancato di sottolineare quanto “il vino siciliano abbia ottime possibilità di successo, merito del carattere e dell’individualità espressi dei vitigni autoctoni, della loro personalità chiara e definita. Vini, insomma, che non possono essere omologati e che risultano facilmente riconoscibili. Il fatto che ci sia un evento specializzato sulla Sicilia dimostra – chiude Spurrier – il potenziale di questi vini, percepiti ormai non più come vini di massa, ma al contrario di qualità e con spiccati elementi distintivi. Stiamo andando oltre, c’è qualità vera e il vino siciliano ha tutte le carte in regola per avere successo nel Regno Unito”.

Antonio Fiasconaro

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