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Ristorante 24 Baroni – Nicosia ( En)

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baroni palazzoNel pieno del centro storico di Nicosia, in una delle stradine che si inerpicano tra antichi palazzi ed edifici  di pregio, trovo il ristorante “24 Baroni“, che mi era stato segnalato come uno tra i migliori della cittadina gallica. Il locale è il tipico ristorante, forse un po’ impersonale ma curato, abbastabaroninza luminoso e pulito. Gli arredi sono piuttosto nuovi e tendenti ad uno stile moderno.  Al di la di una saletta posta accanto all’ingresso e dietro un paravento in ferro battuto si sviluppa un’altra sala molto più ampia, adatta a gruppi e tavolate.  Io e il mio commensale ci accomodiamo ad un tavolo di angolo poco distante dall’ingresso.  Il menù non suscita particolari curiosità: a Nicosia, salvo rarissime eccezioni, la cucina punta infatti alla tradizione casereccia e “robusta” senza eccessivi voli pindarici.  Iniziamo con un antipasto misto, che generalmente non amo proprio per il fatto che si compone di cibi precotti assemblati poi al momento del servizio. Devo dire che, nella consueta banalità di varie bruschette e frittatine ormai seriali , questo antipasto risultava abbastanza gradevole ed un po’ diverso dal solito. In particolare ho apprezzato una bruschetta al radicchio e formaggio molle e un’ottima mozzarella. La nota dolente, in questo locale ma anche in altri, arriva con la pasta: delle linguine con del pesce spada, pangrattato e pomodorini. Intanto la cottura della pasta era  ben al di la dei normali tempi che consentano una texture “al dente”. Poi le bucce dei pomodori che certamente non sono piacevoli da mangiare, specie se baroni antiparticolarmente dure, ed infine un generale slegamento del condimento per un piatto che risulta troppo asciutto, non mantecato e quindi poco piacevole nel suo complesso ed ulteriormente “asciugato” dal pangrattato.  Mentre continuo ad interrogarmi sul perchè di un piatto di pasta essenzialmente scotta, vedo il piatto vuoto del mio commensale. Mi spiega che a Nicosia la pasta piace così, non particolarmente al dente. Anzi, per niente al dente. Una circostanza che mi lascia allibita mbaroni pastaa che troverà poi conferma in altri locali anche di lignaggio più elevato. Non so da cosa derivi l’abitudine dei nicosiani  di mangiare pasta oltre i tempi di cottura indicati dalle aziende, ma mi devo adeguare. Ad ogni modo la mia porzione rimane nel piatto: la motivazione che fornisco  lascia spiazzato e perplesso il personale che mi ha chiesto perchè mai  non avessi apprezzato quelle linguine, ma ne prende atto. baroni carneIl mio secondo sono delle scaloppine al limone. Anche loro presentano diverse pecche. Intanto non  hanno la tipica “salsetta” nappante che di solito copre quasi del tutto la carne. Il passaggio della carne infarinata nel burro non è ottimale dato che forma una crosticina che in realtà non dovrebbe esserci affatto e che dimostra che la carne è stata fritta nel burro, e non semplicemente “passata” nel burro caldo. Crosticina che risulta “bollosa” e si stacca dalla carne stessa. A parte questo il risultato finale è di un’asprezza  pungente: è stato adoperato troppo limone e non è stato stemperato in alcun modo nè attenuato. La  buona notizia è che si tratta di limone vero ,spremuto,  e non di fiale, flaconi e prodotti industriali al retrogusto di detersivo per piatti nei quali purtroppo a volte capita di incappare. La carne è molto tenera, e a Nicosia generalmente la carne è veramente molto buona, ma lo stesso il piatto aggredisce le papille preposte alla percezione delle note acidule in modo molto invasivo. Cerco di abbassare la nota acida aiutandomi con del pane, ma rimane a mio avviso un uso eccessivo di succo di limone che disturba più di quanto appaghi.  Ottime invece le patate in accompagnamento al piatto, con un retrogusto di burro e piacevole aromatizzazione. baroni dolceGradevole la fetta di dolce semifreddo alla vaniglia. In conclusione, il 24 Baroni delude almeno in parte le mie aspettative, specialmente vista la segnalazione che lo collocava tra i migliori della città. Tuttavia è un locale arioso, luminoso, pulito, che impiega una buona materia prima, adatto ad un gusto semplice e che propone cucina casereccia servita con gentilezza dal personale. Adatto a famiglie, a gruppi anche corposi e, in atmosfera serale e nella saletta all’ingresso, anche ad una cena romantica. Mi sento di consigliare una maggiore attenzione verso l’aspetto organolettico dei piatti e una rimodulazione dei tempi di cottura della pasta. Inoltre, pur comprendendo il legittimo desiderio dei nicosiani di gustare di quando in quando piatti a base di pesce, credo che ogni località debba puntare – valorizzandolo –  sul prodotto locale, a filiera corta, con brevissime incursioni in prodotti non precisamente autoctoni. Il conto è abbastanza contenuto e dall’antipasto al dolce, con acqua minerale, calice di vino e caffè, si attesta intorno ai 25.00 euro pro capite. Un locale con un buon potenziale che dovrebbe rielaborare il menù in favore della tradizione locale, curando maggiormente sia la presentazione che, molto più importante, il gusto dei piatti.

Alessandra Verzera

 

Scheda: 

 

Coperti: 50/60 (in) –  Nil (out )

Range: Medio 

Categoria: Ristorante tradizionale

 

Ranking (*)

Location: 3.5

Cibo: 3.0

Carta Vini: ND

Presentazione: 2.5

Servizio: 3

Mise en place: 3.5

Atmosfera: 3.5

Allestimenti: 3.5

(*) Legenda :

1 = pessimo
          2 = scadente
          3 = sufficiente
         4 = ottimo
            5 = eccellente.

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