Home L'Editoriale Editoriale. Mangi poco: e io ti caccio via. Accade in Versilia.

Editoriale. Mangi poco: e io ti caccio via. Accade in Versilia.

insalata di mareSta facendo scalpore una notizia ormai a dire il vero vecchiotta, dato che risale a settembre,  e che ha coinvolto una famiglia –  solo incidentalmente il capofamiglia è l’ex sindaco della cittadina toscana di Bientina – ed un ristoratore, gestore del Sa Playa di Viareggio.  Il ristoratore  però,  tale Marco Fantoni, pare non fosse presente al momento dell’incidente. Ma di che incidente si tratta? La famiglia Guidi , composta dall’ex sindaco, dalla di lui consorte  e da una bimba di dieci anni si sarebbe recata presso il Sa Playa ordinando “soltanto” una pizza ed un’insalata di mare.  A questo punto la cosa si fa nebulosa in un rimpallo di responsabilità: di certo si sa, per bocca proprio di Corrado Guidi,  che lui e la sua famiglia sarebbero stati allontanati in malo modo, addirittura cacciati,  perchè avevano ordinato troppo poco. Guidi, decisamente e comprensibilmente indignato, ha informato dell’accaduto il “collega” primo cittadino di Viareggio –  Giorgio Del Ghingaro - esortandolo a fare chiarezza su una condotta a dir poco censurabile per la quale Guidi, così come dichiarato a Il Tirreno, avrebbe volentieri chiamato la polizia, se non ci fosse stata presente la bambina. pizzanapoletanaInoltre Guidi dice molto chiaramente di essere stato cacciato via proprio dal proprietario e che questi gli avrebbe pure urlato dietro che con quello che avrebbe incassato da quel tavolo non ci avrebbe pagato neanche le spese. Ma il titolare asserisce di non avere assistito alla questione.  Ora, senza entrare troppo nel dettaglio di un episodio al quale non ho assistito personalmente ma di cui ho letto doviziosamente sia su Il Tirreno Toscana ( http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2017/09/27/news/mangiano-e-spendono-poco-il-ristorante-li-caccia-1.15910136),  che ampiamente sui social, il fatto è uno ed incontrovertibile: non si cacciano via dei clienti, a meno che non si mostrino ineducati, eccessivamente rumorosi o fastidiosamente ubriachi. Se sul menù è prevista la pizza, o l’insalata di mare, o una semplice mozzarella, e se non è specificato che la tale pietanza debba essere ordinata in abbinamento ad un’altra, allora il gestore – e per esso i suoi dipendenti – ha il preciso dovere di servire quanto egli stesso ha incluso nel proprio menù. Dal canto suo Fantoni, che sostiene di non essere stato presente al momento del fatto,  nel corso di un’intervista rilasciata a Il Tirreno, tradisce una linea che deve avere impartito anche ai propri dipendenti. Si legge infatti sul quotidiano una dichiarazione del patron che recita così: “ L’altra sera sono venuti in quattro e hanno ordinato due pizze. Bene: ho fatto presente che vicino a me c’è un’ottima pizzeria al taglio e che io non ho intenzione di togliere lavoro agli altri. Perché due pizze in quattro altro non sono che pizza al taglio”.  Il problema quindi sarebbe proprio questo: tutti quelli che si siedono, secondo Fantoni, devono ordinare. E nel caso della famiglia Guidi invece, per la bambina non era stato ordinato niente. Non solo: il conto sarebbe stato fin troppo esiguo.

pizzamichele2Ma la domanda è: chi obbliga Fantoni a tenere in menù la pizza, se poi dirotta i propri clienti altrove, o se li caccia via? Quale legge dello Stato prescrive che se si va al ristorante si debba consumare dall’antipasto al dolce? Quale altra legge dello Stato impone che tutti i commensali debbano consumare specie se uno dei commensali è un bambino che magari ha già consumato il pasto a casa prima di uscire con i genitori? E non si tratta neanche di un locale di lusso dato che già per il fatto che è, insieme, pizzeria e ristorante si colloca in fascia medio/popolare e che, a detta di Guidi, le tovagliette erano di carta. Quanto costa una pizza ad un ristoratore? Il food cost di una pizza Margherita di solito rimane sotto la soglie dei 2.00 euro pur adoperando una buona materia prima. E a  quanto viene rivenduta una pizza Margherita ad un qualsiasi cliente servito al tavolo? Sei euro, cui andrà aggiunto il coperto  – normalmente in misura di 2.00 euro a testa  anche se, trattandosi nel caso di specie della Versilia è possibile ipotizzare un food cost leggermente più elevato, – ma anche un prezzo di vendita e coperto più sostenuti  Aggiungiamo la bevanda, notoriamente il genere che subisce ricarichi più consistenti, e il servizio. Insomma, Santoni potrebbe aver ragione ( nella sostanza ma in nessun caso nella forma per come riferita da Guidi, sia ben chiaro ) solo se quella sera lui il locale lo avesse aperto solo ed esclusivamente per la famiglia Guidi: solo in questo caso, certamente, non avrebbe ripreso neppure le spese di personale e di energia elettrica e forse persino neanche quello della legna per il forno. Da qualunque punto la si guardi – e tralascio di parlare dell’insalata di mare che tutti conosciamo fin troppo bene come piatto decisamente “povero” e spesso oberato di cozze con astanti impegnati nella disperata ricerca di un gambero – il fatto è decisamente molto sopra le righe. Quello che Fantoni probabilmente non ha valutato, verosimilmente troppo preso dal far fruttare i propri tavoli con il sistema della turnazione, è il terribile danno di immagine che da tutta questa vicenda senz’altro ricaverà. Non a caso altri ristoratori della zona, una volta uscita la notizia di stampa, hanno preteso che si facesse il nome del locale “incriminato”, per non dovere patire eventuali danni senza avere alcuna responsabilità dei fatti in questione.  Non è ammissibile che un cliente venga trattato, e mortificato, in questo modo e sicuramente anche in presenza di altri clienti. Non è tollerabile che un gestore di locale pubblico decida chi accogliere e chi cacciare via, e che lo faccia in funzione dell’ammontare della comanda: direi che è semplicemente vergognoso. Non vorrei mai capitare in un posto del genere, laddove sono abituata a cenare spesso da sola occupando quindi un tavolo che potrebbe essere per quattro persone, e che mai nessun appunto al riguardo è stato mosso. lo cocoE mangio indistintamente in ristoranti di lusso come in trattorie a conduzione familiare. E di certo non mangio quantità spropositate di cibo: la realtà è che la gestione del cliente non è alla portata di tutti. A spadellare si fa presto, ma cosa molto più complessa e delicata è avere la cognizione del customer care. Il cliente deve sempre sentirsi ben accolto e a proprio agio: deve ricevere sorrisi e disponibilità, se è un cliente educato,ed anche se mangia pochissimo. Perchè, cari signori, poco è sempre più di zero. Ed un cliente che si senta ben accolto ne porterà degli altri,  magari per la gioia di Fantoni ed altri  con una fame da lupi,  mentre è certo che un cliente cacciato via non soltanto non tornerà mai più, ma si adopererà affinchè nessuna delle sue conoscenze metta mai un solo piede in quel locale. Che poi queste vicende accadano in località prestigiose è ancora più vergognoso. Personalmente posso citare tre esperienze: una ai Pupi di Bagheria di Tony Lo Coco – locale stellato – dove sono stata accolta e servita con garbo e gentilezza pur avendo ordinato soltanto un dolce e pur essendo I Pupi un locale piccolo e con pochi tavoli. edodèPoi  a Capri  – all’ Edodè – dove a fronte di una ressa agostana incredibile e di frotte di turisti in fila ad attendere che si liberasse un tavolo, non siamo mai stati sollecitati pur avendo già esaurito il pasto. Neanche uno sguardo storto: nulla. Impeccabile.  castello a mareInfine al Castello a Mare di Natale Giunta dove un aperitivo iniziato alle 20.00 si è protratto fino alla mezzanotte, a godere di un magnifico giardino sul mare, e con un patron che ha detto ” se mi avesse detto che vi sareste fermati così a lungo avrei predisposto un servizio dedicato prolungato “: si, perchè nel frattempo il personale aveva giustamente  iniziato ad occuparsi dei clienti che cenavano. Tutti pagano le bollette, e il personale e la materia prima. Questa, caro signor Fantoni, è la ristorazione: un tavolo che un giorno frutta cinquanta euro domani ne frutterà cinquecento. Sono gli incerti del mestiere: un mestiere delicato e complicato che evidentemente è per pochi. Per tutti gli altri esistono diverse alternative. Come le paninerie, le pizzerie da asporto e i fast food. Con buona pace di tutti.

 

Alessandra Verzera

Le foto in questo articolo non si riferiscono a pietanze del locale Sa Playa e sono tratte dal web.

Credits: foto insalata di mare http://ricette.giallozafferano.it/Insalata-di-mare.html

Altre foto: archivio e Tiziana Nicoletti.

 

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