In Sicilia la filiera è cortissima: grazie al web

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I siciliani hanno recepito il messaggio forte e chiaro: il prodotto a chilometro zero non soltanto è il futuro di un’economia traballante come mai prima d’ora, ma anche un vero patrimonio da salvare. E l’agroalimentare approda al web e ai social network per far bella mostra di sè nella rete, come fa da secoli sulle nostre tavole (A.Ve.)

La pagina che ospita i prodotti tipici siciliani intanto è Sicilia – una delle pochissime oltre a quelle di pop star, starlettes seminude e grosse griffes – a vantare un numero spropositato di fans, quindi di lettori, di seguaci…chiamateli come volete, rimane il fatto che sono ben oltre 700.000 a leggere ciò che si pubblica su quella pagina di cui ci siamo già occupati in passato proprio per il fatto che è un fenomeno della nuova frontiera della comunicazione tout court.

Così i titolari e patrons di quella pagina, La Guerriera in testa, si sono fatti venire un’idea: quella di un concorso fotografico che ritragga, immortali, fissi negli occhi e nella memoria consegnandoli ancora di più alla storia, i piatti ed i prodotti tipici della nostra regione.
L’intento, che già quella pagina porta avanzi strenuamente a 360 gradi e che riguarda tutto ciò che nasce sotto la Triscele, è quello di valorizzare i prodotti tipici della Sicilia,  il suo patrimonio culinario,  etnoculturale, e naturale.
E ce n’è davvero tanta di carne al fuoco per chi voglia cimentarsi.
La Sicilia è sempre stata povera, e forse solo per questa ragione oggi non è in lacrime come molte altre regioni d’Italia: perchè vive nei siciliani una certa sana e gioiosa tendenza all’arte di arrangiarsi. E i siculi in cucina si sono sempre arrangiati più che egregiamente, copiando e rielaborando anche piatti nobili, laddove le finanze non consentivano quasi a nessuno di reperire gli ingredienti originali.

 

Proprio da li nascono due capisaldi della nostra gastronomia: il caciocavallo all’argentiera e la caponata di melanzane, in cui il pesce presente in entrambe le ricette originali è stato furbescamente sostituito rispettivamente dal più economico dei formaggi e dal più comune vegetale.

( Foto a destra: le Sarde a Beccafico di Natale Giunta)

O genio, quello siculo,  foriero di pasti luculliani che ancor oggi fanno venire l’acquolina alla bocca ai più esigenti gourmands. O geniale individuo, colui che con quattro sarde e una manciata di pane raffermo ha creato le sarde a beccafico, piatto ambito da chiunque ed a qualsiasi latitudine.

O di chi, con le stesse quattro sarde, ha inondato piatti di pasta di profumato finocchietto selvatico, ed uva sultanina, dando vita alla pasta con le sarde: un gusto unico e simile a nessun altro. Un piatto che viene servito persino al ristorante dell’ Hotel Sheraton Manhattan & Towers di New York a raffinate signore con preziosi sacchettini di color turchese al seguito con su una scritta quasi commovente: Tiffany & Co.
E plauso a Curcio, Messina & Co. per diffondere per il mondo la nostra salda tradizione gastronomica. Ma non soltanto quella, è ovvio. Il concorso premia il territorio, la tradizione, la cucina, la cultura: in forma di fotografia.
Il nostro giornale, che guarda verso l’alto al resto d’Italia ma che nasce in Sicilia amando la Sicilia, fornisce incondizionato patrocinio a questa inziativa che parla di forte spirito di appartenenza regionale: che non significa chiusura ma anzi, al contrario, nuova apertura di nuovi orizzonti a quanto di bello esiste ed insiste sulla nostra isola, affinchè gli altri italiani possano apprezzare quello di cui i telegiornali non hanno mai parlato.
Ma non soltanto: l’iniziativa si prefigge di far conoscere anche ai siciliani quello che c’è nella loro terra perchè – badate bene – i siciliani sono proprio quelli a conoscere meno della loro stessa regione.
Questo significa incoraggiare a consumare il prodotto locale, a recarsi dai fattori, dai contadini, nelle piccole cantine, nelle aziende casearie locali : per ridurre i costi e favorire la ripresa dell’economia interna. Non a caso una delle ultime sponsorizzazioni di Sicilia rispetto al prodotto locale ha riguardato un gruppo di giovani riberesi divenuti “Contadini per caso” per rilanciare la splendida arancia Washington Navel di Ribera, insignita della DOP.
E dunque l’invito alla partecipazione è esteso a tutti i lettori di Scelte di Gusto e Scelte di Vino, che con il buon bere e il buon mangiare hanno ampia dimestichezza.
Basterà seguire le poche semplici regole del concorso che – intanto – potrete visionare qui, dove sono elencate in modo assai chiaro:

http://www.facebook.com/notes/sicilia/concorso-fotografico-prodotti-tipici-di-sicilia-dal-1-novembre-2011-al-1-dicembr/10150434177453428

Inoltre, se ci tenete a tenervi informati sulla vita dell’isola e delle sue molteplici attività, l’url da visitare è : http://www.facebook.com/lasicilia

E buona Sicilia a tutti.

Alessandra Verzera

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