Home Interviste Il Matarocco. Una poesia antica in chiave moderna. Intervista a Francesco Bonomo.

Il Matarocco. Una poesia antica in chiave moderna. Intervista a Francesco Bonomo.

Francesco Bonomo si è classificato al secondo posto nella sezione Primi Piatti al Concorso Gastronomico La Medusa, nell’ambito della splendida manifestazione WineUp Expo 2019, svoltasi a Marsala poco più di un mese fa. Il piatto che ha fatto impazzire le giurie, e che per un numero esiguo di voti non si è classificato ex aequo con il primo classificato, è un piatto della memoria antica. Un piatto della tradizione rivissuto in chiave attuale.

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“Volevo essere matarocco”.Bonomo, come le è venuto in mente di imprigionare il matarocco dentro ad un finto pomodorino?

L’idea nasce dall’effetto sorpresa che volevo creare nel gustare un piatto tipico della tradizione marsalese, nello scoprire un insieme di sapori e profumi arricchiti dai miei ricordi e rielaborati dalla mia esperienza professionale.

Ma cosa è, di fatto, il matarocco?

Il matarocco é uno dei piatti più antichi di Marsala, e non é altro che una zuppa che i contadini portavano in campagna, come pranzo, fatta da pochi e semplici ingredienti: acqua, pezzi di pomodoro, basilico, olio e aglio. Questa zuppa, veniva accompagnata con del pane, anche raffermo. Con il tempo diventa un condimento per la pasta asciutta, e a Marsala, territorio prevalentemente agricolo, si usava mettere sopra le patate fritte. Da questo ricordo della mia infanzia nasce il mio piatto.

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Quei ravioli adagiati su quella squisita crema ci hanno mandato le papille in visibilio, e personalmente ho mugolato parecchio ritrovandomi bambina all’improvviso: come è composto quel piatto nei dettagli?

Il piatto “Volevo essere Matarocco” é formato da due fagottini di pasta fresca ripieni di pomodoro in tre consistenze, adagiati su una salsa al parmigiano, accompagnati da un finto pomodoro ripieno di mandorle e basilico e spolverizzati con una polvere di pomodorini datterini aromatizzati, decorati con una cialda al basilico e gocce di olio profumato all’ origano .

Lei però non ha un ristorante suo. Come mai?

Ho lavorato per tanti anni in vari posti d’ Italia, e all’ estero, professionalmente sono tanto cresciuto, un mio ristorante é un progetto a cui sto pensando, diciamo il mio sogno nel cassetto!

 

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Ma quindi le viene voglia ogni tanto di avere un piccolo ristorantino?

Certamente!!!

Quale sarebbe il menù tipico di Chef Bonomo?

Mi piace portare avanti la cucina Mediterranea, con innovazione e creatività, utilizzando prodotti d’eccellenza siciliana, cercando di promuovere l’enogastronomia del sud.

Conta di più la memoria soggettiva , la tradizione locale o l’innovazione?

Sono questi tre elementi che formano un connubio perfetto per la realizzazione di un piatto che oltre al gusto trasmetta emozioni, ricordi e sensazioni.

Se non avesse presentato questo piatto in concorso, cos’altro avrebbe proposto in alternativa?

Essendo molto legato al mio territorio, come per il cous cous fest 2019, a cui ho partecipato e vinto, avrei sicuramente portato un altro primo della tradizione. C’é solo l’imbarazzo della scelta nella mia mente e sopratutto nel mio cuore, perché ogni mio piatto nasce da una storia, da una emozione, da un ricordo.

Quindi al momento per gustare i suoi piatti che cosa si può fare?

Sono uno chef freelance, Collaboro con grandi professionisti del territorio, mi dedico a banchettistica e catering dove propongo i miei piatti.

 

Alessandra Verzera 

 

Credits: la foto del Matarocco tradizionale è di  abcvacanzetrapani.it 

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