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Editoriale. Mc Donald’s e Coca Cola: ed Expo 2015 delude già.

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direttore1Expo 2015 parte con il piede sbagliato. Certo perché pensare di nutrire il pianeta a suon di hamburger e bevande gassate è l’antitesi perfetta della sana e corretta alimentazione, senza contare il fatto che nessuno di questi due elementi può ambire al rango di “eccellenza enogastronomica”, tantomeno italiana.
Rimangono però entrambi delle eccellenze in termini di fatturati, e probabilmente – anzi sicuramente ed in virtù del fatto che pecunia non olet – ecco che un progetto ambizioso e pregno di contenuti altamente ideologici come Expo 2015, cede inesorabilmente all’allure delle sponsorizzazioni milionarie.
Proprio così: un evento che nasce in Italia, paese letteralmente oberato di eccellenze gastronomiche e patria della dieta mediterranea, si avvale impunemente e con grande nonchalance di partners non soltanto esteri ma certamente non eccellenti, dato che ormai da decenni il poco lusinghiero appellativo che identifica gli hamburger della catena è “Junk Food”, ovvero “ cibo spazzatura”. Nutrire il pianeta e favorirne l’obesità, il diabete e le malattie cardiovascolari : questo potrebbe essere oggi, ed alla luce della notizia rispetto alle due partnership, lo slogan della grande manifestazione milanese.
Non è un mistero per nessuno, ed anzi sono pubblici i dati forniti dal Ministero della Salute, che ci sia in atto una preoccupante tendenza all’obesità specie tra i più piccoli: fenomeno già osservato in anni passati anche negli Stati Uniti in cui il consumo di Junk Food è quasi una regola ed è comunque un’abitudine alimentare consolidata.
expoMa insomma, non ci avevano detto che Expo 2015 avrebbe educato i popoli alla sana e corretta alimentazione?
Si, ce lo avevano detto. Oggi però ci dicono anche questo, a motivazione dell’annessione di Coca Cola tra i partners della manifestazione: ““Coca-Cola è l’Official Soft Drink Partner di Expo Milano 2015. Il brand è stato scelto in virtù del suo impegno sul fronte dell’innovazione e della crescita sostenibile, capace di generare ricchezza per le comunità, tutelando le risorse utilizzate e incoraggiando consumi e stili di vita equilibrati.”
Strano: i medici, nutrizionisti e diabetologi in testa, hanno sempre eliminato da qualsiasi diete sana proprio le bevande gassate ed altamente zuccherine. panino_5Lauree da stracciare? No, credo proprio di no: piuttosto siamo dinnanzi all’ulteriore oltraggio, una presa in giro se vogliamo proprio dirla tutta, di un carrozzone che ormai appare tale avendo preso l’aplomb di cui si era adornato ed i cui buoni propositi iniziali hanno ceduto il passo all’onnipotente, all’onnipresente dio denaro. E i grand Chef? I grandi testimonials? Le grandi “stelle” del firmamento culinario, come incasseranno il colpo? Che segnale manderanno all’utenza? Tutti sempre e comunque allineati e coperti a prestare la propria immagine, ed anche il fianco, a queste trovate assai discutibili? Molto probabilmente si, e sempre per il concetto di cui sopra: pecunia non olet; da spot pubblicitari di dubbio gusto e di scarsissima credibilità in poi. Siamo purtroppo abituati.
Poco importerà agli organizzatori se, a mo’ di sommessa protesta, io non acquisterò un biglietto neanche dovessi trovarmi in regime di costrizione: tanto ci saranno tantissime persone che decideranno di andare, confortati ed anzi incoraggiati dal fatto che i figli potranno pur sempre addentare un panino tra un padiglione e l’altro senza frignare troppo dinnanzi alle insalate, ai cereali ed alla frutta. Tanto, si sa, i bambini è meglio tenerli buoni mentre i grandi fanno finta di compenetrarsi nella comprensione delle disfunzioni e dei guasti planetari.
Facciamocene una ragione: la farina del diavolo va sempre tutta in crusca.

Alessandra Verzera

1 commenti

  1. Quanti illusi prenderanno l’aereo per andare all’Expo dello spreco e torneranno con gli occhi sbrilluccicanti. Avranno buttato soldi, ma fará tendenza, guai mancare al festival del disgusto.

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