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Ci vediamo da Zia Titì, a Carini

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ziatitisalettaZia Titì è un localino restituito alla fruibilità della gente di Carini e non, dopo un sapiente intervento di ristrutturazione a cura della nuova titolare, Tiziana Allegri. Un ambiente caldo, accogliente e raccolto che però, inaspettatamente, offre uno splendido giardino interno carico di agrumi e di sentori magnifici anche adesso che si avvicina l’inverno e che in estate si trasforma in uno spazio ampio e di grande atmosfera che può ospitare agevolmente ben oltre le cento persone, anche grazie ad una saletta attigua e ad un bel porticato coperto arredato con salottini in stile shabby chic. ziatitigiardinoIl giardino interno, non a caso, è infatti anche luogo di concerti e vernissages che coniugano i vari aspetti del “going out” carinese e palermitano: cibo e arte, cibo e cultura. Noi siamo in due quando andiamo a visitare Zia Titì, in una fredda e piovosa serata di dicembre: il paese, neanche a dirlo, è deserto e il freddo è tagliente. Varcata la soglia il tepore già predispone ad un pasto che si rivelerà ricco, genuino e fantasioso. Il menù offre piatti della tradizione romana, conseguenza della permanenza della Allegri nella capitale, sposati abilmente a quelli della tradizione siciliana. ziatitiantipastoDire a Tiziana Allegri “ faccia lei” equivale a rimanere a tavola molto, molto a lungo. Noi abbiamo optato per questa formula. L’antipasto arriva su un grande tagliere in cui sprigionano profumi squisiti una trippa alla parmigiana, accanto alle sarde a beccafico, ad una frittata cremosa, a delle bombette fritte con bufala e crudo, altre bombette con pesto di pomodori, alla caponata di melanzane. Su tutto spicca, e vince a mani basse, una dadolata di tonno marinato in agrumi veramente squisita. In accompagnamento arriva anche il pane, che non è di produzione propria ma che è comunque ottimo, ed un cestino pieno di triangoli di covaccino, arricchiti con dell’origano e olio di’oliva buono. Per quanto mi riguarda il pasto potrebbe concludersi così,  dato che sono già piacevolmente satolla. ziatitizuppaMa mi attende un minestrone di pesce davvero degno di menzione: una zuppa di pesce con gli spaghetti spezzati. Un piatto “strano” che mi lascia perplessa ma che conquista il palato. Il fumetto è ottimo, di buona sapidità e di ricca consistenza, e la pasta ne è insaporita risultando molto stuzzicante. Il pesce impiegato è di eccellente qualità, compreso il gamberone di Mazara del Vallo di notevole pezzatura. Una delizia, specie in una serata decisamente fredda. ziatiticacioepepeA seguire un tris di primi piatti che parlano laziale: cacio e pepe, carbonara, amatriciana. La mia preferita delle tre è la cacio e pepe, a seguire la carbonara e per finire la amatriciana. Ma il mio ordine di preferenza è sempre questo, invariato.  Respingiamo con assoluta fermezza la proposta dei secondi piatti, che nel menù sono pochi lasciando intuire la freschezza del prodotto e la cucina espressa. ziatitiamatricianaAllegri ci chiede se c’è rimasto un angolino per il dessert, e la risposta è – come sempre – si. Più che un angolino occorreva però un intero vano dato che la mia coppa di cassata era immensa. Tanto grande quanto buona, sono riuscita ad arrivare alla fine. Stessa cosa anche per il mio commensale, che ha gustato un tiramisù molto delicato dai buoni equilibri. In accompagnamento al ricco pasto, un Syrah di casa Marino. Un rosso che sorprende per la gamma olfattiva ed organolettica che si dispiega nel volgere di pochi minuti. La bottiglia ha un nome che alza le aspettative: Sontuoso. Devo dire che non rimangono disattese.  Il locale tuttavia presenta delle criticità, anche se abbastanza risolvibili. Una delle più più importanti, cziatiticarbonarahe determina di fatto le altre, è la scarsa affluenza di clienti: un paese indifferente che diserta un locale nuovo ed accogliente in cui la cucina esprime delle belle idee be realizzate. La conseguenza è lo spreco della materia prima di cui la Allegri si approvvigiona: materia prima di primissima scelta, senza compromessi. Naturalmente la qualità ha dei costi più elevati rispetto ad un prodotto medio, e lo spreco di quel genere di materia prima incide negativamente sui costi di gestione, e la ricaduta negativa grava sul conto finale. Per questa ragione il locale, per la sua posizione, non fornisce un rapporto qualità prezzo particolarmente invitante anche se – ad onore del vero – molte delle portate sono sufficienti per due persone ed alcune è previsto già in carta che siano per due persone.  Di fatto il costo medio delle pietanze è in linea con altri ristoranti, che però sono nel centro di Palermo ed hanno una loro storia consolidata. Un’altra criticità riguarda la mise en place, ancora in via di definizione ma che al momento prevede tovaglieziatiticassatatte e tovaglioli in TNT: un allestimento che stride poi con la qualità ed il costo delle portate, e con i pregevoli servizi di piatti di Villeory & Boch e dei bicchieri davvero belli. In compenso la Allegri ascolta con interesse i suggerimenti, chiede un po’ di tempo per sistemare tutto al meglio e confessa una punta di amarezza: la sua cucina è davvero buona, e meriterebbe di essere conosciuta ed apprezzata. Di fatto lei organizza serate a tema che riscuotono un notevole successo, anziatititiramisuche grazie alle campagne sui social. Il vero problema è in funzionamento del ristorante senza particolari incentivi come, appunto, l’evento a tema. Da ripensare il servizio  di sala, tenuto conto della grande difficoltà a  reperire personale qualificato in loco.  In conclusione, Zia Titì è un luogo accogliente, con una buona cucina genuina ma molto curata, dalle atmosfere calde e confortevoli, adatto a cene romantiche, a piccoli gruppi e ad una clientela variegata.  Poco accessibile ai portatori di handicap è invece adatto anche ai bambini, a feste e cerimonie in particolare nel giardino interno durante la bella stagione. Un pasto completo, dall’antipasto al dolce con le bevande, ha un costo a persona che si aggira intorno ai 65/70 euro, che è decisamente un costo sostenuto. Ma è possibile spendere molto meno dividendo le portate, dato che sono particolarmente abbondanti e che la chef è assai disponibile a dividere una porzione in due piatti. Insomma, Zia Titì val bene una breve gita fuori porta, in special modo se si ha voglia di gustare i piatti della tradizione laziale che in questo locale si esprimono veramente ad un ottimo livello, così come un ottimo pesce locale.

Alessandra Verzera

 

 Scheda

Patron e cucina : Tiziana Allegri

Coperti: 30/35 (in) –   <100 (out )

Range:  Medio

Categoria: Ristorante tradizionale e di cucina laziale

 

Ranking (*)

Location: 3.5

Cibo: 3.5

Carta Vini: 3.5

Presentazione: 3

Servizio: 2.5

Mise en place: 2.5

Atmosfera: 4

Allestimenti: 3.5

(*) Legenda :

1 = pessimo
          2 = scadente
          3 = sufficiente
         4 = ottimo
            5 = eccellente.

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