{"id":717,"date":"2011-06-27T14:58:44","date_gmt":"2011-06-27T12:58:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/pasticceria-antica-sicilia-milano\/"},"modified":"2015-12-20T07:09:37","modified_gmt":"2015-12-20T06:09:37","slug":"pasticceria-antica-sicilia-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/pasticceria-antica-sicilia-milano\/","title":{"rendered":"Pasticceria Antica Sicilia &#8211; Milano"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-711 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/minna.jpg\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"275\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/minna.jpg 297w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/minna-270x300.jpg 270w\" sizes=\"(max-width: 248px) 100vw, 248px\" \/><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Sono da sempre contraria agli stravolgimenti in ambito gastronomico, e perci\u00f2 sostengo con forza che se si vuol preparare il risotto alla milanese lo zafferano lo si deve assolutamente adoperare. Se no si otterr\u00e0 magari un buon risotto, ma non quello \u201calla milanese\u201d.Parto da un primo piatto \u201cstorico\u201d per arrivare ad un dolce altrettanto \u201cstorico\u201d : la \u201cminna di Sant\u2019Agata\u201d, dedicata alla Santa Patrona di Catania ed al martirio da costei sub\u00ecto mediante la mutilazione dei seni\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">E\u2019 in una traversa di Viale Abruzzi, a Milano, e precisamente in via Carlo Matteucci,\u00a0 che in una mattinata tiepida di fine giugno mi imbatto in una sedicente pasticceria siciliana. Non me ne ero neanche accorta, ed il mio intento era quello di consumare un caff\u00e8 prima di intraprendere un viaggio in auto. Entro e vedo un bancone colmo di rosticceria che sa di casa. Sposto lo sguardo ed incontro cannoli mignon, \u201cminne di Sant\u2019Agata\u201d, bign\u00e8 alla crema e cannoncini . <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-712 alignright\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/brioche.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" border=\"0\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Alzo gli occhi verso un vassoio di \u201cbrioches col tuppo\u201d e, un po\u2019 pi\u00f9 su, una scritta che dice \u201cPasticceria Antica Sicilia\u201d. O gaudio, o gioia: mi approprio immediatamente di una brioche. Enorme ed ancora tiepida di forno. Ad onore del vero squisita e molto pi\u00f9 grande e pi\u00f9 buona di molte altre brioches consumate a Palermo ed in generale in giro per la Sicilia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-713 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/pasticceria antica sicilia.jpg\" alt=\"\" width=\"307\" height=\"230\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/pasticceria%20antica%20sicilia.jpg 600w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/pasticceria%20antica%20sicilia-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 307px) 100vw, 307px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Dovendo recarmi in Veneto\u00a0 invitata a pranzo dalla famiglia del mio fidanzato, penso che non potrei portare nulla di migliore e di pi\u00f9 gradito di un grande vassoio di dolci siciliani,e cos\u00ec mi lancio ed ordino 35 pezzi mignon, variamente assortiti, e penso che se la brioche era stata\u00a0una giusta\u00a0premessa quei dolci avrebbero fatto faville. Trentacinque pezzi per trentacinque euro: un euro a pezzo mi sembra assai costoso, ma del resto siamo a Milano dove una pizzetta mignon la si paga anche un euro e ottanta centesimi a pezzo. Gongolante mi infilo in auto con il mio vassoio. L\u2019attesa di quei dolci a fine pasto, anche un po\u2019 enfatizzata, \u00e8 un simpatico tributo alla mia presenza , cos\u00ec come il ricordo di viaggi tra le bellezze dell\u2019isola ormai datati ed il ripescaggio di origini siciliane da parte di qualche componente di quella simpatica e bella famiglia. Cos\u00ec arrivano i liquori ed il caff\u00e8, ed i pi\u00f9 giovani intorno al tavolo alla ricerca di cannoli. Il primo dolce tocca a me, che sono l\u2019ospite. Sar\u00f2 io ad aprire la danza delle calorie e del glucosio portando le altrui glicemie alle stelle. Ed allora mi\u00a0riservo una \u201cminna\u201d ( seno, in dialetto siciliano, nda) \u00a0e la porto alla bocca: ma i denti non penetrano la glassa di zucchero. E\u2019 dura come pietra.La capovolgo e comincio a mangiarla dall\u2019interno, prevedendo la morbidezza del pan di spagna leggermente imbibito e circondato di marzapane e la cremosit\u00e0 della ricotta dolce lavorata. I miei ospiti mi guardano con sorridente compiacimento. Non so cosa avrei dato per evitarlo, ma ho messo \u00a0via il mio dolce dopo un solo assaggio : era immangiabile. Dinnanzi alla mia delusione qualcuno azzarda \u201c ma forse \u00e8 colpa del frigo\u201d. Io, che conosco cassate, cassatine, minne e quant\u2019altro so che il frigo non c\u2019entra nulla: quella paste sono vecchie di giorni. Nella migliore delle ipotesi sono eseguite malissimo e sanno di \u201cindustriale\u201d nell\u2019accezione negativa della definizione e senza nulla togliere ai pur talvolta ottimi prodotti industriali. Altri si incuriosiscono e provano il dolce che io ho appena ricusato: masticavano come fosse pane raffermo un dolce che, normalmente, va gi\u00f9 come una goccia di miele facendo ambire ad altri assaggi e ad ulteriori bocconi. Il marzapane sa di nulla, cos\u00ec come la ricotta, cos\u00ec come il pan di spagna: tutto racchiuso in una colata di glassa che avrebbe ben potuto essere di plastica. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-714 alignright\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/cannoli.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" border=\"0\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Avremo miglior sorte con i cannoli? No: la speranza \u00e8 durata cinque secondi, subito disattesa dallo stesso &#8220;gusto non gusto&#8221; della \u201cminna\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-715 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/bign.jpg\" alt=\"\" width=\"176\" height=\"159\" border=\"0\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Non va meglio con i bign\u00e8 farciti di \u201ccrema gialla\u201d ( crema pasticcera, nda) : la crema ancora una volta \u00e8 insapore, \u00e8 grumosa e rappresa, dalla consistenza gommosa, collosa.\u00a0 La pate a choux \u00e8 dura, e delle due l\u2019una: o \u00e8 vecchia o la crema non ha ceduto nessuna umidit\u00e0 che ammorbidisse, impregnandolo, il delicato guscio. Una perifrasi inutile per dire che erano orribili anche i bign\u00e8.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-716 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/anticasicilia.gif\" alt=\"\" width=\"445\" height=\"100\" border=\"0\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Allora mi sono chiesta come mai quella pasticceria si chiami \u201cAntica Sicilia\u201d : forse antica nel senso che fanno i dolci come nell\u2019antichit\u00e0, quando \u00a0cio\u00e8 nessuno o quasi sapeva farli, o perch\u00e9 le paste sono lasciate li ad invecchiare con indolenza divenendo alla fine antiche?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Il problema \u00e8 che prima di tirar su insegne fuorvianti che rovinano un fiore all\u2019occhiello della tradizione gastronomica di\u00a0qualsiasi regione, si dovrebbe almeno imparare a copiare piuttosto che\u00a0limitarsi a\u00a0scopiazzare con i pessimi risultati fin qui illustrati. Se creare dolci come quelli siciliani che si mangiano a Palermo, o a Catania o a Messina, \u00e8 sicuramente un\u2019arte, anche il saper copiare lo \u00e8. E l\u2019arte, come sappiamo bene, non \u00e8 per tutti. Perci\u00f2, se proprio dovete recarvi in questa pasticceria, assaggiate le brioches, con il gelato o con la granita: \u00e8 davvero l\u2019unica cosa che valga la pena di mettere sotto i denti. Se invece volete un dolce siciliano, una cassatina o un cannolo, allora recatevi altrove.<\/span><\/p>\n<p><strong>Alessandra Verzera<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono da sempre contraria agli stravolgimenti in ambito gastronomico, e perci\u00f2 sostengo con forza che se si vuol preparare il risotto alla milanese lo zafferano lo si deve assolutamente adoperare. 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