{"id":595,"date":"2011-06-10T08:28:30","date_gmt":"2011-06-10T06:28:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/san-giovanni-e-la-notte-delle-streghe\/"},"modified":"2016-01-14T21:48:40","modified_gmt":"2016-01-14T20:48:40","slug":"san-giovanni-e-la-notte-delle-streghe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/san-giovanni-e-la-notte-delle-streghe\/","title":{"rendered":"San Giovanni e la notte delle streghe"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/lumache2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5658\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/lumache2-300x215.jpg\" alt=\"lumache2\" width=\"300\" height=\"215\" \/><\/a>\u201cLa lumachella de la Vanagloria, ch\u2019era strisciata sopra un obbelisco, guard\u00f2 la bava, e disse: &#8211; Gi\u00e0 capisco che lascer\u00f2 un\u2019impronta ne la Storia\u201d. In effetti Trilussa aveva ragione; la cucina romana ha nella lumaca vignarola, uno dei richiami pi\u00f9 alti e significativi della tavola. I Romani dei secoli prima e dopo Cristo erano gi\u00e0 ghiotti di lumache e ad un certo Fulvio Lappino\u00a0 sembra vada il merito di aver trovato il modo di allevarle (Ro. D.)<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Lo stesso Apicio inserisce nel suo De Re Coquinaria ( libro VII, XVIII) le ricette con le chiocciole fra i piatti prelibati. A quei tempi erano molto pregiate le lumache piccole, bianche, allevate nel Reatino. Altre, molto grosse, si facevano arrivare addirittura dall\u2019Illirico. Altre ancora pi\u00f9 grandi, tanto da avere gusci capaci di contenere dieci litri, arrivavano dall\u2019Africa. In tempi pi\u00f9 recenti, le lumache facevano la loro comparsa sulle tavole dei romani in occasione della celebrazione della festa di S: Giovanni, alla quale erano un tempo connessi molteplici riti, in una commistione di fede e superstizione. Questa festa prosegue ancor oggi anche se purtroppo sempre pi\u00f9 stancamente. Un tempo, invece, era davvero molto sentita dai romani\u00a0 che si riunivano a piazza san Giovanni in Laterano nella notte tra il 23 e il 24 giugno. S. Giovanni non \u00e8 come molti pensano il santo delle streghe, ma il protettore contro i malefici e la stregoneria, e in suo onore si compivano le pratiche superstiziose di cui sopravvivono antichi riti propiziatori del solstizio d\u2019estate: infiorate, fal\u00f2 o fuochi di S. Giovanni, raccolta della rugiada e dell\u2019erba di S. Giovanni, ecc. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-590 alignright\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/notte_streghe_1.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"252\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/notte_streghe_1.jpg 326w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/notte_streghe_1-243x300.jpg 243w\" sizes=\"(max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">In quella notte, si riteneva che le streghe si radunassero per recarsi a Benevento, loro capitale, dove si sarebbe tenuto il grande sabba intorno ad un albero di noce. E si credeva di poterle vedere, nonostante la loro capacit\u00e0 di rendersi invisibili, semplicemente munendosi di un bastone con in cima una forcella. La Basilica Lateranense dedicata al Santo (che sub\u00ec il martirio a causa di Salom\u00e8, seduttrice e strega ante litteram), la notte di San Giovanni diventava inaccessibile alle donne perch\u00e9 colpevoli della morte del Battista. Queste allora si fermavano sul sagrato della Basilica, dove la sera della vigilia si svolgevano particolari cerimonie religiose e in abiti maschili insidiavano ritualmente gli uomini chiedendo loro un compenso in denaro. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva;\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-591 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/notte_streghe_2.jpg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"263\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/notte_streghe_2.jpg 421w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/notte_streghe_2-215x300.jpg 215w\" sizes=\"(max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Questa era anche la notte in cui gli innamorati si scambiavano promesse di amore eterno e si aprivano al pubblico i bagni del Tevere, perch\u00e9 si credeva che in quest&#8217;occasione il santo conferisse virt\u00f9 taumaturgiche alle acque. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-592 alignright\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/notte_streghe_3.jpg\" alt=\"\" width=\"161\" height=\"203\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/notte_streghe_3.jpg 323w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/notte_streghe_3-238x300.jpg 238w\" sizes=\"(max-width: 161px) 100vw, 161px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Ancora alla fine dell&#8217;Ottocento era consuetudine per i romani ritrovarsi nelle osterie fuori porta San Giovanni, per banchettare con vino e lumache e spesso accadeva che gli osti per accontentare anche gli ultimi arrivati introducessero nei gusci vuoti delle chiocciole che altri avventori avevano vuotato e coscienziosamente succhiato poco prima. Lo sparo del cannone di Castel Sant\u2019Angelo segnava la conclusione della festa. All\u2019alba, il papa si recava a San Giovanni per celebrare la messa alla presenza\u00a0 delle autorit\u00e0 religiose e politiche. E al termine della solenne funzione, dalla loggia del Laterano, lo stesso pontefice gettava monete d&#8217;oro e d&#8217;argento, scatenando la folla sottostante. Una processione religiosa attraversava poi le vie della citt\u00e0 mentre nel pomeriggio il canto dei Secondi Vespri nella Basilica Lateranense chiudeva le celebrazioni. Durante i secoli la festa si arricch\u00ec e si fece pi\u00f9 organizzata traducendosi dal 1891 in un festival della canzone romana. Il festival si svolse ogni anno arricchendosi con le sfilate di carri dei differenti rioni ed una crescente e chiassosa partecipazione popolare &#8211; provocando, tra le critiche, quella di Trilussa, secondo il quale per scrivere una canzone per la competizione bastava &#8220;la spighetta, er garofano coll&#8217;ajo, \/ er bacetto, le streghe e quarche sbajo&#8221;. La tradizione prosegu\u00ec anche sotto il fascismo- dopo l&#8217;interruzione della prima guerra mondiale &#8211; coinvolgendo poeti, musicisti e cantanti. Oggi la tradizionale festa di San Giovanni sopravvive ancora. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-593 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/notte_streghe_4.jpg\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"145\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/notte_streghe_4.jpg 449w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/notte_streghe_4-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">In molti quartieri popolari \u00e8 rimasta la tradizione di consumare in grande copia le lumache vignarole, un tempo portate in voluminosi cesti di vimini dalle venditrici ambulanti al grido di \u201c<strong><em>Lumacheee! So de vigna le lumacheee!<\/em><\/strong> &#8221; Le vignaiole mantenevano vive le lumache con pezzi di mollica bagnata e qualche foglia di vite.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Vi propongo <em>la ricetta originale, che si tramanda fra le famiglie romane di generazione in generazione,\u00a0 suggerita da <strong>Ada Boni<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Lumache di vigna<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">In possesso di una certa quantit\u00e0 di lumache, preferibilmente raccolte nelle vigne si adunano in un grande recipiente- di solito si adopera un cesto di vimini- e si copre questo cesto badando che l\u2019aria possa comodamente circolare. Nel recipiente o nel cesto si mettono due pezzi di mollica bagnata nell\u2019acqua e spremuta e, avendone a disposizione, qualche foglia di vite. Si lasciano cos\u00ec in riposo le lumache per due giorni trascorsi i quali si procede alle prime operazioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Si versano le lumache in una grande catinella continente acqua con un pugno di sale e un bicchiere di aceto, e si comincia con le mani a mescolare le lumache, che sotto questo lavaggio caveranno abbondantissima schiuma. Si lavano a lungo rinnovando un paio di volte l\u2019acqua con l\u2019aceto e il sale, fino a che le lumache non faranno pi\u00f9 schiuma. Si risciacquano allora accuratamente in acqua fresca, che si cambier\u00e0 pi\u00f9 volte, e poi si mettono le lumache in un piccolo caldaio con acqua fredda e si pone il caldaio su fuoco debole. Man mano che l\u2019acqua intiepidisce le lumache incominceranno a metter fuori la testa dal loro guscio. E\u2019 questo il momento di intensificare il fuoco affinch\u00e9 le bestiole possano passare a miglio vita senza rientrare nella loro casetta. Raggiunta l\u2019ebollizione si lasciano bollire le lumache per una decina di minuti. Passano ancora nella catinella con acqua fredda per un ultimo lavaggio. Si prende ora un largo tegame di terraglia, ci si mette dell\u2019olio e qualche spicchio d\u2019aglio e quando l\u2019aglio avr\u00e0 soffritto si toglie via aggiungendo tre o quattro alici lavate, spinate e fatte a pezzetti. Si schiacciano le alici con il cucchiaio di legno e, appena sfatte, si mette nel tegame una quantit\u00e0 di pomodoro proporzionata alla quantit\u00e0 delle lumache, ricordando che per questa pietanza il sugo deve essere piuttosto abbondante. Il pomodoro va spellato, privato dei semi e fatto in pezzi. Quando la salsa sar\u00e0 un po\u2019 addensata si condisce con sale, abbondante pepe e un pizzico di foglie di menta dei campi, conosciuta a Roma col nome di \u201cmentuccia\u201d. Generalmente si usa rendere pi\u00f9 piccante la salsa aggiungendo anche qualche pezzetto di peperoncino. Se la salsa fosse troppo spessa si diluisce con un pochino d\u2019acqua. Si mettono nel tegame le lumache e si lasciano insaporire su fuoco moderato per circa mezz\u2019ora.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: verdana,geneva;\">Roberta D&#8217;Ancona<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa lumachella de la Vanagloria, ch\u2019era strisciata sopra un obbelisco, guard\u00f2 la bava, e disse: &#8211; Gi\u00e0 capisco che lascer\u00f2 un\u2019impronta ne la Storia\u201d. In effetti Trilussa aveva ragione; la cucina romana ha nella lumaca vignarola, uno dei richiami pi\u00f9 alti e significativi della tavola. 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