{"id":35,"date":"2011-03-09T19:15:21","date_gmt":"2011-03-09T18:15:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/la-caponata-di-melanzane\/"},"modified":"2020-01-03T02:00:46","modified_gmt":"2020-01-03T01:00:46","slug":"la-caponata-di-melanzane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/la-caponata-di-melanzane\/","title":{"rendered":"La Caponata di Melanzane"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-32 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/caponata.jpg\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"386\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/caponata.jpg 380w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/caponata-228x300.jpg 228w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/caponata-150x197.jpg 150w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/caponata-300x395.jpg 300w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/caponata-319x420.jpg 319w\" sizes=\"(max-width: 293px) 100vw, 293px\" \/><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">La caponata di melanzane \u00e8 spesso passione, scoperta, conoscenza di un tripudio di sapori mescolati a sole e caldo mare, brezza che matura ortaggio e fiore, intrisi in quella voglia d\u2019estate, in speranza di conservare per l\u2019inverno a divenire ( Ti.Ni.)<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: x-small;\">Le ricette utilizzate nella fattura di questo piatto &#8211; uno dei primi gusti della terra siciliana che risiedono indelebilmente nella memoria storica del palato di chiunque li assaggi ed annoverabili sia tra gli antipasti che tra i contorni &#8211; sono quasi sempre rielaborazioni in cui si toglie e aggiunge, si confonde, si riscrive la storia del gusto in questione.<br \/>\nIl termine caponata sembra affondare radici incerte in varie giustificazioni: una delle teorie pi\u00f9 accreditate indica nella scelta del nome il suo essere riconducibile al <em><strong>Capone<\/strong><\/em>, nome siciliano per definire il pesce <em><strong>Lampuga<\/strong><\/em>. Il capone fritto in agrodolce \u00e8 una ricetta tradizionale siciliana che richiama, nel gusto, la caponata per quel sugo agrodolce che fa da contorno ora al pesce, ora alle melanzane fritte e in casi pi\u00f9 rari ai carciofi. Essendo un piatto che risale al Settecento, si pu\u00f2 facilmente immaginare come gli strati indigenti della popolazione abbiano sostituito il pesce con le pi\u00f9 economiche melanzane gettando cos\u00ec le basi per la moderna, ma non ancora odierna, Caponata.<br \/>\nI marinai settecenteschi che popolavano le sponde della petrosa trinacria erano usi frequentare taverne dette <em><strong>Caupone<\/strong><\/em>, dal latino cauponae: da qui l\u2019aggettivo <em><strong>caupona<\/strong><\/em> riferito a quel cibo da taverna. Un\u2019altra teoria, relativa alla nascita del nome, viene dunque legata all\u2019assimilazione fonetica della caupona con la caponata.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-33 alignright\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/caponata3.jpg\" alt=\"\" width=\"277\" height=\"364\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/caponata3.jpg 381w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/caponata3-228x300.jpg 228w\" sizes=\"(max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente Caponata non \u00e8 nome univoco a rappresentare un preciso piatto nella storia della gastronomia isolana o mediterranea, espandendo la visione. Ne \u201cCucina teorica-pratica col corrispondente riposto ed alcune nozioni di scalcare\u201d di Ippolito Cavalcanti, pubblicato a Napoli nel 1839, la ricetta della Caponata \u00e8 costituita da freselle, spugnate con aceto bianco e Malaga, condite con olio, sale, pepe e un p\u00f2 di zucchero. Le freselle venivano sormontate da lattuga e scarola tritate e marinate a loro volta in aceto bianco, olio, sale, pepe e zucchero. La preparazione veniva dunque terminata con del pesce lessato e su ancora cetrioli, olive e peperoni a formare una piccola piramide. Un piatto che nulla ha a che spartire con quello oggetto di nostro interesse, se non il nome.<br \/>\nDi certo non prima del seicento inizia la storia che vede come protagonista incontrastato il nuovo ortaggio nella preparazione della Caponata: la melanzana\u00a0 infatti &#8211;\u00a0 <em><strong>mela non sana<\/strong><\/em> ( o insana) cos\u00ec definita perch\u00e9 assimilata ad una mela commestibile solo previa cottura per via di una tossina in essa contenuta che pare arrechi danni al sistema nervoso centrale se consumata in elevatissime quantit\u00e0 &#8211; viene introdotta nel 1440 in occidente dagli Arabi, che la importano dall\u2019India, e solo in seguito &#8211;\u00a0 grazie a frati carmelitani &#8211;\u00a0 in Europa. Prima approda in Spagna poi in Italia e gi\u00e0 dal 1550 si trovano tracce scritte del suo utilizzo nel nostro paese e nelle cucine di antenati sepolti nel vento. La melanzana viene citata ne \u201c<em><strong>Trattato della coltura degli orti e giardini<\/strong><\/em>\u201d scritto dal naturalista italiano <em><strong>Soderini<\/strong><\/em>, mentre si sa che il sedano nel sedicesimo secolo era relegato a puri scopi decorativi e in precedenza, nel medioevo ad esempio, era noto come afrodisiaco e i decotti venivano impiegati in medicina.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-34 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/caponata2.jpg\" alt=\"\" width=\"356\" height=\"334\" border=\"0\" \/><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019evoluzione della caponata a piatto povero, con la presenza di melanzane e non pi\u00f9 di pesce, deve dunque attendere che l\u2019ortaggio sia conosciuto nella terra di Sicialia, oggi perla del mediterraneo e centro di incontro di maree e culture.<br \/>\nMa facciamo ancora un passo indietro e ricerchiamo il pomodoro, altro protagonista della ricetta in questione: il 30 marzo 1282 i siciliani danno vita al Vespro liberandosi dalla scomoda dominazione francese e del loro sistema feudale, da qui \u00e8 una corsa di eventi e di piatti, cibi a subentrare nella conoscenza gastronomica degli isolani. Giungono spagnoli e nuovi modi, partono francesi coi loro francesismi. Il nostro falsomagro (roll\u00f2 di carne) prende piega e per il popolo \u00e8 nuovamente ricerca di risparmi e gusto di verdure. Sono gli inizi del settecento e la dominazione spagnola prosegue lasciando gusti e abitudini &#8211; tra cui si pensa quella delle \u201cpanature\u201d dei cibi e delle carni &#8211; e apre le porte alle importazioni americane comprendenti il pomodoro. I capperi panteschi sono conosciuti sin dall\u2019antichit\u00e0 ed anche questi ritenuti dei buoni afrodisiaci, trovati in accenno negli scritti di Dioscoride e Plinio e nel 1600 descritti in un trattato culinario,\u00a0 &#8220;La Singolar Dottrina&#8221;, redatto da Domenico Romoli detto panunto.<br \/>\nAgli inizi del \u2018700 la lista della spesa \u00e8 completa e almeno gli ingredienti principali ci sono tutti per farci credere a come l\u2019odierna caponata sia nata, usata come piatto unico semplicemente accompagnata dal pane. E non \u00e8 forse vero che nulla di meglio c\u2019\u00e8 per stuzzicare l\u2019appetito?<br \/>\nLe varianti, funamboliche trasformazioni:<br \/>\nOggi la caponata \u00e8 \u201cricca\u201d, con pesce (lampuga, pesce spada) o \u201cpovera\u201d, con verdure (melanzane, carciofi) ed in tutti i casi \u00e8 classicamente agrodolce per il suo sugo, la presenza di aceto, zucchero, capperi, olive e sedano, in alcuni casi passoline e pinoli fanno capolino. Ci\u00f2 che pu\u00f2 ancora variare \u00e8 il cappello: si pu\u00f2 terminare la preparazione con mandorle abbrustolite e tritate o con il meno canonico cacao amaro in polvere e ancora con nulla in pi\u00f9 ad arricchire la sua gi\u00e0 ricca storia di gusto e tradizione.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: x-small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>Ingredienti:<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: x-small;\">2 kg di Melanzane nere<br \/>\n\u00bd Sedano<br \/>\n200 gr. di Olive bianche snocciolate<br \/>\n50 gr. di Capperi dissalati<br \/>\n1 Cipolla rossa<br \/>\n\u00bd bicchiere di Aceto balsamico<br \/>\n1 cucchiaio colmo di Zucchero<br \/>\nSale e pepe macinato fresco, q.b.<br \/>\nOlio evo, q.b.<br \/>\n1 Lt. di Olio per friggere (se, come nel mio caso, usate la friggitrice)<br \/>\n1 Lt. di sugo di Pomodoro, meglio se preparato fresco al momento<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong>Procedimento:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: x-small;\">Lavare le melanzane, privarle della parte superiore, il cappello, e di parte della buccia: va benissimo allontanare anche solo la striscia centrale e tenere il resto. Ridurre a quadretti di 1-2 cm per lato tutte le melanzane a disposizione e metterle a riposo in salamoia: baster\u00e0 riempire una bacinella con acqua e sale grosso e immergere dentro i quadretti di melanzana per almeno mezz\u2019ora, questa operazione garantisce all\u2019ortaggio di friggere senza poi risultare imbevuto d\u2019olio.\u2028 Mettere a scaldare dell\u2019olio da frittura in una padella. Scolare i pezzetti di melanzana dalla salamoia e procedere alla frittura. Le melanzane vanno messe da parte in una ciotola foderata con carta assorbente. Terminata questa operazione, che pu\u00f2 essere condotta nello stesso tempo in cui si prepara del sugo fresco di pomodori maturi, bisogna lavare e affettare il sedano. Si usano sia i gambi che le foglie, il sedano va ridotto a pezzetti pi\u00f9 o meno grandi a seconda del gusto, ma di certo pi\u00f9 ridotti dei quadretti di melanzana, procedere a denocciolare e sminuzzare le olive bianche ed a dissalare i capperi. In un tegame scaldare dell\u2019acqua fino a bollore e poi versarvi dentro il sedano, le olive e i capperi e lasciare bollire per circa 5 minuti, quindi spegnere il fuoco e scolare per bene. In una larga padella antiaderente scaldare 3-4 cucchiai di olio evo e soffriggervi dentro la cipolla rossa che avremo precedentemente ridotto a pezzettini. Quando la cipolla risulter\u00e0 appassita, versare in padella il miscuglio di olive, capperi e sedano, salare e pepare e lasciare soffriggere per un paio di minuti. Versare il cucchiaio abbondante di zucchero nel mezzo bicchiere di aceto (l\u2019aceto pu\u00f2 essere sia balsamico che di vino bianco), mescolare e versare il tutto nella padella con il soffritto, cos\u00ec avremo ottenuto una salsetta agrodolce. Versare in padella la salsa di pomodoro e per ultimo le melanzane fritte, girare e amalgamare tutti gli ingredienti e procedere alla divisione della caponata, ancora bollente perch\u00e9 non avremo spento il fuoco fino all\u2019ultimo, nei vasetti da conserve. \u00c8 ottima servita fredda, ancor pi\u00f9 buona se gustata dopo averla lasciata riposare alcune ore.<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"g79g41l99s71t90\">\n<div>\n<p>Opiniones precio de cialis en puerto rico masculino mujer donde comprar viagra. Under the age of 53 <a href=\"https:\/\/farmacia-spain.com\/cialis-generico-sin-receta\/\">this<\/a> years may be more efectos secundarios viagra cialis at risk for heart. 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