{"id":2723,"date":"2012-01-20T08:33:00","date_gmt":"2012-01-20T07:33:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/frolla-fu-la-prima-sfogliatella-a-voi-lemozione-del-primo-assaggio\/"},"modified":"2016-01-18T21:42:27","modified_gmt":"2016-01-18T20:42:27","slug":"frolla-fu-la-prima-sfogliatella-a-voi-lemozione-del-primo-assaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/frolla-fu-la-prima-sfogliatella-a-voi-lemozione-del-primo-assaggio\/","title":{"rendered":"Frolla fu la prima sfogliatella, a voi l\u2019emozione del primo assaggio"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatariccia1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5255\" alt=\"sfogliatariccia\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatariccia1-300x230.jpg\" width=\"300\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatariccia1-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatariccia1-150x115.jpg 150w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatariccia1-80x60.jpg 80w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatariccia1.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Come molti dolci entrati di diritto nella tradizione gastronomica di intere generazioni, anche la sfogliatella napoletana ha visto i suoi natali tra le mura di un convento. \u201c<em>Madre Clotilde, suora cuciniera pregava d\u2019a matina fin\u2019a sera; ma quanno propio lle veneva\u2018a voglia priparava doie strat\u2019e pasta sfoglia. Uno \u2018o metteva ncoppa e l\u2019ato a sotta, e po\u2019 lle mbuttunava c\u2019a ricotta, cu ll\u2019ove, c\u2019a vaniglia e ch\u2019e scurzette\u2026<\/em>\u201d<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia in versi della sfogliatella napoletana narra proprio di come Madre Clotilde, suora di clausura del convento Santa Rosa di Amalfi, ebbe l\u2019intuizione di preparare la prima sfogliata di pasta frolla meglio nota come frolla o santarosa per l&#8217;appunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-2720\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatasantarosa.jpg\" width=\"500\" height=\"402\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatasantarosa.jpg 500w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatasantarosa-300x241.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nasce in un monastero, la sfogliatella, all\u2019ombra di quella necessit\u00e0 che nel \u2018600 partenopeo le suore del convento di Santa Rosa nutrivano nel tentativo di sbarcare il lunario. Si guadagnavano da vivere cos\u00ec, preparando manicaretti, dolci da vendere ai contadini, e non solo, limoncello e nocillo sono due esempi di liquori preparati da quelle suore con la stessa maestria, tra una preghiera e un momento di raccoglimento.<br \/>\nLa clausura permetteva loro di stimolare l\u2019ingegno, coltivavano l\u2019orto e si dedicavano alla fattura del pane ed a cucinare non solo per i bisogni interni al convento, ma facendo di questa pratica un vero e proprio commercio. Naturalmente nessuno spreco era ammesso ed \u00e8 proprio da questa necessit\u00e0 di riciclo degli alimenti che nasce uno dei dolci tipicamente partenopei pi\u00f9 noti al mondo, la sfogliatella.<br \/>\nPer oltre un secolo quei due strati di frolla, rigorosamente preparata con l\u2019unico grasso diffuso in quel periodo, lo strutto (non certo il burro o l\u2019olio, il cui ingresso nelle cucine \u00e8 successivo), farciti con la sperimentazione di Madre Clotilde \u2013 avanzata della semola cotta nel latte, ella decise di unire zucchero, limoncello e frutta secca, evidentemente l\u2019uso anche della ricotta nel ripieno \u00e8 solo successivo \u2013 rimasero confinati dentro le mura del convento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-2721\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatafrolla.jpg\" width=\"500\" height=\"500\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatafrolla.jpg 500w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatafrolla-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatafrolla-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo nell\u2019800 quando <em><strong>Pintauro<\/strong><\/em>, allora oste con una bottega avviata in via Toledo a Napoli, si appassiona tanto alla santarosa da decidere di cambiar mestiere: diviene pasticcere modificando la sua locanda nell\u2019attuale laboratorio dolciario. Esista ancora la <em>pasticceria sita in via Toledo<\/em>, \u00e8 un vero e proprio tempio della sfogliatella, l\u2019odore si diffonde lungo la via e attira locali e turisti in un continuo sfornare di sfogliatelle calde da mangiare al volo, l\u00ec per strada, o da portare in dono. Pochi altri sono i dolci sfornati dai forni di Pintauro, sicuramente il perch\u00e9 \u00e8 scritto nella storia e la sfogliatella fatta l\u00ec, dopo oltre duecento anni, \u00e8 tra le pi\u00f9 buone che la citt\u00e0 di Napoli riesce ad offrire.<br \/>\nMa torniamo un momento alla storia; Pintauro riusc\u00ec ad ottenere la ricetta della santarosa \u2013 che oggi \u00e8 nota per un ripieno composto da amarene e crema gialla &#8211; e portandola in citt\u00e0 decise di apportare le modifiche che oggi conosciamo. Diede una forma nuova alla frolla, con una protuberanza che ricorda un po\u2019 il cappuccio di monaco. Solo successivamente naque la riccia e con il suo sapore croccante, la veste dorata, si afferm\u00f2 ancor pi\u00f9 della sorella maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E per tornare alle strofe che ne raccontano storia:<br \/>\n<em>\u201cSo\u2019 doje sore: \u2018a riccia e a frolla(\u2026) Chella riccia \u00e8 chi\u00f9 sciarmante: veste d\u2019oro, ed \u00e8 croccante, caura, doce e profumata. L\u2019ata, \u2018a frolla, \u00e8 na pupata. E\u2019 chi\u00f9 tonna, e chi\u00f9 modesta, ma si\u2019 a guarde, \u00e8 gi\u00e0 na festa!\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-2722\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatariccia.jpg\" width=\"500\" height=\"384\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatariccia.jpg 500w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/sfogliatariccia-300x230.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi abbiamo provato rigorosamente entrambe, la <em>riccia<\/em> \u2013 capricciosa, bellissima quanto buona prima donna\u00a0 \u2013 e la <em>frolla<\/em> &#8211; morbida e rassicurante, donna d\u2019altri tempi, melodica e armoniosa \u2013 che ci ha conquistato facendo capitolare il gusto innanzi a tanto ingegno dell\u2019antica arte pasticcera partenopea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sfogliatella frolla, <\/strong><strong>la ricetta della tradizione tratta dal <a href=\"http:\/\/www.sfogliatella.it\/frolla.htm\">sito omonimo<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">300 g si farina<br \/>\n150 g di sugna (strutto)<br \/>\n120 g di zucchero<br \/>\n200 g di semoloino<br \/>\n200 g di ricotta<br \/>\n175 g di zucchero a velo<br \/>\n100 g di cedro e scorzette d\u2019arancia<br \/>\n1 bustina di vaniglia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fate la pasta frolla e mettetela a riposare. In una pentola portate a ebollizione 5 dl di acqua con un pizzico di sale, versate a pioggia il semolino e fatelo cuocere per circa 15 minuti, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Fatelo raffreddare. Passate a setaccio la ricotta, unitevi lo zucchero a velo, la vaniglia, un uovo, il cedro e le scorzette d\u2019arancia tritati ed il semolino raffreddato. Sulla spianatoia distendete la pasta frolla e ricoprite con questa una tazzina, ponete quindi al centro una parte del ripieno, ripiegate la pasta premendo bene sui bordi, ritagliatela con il tagliapasta in modo da ottenere delle sfogliatelle uguali. Collocatele su una placca unta appena appena di sugna e spennellate con l\u2019uovo sbattuto. Infornate a forno gi\u00e0 caldo a 180 gradi per circa 15 minuti. Servitele calde spolverate di zucchero a velo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec \u00e8 raccontata la ricetta della frolla su uno dei <a href=\"http:\/\/www.sfogliatella.it\/frolla.htm\">siti dedicato a questa bont\u00e0<\/a>, a noi non resta che provare a sperimentare nel tentativo di ricreare quel profumo e quel sublime sapore direttamente a casa nostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tiziana Nicoletti<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come molti dolci entrati di diritto nella tradizione gastronomica di intere generazioni, anche la sfogliatella napoletana ha visto i suoi natali tra le mura di un convento. \u201cMadre Clotilde, suora cuciniera pregava d\u2019a matina fin\u2019a sera; ma quanno propio lle veneva\u2018a voglia priparava doie strat\u2019e pasta sfoglia. 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