{"id":252,"date":"2011-04-27T18:05:42","date_gmt":"2011-04-27T16:05:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/eccellenze-siciliane-il-pane-nero-di-castelvetrano\/"},"modified":"2018-02-26T10:38:25","modified_gmt":"2018-02-26T09:38:25","slug":"eccellenze-siciliane-il-pane-nero-di-castelvetrano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/eccellenze-siciliane-il-pane-nero-di-castelvetrano\/","title":{"rendered":"Eccellenze siciliane: il pane nero di Castelvetrano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/pane nero2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-248 size-medium alignleft\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/pane nero2-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/pane%20nero2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/pane%20nero2-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/pane%20nero2-560x420.jpg 560w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/pane%20nero2-80x60.jpg 80w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/pane%20nero2-265x198.jpg 265w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/pane%20nero2.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Il pane fece la sua prima comparsa in Egitto, infatti furono proprio gli egiziani che scoprirono per gradi le tecniche fermentative dopo essersi accorti che la pasta fresca avanzata e lasciata casualmente per qualche tempo a contatto con l`aria si inacidiva ed aumentava di volume. Tale tecnica fu acquisita successivamente dai greci e venne trasmessa nella nostra isola quando questi la colonizzarono. In Sicilia si produce esclusivamente grano duro, quindi anche il pane veniva fatto con questo tipo di frumento. Nei paesi della Valle del Belice si coltivava oltre alla &#8220;Russulidda&#8221; (tipico grano duro maggiormente in uso in tutta la Sicilia) la &#8220;Tumminia&#8221;.<\/h3>\n<p>Quest`ultimo era di piccole dimensioni, pi\u00f9 scuro e con una bassa resa; il <em>pane di &#8220;Tumminia&#8221;<\/em> era di colore scuro ma era pi\u00f9 gustoso e si manteneva morbido per parecchi giorni, per questo motivo le massaie preferivano panificare con questa farina durante il periodo estivo (le elevate temperature favoriscono infatti l`indurimento precoce del <em>pane<\/em>). Oggi questa variet\u00e0 di frumento \u00e8 stat<img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-250 alignright\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/pane castelvetrano 3.gif\" alt=\"\" width=\"401\" height=\"263\" border=\"0\" \/>a soppiantata da altre con pi\u00f9 alta resa. La panificazione con la farina di &#8220;Tumminia&#8221; \u00e8 in disuso ma viene effettuata ancora con i metodi tradizionali grazie all`abilit\u00e0 di poche persone anziane e si pu\u00f2 trovare ancora nei paesi della <em>Valle del Belice<\/em> ed in particolare a <strong>Castelvetrano<\/strong>. La pezzatura del <em>pane<\/em> variava rispetto ai nostri giorni: si dava il nome di &#8220;pani&#8221; se aveva la forma circolare e pesava circa 2 chili, &#8220;vastedda&#8221; sempre di forma circolare ma con pezzatura di 1 chilo, seguivano poi le &#8220;cuddure&#8221; (pane della pezzatura di mezzo chilo) e le &#8220;cudduredde&#8221; (di circa 150 &#8211; 200 grammi). Se la farina era ricavata da frumento nuovo si confezionavano le &#8220;cuddure&#8221; a &#8220;pedi di voi&#8221; (simili al piede di un bue), forse per devozione, ma probabilmente come segno di riconoscenza verso quell`animale che aiutava a solcare la terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La denominazione \u201c<strong>Pane nero di Castelvetrano<\/strong>\u201d \u00e8 propria del pane ottenuto mediante l\u2019antico sistema di lavorazione (con lievito madre, <em>lu criscenti<\/em>) e dall\u2019impiego di una miscela di due semole: quella ottenuta da grano biondo siciliano integrale e quella ricavata da un\u2019antica variet\u00e0 di frumento locale, la <em>tummin\u00eca<\/em>. Quest\u2019ultima \u00e8 una variet\u00e0 di grano duro a ciclo breve (detta<img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-251 alignleft\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/pane1.jpg\" alt=\"\" width=\"366\" height=\"276\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/pane1.jpg 600w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/pane1-300x226.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 366px) 100vw, 366px\" \/> anche grano <em>marzuolo<\/em>) anticamente seminata come ringrano o quando le annate piovose non consentivano la semina autunnale. Pare che la <em>tummin\u00eca <\/em>fosse coltivata, con il nome di <em>trimeniaios<\/em>, gi\u00e0 dai coloni greci insediatisi nella vicina citt\u00e0 di Selinunte. Il pane fatto con la <em>tummin\u00eca <\/em>si mantiene gustoso e morbido per diversi giorni. Questo particolare ingrediente, di scarsa reperibilit\u00e0, conferisce al prodotto finito un caratteristico sapore dolce. La cottura secondo il metodo antico avviene esclusivamente in forni di pietra riscaldati con legna d\u2019ulivo (solitamente immagazzinata ed essiccata direttamente dal fornaio, che la recuperava dalle fronde eliminate durante la potatura). Se ne ottiene una pagnotta rotonda di media pezzatura, che in siciliano si chiama <em>vastedda<\/em>, in grado di mantenersi per 7-10 giorni. La forma tondeggiante e bassa \u00e8 considerata, sin dall\u2019antichit\u00e0, funzionale per poter essere spezzata a mano, e sembra essersi cos\u00ec tramandata nei secoli. Un\u2019altra forma, caratteristica di quasi tutte le zone rurali dell\u2019isola, \u00e8 quella che ricorda lo zoccolo di bovino, o \u201ca piede di bue\u201d, chiamata <em>cuddura<\/em>: veniva in passato confezionata una volta l\u2019anno con il primo frumento dell\u2019ultimo raccolto, con funzione di rito di ringraziamento e propiziazione, come ogni altra forma di offerta delle primizie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La pezzatura \u00e8 anch\u2019essa una reminiscenza antica, in quanto le massaie preparavano il pane una volta alla settimana il sabato o il luned\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Il Pane Nero di Castelvetrano <\/strong> pu\u00f2 essere richiesto a Sebastiano, che \u00e8 contattabile al\u00a0cell.327.4474115<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pane fece la sua prima comparsa in Egitto, infatti furono proprio gli egiziani che scoprirono per gradi le tecniche fermentative dopo essersi accorti che la pasta fresca avanzata e lasciata casualmente per qualche tempo a contatto con l`aria si inacidiva ed aumentava di volume. 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