{"id":1793,"date":"2011-10-25T08:21:39","date_gmt":"2011-10-25T06:21:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/slow-wine-2012-qvino-italiano-tenuto-in-grande-considerazioneq\/"},"modified":"2016-01-16T13:57:49","modified_gmt":"2016-01-16T12:57:49","slug":"slow-wine-2012-qvino-italiano-tenuto-in-grande-considerazioneq","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/slow-wine-2012-qvino-italiano-tenuto-in-grande-considerazioneq\/","title":{"rendered":"Slow Wine 2012: &#8220;vino italiano tenuto in grande considerazione&#8221;"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: left;\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1791 alignright\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/gaia.jpg\" alt=\"\" width=\"219\" height=\"285\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/gaia.jpg 300w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/gaia-230x300.jpg 230w\" sizes=\"(max-width: 219px) 100vw, 219px\" \/>\u00abAll\u2019estero il vino italiano \u00e8 ancora tenuto in grande considerazione, ma non dobbiamo fare l\u2019errore di darlo per scontato, serve essere preparati, senza mai tradire la fiducia che gli estimatori ripongono in noi\u00bb. Un quadro chiaro, incoraggiante e stimolante ma da non sottovalutare, quello disegnato da Tiziano Gaia, giornalista, esperto, collaboratore di Slow food e oggi anche scrittore.<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1783 alignright\" style=\"margin: 5px; float: left;\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/slow wine 5.jpg\" alt=\"\" width=\"268\" height=\"204\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/slow%20wine%205.jpg 336w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/slow%20wine%205-300x229.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 268px) 100vw, 268px\" \/>Alla presentazione della guida \u00abSlow wine 2011\u00bb ha portato la sua intensa testimonianza a New York, citt\u00e0 sempre in divenire, \u00abdove aprono circa 600 ristorati e wine bar nuovi ogni anno, dove il cliente \u00e8 esigente ma allo stesso molto curioso, entusiasta, disponibile ad essere stupito a patto di trovare un consigliere preparato sul prodotto e di non essere preso in giro\u00bb. I punti fermi del mercato americano vedono il vino italiano sempre al top, prima di Francia e Australia, \u00abanche se il consumatore si arrocca su conoscenze acquisite in vacanza, adorando quindi etichette toscane, liguri o campane o su quelle perorate dalle campagne pubblicitarie, a volte non conoscendo molto il territorio, e faticando a sperimentare prodotti di qualit\u00e0 ma meno rinomati per la media locale\u00bb. Confrontandosi con alcuni ragazzi dell\u2019Universit\u00e0 della gastronomia di Pollenzo portati in stage in Usa con i maggiori importatori nella Grande Mela, e forte della sua esperienza di sei mesi appena conclusa all\u2019enoteca \u00abEataly\u00bb, rivelato al pubblico della fiera di Rho che \u00abRispetto a vent\u2019anni fa, i clienti sono cambiati. Non pi\u00f9 solo persone bene dell\u2019Upper East Side, ma oggi anche ispanici, indiani, cinesi con nuovo potere d\u2019acquisto e in ascesa sociale, che desiderano consumare vino e necessitano di una cultura enologica, ma partendo dall\u2019abc. Serve essere umili e non dare nulla per scontato, nemmeno che parlare di Barolo o Nebbiolo sia qualcosa di assodato per tutti. E la divulgazione deve essere continua, la citt\u00e0 \u00e8 in perenne trasformazione\u00bb. Il cliente americano consuma vino americano, ma sull\u2019importato chiede etichette toscane, piemontesi e oggi anche venete (un prosecco perch\u00e9 frizza e fa allegria, pi\u00f9 bianco perch\u00e9 il 57% dei consumatori sono donne), beve vino solo in abbinata al cibo, per la cena, quindi va guidato tentando di proporre qualcosa di autoctono senza urtare pregiudizi e resistenze culturali derivanti appunto dai condizionamenti turistici, pubblicitari, e solo un professionista preparato e di fiducia pu\u00f2 riuscirci. Se il mercato newyorkese va molto bene, come va il consumo nazionale?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/slow wine 6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  alignnone wp-image-1792 size-medium\" style=\"margin: 5px; float: right;\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/slow wine 6-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/slow%20wine%206-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/slow%20wine%206-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abA Milano \u00e8 incoraggiante\u00bb ha quindi spiegato Luisito Perazzo, sommelier del ristorante \u00abDolce vita\u00bb, campione italiano nel 2005 e formatore. La citt\u00e0 per antonomasia simbolo degli anni \u201980 della prosperit\u00e0, della moda e del bel vivere, risente s\u00ec del periodo di crisi, ma per quanto riguarda il consumo di vino di qualit\u00e0 ancora esige, e ricambia con disponibilit\u00e0. \u00abOggi si beve con moderazione, complice anche una nuova cultura del bere e delle restrizioni del Codice della strada, ma sulla qualit\u00e0 non si transige. La cosa interessante poi, \u00e8 che l\u2019et\u00e0 media del consumatore di buon vino sta scendendo, anche i pi\u00f9 giovani \u2013 superata la fase birra e poi cocktail, si avvicinano al vino e vogliono imparare, sono disponibili a sperimentare. E poi fortunatamente \u00e8 passata la moda dell\u2019etichetta, del nome, del marchio, oggi si preferiscono vini del territorio e noi possiamo consigliare qualcosa magari di meno noto ma che merita: noi del resto non suggeriamo soltanto, trasmettiamo conoscenza\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Paola Piovesana<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abAll\u2019estero il vino italiano \u00e8 ancora tenuto in grande considerazione, ma non dobbiamo fare l\u2019errore di darlo per scontato, serve essere preparati, senza mai tradire la fiducia che gli estimatori ripongono in noi\u00bb. 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