{"id":1307,"date":"2011-09-18T21:30:07","date_gmt":"2011-09-18T19:30:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/dieci-famiglie-su-cento-grandi-consumatrici-di-formaggi-dop\/"},"modified":"2016-01-17T00:13:59","modified_gmt":"2016-01-16T23:13:59","slug":"dieci-famiglie-su-cento-grandi-consumatrici-di-formaggi-dop","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/dieci-famiglie-su-cento-grandi-consumatrici-di-formaggi-dop\/","title":{"rendered":"Dieci famiglie su cento grandi consumatrici di formaggi Dop"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-1300\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/ismea-logo333.png\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"169\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/ismea-logo333.png 216w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/ismea-logo333-150x117.png 150w\" sizes=\"(max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/span><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva; font-size: small;\">Chi l&#8217;avrebbe mai immaginato? Due milioni e 300 mila famiglie italiane, pari al 10 per cento dei nuclei familiari, consumano quasi un terzo dei formaggi a denominazione protetta. Il dato \u00e8 emerso a Bra (Cuneo) nel corso di &#8220;Cheese 2011&#8221;, dove \u00e8 stato presentato uno studio realizzato da Ismea-Gfk-Eurisko. (A.Fi)<\/span><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva; font-size: small;\"> <!--more--> <\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">All\u2019incontro, organizzato in collaborazione con Slow Food e moderato da <strong>Marco Sodano<\/strong> giornalista de La Stampa, hanno partecipato <strong>Giorgio Calabrese<\/strong>, docente presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica Sacro Cuore di Piacenza e l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Torino; <strong>Fabio Del Bravo<\/strong>, responsabile Area Mercati Ismea; <strong>Paolo Zani<\/strong>, divisione Panel Services DfK Eurisko; <strong>Giorgio Cermesoni<\/strong>, direzione acquisti prodotti freschi Gruppo Finiper; <strong>Salvatore Cucchiara<\/strong>, vicepresidente del Consorzio Vastedda del Belice e consigliere del Consorzio Pecorino siciliano; <strong>Piero Sardo<\/strong>, presidente Fondazione Slow Food per la Biodiversit\u00e0 Onlus.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-1301\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/fomaggio_1.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"259\" border=\"0\" \/><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">Lo studio tratteggia l\u2019identikit delle &#8220;famiglie Dop&#8221;: si tratta di nuclei familiari generalmente numerosi, residenti pi\u00f9 di frequente nei piccoli centri del Nord-Ovest, con responsabile d\u2019acquisto over 45 e profilo socio-economico non elevato. Grandi consumatori di formaggi in genere che, nonostante il rigore imposto dalla crisi, spendono pi\u00f9 del doppio della media italiana (767 euro l\u2019anno contro i 360 di media) e fino al triplo quando si tratta di formaggi insigniti del riconoscimento comunitario.\u00a0Nel complesso &#8211; rivela l\u2019analisi Ismea-Gfk-Eurisko &#8211; le produzioni a marchio Dop del settore concentrano il 35% della spesa familiare in formaggi, con le tipologie a pasta dura che arrivano per\u00f2 a coprire il 93% del segmento.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\">In Italia sono oltre 35 mila gli allevamenti, tra bovini, ovicaprini e bufalini, coinvolti nella filiera produttiva dei formaggi a denominazione protetta e quasi 1.700 il numero delle imprese di trasformazione. Ammontano a 1,6 milioni i capi bovini riconducibili al circuito dei formaggi Dop, numero che sfiora i 3 milioni nel caso degli ovicaprini e i 173 mila capi nella filiera bufalina. <\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-1302\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/piero sardo.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/piero%20sardo.jpg 400w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/piero%20sardo-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/span><\/span><\/p>\n<p>&#8220;Guardando ai dati ci sarebbe da esprimere un moderato ottimismo \u2013 ha affermato Piero Sardo &#8211; tuttavia si deve riflettere sul fatto che nel mercato italiano delle Dop a farla da padrone sono Parmigiano reggiano e Grana padano, che non mancano mai, soprattutto sulle tavole del Centro-Nord. Per i piccoli produttori delle altre Dop, invece, i margini sono drasticamente bassi con un consumo che continua a rimanere locale. Noi di Slow Food non crediamo tuttavia che l\u2019ampliamento del mercato rappresenti la soluzione perch\u00e8 si scontra comunque con la dimensione aziendale che non pu\u00f2 soddisfare le richieste di grandi numeri. L\u2019unico modo per aiutare allevatori e casari delle Dop \u00e8 far conoscere il loro formaggio e rendere consapevole il consumatore che riconoscendo il giusto valore alla qualit\u00e0 si sceglie di sostenere le piccole produzioni\u00bb.<br \/>\nSulle difficolt\u00e0 di accesso alla Gdo per aziende di piccole dimensioni si \u00e8 soffermato Salvatore Cucchiara, che ha portato la sua testimonianza di produttore della Bastedda del Belice e di Pecorino siciliano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\n<img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-1303\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/parmigiano_reggiano.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"250\" border=\"0\" \/><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\nAnche nelle dinamiche della grande distribuzione si evidenza come a fare la differenza \u00e8 la diffusione di conoscenze sulle peculiarit\u00e0 del prodotto, come evidenziato da Giorgio Cermesoni: &#8220;Rileviamo tra i nostri clienti la tendenza ad acquistare da un lato generi di uso quotidiano, come ricotte e Parmigiano o Grana, e dall\u2019altro prodotti che riescono ad esprimere valori di tipicit\u00e0 e legame con il territorio, che definirei di natura pi\u00f9 emozionale&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-1304\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/giorgio calabrese.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"265\" border=\"0\" \/><\/span><\/span><\/p>\n<p>Giorgio Calabrese ha posto l\u2019attenzione sulla necessit\u00e0 di conoscere le materie prime dei prodotti caseari: &#8220;Non basta mangiare uno yogurt o un formaggio qualsiasi per assumere le sostanze funzionali al nostro organismo: se nel processo produttivo sono stati utilizzati latte in polvere o caseine il valore nutrizionale sar\u00e0 diverso rispetto a quello di un prodotto di qualit\u00e0 e su questo punto noi nutrizionisti dobbiamo essere chiari&#8221;.<\/p>\n<p>L\u2019analisi Ismea ha poi rilevato come il comparto delle Dop casearie, ormai consolidato nelle abitudini di consumo degli italiani, stia attraversando una fase di contrazione degli acquisti che, almeno nel canale domestico, risulta pi\u00f9 marcata rispetto alla dinamica riscontrata per i formaggi in generale (dati del primo semestre 2011).<\/p>\n<p>Per le denominazioni di origine la flessione dei volumi acquistati \u00e8 stata infatti dell\u20191,4% rispetto al \u00a0primo semestre 2010, a fronte di un -0,2% rilevato per l\u2019intero aggregato dei formaggi. La spesa ha continuato per\u00f2 a crescere, per effetto di un generalizzato aumento dei prezzi, con il comparto Dop che ha messo a segno un pi\u00f9 1,5% e i formaggi in generale cresciuti dell\u20191,2%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-1305\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/formaggi-tagliere.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"140\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/formaggi-tagliere.jpg 200w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/formaggi-tagliere-150x105.jpg 150w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/formaggi-tagliere-100x70.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/span><\/span><\/p>\n<p>Tra quelli che esprimono i maggiori volumi di consumo (Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Gorgonzola, Pecorino romano, Mozzarella di bufala campana), e che da soli rappresentano oltre il 90% del mercato finale, solo il Gorgonzola e il Pecorino hanno chiuso il primo semestre con un dato positivo degli acquisti in volume, stazionari invece per il Grana padano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-1306\" src=\"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/Test\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/asiago-dop.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"605\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/asiago-dop.jpg 800w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/asiago-dop-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/asiago-dop-768x581.jpg 768w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/asiago-dop-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/asiago-dop-696x526.jpg 696w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/asiago-dop-555x420.jpg 555w, https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/asiago-dop-80x60.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/span><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche da rilevare, in contrapposizione con la generale stagnazione del mercato domestico, un positivo andamento delle esportazioni. Nell\u2019intera annata 2010 &#8211; spiega l\u2019Ismea &#8211; le vendite oltre frontiera di formaggi Dop sono infatti cresciute del 16%, portandosi oltre 1,1 miliardi di euro, confermando un trend positivo che in cinque anni ha raddoppiato il giro d\u2019affari all\u2019estero.<\/p>\n<p>Relativamente alla produzione certificata, gli ultimi aggiornamenti dell\u2019Osservatorio Ismea-Mipaaf sui prodotti Dop e Igp indicano nel 2010 un quantitativo di 450 mila tonnellate &#8211; pari al 40% della produzione nazionale del settore &#8211; per un fatturato all\u2019origine stimato dall\u2019Istituto in oltre 3 miliardi di euro, che al consumo arriva a sfiorare i 5 miliardi.<\/p>\n<p>Cifre che collocano il Belpaese in testa alla graduatoria Ue, davanti anche alla Francia che vanta, per\u00f2, il numero pi\u00f9 elevato di\u00a0formaggi tutelati dal marchio comunitario.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana,geneva;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>Antonio Fiasconaro<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi l&#8217;avrebbe mai immaginato? 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