{"id":10841,"date":"2012-01-14T19:21:58","date_gmt":"2012-01-14T18:21:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/?p=10841"},"modified":"2016-01-14T19:24:05","modified_gmt":"2016-01-14T18:24:05","slug":"bonarda-mcdonalds-un-abbinamento-illogico-e-da-bocciare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sceltedigusto.it\/public\/bonarda-mcdonalds-un-abbinamento-illogico-e-da-bocciare\/","title":{"rendered":"Bonarda-McDonald\u2019s: un abbinamento illogico e da bocciare"},"content":{"rendered":"<div class=\"column\">\n<p>Le due serate di gala al McDonald\u2019s di Stradella e di Pavia dedicate all\u2019abbinamento dei due vini oltrepadani Bonarda e Moscato con il panino e il dolce del men\u00f9 di Gualtiero Marchesi, stanno facendo discutere tutti, come emerge da Facebook, perch\u00e9 vengono giudicate un\u2019assurdit\u00e0 dannosa<\/p>\n<p>all\u2019immagine e al posizionamento dei due vini sul mercato (M.P.A.)<\/p>\n<p>STRADELLA. La definizione pi\u00f9 gentile \u00e8 stato: \u201cuna baggianata\u201d come<br \/>\ndetto su Vinoway da un piccolo produttore dell\u2019Oltrep\u00f2 su Facebook;<br \/>\nparliamo delle due serate di gala ad invito che il Consorzio Tutela Vini<br \/>\nOltrep\u00f2 Pavese (foto) ha organizzato presso le due sedi di McDonald\u2019s a<br \/>\nStradella e Pavia. L\u2019iniziativa \u00e8 stata definita dal Consorzio per bocca del suo addetto stampa, \u201cun esperimento\u201d per provare con qualcosa di innovativo, l\u2019abbinamento dei vini oltrepadani per antonomasia, Bonarda e Moscato, con le creazioni di Gualtiero Marchesi (foto sotto) per la nota catena di fast food. E cos\u00ec il 26 ottobre a Stradella, il Bonarda \u00e8 stato abbinato al panino Vivace, ed il 27 ottobre a Pavia il dolce Minuetto \u00e8 stato abbinato al Moscato.<\/p>\n<p>Una decisione, a quanto pare, presa senza aver consultato i soci del Consorzio e che invece, secondo il parere del vicepresidente del Consorzio stesso, Fabiano Giorgi, rappresenta un abbinamento tra grandi: \u00abMarchesi \u00e8 il volto della cucina italiana, McDonald\u2019s uno dei marchi pi\u00f9 noti, il nostro Bonarda \u00e8 il vino pi\u00f9 venduto in Lombardia\u00bb. Sar\u00e0 anche tra grandi, ma in effetti \u00e8 stato un esperimento abortito dall\u2019inizio se consideriamo il ritorno ironico che ha prodotto non solo in tanti cittadini oltrepadani ma soprattutto fra i produttori alcuni dei quali sono intervenuti pubblicamente esprimendo il proprio dissenso verso una iniziativa giudicata assurda. Da allora \u00e8 stato detto di tutto, con commenti che spesso hanno esulato dallo stretto contesto dell\u2019iniziativa per spaziare, come era prevedibile, nel campo della comunicazione e del marketing.<\/p>\n<p>Daniele Calvi, piccolo produttore oltre padano, mette subito in chiaro il problema: \u00abaccostare la nostra povera Doc a McDonald\u2019s, tempio del cibo industriale, della perdita di tradizioni e valori culturali sul piano alimentare, \u00e8 quantomeno controproducente\u00bb. A Damiano Raffaele viene da pensare \u00abche il presidente del Consorzio sia un po\u2019<\/p>\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>autolesionista oppure dovrebbe leggere un po\u2019 di quello che si scrive in giro per il web (&#8230;). Era proprio necessario ed economicamente strategico per i produttori dell\u2019Oltrep\u00f2 intraprendere questa strada?\u00bb.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, \u00e8 proprio questo il punto: un\u2019iniziativa del genere \u00e8 un abbinamento non solo azzardato per i vini dell\u2019Oltrep\u00f2 che mirano ad un rilancio d\u2019immagine e alla riconquista di un mercato sempre troppo altalenante e affidato al caso, e non alla \u201cscientifica pianificazione di comunicazione e di marketing\u201d, ma addirittura deleterio, controproducente. E diciamolo pure, totalmente inutile.<\/p>\n<p>Se lo scopo era quello di far parlare \u201ccomunque\u201d di Bonarda e Moscato oltre che del territorio, questo obiettivo \u00e8 stato indubbiamente raggiunto almeno nel contesto locale, vista invece l\u2019irrilevante risonanza ottenuta all\u2019esterno; ma poich\u00e9 sarebbe giustamente impensabile che questo fosse il reale scopo dell\u2019iniziativa, che probabilmente aspirava a cercare uno sbocco nuovo per far conoscere il vino ad un pubblico diverso, come avrebbe fatto capire il Consorzio nel difendere la propria scelta, l\u2019errore di comunicazione \u00e8 addirittura peggiore perch\u00e9 il coro di critiche levato non lascia dubbi: bocciatura piena.<\/p>\n<p>Sia chiaro, nessuno ha bocciato i vini o persino i panini! Tutti per\u00f2 si sono detti contrari, con buona pace dei pochi sostenitori dell\u2019iniziativa consortile, ad una commistione di realt\u00e0 diverse, di espressioni di due diverse fette della societ\u00e0. Che c\u2019azzecca, verrebbe da dire, il vino con i panini? Qui, \u00e8 stato detto da qualcuno, si beve birra e coca cola, aranciata o gazzosa, mica vino! E in effetti, ce la vedete voi una persona che al drive, abbassando il finestrino, ritira il contenitore della bibita colmo di vino, con il coperchio e la cannuccia per berlo??<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non dimentichiamoci che questo \u00e8 il campo di azione di un fast food, il mordi e fuggi, quindi un mangiare che non \u00e8 frutto di un \u201cpensiero\u201d o di una scelta ragionata, ma che mira al consumo veloce, al \u201cmeno caro\u201d per far s\u00ec che possa venire anche il ragazzino che riceve pochi euro di mancia dalla nonna per un panino con gli amici, come mostra una recente pubblicit\u00e0, non certo un luogo per una scelta ponderata di un vino che si attagli al piatto e ne esalti le caratteristiche essendone a sua volta esaltato. E poi che dire delle feste per bambini che la catena tanto pubblicizza? Vediamo di far bere Moscato con le torte o Bonarda con i panini anche i piccoli festanti? O magari ai genitori<\/p>\n<p>che li accompagnano?<\/p>\n<p>Palese dunque, l\u2019assurdit\u00e0 dell\u2019accostamento fra due realt\u00e0 che nulla hanno a che spartire, in un tentativo maldestro di imprimere forse un finto giovanilismo ad un brand percepito da alcuni un po\u2019 \u201cvecchio\u201d per i gusti dei giovani, non sapendo pescare altro dal cilindro del marketing che formule che fanno il verso ad altre proposte realizzate altrove, come ad esempio a Birrart, ma con un taglio e una finalit\u00e0 completamente diversa, e in quel caso persino interessante e provocatoria. Qui, invece, la provocazione \u00e8 arrivata tutta in faccia ai produttori molti dei quali, pure soci di quel Consorzio che cos\u00ec facendo ha dimostrato chiaramente da un lato di non tenere in alcun conto il loro parere e di scegliere pensando che il solo fare business \u2013 ma quale poi? \u2013 fosse sufficiente per prendere decisioni non condivise, e dall\u2019altro di non avere capacit\u00e0 di comprendere le reali urgenze del territorio e del<\/p>\n<div class=\"column\">\n<p>marchio dei vini qui prodotti. E in effetti di marchio si tratta, perch\u00e9 stiamo parlando di vini Doc e Docg, di prodotti sottoposti a controlli e verificabili da fascetta ministeriale. Dunque, la promozione non \u00e8 perdita di contatto con la realt\u00e0 territoriale e lanciarsi senza rete in un circo, e senza considerazione per il ritorno d\u2019immagine; al contrario, pianificazione significa gettare profonde e solide basi di contatti in anni di lavoro, e di coinvolgimento di tutte le forze presenti sul territorio, a partire da quelle che costituiscono l\u2019essenza stessa, ovvero i produttori.<\/p>\n<p>Ma torniamo alla contaminazione Bonarda-Moscato con i panini fast food.<\/p>\n<p>Non sono mancati nemmeno i commenti degli enologi; uno di loro, Marco Bertelegni, che opera in un\u2019azienda che da anni \u00e8 attenta ad una promozione seria di un prodotto ormai assestato ai massimi livelli e pluripremiato, non risparmia critiche e sarcasmo all\u2019iniziativa: \u00abNon sono d&#8217;accordo vedere la Bonarda, gi\u00e0 ammazzata da una serie di iniziative fallimentari, ad essere servita al McDonald a costi irrisori insieme a dei panini artificiali. Non \u00e8 questo il modo giusto per far crescere l&#8217;immagine di un vino e di un territorio viticolo\u00bb. E poi: \u00abMi sento pi\u00f9 vicino al viticoltore che vuole vedere la sua bonarda alla trattoria o all&#8217;osteria, grezza pi\u00f9 o meno che sia, ma con ancora la rudezza e la tradizione che caratterizza la nostra stupenda zona\u00bb.<\/p>\n<p>Ed un altro giovane sommelier, Luca Bergamin, aggiunge: \u00abI nostri gioielli mettiamoli vicino ad un salume Dop o valorizziamoli sia con grandi cucine che con cucine territoriali (&#8230;) e cardine inscindibile per un consorzio \u00e8 la promozione ma la stessa va fatta non solo in Oltrep\u00f2 o a Pavia ma altrove, ovunque nel mondo\u00bb. Simona Armillei richiama alcuni post del giornalista enogastronomo Franco Ziliani (foto a lato) che su millebolleblog.it si chiedeva se l\u2019Oltrep\u00f2 fosse presente nei ristoranti pluristellati. E aggiunge: \u00abIl consorzio promuove il suo vino al Mc??? Fra poco e a questi livelli &#8211; pagamento uve e Mc -, il Consorzio dovr\u00e0 coltivarsi da solo i vigneti dell&#8217;Oltrep\u00f2 a causa delle elevate spese che i vignaioli devono affrontare\u00bb.<\/p>\n<p>Dunque da qui al \u201cfuori dal Consorzio\u201d il passo \u00e8 sempre pi\u00f9 breve. Damiano Raffaele sostiene che \u00abin Oltrep\u00f2 quando capita che si parla del Consorzio con certi produttori, non esprimono solo dei normalissimi disappunti (come \u00e8 giusto che sia) ma un vero e proprio odio, espresso con rabbia e, con termini molto duri. (&#8230;) Mi viene da pensare a due cose: o i produttori dell&#8217;Oltrep\u00f2 hanno dei seri problemi psichici, oppure effettivamente c&#8217;\u00e8 qualcosa che non va nel loro Consorzio\u00bb.<\/p>\n<div class=\"column\">\n<p>Cresce dunque il numero dei produttori scontenti verso il Consorzio e in disaccordo con le sue decisioni; e anche questo emerge dalle dichiarazioni sul social network: non lo sentono pi\u00f9 come proprio rappresentante. Non \u00e8 cosa da poco, infatti, che in diversi commenti su blog di giornalisti e blogger del settore sia emersa come una volont\u00e0 \u201ccarsica\u201d di abbandonare un Consorzio percepito come non pi\u00f9 testimone della realt\u00e0 di questo terroir per ritrovarsi in gruppi associativi pi\u00f9 contestualizzati e promettenti per zona e produttori. Un esempio di quali prospettive potrebbero esserci, pu\u00f2 essere tratto dall\u2019Associazione della Valle del Riesling, un\u2019idea che ha unito<\/p>\n<p>marketing e tradizione di produzione enologica per la diffusione di un brand considerato difficile dal mercato fino ad una quindicina di anni fa, il Riesling, un vino che a sentire i buyers, nonostante le sue caratteristiche, allora non vendeva. Ora non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec.<\/p>\n<div class=\"column\">\n<p>\u00abIl punto \u00e8 proprio che non abbiamo fiducia nell&#8217;istituzione consorzio perch\u00e9 non fa i nostri interessi e non abbiamo nessun potere in termini decisionali per cambiare questa situazione\u00bb scrive un altro piccolo produttore. E ancora Bertelegni commenta: \u00abOrmai sono sempre pi\u00f9 convinto che tante aziende serie con l&#8217;obiettivo della qualit\u00e0, non possono appartenere ad un Consorzio che promuove la Bonarda al McDonald e che sostiene un disciplinare antiquato fatto per chi produce e commercializza vini da cisterna. La Bonarda \u00e8 il prodotto simbolo dell&#8217;Oltrep\u00f2, ancora prima di Pinot e Riesling, e vedo sbagliato che un Consorzio promuova questa iniziativa suicida. Anni passati si promuoveva la Bonarda col caciucco, era partita l&#8217;iniziativa Bonarda Style&#8230; oggi si va al Mc&#8230; ma nessun risultato positivo. Piuttosto che ci vadano Giorgi o la cantina sociale al Mc, ma da singoli produttori e non in rappresentanza di un Oltrep\u00f2 degno di vantare una cucina tradizionale da far invidia a qualsiasi altro territorio\u00bb.<\/p>\n<p>Dunque un Consorzio garante appare sempre pi\u00f9 un sogno, o addirittura una utopia, come sostiene l\u2019enologo Bertelegni concludendo amaramente che \u00abfacendo cos\u00ec non valgono nemmeno pi\u00f9 niente le varie Doc e Docg (sempre pi\u00f9 reclamizzate ed esaltate con tanto di fascette e bollini da chi vende ad 1!). Oggi le aziende devono contare sulle proprie forze, diffondendo un loro marchio che rappresenti garanzia e qualit\u00e0\u00bb. Ed una simile considerazione poco si attaglia ad una iniziativa che secondo l\u2019addetto stampa del Consorzio, dovremmo tutti considerare divertente e sdrammatizzante.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che se in alternativa al Mc, il massimo che si pensa di fare per promuovere il territorio, come ha detto in un passaggio il Consorzio attraverso il suo addetto stampa, \u00e8 organizzare \u00abun ciclo di serate Bonarda in locali tradizionali del nostro Oltrep\u00f2 Pavese, ora diamo la stoccata con la ristorazione tradizionale (specie in via d&#8217;estinzione e da tutelare)\u00bb, significa vendere per nuove, cose in realt\u00e0 gi\u00e0 fatte, e da altri. La Strada dei Vini e dei Sapori, infatti, aveva realizzato iniziative come \u201cAgnolotto e Bonarda\u201d che ora il Consorzio sembra voler far passare come proprie quasi avesse scoperto chiss\u00e0 che novit\u00e0!<\/p>\n<p>E allora avanti con l\u2019ora dei dilettanti allo sbaraglio&#8230; e proprio questo marketing dilettantistico emerge sempre pi\u00f9 da iniziative come il Mc al Bonarda e al Moscato, dove invece di potenziare il brand \u201cvino\u201d appoggiandosi a marchi non invasivi per non offuscare la visibilit\u00e0 del vino, si fa esattamente il contrario rendendo succubi del fast food, due vini che sono invece emblema storico della terra oltrepadana e vitivinicola. Iniziative che non si appoggiano ad una filosofia come quella che sorreggeva progetti quali Bonarda Style o Bonarda e Caciucco a Viareggio rivolti a riposizionare un vino leggero ed effervescente come il Bonarda creando un brand autonomo. Proprio questo dilettantismo potrebbe favorire l\u2019uscita definitiva di aziende dal Consorzio.<\/p>\n<p>Miriam Paola Agili<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"section\"><\/div>\n<div class=\"section\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le due serate di gala al McDonald\u2019s di Stradella e di Pavia dedicate all\u2019abbinamento dei due vini oltrepadani Bonarda e Moscato con il panino e il dolce del men\u00f9 di Gualtiero Marchesi, stanno facendo discutere tutti, come emerge da Facebook, perch\u00e9 vengono giudicate un\u2019assurdit\u00e0 dannosa all\u2019immagine e al posizionamento dei due vini sul mercato (M.P.A.) 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