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Natale Giunta: condannato per sempre. L’intervista.

Natale-Giunta“Condannati per sempre”: è questo l’amaro sfogo dello chef Natale Giunta appresa la notizia del privilegio concesso ai suoi estorsori di scontare la pena residua agli arresti domiciliari, dopo una condanna a sette anni e otto mesi e appena due trascorsi dietro le sbarre. Giunta si è sfogato sui social con un “impressum” che ha tutte le caratteristiche per diventare un leit motiv, uno slogan, un manifesto. Giunta150x150Natale Giunta, vittima del racket, aveva denunciato nel 2012 diversi personaggi che gli avevano chiesto di “mettersi a posto” versando quote pari a duemila euro a scadenze precise: Natale e Pasqua. Erano i primi passi del bellissimo Castello a Mare, e Giunta non esitò a recarsi presso una stazione dei Carabinieri a denunciare i fatti. Ne seguirono arresti, processi e condanne: e la protezione di una scorta allo chef coraggioso.
giunta nataleImprenditori condannati per sempre”: a vivere nella paura, a vivere rinunciando ad una consistente parte di vita fatta di libertà personale, per essersi messi dalla parte della giustizia ed avere denunciato il giogo mafioso del pizzo.
Il percorso di Giunta è faticoso e non privo di conseguenze anche oggi che vive sotto scorta entro i confini dell’isola: danneggiamenti di varia caratura, ritorsioni e, soprattutto, un senso di ansietà che non lo abbandona mai.
Una vita difficile quella che costringe un giovane a muoversi in totale assenza di indipendenza e che, una volta fuori dai confini regionali, gode di tutto ciò che in casa non può più fare. Cosa? Una passeggiata, ad esempio, guardando un paio di vetrine.
Così Giunta a Palermo non si concede tregua, tuffandosi a capofitto nel lavoro.
Gli chiedo:
giunta1Giunta, ma cosa fa oltre a lavorare?

“Lavoro, e basta.”

Ma la famiglia, i progetti di vita?

“Occorre tempo per queste cose. Occorre gestire dei tempi e degli spazi. Bisogna dedicare tempo ed attenzioni alle relazioni. Io non me lo posso permettere e non soltanto per i pressanti impegni di lavoro. Io non ho più una vita normale, se così si può dire. E quando arriva la sera e finisco di lavorare ( non prima delle 23.30 nda) l’unica voglia che ho è quella di andare a dormire sperando di non essere svegliato da allarmi che suonano e che segnalano effrazioni nel mio locale nel cuore della notte.”

natale giunta 2 - chefRitorsioni?

“Certo, a vari livelli. Danneggiamenti grandi e piccoli ma, soprattutto, la volontà di questi soggetti di non farsi dimenticare e per quanto mi riguarda, la consapevolezza di essere tenuto d’occhio: di essere “ attenzionato” da questi signori che certamente non me l’hanno perdonata e non me la perdoneranno.”

Ha paura Giunta?

“Paura no: sapevo a cosa sarei andato incontro ed ho accettato di pagare questo prezzo. Sono però deluso ed amareggiato: mi aspettavo una tutela migliore e soprattutto un’azione di contrasto al fenomeno del pizzo molto più incisiva. Venire a sapere oggi che gli estorsori che ho denunciato e contro i quali ho testimoniato in tribunale siano beatamente nelle loro case a scontare la pena residua ai domiciliari mi crea fastidio, rabbia, senso di impotenza. Ma allora contro cosa stiamo lottando? E, soprattutto, chi sta lottando contro cosa? Si sono fatti due anni di galera a fronte dei quasi otto previsti dalla condanna che hanno ricevuto: e ora? Io non ho più una vita autonoma e questi sono serenamente a casa loro: ma in che Paese viviamo?”

nataleLei si sente “ condannato per sempre” quindi?

Certo: e lo sono. Io vivo scortato, senza libertà personale, senza intimità, senza relazioni stabili, senza la possibilità di costruirmi una famiglia mia per aver scelto di stare dalla parte della legalità. Sto in ansia per la mia attività ed i miei familiari. Non me ne sono mai pentito un solo giorno, ma sicuramente lo scoraggiamento mi prende quando sento queste notizie e soprattutto quando ricordo le parole di grandi uomini che hanno regalato a questa città il decoro e la dignità di una città che lotta pagando con la loro stessa vita, più di venti anni fa: il grande Giovanni Falcone diceva che “ chi ha un conto in sospeso con la mafia prima o poi sa che dovrà pagarlo”, perché la mafia non perdona e ha memoria luna. Oggi i mafiosi sono a casa loro: e io penso a me stesso e agli altri imprenditori, in ginocchio, e li vedo cadere un giorno dopo l’altro, uno dopo l’altro, in questa terra di nessuno consegnata colpevolmente nelle mani sbagliate. Ecco perché noi imprenditori siamo condannati per sempre.”

Alessandra Verzera

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