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Mezzelune alla menta con prosciutto e melone

MEZZELUNE PROSCIUTTO E MELONELA STORIA: questa ricetta nasce dalla voglia di coniugare un sapore fresco abbinato ad una pasta all’uovo fatta in casa. Il condimento è volutamente semplice, per esaltare il gusto estivo dato dalla menta, il prosciutto e il melone.

La pasta è stata dapprima lavorata a mano e poi tirata a macchina, una vecchia Imperia a manovella di almeno 30 anni, che fa ancora il suo lavoro dignitosamente. Sono macchine praticamente indistruttibili, che necessitano dell’unica accortezza di essere pulite dopo ogni utilizzo con uno spazzolino o pennello, evitando tassativamente il contatto con l’acqua per scongiurare la formazione di ruggine.
Una volta presa la mano, preparare la pasta in casa diventerà un rito irrinunciabile che darà grandi soddisfazioni e vi permetterà di liberare la fantasia attraverso composizioni d’impasto e ripieni sempre nuovi.
Nella ricetta vado ad utilizzare le uova a pasta gialla che conferiscono un sapore e un colore più deciso, ma potete tranquillamente usare anche prodotti diversi.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

– 3 uova a pasta gialla
– 300 gr farina di semola
– 30gr di menta fresca
– 7 fette di prosciutto crudo + 3 per il condimento
– 4 fette di melone
– olio extra vergine
– sale
– 25gr di burro

IL RIPIENO: priviamo il melone di buccia e semi e mettiamolo nel mixer.
Se il risultato appare troppo liquido, dobbiamo passarlo in un colino per trattenere la polpa. Solo quando la consistenza avrà un aspetto compatto possiamo andare a frullare insieme anche il prosciutto crudo.

LA PASTA: iniziamo frullando nel mixer la menta e le uova. In una ciotola mettiamo la farina, il sale e aggiungiamo il composto di uova e menta. Usiamo una forchetta per miscelare gli ingredienti e aggiungiamo un cucchiaio d’olio per donare elasticità.
Trasferiamo il tutto su una spianatoia e lavoriamolo finché l’impasto non inizierà a prendere consistenza. Fate questa operazione a piene mani, tirando la massa avanti e indietro e sbattendola sulla spianatoia sempre ben infarinata. Dobbiamo ottenere una pasta liscia e senza grumi dalla quale ricavare un panetto da mettere in frigo per 1 ora, avvolto nella pellicola.
Infariniamo la spianatoia e la superficie del panetto e iniziamo a tirare la sfoglia muovendoci in tutte le direzioni e ruotando ogni volta di un quarto. Ottimiziamo il tiraggio facendo passare la sfoglia, opportunamente ritagliata, nella macchinetta per la pasta. Possiamo iniziare con un passo intermedio e ripassandolo nello spessore più sottile ricordandoci di mantenere sempre infarinato il rullo.
Con un coppapasta rotondo da 12cm o 15cm andremo poi a ricavare dei cerchi che saranno la forma base dei nostri ravioli.
Prendiamo i nostri cerchi di pasta e mettiamo il ripieno su un solo lato, lasciando 1cm dal bordo che servirà per avere spazio sufficiente alla chiusura e il bordo andrà leggermente inumidito per favorire una sigillatura ottimale. Possiamo creare una zigrinatura sull’estremità facendo una leggera pressione con i rebbi di una forchetta.

ALL’ASSEMBLAGGIO!!! Mettiamo a bollire l’acqua con il sale e un filo d’olio che ci aiuterà a non fare attaccare la pasta alla pentola. La pasta va “scolata” al dente perché andremo a terminare la cottura direttamente nel condimento, ma non utilizzate lo scolapasta che la romperebbe. Piuttosto prelevatela con una schiumarola o mestolo forato e trasferitela nella padella dove abbiamo fatto sciogliere dolcemente il burro e fatto saltare il crudo a pezzetti fino a farlo diventare croccante.
Lasciamo insaporire il tutto per qualche minuto a fiamma alta, muovendo energicamente la padella senza usare cucchiai o simili e serviamo subito.

CURIOSITA’: Le uova sono considerate da molti come uno degli alimenti più nobili al mondo. Ricche di proteine, grassi buoni, sali minerali e vitamine, ricoprono senza dubbio un ruolo fondamentale nell’alimentazione umana.
Quelle più comunemente consumate sono le uova di gallina ma vengono utilizzate anche uova appartenenti ad altri volativi come: quaglia, anatra, oca, struzzo, faraona e tacchino.
Parlando di uova di gallina, il colore del guscio dipende esclusivamente dalla razza e non incide sui parametri nutrizionali dell’uovo. La colorazione del tuorlo dipende invece dai pigmenti contenuti nel mangime oppure da sostanze aggiunte appositamente per ottenere una sfumatura di colore più piacevole per il consumatore. Le uova vengono classificate in base al peso, alla freschezza e al tipo di allevamento delle galline.
Le qualità alimentari dell’uovo sono state apprezzate dall’uomo sin dall’antichità. Gli Egiziani già allevavano polli e avevano inventato un sistema artificiale di incubazione delle uova. I Cartaginesi mangiavano invece uovo di struzzo e anche i Greci consumavano uova di gallina, tant’è che il medico greco Galeno affermava che nella dieta di una persona anziana non dovevano mai mancare. Presso i Romani le uova di gallina, insieme a pane, olive e vino, componevano l’antipasto (gustatio) della cena, tanto che entrava in un detto (ab ovo usque ad mala= dall’uovo alle mele) che denotava il tipico pasto completo.

Vi aspetto alla prossima RicettIdea!

Roberta Evangelista

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