Home Di piatto in piatto Tipicità Melanzane e cucina povera: per un pasto da Re.

Melanzane e cucina povera: per un pasto da Re.

Da tempo immemore in Sicilia la necessità ha sempre fatto virtù, specie in cucina. Una cucina povera che sfruttava al massimo i pochi ingredienti che la gente poteva permettersi di acquistare. Come nel caso della melanzana: una sola melanzana per preparare tre e persino quattro pietanze. Poi del formaggio rimasto, del pane raffermo e qualche pomodoro. Dagli involtini in poi, vediamo come la tradizione povera è diventata regina.

Metti una grossa melanzana e metti una madre di famiglia con pochi spiccioli nel portamonete, ma con tanta fantasia e tanta inventiva: e si ottiene una tavola da re ed un sapore unico di tradizione.

La melanzana è una di quelle viola: costano circa un euro e sono quattro le persone a tavola. Bene: si inizia dall’antipasto; alcune fette molto sottili di melanzana fritte in poco olio e poi farcite con pane raffermo ammollato nel latte, passolina e pinoli, qualche avanzo di formaggio gustoso, un po’ di salame avanzato se c’è, ma se non c’è va bene lo stesso,  qualche cucchiaiata di sugo pomodoro e via in forno con una fettina di formaggio su a fondere e a gratinare e qualche fogliolina di basilico a profumare. Squisiti.

 Poi si passa al primo, alla pasta :  questo alimento così irrinunciabile e tutto sommato economico. Ancora una volta qualche cucchiaio di pomodoro, una dadolata di melanzana fritta che finisca la cottura nel pentolino del sugo insaporendolo, ed una grattugiata di ricotta salata. Ed il primo, una superba pasta alla Norma, è servito.

 

Il secondo è pesantuccio,ma fantastico: è la melanzana a cotoletta. Che si prepara esattamente come la cotoletta di carne e cioè passandola prima nella farina, poi nell’uovo battuto ed infine nel pangrattato. E poi via a friggere e a dorare. Un’alternativa altrettanto gustosa è la polpetta di melanzana, che si prepara facendo bollire a lungo la melanzana ridotta a cubetti per poi impastarla con uovo, formaggio grattugiato e un po’ di farina, dopo averla privata dell’acqua superfla strizzandola per bene. Si aggiungono sale e menta, si infarina e si frigge. Difficile portare in tavola qualcosa di più allettante.

 (Foto di Rosanna e Sandra da www.panperfocaccia.eu)

Cosa rimane della melanzana viola acquistata per circa un euro? Un pranzo luculliano, di gente povera, che non costerà mai più di dieci euro in tutto, ma quasi sicuramente molto meno. Di gente con pochi soldi ma con tanta fantasia e creatività, di gente che ha imparato come “accordare il pranzo con la cena”. Di gente che ha inventato la bellissima poesiola siciliana che dice così : ” S’avissi un pignateddu, l’ogghiu e ‘u sali, mi facissi anticchia di pani cottu, s’avissi lu pani”.

Alessandra Verzera

Nessun commento

Rispondi