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Le “stigghiole” messe al “bando” ad Arezzo al mercato “Streetfood”

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Bufera sulle “stigghiole” ad Arezzo nel corso del tradizionale appuntamento di “Streetfood”. Gli ispettori della Usl aretina, infatti, hanno disposto il sequestro del prodotto di eccellenza perchè “non dà garanzie per la salute, come la pasta fresca, che non sarebbe adeguatamente conservata” ed in vendita nel mercatino enogastronomico della città toscana. (A. Fi.)

Il cibo della “palermitaneità” più genuina, in tutti i sensi, consumato per strada ha trovato i “paletti” da parte degli ispettori dell’azienda sanitaria locale di Arezzo che, a nostro avviso, hanno fatto bene, perchè ancora oggi non si comprende come mai questo cibo venga venduto dagli ambulanti senza alcun controllo sulla qualità e sulla genuità del prodotto che, forse qualcuno ha già dimenticato, è stato messo al bando dopo i casi di “mucca pazza” che si verificarono circa una decina di anni fa.

Se le “stigghiola” sono quelle per cui sono nate, cioè fatte dalle anteriora degli agnelli e dei capretti, ben vengano, se invece, sono il prodotto di scarto degli intestini di bovini, cavalli, asini e suini, allora, giusto l’intervento dei dirigenti della Usl di Arezzo e di conseguenza andrebbero fatti controlli del genere anche in tutto il territorio nazionale dove questo cibo di strada viene prodotto e consumato.

Evidentemente qualcuno leggendo arriccerà il naso e ci contesterà. Noi siamo per la genuinità dei prodotti che, grazie alla filiera, poi finiscono sulle nostre tavole. E’ vero pure un’altra cosa: il cibo di strada è nato con l’uomo, quindi è difficile che possa d’incanto sparire dalle nostre piazze, ma i controlli andrebbero fatti a monte. Se ad Arezzo hanno messo al “bando” le nostre “stugghiola”, un giorno l’altro potrebbero finire sul “banco degli imputati” anche la porchetta, la piadina, ed altri prodotti tipici del “street food” italiano.

A Palermo, infatti, gli “stigghiolari” non sono mai scomparsi, nemmeno quando si era diffuso il fenomeno della “mucca pazza”. Sono imperterriti con i loro banchetti e braci agli angoli delle strade e lungo le vie più frequentate. Ed i controlli? Qualche anno fa i carabinieri del Nas avevano intensificato le ispezioni ed i blitz con sequestri e controlli sulla genuinità dei prodotti. Poi, scemato e soprattutto spenti i riflettori sulla “mucca pazza” di controlli non se ne sono compiuti più.

Ma oggi come comportarsi? Così come è stato fatto ad Arezzo con la manifestazione “Streetfood”, oppure, come capita spesso dalle nostre parti, il tutto si lascia cadere nel “dimenticatoio”? Secondo Paolo Giambruno, direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria dell’Asp di Palermo: “Le stigghiola di bovino sono ancora oggi bandite dalle tavole e quelle che si trovano agli angoli delle strade di Palermo provengono da macelli siciliani e del Nord dove evidentemente non vengono compiuti controlli adeguati così come accade nei mattatoi del Palermitano. Nelle nostre strutture – aggiunge – le interiora di bovino vengono triturate da un apposito apparecchio, quindi distrutte e non finiscono nel mercato degli “stigghiolari”. Quelle che vengono vendute in città sono di mucca, cavallo e suini. Non sono le vere “stigghiole” fatte con il budello degli agnelli e dei capretti”.

Quindi andrebbero fatti controlli più intensivi e capillari anche presso gli ambulanti palermitani, perchè ancora oggi forse qualcuno non garantisce la salute dei cittadini. “Noi non possiamo controllare gli “stigghiolari” – sottolinea ancora Paolo Giambruno – non abbiamo personale sufficiente. Ben vengono, allora i controlli da parte della Polizia Municipale e dei carabinieri del Nas”.

Intanto, tornando al blitz del Prato di Arezzo c’è da sottolineare la “guerra” tra il sindaco della città aretina Giuseppe Fanfani e il direttore di Ascom Franco Marinoni: “Il prossimo mercato internazionale, dopo sei edizioni nel capoluogo aretino, si terrà a San Giovanni Valdarno. Il sindaco di Arezzo invece di preoccuparsi della salute dei cittadini e del rispetto delle regole inveisce perché normali controlli di routine sono stati svolti anche sull’iniziativa sui cibi di strada organizzata dal Comune di Arezzo in occasione dell’ultima Fiera Antiquaria, ho preso contatti col primo cittadino di San Giovanni Valdarno per concordare lo spostamento del Mercato Internazionale. Il primo cittadino di Arezzo, infatti, aveva sottolineato: “‘Il cibo di strada si vende ovunque, perche ad Arezzo no? ”Uno spiegamento di forze come per arrestare Riina, ma hanno catturato soltanto una porchetta”.

Una chiosa è doverosa: il cibo di strada c’è sempre stato e continuerà ad esistere. Quindi è nel nostro dna. Ma i controlli vanno compiuti con serietà e con periodicità. Non soltanto quando si accendono i riflettori su questo o quell’altro scandalo sul settore alimentare. Non avrebbe senso. Appena cala il sipario, o si abbassa la guardia tutto ritorna normale, anzi peggio di prima. E allora?

Antonio Fiasconaro

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