Home Generale La Regione Siciliana dichiara guerra ai vini in brik importati.

La Regione Siciliana dichiara guerra ai vini in brik importati.

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Arriva nella GDO il vino siciliano di qualità in brik o bag. Il primo passo ufficiale è stato fatto. Con la presentazione alla grande distribuzione siciliana è partito il progetto “Vini Pop Sicilia”. Attraverso l’Istituto Regionale della Vite e del Vino, la Regione lancia la commercializzazione di vino siciliano di qualità in brik o bag nei supermercati (A.Zi.)

 

 

“E’ un prodotto doc – dice l’assessore regionale delle Risorse Agricole e Alimentari, Elio D’Antrassi – perché il vino è di qualità ed e’ a costo basso. La scelta del vino in brik o in bag e’  mirata all’internazionalizzazione del prodotto, in linea con il concetto presente soprattutto in Nord Europa, di vino in brik come sinonimo di un perfetto compromesso qualità- prezzo”. Tanto per avere un’idea, la bag di tre litri avrà un costo di circa 6 euro.

La qualità del vino sarà certificata dall’Istituto regionale della Vite e del Vino che opererà il controllo di qualità del prodotto, conferito da un network di cantine siciliane. Dario Cartabellotta, direttore dell’IRVV sottolinea che “con questo progetto si afferma il concetto di daily wine. Vino giornaliero sì ma –ribadisce- di qualità”. A questo proposito mostra la scheda del nero d’Avola che sta per essere commercializzato e dalla quale si evince che “l’estratto secco totale è 29”.

“Per intenderci- chiosa il direttore dell’IRVV- questo parametro nelle doc italiane è tra i 18 e i 20”.  Attualmente sono solo due le cooperative  (insieme contano 12.000 ettari di vigneto) interessate nel progetto: Colomba Bianca e Alto Belice Corleonese.  “Entro un mese – dice D’Antrassi-  saranno disponibili nei supermercati  il nero d’Avola e l’ insolia. Poi verranno aggiunti altri monovitigni come il catarratto e, piano piano, si cercherà di rappresentare quasi tutti i vitigni siciliani e verranno inserite altre cooperative che vorranno prendere parte a questo progetto”. Uno dei plus è un packaging attraente e che coniuga vino e cultura. “E’ vero – afferma l’assessore-  brik e bag sono impreziositi da raffigurazioni artistiche e storiche siciliane rivisitate in chiave Pop, grazie alla collaborazione con l’ assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana che ha messo a disposizione la proprietà intellettuale dell’immagine dei quadri di Antonello da Messina. Dopo questa serie verranno presentate altre icone della cultura storica siciliana”. Dunque la Regione è pronta a spingere, attraverso un piano di comunicazione (affidata all’agenzia Tamaco), il daily wine nella grande distribuzione con “l’obiettivo di offrire un prodotto che si distingua dagli altri presenti nella GDO”.  Una sorta di “guerra” alle note marche di vino in brik che affollano i supermercati, anche quelli siciliani. “Purtroppo  – sottolinea l’assessore D’Antrassi- noi importiamo quasi il 70 per cento dei prodotti agroalimentari ed una parte consistente di queste importazioni riguarda il vino. Esiste, invece, la possibilità di elaborare in Sicilia un prodotto di altissima qualità con un ottimo rapporto qualità-prezzo contro l’invasione dei vini in brik che importiamo”. Un progetto ambizioso che, però, dovrà fare i conti con la domanda rivolta all’assessore da un rappresentante della grande distribuzione, ovvero se “ si riuscirà a controllare il prezzo di vendita”. E, ci permettiamo di aggiungere, consiglieremmo all’agenzia di comunicazione integrata, uno sforzo in più per trovare un nome commerciale che coniughi l’appeal alla praticità. Gli attuali “Nero d’Avola vino rosso di Sicilia di qualità” e “Cataratto vino bianco di Sicilia di qualità” –forse- non corrispondono esattamente a questi canoni.

Arianna Zito

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