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La magia di Bosco Ciancio

ciancioL’ambiente naturale di Bosco Ciancio è rifugio accogliente per quanti, superate le curve di una strada in cui non è difficile imbattersi in pecore abbarbicate a brucare erba e fichi d’india, lasciata alle spalle la provincia catanese di Biancavilla, ci si ritrova in salita verso la natura incontaminata. Ai piedi dell’Etna già vagamente innevato, in pieno parco naturale, un borgo ottocentesco regala profumi nuovi, sensazioni legate alla terra e tante castagne a segnare l’inizio di un autunno in terra sicula .

Villa Ciancio è attorniata da trenta ettari di terreno, un castagneto meraviglioso con un sottobosco che evoca le favole che hanno segnato la nostra fanciullezza. È piacevole passeggiare immersi in questa oasi di tranquillità, lasciata la città, il caotico rumoreggiare di clacson impazziti, la frenesia che attanaglia una vita meno rurale e meno serena di quella che si prospetta in vacanza. Ed in questo luogo la vacanza è assicurata, una fuga dall’aria viziata, un tuffo a mente sgombra all’interno di questo bosco privato che, fedelmente restaurato, racconta scorci di vita dei Duchi Ciancio in pieno ‘800 siciliano con una costruzione in perfetto stile, rispetto alle architetture rurali tradizionali dell’Etna. La villa può accogliere pochi visitatori per volta, sono, infatti, appena 18 le camere, arredate in stile country-chic. Una gradevole atmosfera conviviale si crea nella sala con il camino e nel solarium. Più che positivo il nostro giudizio sul ristorante della villa.

Si mangia alla carta e decisamente molto bene. Un forno a legna per preparare le pizze, una colazione sicuramente più salata che dolce, ed i condimenti della pasta che annoverano castagne, funghi, salsiccia di suino nero, pistacchi: prodotti tipici etnei e non, ma di sicuro effetto sull’avventore tipo di Bosco Ciancio. Parliamo perlopiù di tedeschi ma sono moltissimi gli stranieri che decidono di rifugiarsi in quest’oasi di pace. Turisti che non si spaventano all’idea di percorrere molti chilometri al giorno – anche più di 100 – per raggiungere altre mete turistiche. Molti di loro – dicono i gestori – sono imprenditori e manager che fuggono dagli impegni lavorativi con famiglia a seguito – figli piccoli, nonni, interi nuclei familiari – e si soffermano presso il castagneto di Villa Ciancio, quasi per riappropriarsi del silenzio. Il desinare poi per loro deve essere votato alle scelte di mare, anche in pieno pendio montano, perché la loro idea di Sicilia è molto più globale della nostra: si trovano su un’isola, per grande che sia e qui di certo, in uno scorcio di terra circondata dal mare, non può mancare il pesce!

Pochi, in effetti, i siciliani che optano per questo tipo di vacanza. Eppure il luogo è un perfetto connubio tra isolamento spirituale e centro nevralgico, se si decide di conoscere, girare e raccontare l’entroterra etneo ed i suoi centri abitati, da Biancavilla a Centuripe passando per il più conosciuto Bronte. La struttura che si presenta al visitatore è antica nell’essenza, per essere un borgo ottocentesco restaurato, ma molto giovane nella gestione; è aperta da appena 8 mesi ed il legno degli arredi, nelle camere, profuma ancora di fresco. Tutto appare pulito ed in ordine, i gestori nonché tutto il personale sembra trovarsi a proprio agio tra gente di ogni dove e lingue straniere parlate ancor più correntemente che l’italiano.

E poche parole, scambiate con l’amministratore sia di Bosco Ciancio che del primo portale di informazione turistica italiano (Italia Turismo S.r.l.), Giovanni Malfitano, ci lasciano comprendere come mai la Sicilia in ogni piega, in posti così sconosciuti agli stessi isolani come Bosco Ciancio, sia invece meta di molti stranieri francofoni, inglesi, tedeschi: l’amore per la diffusione della cultura, l’orgoglio che spinge a far conoscere la propria terra natia quando la formazione professionale, la crescita avvenuta in Germania hanno regalato a questo giovane imprenditore il desiderio di riscattare una terra tanto deturpata; non certo, o non solo, da un punto di vista paesaggistico, bensì dalle scelte politico economiche che tendono sempre a mortificare la genialità, la voglia di fare, il desiderio di rivalsa di una parte – sempre più consistente – di questo nostro Bel Paese.

Tiziana Nicoletti

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