Numero 9 - Anno II

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Mercoledì, 19 Giugno 2013

Direttore Alessandra Verzera


DOLCI CON IL MIELE DOLCI COME IL MIELE: I MUSTACCIOLI SICILIANI PDF Stampa E-mail

mustazzoli2.jpgNel periodo natalizio il panorama dei dolci siciliani, già di per sé vasto, diviene immenso . Tra le tante leccornìe che si preparano ad adornare la tavola delle feste vi sono dei dolci di antica memoria dolci come il miele che ne costituisce l’ingrediente principale: i mustaccioli siciliani. Origini e ricetta (M.Za.)

I mostaccioli in dialetto "mustazzoli" , sono biscotti duri, compatti, pesanti, delle forme più svariate, decorati da carta stagnola colorata. Esistono almeno cinquanta forme tradizionali  tra cui le più diffuse sono a “esse” , palma, il paniere, la pianta, il cuore, il pesce spada e la sirena e poi tutte quelle  che la fantasia degli artisti  suggerisce .

Dal  Vocabolario del dialetto calabrese (1977) di Luigi Accattatis  il "Mustazzuòlu o mostacciolo" viene definito "dolce introdotto dagli arabi e che si fa di fior di farina impastata con miele o con vino cotto, condito di varie spezie e cotto in forno. Il popolo usa questo specie berlingozzo, più che altre occasioni nei maritaggi".

Ciò che si è giunto ai nostri giorni circa l’origine, il significato dei mustaccioli e  il senso del prepararli e donarli, è un mirabile intreccio tra storia e leggenda perpetuata negli anni da padre in figlio per generazioni. Dal punto di vista storico, infatti, l’introduzione dei mostaccioli si attribuisce ai monaci certosini del centro di S. Stefano in Bosco vicino Serra S. Bruno e poi ai Domenicani del convento di S. Domenico, sorto nel 1510, che hanno insegnato, sostenuto e promosso tra gli artigiani locali l’arte pasticcera, fiorente tra il ‘600 ed il ‘700 che investiva prima di tutto i monasteri.

mustazzoli.jpgLa leggenda ne affida, invece, la diffusione ad un monaco, che li avrebbe offerti  in dono ad una popolazione contadina e povera , per poi scomparire misteriosamente. Su questi dolci aveva vegliato a lungo S. Domenico, il cui santuario era meta di pellegrinaggio e di culto, che ne diviene patrono dei mastazzolari e il maestro artigiano venne chiamato "u monacu".

Quale che sia la realtà sulla loro origine è certo che  la loro bellezza dal punto di vista  artistico, unita alla bontà che nasce dalla felice unione di ingredienti sani e genuini, li rende tra i dolci natalizi più decorativi della tavola delle feste.Oltre che belli, infatti, in realtà questi  biscotti sono soprattutto buoni da mangiare, molto apprezzati per il gusto e la morbidezza, dato  da un impasto di farina, miele, mandorle, cannella, chiodi di garofano e buccia di limone.

L’impasto lievitato che si ammorbidisce con il tempo assorbendo umidità e l’arricchimento con mandorle ed aromi, rendono i biscotti graditi e ricercati da consumare a colazione come pure da dessert.

Per i lettori di Scelte di Gusto che vogliano cimentarsi in vista delle festività natalizia nella lavorazione di questi dolci con cui adornare le proprie tavole imbandite, proponiamo, di seguito, la gustosa ricetta.

I “MUSTAZZOLI” SICILIANI

 

mustazzuoli3.jpg

Ingredienti:

Per l’impasto: 1 kg di farina per dolci; 350 g di zucchero; 200 g di sugna (o burro o margarina), 4 uova, 1/4 di l di latte, 20 g di ammoniaca per dolci ; 15 g di bicarbonato.

Per il ripieno:

265 g di miele d'agrumi  locale "Meli", 265 g di mandorle abbrustolite tritate, 150 g di nocciole abbrustolite tritate, 100 g di noci a pezzetti, 1 buccia d'arancia grattugiata, 1 pizzico di cannella in polvere, 1 bicchiere d'acqua.

Bollire il miele a fuoco dolce aggiungendo l'acqua e mescolando a poco a poco tutti gli ingredienti finemente tritati, la scorza d'arancia.

Preparazione:

Impastare a fontana gli ingredienti, lavorare bene la pasta e tirare una sfoglia sottile, dalla quale ritagliare rettangoli di circa dieci centimetri per cinque: riempirli con un po' della farcia preparata mescolando insieme tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto denso ed omogeneo  e dare ai mostaccioli la forma desiderata e praticando tagli decorativi sul dorso, che consentiranno, dopo averli cotti in forno  a fuoco dolce, di vedere la farcitura interna.

 

Manuela Zanni


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