Home Primo Piano “Fund Raising Dinner 2015”. L’enogastronomia al servizio della Ricerca.

“Fund Raising Dinner 2015”. L’enogastronomia al servizio della Ricerca.

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fibrosi7Una serata squisita. E il riferimento non è soltanto alla location, l’elegante Events Space Radice Pura a Giarre. E nemmeno al fatto che gli ospiti abbiano avuto la possibilità di degustare le prelibate ricette di ben diciannove chef, stellati e professionisti di altissimo livello. E neanche che la musica di intrattenimento, la cordialità degli organizzatori e dei padroni di casa e il clima stesso della serata siano stati perfetti. fibrosi9Il riferimento è al nobile intento che aveva l’appuntamento ovvero sostenere la ricerca scientifica, coniugando perfettamente lo sport, la moda e la gastronomia.
Così è stato per la “Fund Raising Dinner”, la cena di beneficenza che mercoledì 15 aprile ha avuto luogo alle pendici dell’Etna, traendo spunto dalla presentazione di un libro, “BikeTour – Pedalando per la ricerca”, con un ospite d’eccezione: Matteo Marzotto. Obiettivo? fibrosi8Raccogliere fondi per la Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica. L’appuntamento catanese è stato fortemente voluto da Claudio Miceli, Fashion Retailer della provincia etnea. fibrosi1È stata un’occasione per ritrovarsi – insieme ad ospiti speciali – per supportare un importante progetto. L’impegno di coloro che sono intervenuti, infatti, andrà a sostenere il progetto scientifico #13/2014 “Targeting extracellular Protein Disulphide Isomerase to control Burkholderia cenocepacia lung infections” e aiuterà la Fondazione a percorrere il lungo cammino verso la cura della Fibrosi Cistica. fibrosi5Solo in Italia vengono diagnosticati circa 200 nuovi casi all’anno: ogni settimana nascono circa 4 nuovi malati e l’incidenza della malattia è probabilmente simile in tutte le regioni d’Italia: un neonato malato ogni 2500-3000 nati sani.
Con Matteo Marzotto e Claudio Miceli sono intervenuti alla conferenza il vicedirettore scientifico della Fondazione, Graziella Borgo, il direttore dell’Unità operativa gastroenterologia pediatrica e fibrosi cistica del Policlinico di Messina, Giuseppe Magazzù, e le responsabili della delegazione catanese della Fondazione, Sabrina Gagliano e Armanda Lombardo.
fibrosi4Così allo sport, con biciclette e ciclisti in giro per l’Italia per la ricerca, e alla moda, con Claudio Miceli in prima linea, ha risposto l’enogastronomia d’eccellenza. La serata, infatti, è proseguita con gli show cooking curati da Seby Sorbello, presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi Etnei e chef del Ristorante “Parco dei Principi” di Zafferana Etnea, con protagonisti Pietro D’Agostino (1 stella Michelin Ristorante “La Capinera” di Taormina), Tony Lo Coco (1 stella Michelin Ristorante “I Pupi” di Bagheria), Domenico Colonnetta e Francesco Patti (1 stella Michelin Ristorante “Coria” di Caltagirone) e Andrea Macca (Ristorante “Donna Carmela” Riposto). fibrosi3Nomi che non hanno bisogno di presentazione e che rappresentano alcuni dei biglietti da visita più prestigiosi dell’arte culinaria siciliana e italiana. A loro, con grandissima professionalità e tanta voglia di essere utili al progetto della ricerca, si sono uniti gli chef della squadra dell’Associazione Provinciale Cuochi Etnei, con le ricette di Rosario Cantarella, Mario Failla, Fabio Fidotta, Pietro La Torre, Vincenzo Mannino, Domenico Privitera, Angelo Raciti, Lorenzo Scollo, Orazio Torrisi, Mimmo Triolo, Santino Tripoli, Alfio Visalli.
fibrosi7Le centinaia di ospiti presenti hanno pertanto potuto degustare piatti unici ed eleganti, mentre la pianista Cinzia Dato, presentata da Ruggero Sardo, animava la serata con altrettanti pezzi unici del repertorio di musica classica. Alle note del pianoforte rispondevano quelle dei vini nei calici, curati dall’Associazione Italiana Sommeliers, presente con la professionalità di Maria Grazia Barbagallo (Delegata AIS Catania), Salvo Di Bella (Consigliere AIS), Orazio Di Maria (Delegato AIS Jonica), che hanno guidato il servizio dell’intera squadra AIS alla cena. Una serata indimenticabile e, appunto, squisita. E soprattutto un tassello in più per sostenere la ricerca scientifica.

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