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Editoriale. Il web e le nuove ignoranze. Anche in materia di cibo. Il Sampuru.

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sampuru2Sul web, e precisamente sui canali social, gira ormai da almeno sette anni un video in cui si vede un signore intento a realizzare con materiali sintetici un bellissimo cespo di lattuga. Naturalmente le didascalie che accompagnano questo video sono di tono allarmistico e adombrano il dubbio che – in modo particolare nei paesi asiatici – la gente si nutra ormai di plastica.  Naturalmente il più delle volte il video in questione viene spacciato per cinese – sottendendo al fatto che  “i cinesi copiano tutto e quindi anche il cibo”, laddove invece è giapponese. Ogni volta che questa clip  viene riproposta c’è sempre un’anima pia che pretende di spiegare che non si tratta di sofisticazioni ma di una vera e propria arte: il popolo del web – che non verifica nulla per partito preso – non crede alle spiegazioni. Se quel signore sta facendo un cespo di lattuga usando cera e chissà cos’altro, questo finirà sulle tavole asiatiche e forse anche sulle nostre, vista la globalizzazione. E così viaggiano in rete notizie false e disinformazione.  E naturalmente le condivisioni si sprecano, così come gli insulti. Per i pochissimi che non sapessero di cosa stiamo parlando, ecco un video reperito su youtube postato da qualcuno che a differenza dei più sa benissimo di cosa si tratta e che mostra un tutorial :

https://www.youtube.com/watch?v=KluBHFUaK68

Malauguratamente però la maggior parte del popolo del web non conosce questa pratica ed il messaggio che passa attraverso le maglie a volte troppo larghe della rete parla di sofisticazioni, di adulterazioni e di frodi gettando discredito sulla cucina orientale in generale ma anche su una vera e propria arte.

sampuru7 Eppure esiste una storia ormai quasi centenaria rispetto a questo cibo finto e, volendo, esiste anche una nutrita rassegna stampa consultabile da parte di chiunque volesse prendersi la pena di fare qualche verifica, se non qualche ricerca.

E’ l’arte del Sampuru, ed è giapponese.  Non soltanto: un cespo di lattuga realizzato artificialmente costa mediamente venti volte di più rispetto al prodotto edibile che si compra al mercato.

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Ma perchè esiste quest’arte? Intanto perchè i giapponesi hanno del “display” una vera e propria cultura: un senso estetico elevatissimo che li induce a creare vetrine ed esposizioni come è possibile trovarne solo nel paese del Sol Levante. Ma oltre al fatto estetico i giapponesi hanno individuato un aspetto pratico non indifferente, ad uso e consumo dei turisti. sampuruNon tutti siamo in grado di leggere e comprendere il giapponese – figuriamoci di parlarlo! –  e così, guardando i modelli di cibo in esposizione – normalmente su un tapis roulant che può essere fermato a scelta del cliente –  si può decidere cosa mangiare semplicemente fermando il tapis ed indicando il prodotto. Nei vassoi si riceverà il corrispondente naturale ed edibile del prodotto che avete visto prima passarvi davanti realizzato però in pvc.

sampuru8Un’arte molto bella ed antica, che impiegava originariamente la cera, che però si rivelò poco durevole ed anche soggetta a sciogliersi e a perdere forma. Ed allora, nel tempo, si è passati al silicone ed infine al pvc, con realizzazioni davvero fuorvianti di una bellezza estetica davvero ragguardevole e, soprattutto, indistinguibile dal prodotto vero, se non al tatto ( e ovviamente al gusto, ma nessuno ha mai gustato il cibo in pvc).

Realizzano di tutto, e tutte le foto che vedrete in questo articolo sono di alimenti non commestibili: for display purposes only ( solo a scopo dimostrativo, nda). Straordinarie manualità, straordinarie creatività e la solita, proverbiale, imperturbabilità dei giapponesi: una disciplina che vale la pena di approfondire, ricordando che a volte – paradossalmente – un pezzo sintetico per esempio di Sushi, la cui realizzazione può arrivare a costare circa 20 euro, risulta persino più bello del suo corrispondente edibile.

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Questi manufatti sono carissimi ma, individuato nel pvc un materiale perfettamente idoneo alla realizzazione, durano virtualmente una vita. Il maggiore produttore di questi articoli, con una produzione che copre l’80% della richiesta, è la ditta Iwasaki Co. Ltd, presidente Tsuyoshi Iwasaki, discendente di  Takizo Iwasaki, il padre del “cibo finto” che insieme alla moglie Suzu fondò la ditta omonima . Questo è il sito dell’azienda, con un fatturato da 92 milioni di yen all’anno http://www.iwasaki-bei.com/

sampuru tutorialhttps://i.gifer.com/MG8h.gif

Quindi stiate sereni : nessuno vi farà mangiare plastica, nessuno cercherà di vendervi cibo finto e non dovrete preoccuparvi nè di coloranti nè di conservanti, nè di OGM: se approfondirete però la conoscenza del Sampuru non potrete che rimanerne affascinati, irrimediabilmente.

Alessandra Verzera 

Credits: Gli “spaghetti” sono di  https://www.vice.com/it/article/znjk3j/sampuru-cibo-finto-giappone-537 

Tutte le altre foto sono tratte dal web e sono ritenute libere da vincoli di copyright

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