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EDITORIALE. IL LIDO DELLA VERGOGNA

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L’estate ci porta spesso alla scoperta di luoghi bellissimi e più o meno nascosti: ma a volte, purtroppo, anche alla riscoperta di luoghi ben noti. E terribilmente degradati. A Sciacca, al lido della vergogna.

Lido Esperanto, ai saccensi e ai più meglio conosciuto come “Lo Stazzone” era, negli anni a cavallo tra il 1960 ed il 1970, una delle spiagge più frequentate della bella cittadina termale.Tutti volevano una casetta estiva li, da acquistare o da affittare. Casette semplici, per lo più di pescatori, ma che godevano di panorami incantevoli e di un bel mare a tre passi dall’ingresso di casa. In più a questo, anche qualche bel ristorante che produceva ottima cucina di pesce fresco ed anche profumatissime pizze.

Uno di questi ristoranti era quello di “Giacomino”, che non esiste più da molto tempo. Poi però la natura ha presentato un conto inaspettato, ed un inarrestabile processo di erosione corroborato da importanti mareggiate, ha divorato inesorabilmente la spiaggia ed i ricordi di moltissima gente che su quella spiaggia aveva giocato ed era cresciuta.
Successivamente il mare del Lido Esperanto è divenuto non balneabile, ed il cartello lo specifica in svariate lingue a scanso di equivoci. La rete fognaria di Sciacca sversa in quel mare ed in quel meraviglioso e pittoresco posto, incredibile ma vero.

Siccome necessità fa virtù i saccensi, non potendo contare più sull’afflusso dei bagnanti e sul getto economico generato dalla loro presenza, hanno fatto dello “Stazzone” un luogo in cui la gente oggi si reca in massa per godere di una passeggiata sul lungomare, adornata di panorami notturni davvero suggestivi, e per mangiare bene ed anche a costi piuttosto contenuti.
Lido Esperanto è diviso in due zone: quella appannaggio dei giovanissimi, con pub, sale giochi e bar in cui si fa musica e i ragazzi si riuniscono in foltissimi gruppi, ed un’altra riservata alla gente più matura, che frequenta i ristorantini e i wine bar. Le casette dei pescatori sono ancora prese d’assalto dai turisti e nel mese di agosto si vive un’atmosfera rilassata anche se spesso accompagnata da musica ad alto volume sino alle prime luci dell’alba. Ma le casette non sono più quelle di un tempo: per grazia di Dio adesso sono fornite di climatizzatori e vetri camera, per cui quando si decide di dormire il riposo è garantito. Risvegliarsi immersi nell’azzurro di mare e cielo, investiti dal profumo dell’aria salsa e rapiti dal rientro in porto dei pescherecci è un’esperienza fortemente appagante.
Nel volgere di pochi passi si può mangiare di tutto: dal semplice panino con la salsiccia di Ignazio e Filippo Patacco -che però cucinano anche dall’antipasto al contorno con presentazioni dei piatti spesso di alto livello – alla pizza o al cous cous del ristorante Al Porticello che vanta una storia lunga 50 anni e che dello Stazzone ha visto e vissuto i giorni migliori.Oppure optare per un menu fisso della trattoria Mokarta di cui sempre vanterò le mitiche farfalle che portano il nome del locale e che vale veramente la pena di assaggiare.Altro fiorellino all’occhiello di Mokarta è il pesce spada alla griglia profumato alla menta, per non parlare del liquore al cioccolato della signora Maria Roberto – cuoca e titolare del locale – di cui presto vi daremo la segretissima ricetta che la signora, per un’empatia immediata e reciproca, ha deciso invece di regalarmi affinchè la condividessi con i miei lettori. Se non si ha troppa fame invece si può optare per un Mojito al tavolo del wine bar Il Gatto e La Volpe, dove spesso vi capiterà di ascoltare musica dal vivo e di gustare stuzzicanti happy hours.
E allora, vi chiederete, dove sta lo scempio del Lido Esperanto?
Nelle mani dei giovani (maleducati) e nelle teste dei gestori (maleducati) di quei bar e pub e sale giochi di cui abbiamo parlato prima e che stanno nel settore frequentato appunto dai più giovani.
In quella zona accade qualcosa di assai strano: si agisce in barba alle leggi ed alle normative. Intanto si servono bevande alcoliche e non direttamente in bottiglie di vetro: cosa che è altamente sanzionabile ma sulla quale pare si chiuda più di un occhio.Poi non ci si fornisce di cestini per lo smaltimento dei rifiuti, primo fra tutti il vetro, prodotti dagli avventori dei locali ( e ciò sebbene a Sciacca sia in atto un’efficacissima raccolta differenziata)
In ultimo, e più scandaloso di tutto, dietro il muretto affacciato sul mare su cui i ragazzi rimangono a bere appollaiati per delle ore, si ammassano rifiuti di ogni genere e centinaia di bottiglie anche rotte.
Una piccola nota prima di proseguire. Quest’anno un gruppo di volontari ha deciso che per le strade dello Stazzone dopo le 21.00 della sera non  avrebbe transitato più alcun veicolo, se non provvisto di pass rilasciato dalla Polizia Municipale ai residenti anche solo stagionali.
Benissimo: tutto sommato va bene così, che il luogo sia fruibile e godibile a chi desidera mangiare all’aperto senza condire il pesce con i gas di scarico delle auto e per chi può finalmente allentare la presa sui bambini che giocano in tranquillità nel parco giochi allestito dal Comune.Ma il pattume? Le migliaia di bottiglie rotte? Cosa fa la Polizia Municipale piuttosto che sanzionare pesantemente i gestori dei locali difronte allo scempio che essi stessi determinano? Cosa fanno i volontari che tanto hanno a cuore la vita del Lido Esperanto? E cosa fa il Comune di Sciacca, sindaco di fresca nomina in testa? E’ sufficiente che quel mare non sia balneabile per farne una discarica a cielo aperto in cui i gabbiani si fermano a riposare sulle bottiglie abbandonate quasi con cattiveria e proterva indolenza?
E che dire dei minorenni che possono acquistare senza alcun problema ben dieci chupitos alla modicissima cifra di cinque euro?
Quante carte di identità vengono controllate in quei locali? Non sono abituata a raccontare fandonie nè a cercare sensazionalismi ovunque ed a qualunque costo, e men che mai a costo della calunnia e della maldicenza, e quindi vi dico – e vi garantisco – che decine e decine di minorenni ( diversi anche meno che quindicenni) bevono e bevono e bevono: dalla birra in poi, il solo limite è la disponibilità finanziaria di ognuno di questi ragazzi. Ovviamente non posso pubblicarne le foto, ma è un dato di fatto sotto gli occhi di tutti.
Danni su danni: all’ambiente e alla salute pubblica. Infrazioni su infrazioni: e nessuno se ne cura.
Lo Stazzone della sera è zona franca, teatro di piccole e grandi illiceità.
Che strano paese è Sciacca. Ricordo di aver mandato mia figlia, quindicenne, a comprarmi le maledette sigarette. Dall’interno dell’auto facevo segni al tabaccaio e annuivo come a dire ” gliele dia pure, sono per me”.
Vidi però mia figlia fare spallucce e tornare verso la macchina a dirmi che il tabaccaio le aveva detto, testualmente, ” sei troppo piccola: le sigarette non te le metto neanche in mano, anche se sono certo del fatto che siano per tua madre.” Ascoltai questa cosa allibita ma anche compiaciuta pensando che i nostri figli, ogni tanto, sono al sicuro.
Scesi dalla macchina a comprare, finalmente, il mio dannato vizio e ringraziai quel tabaccaio. Ad avercene di tabaccai così: ed anche di baristi e titolari di pub e quant’altro. Ci saranno di sicuro, sparsi qui e li per la città di Sciacca: ma non al Lido Esperanto; ai saccensi e ai più meglio conosciuto come Lo Stazzone.

Alessandra Verzera

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