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Con Agrisicily, avviati accordi commerciali con Usa e Russia

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I prodotti agroalimentari della provincia di Palermo e Trapani “fanno gola” ai mercati Americani e Russi. E’ emerso al programma di internazionalizzazione “Agrisicily”, promosso dall’assessorato regionale alle Attività Produttive e dalla Camera di Commercio di Trapani. Il progetto ha coinvolto 17 aziende specializzate oltre che nella produzione di vino, olio e conserve, anche in “pacchetti” turistici con attenzione particolare all’enogastronomia. (A. Fi.)

Abate Vini, Azienda Agricola Lombardo, Bonomo e Giglio, Casano, Campodoro, Dimensione Sicilia, Distilleria Bianchi, Ecocene srl, F.lli Lombardo, Fazio wines, Fontana Salsa, Frantoio Torre di Mezzo, Nero di Pantelleria, Olio Barbera, Sanacare, Stramondo e Tornasia, hanno presentato il loro ampio ventaglio di prodotti, avviando così concreti accordi commerciali con i buyers arrivati da quei Paesi e conosciuti nelle più importanti fiere internazionali di Russia, India e America. In particolare, l’azienda Stramondo di Salemi, produttrice di preparati per gelati, commercializzerà con l’americana MaxCointernational; l’Azienda agricola Sanacore Francesco di Trapani, produttrice di olio extravergine di qualità, con la russa Ecofood; e Casano sas, produttrice di vini, con l’americana Petito Wines.


Olio e vino trapanesi e palermitani potrebbero però finire anche sulle tavole del primo grande ipermercato italiano a Mosca, una sorta di “Casa Italia”. “La società che sta realizzando il progetto – ha soiegato Holga Strakhova, all’incoming per il gruppo – è il “Gruppo Tashir”, formato da più di 200 aziende e proprietario di 60 supermercati in diverse città della Russia”. Ancora dalla Russia, Valeriy Zakharov per “Mega Best Food” compagnia di importazione di prodotti agroalimentari con sedi a Mosca e Kaliningrad e sul mercato da 15 anni; e Sergey Lisitsyn, della  azienda Donato che importa prodotti agroalimentari solo dall’Italia e da ben 16 anni.


I “buyers” hanno fatto tappa al Resort Tonnara di Bonagia dove si sono svolti gli incontri B2B. Ieri, invece hanno visitato le aziende locali, definito o gettato le basi di accordi commerciali. “Iniziative come questa – dice il presidente della Camera di Commercio di Trapani, Giuseppe Pace – sono importantissime per fare conoscere i prodotti del territorio incrementando l’export e tutelando  la qualità e originalità del made in Sicily in un momento di grande confusione sui mercati e tra i consumatori a causa di speculazioni e truffe. Questo incoming – dice ancora Pace – rappresenta la fine di un percorso avviato ad inizio anno e che sembra promettere bene per le aziende locali e l’incremento di flussi turistici da questi Paesi”.

Il progetto Agrisicily ha previsto finora quattro tappe. Tra gennaio e febbraio scorso, i prodotti siciliani hanno fatto bella mostra di se in India, al Taste 2011 di Mumbai, e in Russia, alla Prodexpo di Mosca attirando l’attenzione di operatori della grande e piccola distribuzione alimentare. Poi, dal 21 al 24 maggio all’NRA Show di Chicago, la fiera internazionale aperta soprattutto alle catene di ristorazione e alla ristorazione di qualità, alla ricerca continua di prodotti sani, naturali e certificati per i palati più esigenti. All’incoming di questi giorni hanno partecipato 12 imprese: l’azienda agricola Abate Franca Alba; l’azienda agricola Fontanasalsa; l’Azienda agricola Sanacore; Aziende Agricole Tornisia, Campo d’oro di Licata Paolo; Casano sas; Dimensione Sicilia (tour operator); Eocene srl; Frantoio Torre di Mezzo; Gb Distillati; Oltremaresrl; Stramondo srl.


I “buyers” hanno potuto osservare da vicino il metodo produttivo, la selezione delle materie prime, e le altre fasi della lavorazione. Le società straniere partecipanti all’incoming, interessate a prodotti di qualità, sono state selezionate attraverso i contatti stretti nel corso di Fiere internazionali ma anche grazie ai rapporti avviati dalla Camera di Commercio di Trapani con l’istituto Commerciale estero di New York e il funzionario Mirella Menglide.

Dagli Usa, insieme a Menglide, sono arrivati Thomas Walter Petito, di Petito Wines, importatore e produttore a sua volta di vino e proprietario di numerosi vigneti in California. Per lui, quella di questi giorni, è stata “la prima visita in Sicilia e il primo approccio con il vino siciliano, di ottima qualità”. Petito Wines importa già da Cile, Argentina, Spagna e Portogallo distribuendo poi a New York, nel New Jersey e in California. Alla produzione agroalimentare di qualità è interessata anche la MaxCointernational (rappresentata da Massimo Cannas) che distribuisce in tutti gli Stati Uniti d’America.


L’interesse degli Usa non è però solo per i prodotti ma per il turismo enogastronomico. Della delegazione americana ha fatto parte, infatti, anche Julia Mary Della Croce, giornalista italo-americana esperta di enogastronomia, specializzata in cucina italiana e food writer abbastanza conosciuta in America.

“La cucina italiana – ha sottolineata con interesse – va molto di moda in questo momento in America  così come negli anni ’60 andava di moda quella francese. Il fatto è che negli Usa in pochi conoscono la vera cucina italiana e i veri prodotti di questa terra. Per questo è necessario far conoscere questo patrimonio. Il cibo, poi, è anche un veicolo turistico per questo territorio che è davvero splendido”.


Dalla Russia sono invece giunti a Trapani rappresentanti di compagnie di importazione e distribuzione di prodotti di qualità. Come Rashid Utsiev di Ecofood che in Sicilia ha già stretto alcuni rapporti commerciali e ieri ha avviato una trattativa con l’Azienda agricola Sanacore Francesco di Trapani per far gustare anche in Russia l’olio dell’azienda trapanese. Fornitura: due pedane al mese per iniziare.

Antonio Fiasconaro

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