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Vitigni d’Italia, l’Italia s’è desta!

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Si chiamerà “Bottiglia dell’Unità” e sarà presentata al prossimo Vinitaly per celebrare il secolo e mezzo di storia italiana ( M. Ma.)

 

Quaranta autoctoni, venti rossi e venti bianchi. Questo il numero dei vitigni con cui verrà rappresentata ufficialmente all’ormai imminente 45ª edizione del Vinitaly la nascita dell’Unità d’Italia. A Verona tra il 7 e l’11 aprile prossimi saranno due le bottiglie celebrative per festeggiare il secolo e mezzo del nostro del bel Paese: una di rosso e una di bianco, in cui saranno presenti in ciascuna un blend dei vitigni regionali più rappresentativi regionali. Si chiamerà “Bottiglia dell’Unità d’Italia” e racchiuderà in sé un ampio progetto di valorizzazione e di promozione del sistema Paese all’estero e di identità nazionale in Italia.

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L’idea originale si deve ad Ettore Riello, Presidente di Veronafiere. Durante la presentazione dell’edizione scorsa Riello stupì tutti con questa insolita proposta proprio alla presenza del capo di Stato, Giorgio Napolitano, presente nel 2010 nel capoluogo veneto. Quest’ultimo, presente in sala al momento del curioso lancio, volle immediatamente prendere la parola definendo quella di Riello una “eccellente idea”. «Mi sento di appoggiarla – disse Napolitano un anno fa – senza nemmeno chiedere il diritto della prima bevuta», quasi a voler celebrare e osannare di diritto l’intero vitigno “Italia”. Detto, fatto. Il progetto, bizzarro quanto singolare, divenne subito da quel momento uno tra gli eventi ufficiali maggiormente significativi per l’anno delle celebrazioni.

A sommelier e degustatori entrambe le creazioni sicuramente non risulteranno specchio di alta e valida espressione enologica, ma ad un vino così nessuno chiederà giammai di gravitare nelle alte sfere qualitative della nicchia italiana. Il vino avrà solamente un puro e alto valore simbolico e verrà donato alle massime autorità internazionali. La Bottiglia sarà, pertanto, un piccolo palcoscenico “dentro” il quale esibire le possenti peculiarità della vitivinicoltura italiana, caratteristica di ognuna delle venti regioni: ricca nelle differenze e in grado di esprimere una struttura produttiva che sia espressione di eccellenza italiana nel mondo.

Per la creazione dei blend coinvolta Assoenologi che ha scelto i vitigni in base alla specifica rappresentatività e per i quali ha stabilito le singole percentuali, concedendo però al rosso, le cui annate saranno comprese tra la 2005 e la 2009, la possibilità che alcune delle sue uve possano aver fatto legno nella propria maturazione. Tutti vendemmia 2009, invece, i bianchi. La Sicilia schiererà Nero d’Avola e Grillo. Inoltre Barbera, Sangiovese, Primitivo e Aglianico tra i rossi; Malvasia, Verdicchio, Greco e Vermentino, invece, i plus tra i bianchi. Solo un paio di mesi di affinamento per avere il vino in pronta beva.

Singolari le bottiglie, appositamente ideate da Aldo Cibic, architetto e designer di fama mondiale.

L’Italia unita, vitigno per vitigno: “http://www.vinitalytour.com/immagini/pdf/It_3.pdf”

Tutti i vitigni per regione: “http://www.vinitalytour.com/immagini/pdf/2_vitigni_selezionati_ita.pdf”

Marcello Malta