Home Eventi & sagre ASPETTANDO VINITALY 2012: NOSTRA INTERVISTA A DARIO CARTABELLOTTA, DIRETTORE GENERALE IRVOS

ASPETTANDO VINITALY 2012: NOSTRA INTERVISTA A DARIO CARTABELLOTTA, DIRETTORE GENERALE IRVOS

 

L’edizione Vinitaly 2012 è forse incupita da un clima teso che parla di crisi e contrazioni, di manovre e di spread: ma al buon calice berremo tutti lo stesso, o quasi. Il moderato ottimismo del direttore generale dell’IRVOS, Dario Cartabellotta: niente pronostici però, “attendiamo la conclusione” ( M.Ma.)

Quali sono le iniziative e le strategie istituzionali per la competitività messe in campo dall’Istituto Regionale Vino e Oli di Sicilia e quali quelli della Regione Sicilia a sostegno dei produttori che andranno al Vinitaly?

Il vino è oggi al centro di un numero enorme di mercati, tutti con diverse caratteristiche e richieste. Negli ultimi 20 anni la Sicilia è diventata un marchio di alto prestigio dell’enologia internazionale che evoca territori di straordinaria vocazione vitivinicola, di lunga storicità ed una forte relazione tra produzioni enologiche, cultura, tradizioni e paesaggio. Se l’ultimo decennio ha visto così una grande crescita di immagine della Sicilia del vino, oggi è fondamentale individuare nuovi modelli di comunicazione in grado di esaltare maggiormente i valori dei Vini e Oli di Sicilia. Le strategie punteranno quindi ad aumentare l’immagine e la percezione dei principali territori siciliani al fine di non limitarsi all’unico brand Sicilia, straordinario ma non sempre in grado di esaltare le principali peculiarità ed identità dei diversi territori vitivinicoli siciliani. Ma non solo, si tratta anche di aumentare le opportunità commerciali attraverso una maggiore possibilità di incontro con distributori e buyer nazionali ed internazionali, nonchè la visibilità e la comunicazione dei brand aziendali. Infine, occorre facilitare le opportunità di aggregazione delle imprese, soprattutto quelle di minori dimensioni e con maggiori difficoltà di evidenziare le proprie identità.

Come saranno organizzate le cantine nel padiglione siciliano? Saranno aggregate per territorio in modo tale da esaltarne i caratteri di identità e personalità?

Un’unica grande anima, la Sicilia, dentro tutti i suoi molteplici luoghi, diversi per morfologia, tradizioni, spirito e carattere. L’itinerario si sviluppa così attraverso i diciassette territori di straordinaria vocazione vitivinicola, di lunghissima storicità, per scoprire, o tornare ad apprezzarne, la relazione tra produzioni enologiche, cultura, tradizioni e paesaggio. Terre dove razze e culture hanno convissuto o lottato, compiendo un suggestivo percorso di storia, arte e folclori, che, con miti e leggende, si lega ai luoghi, ai prodotti tipici e ai vini, ridiventando colori, profumi e sapori. Un melting pot, che da Occidente a Oriente (i due spiriti irriducibili), dall’estrema punta ovest, Pantelleria, a quella a est, lo stretto di Messina, vale la pena di attraversare. In tal modo è possibile percepire le diverse identità della Sicilia del vino: non esiste al mondo una terra del vino dove si vendemmia da luglio a novembre. La grande varietà dell’enologia siciliana  rappresenta oggi un altissimo valore aggiunto soprattutto per quanto riguarda l’esaltazione delle identità e riconoscibilità dei prodotti. È l’inizio di un nuovo percorso di comunicazione delle diverse identità produttive e territoriali del vino made in Sicily.

Presidente, abbiamo appreso del forfait di alcune aziende siciliane al Vinitaly,come per esempio l’azienda “Ceuso” dei fratelli Melìa che ha i vigneti tra Alcamo e Calatafimi e, soprattutto della “Pellegrino” di Marsala che, per contenere i costi ha deciso di presenziare all’interno degli spazi di Luca Maroni con un notevole abbassamento delle spese, a causa dell’impossibilità di organizzare un’area espositiva con la formula “cluster” (ossia di gruppo, nda) che avrebbe permesso, appunto, un enorme abbattimento dei costi. Come mai questi disagi, considerato che il momento nel Paese non è dei più floridi per nessuno?

Ognuno fa le sue scelte imprenditoriali. IRVOS aveva proposto la stand cluster ma i produttori preferiscono la villetta unifamiliare rispetto al condominio e le scelte vanno rispettate.

La Sicilia, un po’ come la Sardegna e la Campania, è sempre lì pronta per questo salto quantico di qualità in campo enologico e gli sforzi imprenditoriali profusi dai produttori siciliani ce ne stanno dando prova. Quando, secondo lei, la Sicilia sarà in grado di tener testa da pari a pari in campo qualitativo a regioni come Piemonte, Lombardia, Toscana e Veneto?

Robert Parker durante il Wine future di Hong Kong, a novembre 2011, ha detto: “..In Europa il primato di vitigni internazionali Merlot e Cabernet  e delle zone storiche tradizionali (Francia, Piemonte, Toscana)  non è più isolato…si registra una grande crescita dell’enologia del Mediterraneo, Spagna, Portogallo, Sud Italia e Sicilia, che propongono  vitigni e altre varietà identitarie (come il Nero d’Avola o l’Aglianico)  ottimi vini dal gusto moderno..” Vogliamo smentirlo? E se non bastasse, perché non prendere l’ultima copertina di Wine Enthusiast?

Il padiglione “Sicilia” sarà strutturato in modo da rappresentare egregiamente attraverso un percorso virtuale tutte le zone vocate enologicamente dell’Isola?

Si, ”Vero è che le Sicilie sono tante, non finirò di contarle”. (Gesualdo Bufalino, La luce e il lutto)

Che obiettivo si pone l’Irvos per Vinitaly 2012 e cosa si aspetta quest’anno come consuntivo finale dalla manifestazione veronese?

Aspettiamo la conclusione.

Marcello Malta

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