Home appunti di viaggio Albergo Patria: a Nicosia tra pezzi di memoria e di profumi antichi

Albergo Patria: a Nicosia tra pezzi di memoria e di profumi antichi

Nicosia comune2Il mio giro per le vie, le cose, le storie e le persone di Nicosia (En) in questo breve viaggio di cui vi racconterò molto altro nei prossimi giorni, mi ha portata nel centro della città. Nicosia comuneUn centro bello, curato, che custodisce ancora l’eco di antiche nobiltà decadute, purtroppo tanto quanto i loro bellissimi palazzi che sicuramente meriterebbero maggiore attenzione da parte degli enti locali. Nella terra dei “24 baroni” ed alzando gli occhi verso balconi traboccanti di fiori di bianco e di rosso come i colori delle insegne cittadine, mi sorge spontanea una domanda, proprio in considerazione della presenza di tanti bei palazzi storici. E così chiedo al mio Cicerone: “Ma non esiste un albergo nel centro di Nicosia?“. La risposta è semplice, disarmante: no, non c’è. Ma c’era. E quello che era una volta, ma che in fondo è stato fino al 2000, l’Albergo Patria – per uno strano gioco di serendipità – è proprio tre passi avanti a noi, come a voler essere scoperto, raccontato e saputo.

albergo patriaNon ci pensiamo due volte a salire i pochi gradini che portano all’uscio di quella che ormai, ci dicono, è una casa privata in cui vivono la proprietaria e i suoi due figli. Uno di questi due figli ci apre la porta, con grande gentilezza mista a stupore: io non sono di queste parti, la mia faccia è quella di una sconosciuta. La mia guida nicosiana prende la parola. Ci accomodiamo in casa, che un tempo era la hall dell’albergo con un bar ad angolo, e dove ci riceve la signora Angela Rizzo, la bella vedova davvero inconsolabile di Michele Battiato: proprietario ed ultimo gestore dell’hotel di famiglia, deceduto solo pochi mesi fa. albergo patria2E la signora Angela ha una bellissima storia da raccontare mentre noi ce ne stiamo in silenzio accomodate sul suo soffice divano di pelle. E così scopriamo la storia di una tale Nunziata Zito, una donna decisamente unica, nata e vissuta per alcuni anni in Brasile e poi tornata a Nicosia all’età di otto anni, che nel 1924, dopo essere rimasta vedova  a soli 35 anni e con cinque figli da crescere, diede vita all’ Albergo Patria,un piccolo hotel di epoca Liberty che era ed è rimasto l’unico hotel nel centro storico della città di Nicosia. Nunziata Zito vedova Battiato era la suocera della signora Angela, e quindi la madre di Michele. Una donna di ferro, fuori dal coro: una donna che dopo avere lavorato in cucina come cuoca in quell’albergo decise di acquistarlo e di creare un futuro ai suoi figli, tra i quali proprio Michele era quello che la coadiuvava in cucina fin da tenera età e che dalla madre imparava quello che poi tanti ospiti, tra cui diversi nomi illustri del panorama nazionale, hanno avuto modo ed opportunità di conoscere ed apprezzare nel corso degli anni e dei decenni: i piatti tipici dell’enogastronomia nicosiana di tanti anni fa, tra cui spiccavano i “maccarruni con il sugo di coniglio” e il “galletto al brodo“, nel mese di agosto. Una donna, Nunziata, di cui la città sembra essersi dimenticata ma che vive nel ricordo amorevole della nuora Angela e del nipote che ne parla con grande commozione. maccarruniE così, tra Piazza Garibaldi e Via Vittorio Emanuele, ascoltiamo una storia di vita bellissima, che si bagna delle lacrime di una donna rimasta da sola dopo avere perso il compagno di una vita in soli tre mesi, strappato alla vita da un male terribile. E ci racconta degli ospiti che in questo hotel hanno alloggiato e che hanno mangiato le specialità gastronomiche che lei e Michele allestivano amorevolmente: magistrati, esponenti politici e in tempi più recenti anche Mike Bongiorno, Raffaella Carrà, Loredana Bertè e vari altri personaggi del mondo dello spettacolo.

hotel patriaLe chiedo se non le piacerebbe che l’albergo tornasse ai suoi vecchi splendori. Lei sorride: “Michele, ovunque si trovi, in questo momento sarà felice di sentirci raccontare la nostra storia e di vedere che qualcuno ancora si interessa a noi. Ma no, ora questa è la mia casa” –  dice Angela Rizzo con gli occhi lucidi. “Qui sono tutti i miei ricordi, i ricordi di mio marito, della nostra vita insieme, dei nostri figli che vi sono cresciuti. Qui sono tutte le nostre vite, e quella di Michele  trascorsa quasi sempre nella cucina, dapprima accanto alla mamma dalla quale ha imparato praticamente tutto, e poi accanto a me e ai nostri figli” . Ora dai balconi dell’albergo Patria pendono panni stesi, a simboleggiare la vita di una famiglia, e dalla cucina arrivano profumi invitanti, che però ormai non sono più per tutti. E mentre ci dice questo Angela ci mostra quella che fu un tempo la sala ristorante dell’albergo: di quei tempi “buoni” in cui gli chef erano cuochi ed erano i proprietari di piccoli alberghi pieni di fascino, dove l’ospite era uno di casa, quasi un componente della famiglia. Come una sconosciuta di Palermo, piombata in quella casa colma d’amore all’ora del pranzo.

Alessandra Verzera 

Credits : Foto storica, Albergo Patria di  http://nicosiafotografica.blogspot.it/2008/07/blog-post.html

Foto  “Maccarruni” di La Casetta Verde – Nissoria -

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