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Aida Satta Flores, dal palcoscenico di Sanremo, alla conquista della “palermitaneità” gastronomica

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AIDA_SATTA_FLORES.jpg.bigOggi nostra ospite, bisogna quindi aggiungere un posto a tavola, è Aida Satta Flores, 51 anni il prossimo 21 settembre, cantautrice siciliana con il cuore diviso in due parti: uno ad Oriente cioè Catania e l’altro ad Occidente, cioè Palermo. Ma lei, da sempre si sente, a tutti gli effetti, “palermitanissima”. Cugina dell’indimenticato attore Stefano Satta Flores.

 

Aida Satta Flores inizia a cantare e suonare la chitarra in svariati gruppi. Si fa conoscere dal pubblico nel lontano 1981, quando vince il concorso “Teen-ager canto e teatro”. Ma la vera prima occasione importante arriva quattro anni dopo quando vince il Festival di Castrocaro con il brano “Alkaid”. Partecipa nel 1986 al Festival di Sanremo con il brano “Croce del Sud”, brano da lei composto con Roberto Colombo ed Elio Aldrighetti.

Tre anni più tardi è di nuovo sul palcoscenico del Teatro Ariston con il brano “Certi uomini” prodotto da Pino Longobardi e Gino Paoli. In questo brano da lei composto Aida dà tutta se stessa cantandolo con eleganza ed accompagnandosi con la chitarra tanto che le viene assegnato il “Premio della critica”.

 

Nello stesso anno partecipa alla seconda edizione del concerto d’autore al femminile organizzato dal premio Tenco insieme ad artiste del calibro di Ornella Vanoni, Mia Martini, Rossana Casale, Paola Turci e Mariella Nava. Inoltre, vince il premio Rino Gaetano come miglior autrice di testi e musiche.

Nel 1992 partecipa ancora una volta al Festival di Sanremo con il brano, poi bocciato dalle giurie, dal titolo “Io scappo via”. Il suo primo cd “Il profumo dei limoni” arriva nel 1993 ed è frutto di un lavoro prodotto dai Nomadi.

 

In questo album Aida duetta con Augusto Daolio ( Foto sopra)  dei Nomadi nel brano “Un bersaglio al centro” che diviene anche sigla televisiva del programma “Bella d’estate” trasmesso da Rai 1. Nell’estate dello stesso anno Aida fa la spalla nel tour dei Nomadi.

Dal 1994 al 1999, la Satta Flores si concede una pausa discografica, nonostante continui a proporre i suoi concerti in Italia ed all’estero. Fino ad oggi la cantautrice palermitana si è alternata tra tour e sala d’incisione pubblicando altri cd riscuotendo  un grande successo di pubblico e critica.

 

Nel 2006 ha partecipato pure alla rassegna “O’scia” organizzata da Claudio Baglioni a Lampedusa, dove Aida ha duettato con il cantautore romano in un medley emozionando il numeroso pubblico.

 

In questi ultimi mesi sta lavorando ad un nuovo disco che, sarà pronto per i primi mesi del 2012. Nel frattempo sta preparando il nuovo tour 2011 che partirà il prossimo mese di luglio e fino a settembre porterà l’artista palermitana in giro per l’Italia.

 

Nel frattempo, dopo 23 anni di convivenza, qualche mese fa è convolata a nozze con il suo compagno di sempre, Giovanni Fasulo.

Aida, come possiamo prenderti per… la gola?

“E’ facile. A me piace mangiare eccome! Purtroppo, per il momento sono a dieta. Mi sto preparando per affrontare i concerti estivi. Ma sono davvero golosa, golosissima, manciataria…”.

Il tuo rapporto con la cucina palermitana e catanese

“Mi inviti a nozze. Secondo me la cucina catanese è legata al naso, agli odori. Quella palermitana, invece ai sapori. Di Catania ricordo le crespelle, le fritture dolciastre, l’acciuga nella ricotta. Ma i dolci di Palermo non li batte proprio nessuno. Sono unici”.

E quali sono i dolci che preferisci?

“Mi piacciono tutti quelli preparati con la crema di ricotta: i cannoli di Palermo o quelli di Piana degli Albanesi. La cassata siciliana sia quella tradizionale che al forno. Ricordo che mio padre da piccola mi portava spesso alla Pasticceria Svizzera di Catania e quasi sempre divoravo una coppetta di panna montata. Quella che fanno a Catania è davvero speciale. A Palermo invece prendo un bel gelato al caffè con la panna montata o una coppa di fragoline e panna. Mi mi piace gustare, non solo con gli occhi, i profitterol palermitani e se dovessi scegliere tra panna o ricotta, non avrei dubbi: scelgo i dolci con la ricotta: hanno origini arabo-normanne, quindi il trionfo della palermitaneità”.

In assoluto, oggi quale piatto della cucina siciliana ti piace più di tutti. A prescidere da Catania e Palermo?

“E’ difficile fare classifiche e distinsioni. Mi piace per esempio la caponata alla catanese o la parmigiana che spesso mia madre prepara. E’ il tripudio di sapori, colori, odori e frittura. Sublime! Oggi da tutto questo mi trovi spiazzata, perchè sono a dieta. La pasta con le sarde, per esempio, non mi fa impazzire. Invece quella alla norma con sopra grattugiata rigorosamente la ricotta salata, questa sì che mi fa impazzire, accompagnata da un buon bicchiere di vino rosso e non rigorosamente nero d’Avola”.

Ci può essere un rapporto tra buon canto e cucina? Come si possono unire in matrimonio questi due elementi?

“Di solito noi artisti mangiamo sempre dopo le performance, perchè con la pancia piena non si riesce mai a cantare. Non ci si può esibire. Però, essendo io una cantautrice, quindi non osservando la tecnica, preferisco spizzuliare ( assaggiare,sbocconcellare, ndr) qualcosa prima di salire sul palcoscenico, così come mi hanno insegnato i Nomadi, ma non bisogna mai esagerare. Non bisogna mai abbuffarsi. Poi, a fine concerto ci si lascia andare. Si va a mangiare con tutta la band anche se sempre ad orari improponibili, durante la notte. Se ti mangi la sasizza (salsiccia) cosa ci metti sopra latte o un bel bicchiere di vino? Quindi….”.

Antonio Fiasconaro

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