Home Di piatto in piatto Ricette della tradizione A Busto Arsizio trionfano i “bruscolini” con la polenta

A Busto Arsizio trionfano i “bruscolini” con la polenta

Autunno, tempo di pietanze ricche e golose, spesso legate alla tradizione. In valle Olona e nei dintorni di Busto Arsizio sulla tavola trionfano i “bruscitt”, accompagnati con fumante polenta. (P. Pi.)

 

Un piatto a base di carne di manzo sminuzzata grossolanamente (bruscitt, bruscolini) rosolata inizialmente nel burro e cipolla poi cotta a lungo dopo una spruzzata di vino rosso, sale e aromi a piacere (aglio solitamente, per qualcuno anche alloro, o addirittura semi di finocchio).

Ovvie le varianti e le personalizzazioni a seconda dai gusti familiari e delle abitudini locali: un po’ del classico “battuto” con carota e sedano all’inizio, oppure l’aggiunta di pancetta. Qualcuno osa anche un cucchiaio di passata di pomodoro, ma la ricetta ufficiale non lo prevede. La cottura deve essere lunga e lenta, due o tre ore circa, mantenendo una consistenza piuttosto asciutta.


E’ un piatto unico che va abbinato alla polenta appunto, o a fette di pane rustico, e a vini rossi corposi. Perfetto per chiudere un buon formaggio, specie il gorgonzola. Piatto tipico nelle ricorrenze, a Busto Arsizio trionfa per esempio per festeggiare la «Gioeubia», a fine gennaio, ossia il falò del fantoccio per scacciare via l’inverno. La tradizione voleva che per l’occasione ci si riunisse a tavola gustando insieme piatti tipici e fumanti.


Da qualche anno anche alcuni ristoratori hanno rispolverato l’antica usanza, proponendo serate a tema. Un piatto talmente noto e apprezzato che per esempio a Fagnano Olona, alla «Festa dei Nonni» che si svolge in febbraio a cura della Pro loco invitando gratuitamente la terza età, i volontari cucinano decine di chili di «bruscitt» per soddisfare i palati dei circa 150 commensali che solitamente accolgono l’invito. Servendolo appunto con polenta e zola, frutta secca e vino rosso. Per chi volesse essere guidato in diretta da un cuoco «bustocco doc» poi, su “Youtube” c’è la proiezione filmata con tanto di dialetto e sketches della preparazione.

Paola Piovesana

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