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La storia dei popoli è scritta nei dolci

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Unknown-1Raccontare i dolci della tradizione siciliana, qualunque sia il dolce, qualunque sia il luogo in cui ha avuto origine, significa raccontare la storia di un popolo nei suoi aspetti sociali ed antropologici e sviscerare  il vissuto di una comunità ed il suo rapporto di scambio con il territorio e le materie prime.

La pasticceria casalinga siciliana è emblema e sintesi dell’evoluzione di una cultura in cui convergono le influenze di molte altre culture, di tutte quelle che hanno dominato un popolo che, sebbene sottomesso, si è espresso riversando nel rapporto con il cibo, dalla produzione delle materie prime alla tavola, il suo modo di essere e di relazionarsi con gli altri e con ogni sfera che attenga alla vita umana.

La religione ha un ruolo cruciale in questo percorso a ritroso. Il dolce è consolazione, ricompensa, è la carezza che non trovava coraggio né spazio tra il duro lavoro quotidiano.

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Sebbene la cultura fosse quella della gestualità ostentata, espressione di personalità forti e mezzo grazie al quale costruire la propria identità, era spesso solo lì , nel sostegno alla comunicazione verbale e nel lavoro che aveva campo di azione. In quel contesto culturale, esternare i propri sentimenti non era cosa semplice, anzi era forse considerato sintomo di debolezza.

La società patriarcale,  in cui i bambini non vivevano appieno la loro infanzia poiché vi era la necessità che divimagesentassero presto adulti, esigeva rigore e non lasciava spazio ai sentimentalismi, perchè  braccia che lavorassero servivano meglio delle carezze.

In quello stesso contesto, dove così ferrea era l’osservanza delle regole religiose, che spesso imponevano la privazione dei piaceri del corpo, la gola come la lussuria non riuscivano ad essere domate.

Ed il dolce diventa trasgressione e peccato, ma non si può farne a meno, così lo si riconduce alla sfera del lecito e per fare ciò si offre a quella stessa divinità che vieta di godere dei piaceri del palato, perchè, se lo si condivide non è più peccato.

Ad ogni festa del calendario liturgico religioso, ogni paese della Sicilia dedica il meglio che le antiche massaie riuscirono a tirar fuori dagli ingredienti di cui disponevano, per offrire ad adulti e piccini quella carezza di cui tutti, almeno ogni tanto, hanno bisogno. Così ancora oggi, con buccellati, mostaccioli, torroni e molto altro, perpetuiamo il rito di farci coccolare dalle tante prelibatezze che vogliono significare il Natale.

 

Federica Genovese

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